| film al cinema da non perdere | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
about premetto che non posseggo televisore da quasi 3 anni ma prima ho visto e rivisto migliaia di film... non sono immodesto se mi definisco un discreto cinefilo.. se vi fidate dei miei consigli.buona visione ma se fate a meno della televisione tanto meglio!!!!! Disclaimer Il materiale presente su questo sito è tutto preso da Internet, quindi valutato di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo con un messaggio all'ultimo post. Provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate. altri archivio marzo 2006 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 gennaio 2004 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 luglio 2003 giugno 2003 counter visitato *loading* volte |
venerdì, marzo 03, 2006 American Gulag
Maurizio Blondet
03/03/2006
Michael Chertoff, Segretario della Homeland Security, Donald Rumsfeld e Bush durante una Task Force alla Casa Bianca
«Ultime notizie: il dipartimento Sicurezza del Patrio Suolo ha dato ordine di allestire campi di lavoro per civili e campi di concentramento sotto controllo dell'Armata. Ciò in caso di emergenza nazionale, che renda necessario internare i traditori che simpatizzano col nemico».
Qualche giorno dopo, il 6 febbraio, il capo del dipartimento di Sicurezza della Patria (Homeland Security), l'israeliano-americano Michael Chertoff, ha stanziato sul bilancio statale del 2007 altri 400 milioni di dollari alla costruzione di «ulteriori 6.700 posti letto in detenzione».
Essa verrà dichiarata dopo l'immancabile «nuovo 11 settembre», grazie a cui l'Amministrazione assumerà i pieni poteri in nome dell'emergenza nazionale.
Sono presenti tutti i caratteri di un potere criminale che la «più grande democrazia dell'Occidente» ha condannato nel Terzo Reich: il potere dell'esecutivo senza controllo in nome della difesa del Suolo Patrio («Homeland» corrisponde precisamente al tedesco Heimat), i campi d'internamento per nemici interni a lavoro forzato, l'uso ammesso della tortura, il controllo della popolazione attraverso la propaganda e il terrore (dei «terroristi islamici») e l'aggressiva pulsione unilaterale all'espansione militare.
Tanti lettori cattolici continuano a rimproverarmi di condonare le uccisioni di «cristiani» nei Paesi islamici.
L'immigrazione è un problema reale (un problema di integrazione difficile); il terrorismo è tutt'altro problema: sarebbe necessario tenerli distinti, con mente lucida: invece, si fondono nelle coscienze allarmate. Note Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
Il regresso fa progressi
Maurizio Blondet
03/03/2006
Il medico scozzese James Lind che nel 1746 scopri' la cura per lo scorbuto provocato dalla mancanza di vitamina C
James Simpson, che esercitava la chirurgia ad Edimburgo in età napoleonica, scrisse che un paziente entrando all'ospedale «era esposto al rischio di morte più del soldato inglese sul campo di Waterloo».
Come si sa - Louis Ferdinand Céline lo scrisse nel suo modo inimitabile - per questa scoperta benefica Semmelweiss fu non osteggiato, ma perseguitato: i luminari ignoranti (e dalle mani sporche) si avventarono su di lui come cani idrofobi, lo portarono al delirio.
Da un mese la British Medical Association ha raccomandato ai medici ospedalieri di lavorare senza cravatta: l'accessorio, «lavato di rado», è «colonizzato da patogeni».
Magellano era morto combattendo contro gli abitanti di un'isola del Pacifico; ma gran parte dei suoi uomini erano stati uccisi dalla privazione di vitamina C, dovuta alla mancanza di frutta e verdura nelle razioni.
Solo nel 1746 un medico di bordo scozzese, James Lind, sottoponendo a diete diverse una quantità di marinai ammalati - forse il primo test clinico - riferì che quelli cui aveva somministrato arance e limoni «tornavano atti al servizio entro sei giorni».
Parte gravosa di questo impulso è la tendenza dei più a temere ciò che non va temuto, e a sottovalutare invece i rischi presenti ed evidenti: come accade oggi ai medici che non si lavano le mani, e non solo a loro. Note Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
Calderoli e la tradizione di Carl Schmitt 1 marzo – Il gesto insulso e provocatorio dell'ex ministro Roberto Calderoli che ha mostrato in TV la maglietta con la vignetta contro l'Islam è indubbiamente un atto grave e consapevole di chi desidera prendere attivamente parte nella strategia dello “scontro di civiltà”. Ma dobbiamo chiedere: da dove viene e che cosa rappresenta questo atto? È necessario e politicamente molto urgente capire se esso proviene da quello che si chiama “paradigma culturale”, cioè un insieme di credenze, di spezzoni di ideologie e di tendenze culturali che precisi gruppi di potere hanno elaborato e imposto in settori della società italiana e internazionale. Di fatto i promotori dello scontro di civiltà in Occidente così come in Oriente – una falsa contrapposizione tanto cara a chi nella storia ha sempre sognato la guerra – si rifanno a idee vecchie, che nel secolo passato sono state ad esempio propagandate da ideologi e filosofi del nazionalsocialismo, come Carl Schmitt. Egli non fu solo un accademico del nazismo ma il giurista numero uno di Hitler che elaborò tutte le giustificazioni giuridiche per dare pieni poteri dittatoriali al fuhrer allo scopo di andare in guerra. Il punto centrale, apparentemente banale, ma terribilmente criminale dell'ideologia schmittiana è la divisione del mondo e della società umana in “amici e nemici”. E i nemici debbono essere sconfitti e schiacciati con ogni mezzo, anche con la guerra. In altre parole, oltre le innumerevoli discussioni e argomentazioni e miliardi di pagine scritte che possono raccogliere tutti i possibili argomenti, la domanda essenziale che essi pongono è: sei con noi o contro di noi? Schierati! È la guerra!
Dopo il 1945 il Tribunale di Norimberga condannò i gerarchi e gli aguzzini ma si dimenticò di portare alla sbarra e condannare gli ideologi, i filosofi e altri “pensatori” che del nazional socialismo furono i garanti intellettuali, come Carl Schmitt e il filosofo Martin Heidegger. Né fu condannato il banchiere del Reich, Hjalmar Schacht. In seguito tutti e tre sono stati ufficialmente rivalutati e riproposti nelle università e nei centri studi in molte parti del mondo, cominciando dagli Stati Uniti. In America Schmitt e Heidegger sono diventati progressivamente la base delle teorie e dei programmi dei neoconservatori. All'Università di Chicago Leo Strauss è stato uno dei maestri principali del gruppo di potere di Cheney-Wolfowitz-Ledeen e tutti gli altri neocon che agitano la “guerra infinita” (poi diventata “preventiva”) e lo scontro di civiltà. In Italia è stato il professor Gianfranco Miglio, il vero ideologo e fondatore della Lega Nord, a rivalutare e riproporre le tesi politiche di Schmitt, ignorando bellamente il ruolo centrale da lui giocato nel 1933 nel consolidamento del potere nelle mani di Hitler. Miglio può vantare un intenso scambio epistolare direttamente con Schmitt nel periodo del dopoguerra che lo ha portato a pubblicare per la casa editrice Il Mulino nel 1972 scritti di Schmitt “Le categorie del 'politico' ”, rivalutando la contrapposizione amico-nemico e l'idea schmittiana dello “stato d'eccezione” come concetto generale della dottrina dello stato, argomenti oggettivamente coerenti con una logica autoritaria. Con la fine dei due blocchi e l'avvento della globalizzazione, Miglio poi si vantò di essere andato oltre Schmitt, passando dalla centralità e dall'autoritarismo dello stato ad un federalismo neofeudale, ispirato al libertarismo (neoconservatore) di stampo americano. Paolo Raimondi SCHEDE
Carl Schmitt (1888-1985) è stato il “giurista principe” del nazionalsocialismo. Dopo l'incendio del Reichstag, il parlamento tedesco di Berlino, in realtà fatto dalle reti di Goering, elaborò le giustificazioni teorico-legali per le leggi di emergenza, le Notverordnungen, che diedero pieni poteri dittatoriali a Hitler. Fu un processo velocissimo: 27 febbraio 1933 l 'incendio del Reichstag; 28 febbraio Hitler strumentalizzò l'articolo 48 della Costituzione per sospendere i diritti dei suoi oppositori bollandoli come terroristi; 23 marzo il parlamento terrorizzato legittimò la dittatura di Hitler. Nel 1930-32 Schmitt era stato collaboratore dei governi autoritari di Bruening e di von Papen. Ha scritto molti libri per presentare i tre temi chiave della sua teoria e pratica autoritaria e dittatoriale: 1) fuehrerprinzip, il capo di Stato carismatico è e crea la legge; 2) “stato di eccezione”, o di emergenza, che determina la vita e i rapporti dello stato; 3) un mondo dominato dal conflitto tra “amici e nemici”. Promosse la carriera dell'ideologo dei neocon Leo Strauss tra l'altro fornendogli una raccomandazione per una borsa di studio della Rockefeller Foundation quando si trasferì negli USA. Nel dopo guerra si è cercato di occultare il suo ruolo centrale nel nazionalsocialismo presentandolo come una “vittima accademica” ma di grande valore intellettuale. Gli amici di Cheney e Bush lo usano per giustifare l'idea di “unitary executive”, la nuova formula per i loro progetti autoritari e di violazioni dei diritti civili e della Costituzione americana.
Martin Heidegger (1889-1976), filosofo tedesco noto come il fondatore dell'esistenzialismo. Entusiasta di Hitler e del nazionalsocialismo, all'inizio del 1933 invita Schmitt a prendere insieme a lui la tessera del partito. Diventa rettore dell'Università di Friburgo: le sue lezioni e i suoi discorsi sono apertamente apologetici del fuehrer e della dittatura. È una delle figure centrali nel revival del nihilismo e della pazzia irrazionale di Friedrich Nietzsche. Insegnante e protettore di Leo Strauss. Dopo la guerra gli fu interdetto l'insegnamento nelle università tedesche in quanto ritenuto ancora pericoloso per la formazione dei giovani studenti. A partire dagli anni cinquanta è stato rivalutato come grande pensatore, anche lui solamente un po' confuso da Hitler, che lo indusse a qualche piccolo “errore di gioventù”. Avrà anche una certa influenza tra i promotori politici e intellettuali di quella parte della cosiddetta “nuova sinistra” sessantottina mobilitata per la distruzione dell'idea di stato.
Hjalmar Schacht (1877-1970), il banchiere del nazionalsocialismo, prima e dopo la presa del potere di Hitler. Prima del 1933, come governatore della Reichbank, la banca centrale tedesca, mantiene i contatti con la City di Londra e le banche di Wall Street, tessendo elogi per un futuro ruolo di “stabilità” sociale di Hitler. Organizza il sostegno finanziario, anche a livello internazionale, per Hitler. Poi dal 17 marzo 1933 al 1939 guida la Reichbank. È ministro dell'economia nazionalsocialista dal 1934 al 1937. Nel 1935 è anche plenipotenziario per l'Economia di Guerra. È stato tra i promotori e fondatori della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, la grande loggia delle banche centrali sganciate dai governi e dai parlamenti. “Politica schachtiana” è sinonimo di austerità brutale sui salari e sui bilanci dello stato. I neocon americani, come Irving Kristol, si sono ispirati a lui e alle sue politiche per promuovere la “rivoluzione neoconservatrice” e un liberismo economico senza stato sociale e senza regole
Poteva in un momento come questo non spuntare fuori un nuovo filmato su violenze contro un musulmano? Questo accadimento, sul quale mi auguro gli organi inquirenti faranno il loro compito, è avvenuto domenica 19 febbraio 2006 a Sassuolo, verso le ore 10 di mattina. Le riprese effettuate dal telefonino di un marocchino che ha assistito alla scena, vengono consegnate all’associazione Giovani musulmani d’Italia con sede a Sassuolo, e dopo averlo pubblicato nel sito si decidono di portarlo alla Digos della Questura di Reggio Emilia. Per una settimana la notizia rimane nascosta nei meandri regionali ( La Gazzetta di Modena & C.), per poi finire nei canali mediatici nazionali: Kataweb, Repubblica on-line e i vari tiggì nazionali, tra cui il Tg5 di Rossella.
Qualcuno plaude la scelta coraggiosa dei direttori di trasmettere il filmato, e qualcuno accusa invece la Rai di stato di non aver dato ampio risalto all’accaduto. A parte il fatto che non è corretto parlare di coraggio ma, in questo caso, di propaganda; la cosa certa è che in un periodo come questo, esaltare e fomentare ulteriormente l’odio tra musulmani e occidente è molto pericoloso e va valutato con ponderazione. Stabiliamo come punto di partenza la pubblicazione il 30 settembre 2005 delle dodici vignette da parte di un quotidiano neocon danese (collegato con i personaggi di estrema destra statunitensi), e rilanciate dai media (compiacenti al Sistema) dopo oltre tre mesi, proprio quando - guarda caso - l’Iran viene deferito al Consiglio di Sicurezza per l’idiozia delle armi nucleari, e Hamas stravince le elezioni in Palestina… “Il Movimento Internazionale per i Diritti civili” spiega per filo e per segno come «la recente crociata lanciata dal presidente del Senato Marcello Pera in presunta difesa dei valori occidentali, che solca le acque mosse dalla provocazione del leghista Calderoli, si inquadra in una campagna islamofobica paneuropea che è stata messa a punto da Bernard Lewis, professore della Princeton University. Lewis, nato in Inghilterra è un prodotto dell'Arab Bureau ed è uno dei massimi controllori di Benjamin Nethanyahu, di cui è stato consigliere anche ufficialmente» In Iraq salta in aria il secondo luogo più sacro dei musulmani sciiti, la moschea Dorata di Samarra, per opera di un misterioso “commando in mimetica”. E «non c'è bisogno di essere complottisti per capire che i sospetti possono essere molti, e non solo i sunniti. Come si sa, tempo fa dei militari britannici sono stati arrestati [a Bassora] travestiti in abiti arabi, mentre giravano su un'auto armati»[2][2] lo afferma Ray McGovern, ex analista della CIA! Se non ci credete guardatevi il filmato qui sopra (cliccando sull’immagine) e potrete osservare come questi criminali al soldo degli eserciti, sparano senza ritegno e umanità contro civili in macchina, in furgone, in camion, provocando incidenti stradali e moltissimi morti. Ma per loro è un gioco, un gioco che sicuramente qualcuno gli ha detto e/o permesso di fare: il deleterio gioco del Terrore! Intorno ad un virus che alberga da sempre nell'organismo dei volatili, l'H5N1, si è costruito in pochi mesi un allarme planetario, un'emergenza che l'Europa affronta investendo milioni di euro per fare incetta di farmaci e prenotando vaccini che ancora non esistono e per la quale George Bush negli Stati Uniti spenderà 7 miliardi di dollari e dispiegherà l'esercito. A questo punto è utile cercare di capire il contesto in cui questa ennesima 'emergenza' si è diffusa gettando nel panico intere popolazioni e per far questo è altresì utile fare il punto sugli avvenimenti che hanno preceduto il momento attuale. Conoscere le premesse, aiuta sempre a leggere con occhi diversi il presente in cui si è calati.
Nel 2002, tutti si ricorderanno, scoppia il caso 'antrace': il bacillo del carbonchio, che provoca appunto l'antrace, diventa una minaccia globale in seguito alla caduta delle Torri Gemelle a New York e alla guerra preventiva al terrorismo annunciata dagli Stati Uniti. Si diffonde in pochi mesi il panico in tutto il mondo, i media e i governi affermano che chiunque, in qualunque momento, avrebbe potuto seminare la famosa 'polverina bianca' infetta provocando la morte di milioni di persone. Negli Usa tutti i militari vengono obbligati a ricevere il vaccino antiantrace, farmaco sperimentale dai pesantissimi effetti collaterali e prodotto dalla Bioshield, azienda nella quale esponenti del governo americano hanno partecipazioni; nel resto del mondo si fa incetta di vaccini che nessuno poi ha mai utilizzato, ci si assicurano quantitativi enormi di Cipro, un antibiotico prodotto in esclusiva dalla Bayer, che, grazie a vendite stratosferiche di questo farmaco, risolleva le sue sorti economiche e finanziarie ed evita il tracollo facendo lievitare le proprie quotazioni in borsa (1). Per mesi e mesi in Italia le città vengono sconvolte da allarmi e quarantene ogni qualvolta qualcuno vede fuoriuscire polverina bianca da un pacco, da una busta o da un contenitore.
Dopo qualche mese, e siamo tra il 2002 e il 2003, si scatena l'allarme sul vaiolo, malattia ormai eradicata che, però, governi e media affermano, potrebbe essere disseminata in qualunque momento da terroristi senza scrupoli che vogliono provocare stragi. Il panico si alimenta dei messaggi allarmistici, la gente fa la fila fuori dalle farmacie per chiedere di acquistare il vaccino antivaioloso, prodotto ormai non più in vendita, ma di cui l'allora ministro della sanità Girolamo Sirchia si affretta a fare incetta usufruendo del fatto che nel frattempo le ditte farmaceutiche avevano ripreso la produzione per soddisfare anche le richieste che provenivano da altre parti. Si rimpinguano le scorte, anche se nessuno dice che, se veramente la minaccia fosse rappresentata, come si dice, da un ipotetico virus geneticamente modificato dai terroristi, il vaccino conosciuto non servirebbe a nulla. Quando si chiudono i capitoli di spesa e si verifica che tutti abbiano avuto la loro parte, l'allarme cessa di colpo. I media non parlano più di antrace o vaiolo, i governi dimenticano di essersi preoccupati e passano ad altro, la gente oggi fatica persino a ricordare che cosa sia l'antrace. In quel frangente, si comincia ad affermare che i sintomi influenzali e la polmonite provocati da un nuovo coronavirus, individuato nel sud est asiatico, potrebbero essere uno dei primi segnali di questa pandemia influenzale che gli esperti si attendono. Al quadro clinico si dà il nome di Sars, un acronimo che passa di bocca in bocca e in poche settimane tiene banco persino nelle discussioni tra casalinghe. Gli esperti pongono al mondo e a se stessi questa domanda: sarà la Sars la terribile pandemia che attendiamo? Una volta individuato il presunto responsabile di quella che viene definita una nuova micidiale polmonite, il coronavirus asiatico, le ditte si buttano a capofitto nella ricerca e sperimentazione di un vaccino specifico, grazie ai fondi stanziati in anticipo da enti istituzionali e governi. Vengono passati al setaccio tutti coloro che starnutiscono dopo essere scesi da un volo aereo proveniente dalla Cina o da Hong Kong, gli Stati Uniti annunciano che useranno l'esercito per costringere la popolazione ad osservare le quarantene qualora necessario. Gli esperti, alla vigilia della vaccinazione contro l'influenza stagionale di quell'autunno, raccomandano caldamente di farsi somministrare il vaccino disponibile, perchè, anche se non c'entra nulla con il coronavirus della Sars e non copre da quella, è comunque utile "a prescindere". La gente si accalca nelle farmacie, si crea l'equivoco, la maggior parte della gente pensa che il vaccino contro la normale influenza sia una panacea contro i pericoli che incombono sul genere umano. Poi, ancora una volta, di colpo l'allarme cessa. Dopo un po' nessuno ne parla più, tutti dimenticano la Sars.
E arriviamo all'estate 2005. Nei primi mesi dell'anno l'accenno alla cosiddetta influenza aviaria fa una prima comparsa sui giornali, ogni tanto qualcuno ne parla, ma siamo ancora tra la fine dell'inverno e la primavera. Poi d'improvviso il martellamento mass-mediatico si fa dirompente, le pagine dei quotidiani si riempiono di fotografie di anatre, polli e pappagalli morti, ricompaiono le mascherine bianche e ricompare l'allarme pandemia. Nel 2005 non è più la Sars il candidato, ma diventa un virus che alberga da secoli nell'organismo dei volatili e che quindi è molto semplice da cercare e trovare esaminando i tessuti delle anatre, dei polli e degli uccelli: l'H5N1, che fa parte di una "famiglia" assai più vasta di virus dei polli, la maggior parte praticamente innocui per la specie umana. Nell'H5N1, individuato in alcuni polli negli allevamenti intensivi del sud est asiatico, si riconosce il nuovo nemico dell'umanità e il monito che si diffonde massicciamente è: "è in arrivo una tremenda pandemia, a causarla potrebbe essere il virus dell'influenza aviaria, e quando arriverà farà sicuramente milioni di morti". Durante l'estate e l'autunno 2005 si genera l'equivoco, voluto o meno: all'aviaria viene dato il nome di influenza, la gente si confonde, i medici non fanno molto per sanare il malinteso, ed esperti e governi finiscono, ancora una volta, per sollecitare tutta la popolazione a vaccinarsi in massa contro la normale influenza stagionale. Poi però proprio la Cochrane Vaccines Field (uno dei maggiori centri di ricerca a livello nazionale proprio sui vaccini), per bocca del portavoce in Italia Tom Jefferson, afferma: "Vaccinarsi contro l'influenza stagionale non serve assolutamente a nulla se si parla di aviaria. Anzi, dirò di più: il diffuso allarmismo è sospetto e assomiglia ad una colossale montatura" (2). E Jefferson, eliminando ogni ulteriore dubbio in proposito, afferma anche che, riguardo la normale influenza umana stagionale, "gli attuali vaccini antinfluenzali sono poco efficaci soprattutto sugli anziani e pressochè inutili sui bambini in tenera età" (3).
Cerchiamo allora di capire quanto c'è di vero in questo ennesimo allarme-pandemia. "Ci sono già state epidemie di influenza aviaria in passato tra i volatili, non è certo la prima volta che questo accade - spiega ancora Jefferson - e sono state tutte contenute con normali misure veterinarie. Questo gran baccano mi puzza di montatura". L'influenza sui polli, dovuta ai diversi virus della famiglia cui si fa riferimento oggi, è stata descritta già alla metà del 1800 e mai nessuno, fino ad oggi, si era mai sognato di addebitare ad essi una pandemia (cioè un'epidemia di dimensioni globali) che avrebbe riguardato gli esseri umani. Si pensi che solo a partire dal 1997 in Italia sono stati registrati sei momenti in cui diversi virus aviari hanno colpito gli allevamenti di varie regioni (4); eppure solo oggi uno di questi si è trasformato nel presunto nemico che tiene in scacco il mondo intero. L'Istituto Superiore di Sanità ha registrato negli anni passati vari focolai di virus aviari che hanno colpito polli, quaglie e tacchini in Veneto e pianura Padana: hanno nomi strani, H5N2, H7N1, H7N3. Tutto è sempre stato risolto con normali misure veterinarie, come si può fare con le malattie tipiche che affliggono, per esempio, cani e gatti. Fino a che c'era da occuparsi di antrace, di Sars, di influenza stagionale, di morbillo, i virus aviari rimanevano in un angolo, emarginati. Invece oggi, d'improvviso, sono balzati agli onori delle cronache e tra loro gli esperti ne hanno individuato uno, uno solo, particolarmente "cattivo": l'H5N1. Identificare un unico nemico significa naturalmente dare la possibilità a chi produce farmaci e vaccini di focalizzare energie, denaro e attenzione in un'unica, proficua direzione. E così è stato. In Italia il ministro Storace ha concordato con le ditte farmaceutiche il diritto di prelazione su 35 milioni di dosi di un vaccino che ancora non esiste (potrebbe venire prodotto solo se comparisse un virus pandemico, che oggi ancora non c'è) , stanziando 5 milioni e mezzo di euro; altri 50 milioni di euro sono stati stanziati per fare scorta di farmaco antivirale, poco efficace, ma estremamente redditizio per la Roche , che produce in esclusiva il Tamiflu, prescelto come unico antivirale da usare contro i virus aviari; presunti esperti di aviaria hanno invitato a metà ottobre l'Unione Europea a finanziare le ditte con 150 milioni di euro per sviluppare 'prototipi' di vaccino; negli States George W. Bush ha chiesto al congresso di sborsare 7 miliardi di dollari per acquistare farmaci, prenotare vaccini e mobilitare l'esercito.
Quindi, tutta l'attenzione è concentrata sull'H5N1, ma nessuno che spieghi che non è quello il virus cui si potrebbe mai attribuire una pandemia: il virus che tutti annunciano come imminente e pericoloso ancora non esiste. Infatti, poichè i virus dell'influenza aviaria esistono da secoli e sono praticamente innocui per l'uomo, per poter ipotizzare una potenziale diffusione epidemica da uomo a uomo di malattia virale, occorrerebbe attendere la comparsa di un nuovo virus, che ancora non esiste e che nessuno sa se mai esisterà e comparirà, nato dalla ricombinazione di un virus aviario, che potrebbe essere l'H5N1 come qualsiasi altro, con un virus dell'influenza stagionale o qualunque altro virus, come spiega chiaramente il dottor Ernesto Burgio, pediatra ed immunologo (5). E' evidente che è iniziata una schizofrenica caccia alle streghe sulla base di ipotesi-fantasma. Lo spiega bene anche Maria Rita Gismondo, direttore del laboratorio di microbiologia dell'ospedale Sacco di Milano (6): "Ci sta facendo paura un fantasma - dice - il virus di cui tutti hanno terrore semplicemente non esiste, così come non esiste il vaccino umano contro l'influenza aviaria. Non conoscendo il virus, poichè non c'è, non sappiamo nemmeno se i farmaci antivirali di cui tutti fanno scorta siano efficaci oppure no". E ancora, Emilio Bajetta, presidente dell'associazione italiana di oncologia medica: "Non c'è alcuna evidenza scientifica e concreta che si possa avverare nel breve periodo quella che viene annunciata come una pandemia" (7). Di fronte alle evidenze, lo stesso ministro Storace, quello che ha fatto scorta di vaccini e farmaci, è costretto ad ammettere: "c'è una psicosi immotivata, non c'è infatti nulla" (8).
Ma allora chi, quanti e dove sono quei morti che ogni tanto vengono citati dai giornali? Sono in tutto 60 persone negli ultimi 3 anni (su circa 6 miliardi di persone nel mondo) che, stando a strettissimo contatto con polli in allevamenti intensivi di 4 paesi del sud est asiatico senza la minima osservanza di principi di igiene, hanno contratto il 'vero' H5N1, cioè il virus aviario, incapace di generare epidemie di sorta, ma che dalla gallina può essere trasmesso all'uomo in condizioni di vita precarie, così come il carbonchio degli animali può passare all'uomo se si usano le pelli infette, così come alcuni virus di cani e gatti possono passare all'uomo se non vengono osservate banali norme igieniche. E sono secoli che, in quelle precarie condizioni igieniche, alcuni virus aviari passano dai volatili all'uomo. Ma quell'H5N1, non ricombinato e quindi non pandemico, non ha alta contagiosità e non può passare da uomo a uomo, condizione indispensabile affinchè si possa parlare di epidemia o pandemia.
Allora, bisognerebbe chiedersi quale sia la ragione per la quale, se la pandemia non esiste e nessuno sa nemmeno se e quando arriverà, il panico si sia già radicato in gran parte della popolazione. "Molte affermazioni allarmistiche - osserva il mensile Altroconsumo - sono emerse da un convegno sull'influenza tenutosi a Malta alla metà di settembre. Il convegno era sponsorizzato dalle aziende produttrici di vaccini antinfluenzali e di farmaci antivirali. Tra queste la Roche " (9). E le previsioni che hanno permesso di annunciare che "prima o poi una pandemia ci sarà" sono basate sulle considerazioni teoriche degli epidemiologi, che sostengono come "ogni 40 anni, più o meno, si dovrebbe verificare un'epidemia influenzale". Nessuno ha però fatto notare che l'epidemiologia è una scienza assai recente (esiste da appena qualche decennio) e che, quindi, ha potuto finora considerare periodi di tempo estremamente brevi, forse troppo per azzardare previsioni e stime sulle basi delle quali smuovere nazioni intere e incutere terrore nella popolazione mondiale. Inoltre, spiega sempre la dottoressa Gismondo, "la nostra popolazione non è più quella di 40 anni fa od 80 anni fa, è meglio nutrita e pulita, così come sono all'avanguardia i nostri mezzi di contenimento". Il direttore generale dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha detto: "Non si sa quando, ma una pandemia si verificherà. Manca solo una condizione alla realizzazione di questo evento: un virus in grado di trasmettersi rapidamente da uomo a uomo". Ebbene, secondo lo stesso principio, si potrebbe validamente affermare: "Non so quando, ma diventerò miliardario. Manca solo una condizione essenziale: che prima o poi scopra l'esistenza di un parente ricco che mi ha inserito nel suo testamento".
Ma non si è solo provocato un enorme allarme, lo si è anche fatto finalizzando gli sforzi. Infatti si è generato un totale equivoco tra la popolazione, che è stata sollecitata oltre misura, in nome della catastrofe imminente, a vaccinarsi contro la semplice influenza stagionale, con l'ovvio risultato che il vaccino antinfluenzale è andato a ruba. Procedere in questo modo potrebbe non essere innocuo. "Se c'è un'annata in cui il vaccino antinfluenzale non andrebbe consigliato è proprio quello in cui si teme la pandemia - spiega Ernesto Burgio - se è vero che uno dei rischi è che l'H5N1 si ricombini con i ceppi influenzali, che sono quelli da cui sono tratte le proteine usate per fabbricare vaccini, è facile capire che vaccinando in massa l'H5N1 potrebbe ricombinarsi proprio con il ceppo vaccinico acquisendone gli antigeni e rischiando di scatenare nel soggetto vaccinato un vero e proprio uragano citochinico. Se c'è una regola universalmente accettata è proprio quella secondo cui, in caso di allarme prepandemico o di pandemia dichiarata, la vaccinazione è una strategia inutile se non pericolosa". Da queste affermazioni possono discendere almeno tre ipotesi: 1) gli esperti hanno raccomandato il vaccino antinfluenzale perché tanto sono certi che la pandemia non ci sarà e quindi sanno di non mettere a rischio la popolazione; ma significherebbe che è tutto una grossa bufala; 2) Gli esperti temono la pandemia, non sanno che vaccinare in massa in questa fase è pericoloso e lo consigliano senza essere consapevoli delle conseguenze; ma allora c’è da chiedersi che razza di esperti siano; 3) gli esperti temono la pandemia, sanno che vaccinare in massa può essere pericoloso ma lo fanno comunque; questa pare una ipotesi troppo inquietante per essere considerata.
Altre riflessioni interessanti sono proposte da Vittorio Demicheli, della Cochrane Vaccines Field (10): “Le decisioni che riguardano la salute della popolazione, vaccinazioni comprese, comportano gravi responsabilità e non possono certo essere basate su ipotesi, opinioni o pressioni interessate. (…) Decidere di vaccinare un terzo della popolazione italiana con il vaccino antinfluenzale attuale è una scelta discutibile. (…) Le industrie poi hanno fatto questa proposta, autodefinita come ‘etica’: in caso di pandemia il vaccino sarà distribuito tra i vari Paesi in modo proporzionale alle quantità consumate ogni anno. In altri termini: chi vuole avere il vaccino deve impegnarsi subito a consumare, ogni anno e per sempre, almeno un terzo della quantità che sarebbe sufficiente per tutta la popolazione. Questa è la proposta cui il nostro Paese ha aderito inserendo, già nella circolare relativa alla campagna vaccinale 2005, l’obiettivo di vaccinare almeno il 33% della popolazione”. Una manovra che si fatica duramente a definire etica. Le ditte attuano una sorta di ricatto, cioè: Hai paura della pandemia e vuoi assicurarti una certa quantità del vaccino che semmai nascerà? Bene, allora impegnati subito, ora e per sempre, a vaccinare contro l’influenza chi più puoi e noi ti venderemo tanto vaccino antipandemico quanto vaccino antinfluenzale tu avrai nel frattempo somministrato, raggiungendo almeno un terzo della popolazione totale.
Eppure le ditte, anche se hanno ormai quasi totale mano libera, non sono ancora del tutto tranquille. Rimane infatti lo spettro delle cause che alcuni potrebbero intentare contro di loro se danneggiati dal vaccino (in Italia l’indennizzo lo paga lo Stato, ma negli Stati Uniti a sborsare sono direttamente le ditte farmaceutiche). Allora, ecco che nasce l’idea: lo scorso 7 ottobre il presidente Bush ha ricevuto alla Casa Bianca una delegazione di imprenditori farmaceutici e ricercatori impegnati nella produzione di vaccini per combattere i virus dei polli. Gli imprenditori gli hanno chiesto di ottenere l’assoluta immunità dalle cause legali che possono nascere per gli effetti collaterali dei vaccini (11). Detto e fatto. Già a novembre nasce il progetto di legge federale (la numero S. 1873) che punta a concedere alle ditte la totale protezione dalle cause legali in caso di danni dovuti a vaccini aviari somministrati agli americani. La legge ha un nome nobile, “Biodifesa, vaccino pandemico e sviluppo di farmaci”, ma in realtà nella sostanza impone agli americani di ricevere vaccinazioni contro una malattia che ancora non esiste (12) e li priva del diritto costituzionalmente garantito di adire in giudizio in caso di danno o morte. L’obiettivo della legge è anche quello di impedire ai cittadini di appellarsi al Freedom of Information Act e altre leggi simili per scoprire se il nuovo vaccino (quando sarà prodotto) sia efficace e sicuro e se qualcuno abbia manifestato reazioni avverse.
Ebbene, a fronte di tutto questo, i giornali continuano a raccontare soltanto che: a) saranno fatti accertamenti sulla carcassa di un gallo trovato morto in un villaggio dell’entroterra brasiliano. Tanti bambini muoiono di fame e miseria da quelle parti, ma il gallo….b) un pappagallo morto improvvisamente in Gran Bretagna ha gettato nel panico l’intera popolazione del Regno Unito; c) sono negativi i test su un tacchino morto sull’isola greca di Chios e su alcuni piccioni nel nord ovest dell’Ungheria; d) a Baghdad, dove da anni si bombarda anche l’aria e migliaia di persone innocenti sono morte e continuano a morire, si teme per alcuni uccelli morti in alcuni quartieri della capitale. 1) "Virus letali e terrorismo mediatico", Claudia Benatti. Ed. Macroedizioni, 2002 Chemioterapia, no grazie! Quanti oncologi si curerebbero con la chemio? Qualcuno si è mai chiesto se l'oncologo, in caso di bisogno, acconsentirebbe a farsi trattare con la chemioterapia? Sorpresa!... "Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università della California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: [...] quando non sono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano." Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate". [Walter Last, "The Ecologist" vol 28, n. 2, marzo/aprile 1998].
"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti". [Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol 337, p. 901].
"I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale". [Edward G. Griffin, "World Without Cancer", American Media Publications, 1996].
"Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano - mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della chemioterapia". [Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000].
"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia [...].Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico." Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi. [Lancet, 10 agosto 1991]
Tratto dal libro del dottor Tullio Simoncini(oncologo): Il cancro è un fungo Il conflitto Islam-Occidente: L’esplosione della fiabesca cupola d’oro di Samarra è un passo importante e ben studiato della strategia in corso per allargare il conflitto “di civiltà” tra Occidente ed Islam, e per infuocare ulteriormente il vortice mediorientale. Si aggiunge ad una serie di eventi che stanno decisamente alzando il livello della tensione. Mentre la guerra in Iraq continua con la quotidiana conta di decine di morti, le ansie, gli odi e le preoccupazioni vengono sollecitati scientificamente, come in un esperimento di laboratorio. La faccia poco rassicurante del Presidente iraniano tuona contro l’esistenza Israele e per reazione i nostri oscuri neocon organizzano fiaccolate che si richiamano ai buoni sentimenti, ma sono popolate anche da strani individui. In Palestina il violento partito religioso Hamas vince delle elezioni dubbie a discapito della laica OLP del defunto Arafat, e la tensione israelo-palestinese sale improvvisamente. Le ombre di nuove violenze si allungano su quella martoriata regione, mentre il livello di ansia delle popolazioni locali ritorna a picchi elevatissimi.
Immagini di violenza delle truppe di occupazione, sia nel carcere di Abu Ghraib, che in quello di Guantanamo, oltre a quelle dei soldati inglesi accaniti contro poveri ragazzetti, vengono accuratamente tirate fuori dagli archivi in cui erano depositate da tempo, per ravvivare l’odio islamico e quello di tanti occidentali. Che non ne possono più di Bush, Blair, Berlusconi…e di tutta la bieca “banda del buco” che sembra coinvolta in un “risiko” predatorio e miope. Ma che sta succedendo? Come mai tutti questi personaggi, gruppi ed apparati sono all’opera, in perfetta sintonia tra loro, per far crescere rigogliose le male piante dell’odio, della paura e della violenza? Secondo questo tipo di interpretazione, un gruppo di poteri oscuri ha deciso, per rallentare la possibilità di “risveglio” spirituale dell’umanità, di lanciare un Terzo conflitto mondiale prolungato, basato sul tema del confronto di civiltà tra Occidente ed Islam. Cosa è successo circa un secolo fa? Gli ideatori del conflitto arabo-israeliano hanno con un solo colpo deviato verso odi, rancori, violenza e guerre, l’elevatissimo stato di coscienza del popolo ebraico. Attenuandone fortemente il contributo positivo al resto degli uomini, quanto mai importante nella nostra delicata epoca di risveglio della coscienza. Hanno trascinato le energie ed i capitali dell’ebraismo mondiale e del petrolio islamico ad esaurirsi e concentrarsi per decenni nel buco nero del conflitto arabo-israeliano. Ne hanno approfittato le bande dei banchieri, dei petrolieri e dei venditori di armi occidentali, ben remunerati per il fatto di farsi portatori dei progetti delle fratellanze oscure che li manovrano. I casi più eclatanti sono la fondazione e la forte crescita in Egitto e nel resto del mondo islamico dei Fratelli Musulmani, una strana, potentissima organizzazione semisegreta e molto articolata, capace da sempre di influenzare pesantemente dal di dentro sia i governi che le loro opposizioni. In grtan parte dei paesi arabi. E poi l’Hojattieh iraniano, che comincia combattendo ferocemente l’“eresia” Bahai, ma che si sviluppa come forza oscura in collegamento con analoghe forze “nere” occidentali. Fino a prendere il potere nell’Iran attuale. E poi i gruppi integralisti wahabiti, dai quali nascono le retrive monarchie della penisola arabica, e quella saudita in particolare. E poi ancora strane sette indo-pakistane, gruppi segreti siriani, libanesi, sudanesi, somali, algerini, libici, marocchini, indonesiani, filippini, ecc… Dove si trovano ora le tracce di questo apparato, di questa macchina da guerra ideologica, apparentemente cieca, pronta a tutto? Cerchiamo ora di reinterpretare brevemente quello che sta accadendo in questi giorni, alla luce dei grandi movimenti di correnti spirituali E poi Hamas, una costola degli oscuri Fratelli Musulmani, violenta e terrorista, che vince dubbie elezioni… Perché dubbie? Quale scelta reale ha avuto il popolo palestinese tra Hamas e una vecchia classe politica dell’OLP ormai priva di ideali e da anni manifestamente ipercorrotta dal denaro arabo ed occidentale? E per di più sotto la tensione dell’occupazione e delle angherie di Sharon. Questo povero, simpatico, intelligente popolo palestinese, ha votato in massa per chi riteneva fosse onesto ed ancora motivato da ideali… E’ lo stesso schema seguito in Iran dai fondamentalisti islamici per prendere il potere: per decenni sono apparsi alla gente come gli unici che si occupavano dei poveri e che erano onesti. Degli esempi luminosi se paragonati alla supercorrotta classe ricca legata allo Shah. Su queste basi è nata la rivoluzione iraniana di Khomeini “il puro”. Una volta conquistato il potere, hanno gettato la maschera da agnelli disinteressati e con ferocia si sono aggrappati alle leve di comando. Sacrificando e mettendo da parte i “duri e puri “ della rivoluzione. Ma in entrambi i casi “qualcuno” ha consentito, favorito, predisposto, la presa di potere di questi estremisti. Perché i loro vertici sono segretamente ben controllati e disposti a tutto… Disposti a lanciarsi in un conflitto, in un vortice di guerra in crescita, tutto ancora da sviluppare… per il quale servono esecutori pronti e fedeli.
E naturalmente la vittoria di Hamas ha riportato indietro le lancette delle speranze del popolo israeliano. La tensione, il senso di insicurezza, la paura, l’odio dell’opinione pubblica israeliani sono certamente in aumento. L’intento è di farne uno strumento duttile e potente sul fronte dell’escalation nel conflitto con l’Islam. Non certo di fargli fare la pace. E ora, ad aumentare il senso di disorientamento, di violenza e di paura nella regione, la spinta per una guerra civile interirachena, e forse interregionale, tra sciiti e sunniti. L’esplosione della cupola sciita di Samarra è solo l’ultimo episodio di una serie di attacchi e di episodi di grande impatto e di grande violenza tendenti a trascinare le masse in uno scontro generalizzato. Particolari attenzioni sono state rivolte agli sciiti iracheni. Perché? Le gerarchie religiose ed i fedeli sciiti iracheni non avevano seguito affatto la spinta integralista della rivoluzione islamica khomeinista iraniana. Non condividevano la costituzione di una teocrazia. E alcune guide spirituali sciite irachene – alcuni Ayatollah “ozmah” - erano di rango religioso perfino superiore a Khomeini. Non ne hanno subito l’influenza. Le posizioni estreme di tipo iraniano sono invece le più funzionali ai disegni delle fratellanze oscure per la gestione del conflitto. E quindi è stato fatto un intenso lavoro per trasformare la natura pacifica degli sciiti iracheni: durante la prima guerra del Golfo, prima sono stati indotti dagli americani a ribellarsi a Saddam Hussein, e poi sono stati lasciati in balia della sua feroce repressione. Quando per le truppe di Bush padre sarebbe stato facilissimo fare pochi chilometri in più e “liberarli”. Poi, agli inizi della nuova crisi e della recente invasione americana, i capi moderati e della tradizione sciita sono stati accuratamente uccisi, uno dopo l’altro, o ridotti al silenzio. A questo si aggiunge che non c’è stata solo una invasione americana, ma anche un’altra - silenziosa e poco nota - dei servizi iraniani, che hanno inviato migliaia e migliaia di hezbollah iraniani ad infiltrarsi ovunque e ad abitare nelle città sante e nelle zone sciite irachene. Una grande operazione, favorita dagli americani, che - accompagnata dalle numerose stragi di sciiti da parte di Al Qaeda - ha letteralmente trasformato il panorama sciita. Ora è una massa di manovra pronta a tutto, pronta allo scontro, pronta a farsi strumentalizzare. L’esplosione di violenza antisunnita dopo l’attentato di Samarra, ha fornito la prova che l’operazione di metamorfosi degli sciiti iracheni è riuscita. C’era un islam sciita moderato e ora non c’è più… Tutti hanno collaborato ad un piano unico: iraniani, al Qaeda, gli americani ed i loro lacchè occidentali… Chi è in grado di coordinare così bene tutte queste forze? Bush e la banda di poveretti che lo circonda? Ma li avete guardati bene? Un clero moderato c’era anche in Iran… ed è sparito completamente dopo la rivoluzione. C’era anche in Afghanistan, ed è sparito con l’arrivo dei Talebani e di Al Qaeda, sostenuti dagli americani.
[1][1] Bertinotti: “Quella di Pera è cultura dell’odio”, tratto da www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=880888
American Gulag
Maurizio Blondet
03/03/2006
Michael Chertoff, Segretario della Homeland Security, Donald Rumsfeld e Bush durante una Task Force alla Casa Bianca
«Ultime notizie: il dipartimento Sicurezza del Patrio Suolo ha dato ordine di allestire campi di lavoro per civili e campi di concentramento sotto controllo dell'Armata. Ciò in caso di emergenza nazionale, che renda necessario internare i traditori che simpatizzano col nemico».
Qualche giorno dopo, il 6 febbraio, il capo del dipartimento di Sicurezza della Patria (Homeland Security), l'israeliano-americano Michael Chertoff, ha stanziato sul bilancio statale del 2007 altri 400 milioni di dollari alla costruzione di «ulteriori 6.700 posti letto in detenzione».
Essa verrà dichiarata dopo l'immancabile «nuovo 11 settembre», grazie a cui l'Amministrazione assumerà i pieni poteri in nome dell'emergenza nazionale.
Sono presenti tutti i caratteri di un potere criminale che la «più grande democrazia dell'Occidente» ha condannato nel Terzo Reich: il potere dell'esecutivo senza controllo in nome della difesa del Suolo Patrio («Homeland» corrisponde precisamente al tedesco Heimat), i campi d'internamento per nemici interni a lavoro forzato, l'uso ammesso della tortura, il controllo della popolazione attraverso la propaganda e il terrore (dei «terroristi islamici») e l'aggressiva pulsione unilaterale all'espansione militare.
Tanti lettori cattolici continuano a rimproverarmi di condonare le uccisioni di «cristiani» nei Paesi islamici.
L'immigrazione è un problema reale (un problema di integrazione difficile); il terrorismo è tutt'altro problema: sarebbe necessario tenerli distinti, con mente lucida: invece, si fondono nelle coscienze allarmate. Note Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
Il regresso fa progressi
Maurizio Blondet
03/03/2006
Il medico scozzese James Lind che nel 1746 scopri' la cura per lo scorbuto provocato dalla mancanza di vitamina C
James Simpson, che esercitava la chirurgia ad Edimburgo in età napoleonica, scrisse che un paziente entrando all'ospedale «era esposto al rischio di morte più del soldato inglese sul campo di Waterloo».
Come si sa - Louis Ferdinand Céline lo scrisse nel suo modo inimitabile - per questa scoperta benefica Semmelweiss fu non osteggiato, ma perseguitato: i luminari ignoranti (e dalle mani sporche) si avventarono su di lui come cani idrofobi, lo portarono al delirio.
Da un mese la British Medical Association ha raccomandato ai medici ospedalieri di lavorare senza cravatta: l'accessorio, «lavato di rado», è «colonizzato da patogeni».
Magellano era morto combattendo contro gli abitanti di un'isola del Pacifico; ma gran parte dei suoi uomini erano stati uccisi dalla privazione di vitamina C, dovuta alla mancanza di frutta e verdura nelle razioni.
Solo nel 1746 un medico di bordo scozzese, James Lind, sottoponendo a diete diverse una quantità di marinai ammalati - forse il primo test clinico - riferì che quelli cui aveva somministrato arance e limoni «tornavano atti al servizio entro sei giorni».
Parte gravosa di questo impulso è la tendenza dei più a temere ciò che non va temuto, e a sottovalutare invece i rischi presenti ed evidenti: come accade oggi ai medici che non si lavano le mani, e non solo a loro. Note Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
Calderoli e la tradizione di Carl Schmitt 1 marzo – Il gesto insulso e provocatorio dell'ex ministro Roberto Calderoli che ha mostrato in TV la maglietta con la vignetta contro l'Islam è indubbiamente un atto grave e consapevole di chi desidera prendere attivamente parte nella strategia dello “scontro di civiltà”. Ma dobbiamo chiedere: da dove viene e che cosa rappresenta questo atto? È necessario e politicamente molto urgente capire se esso proviene da quello che si chiama “paradigma culturale”, cioè un insieme di credenze, di spezzoni di ideologie e di tendenze culturali che precisi gruppi di potere hanno elaborato e imposto in settori della società italiana e internazionale. Di fatto i promotori dello scontro di civiltà in Occidente così come in Oriente – una falsa contrapposizione tanto cara a chi nella storia ha sempre sognato la guerra – si rifanno a idee vecchie, che nel secolo passato sono state ad esempio propagandate da ideologi e filosofi del nazionalsocialismo, come Carl Schmitt. Egli non fu solo un accademico del nazismo ma il giurista numero uno di Hitler che elaborò tutte le giustificazioni giuridiche per dare pieni poteri dittatoriali al fuhrer allo scopo di andare in guerra. Il punto centrale, apparentemente banale, ma terribilmente criminale dell'ideologia schmittiana è la divisione del mondo e della società umana in “amici e nemici”. E i nemici debbono essere sconfitti e schiacciati con ogni mezzo, anche con la guerra. In altre parole, oltre le innumerevoli discussioni e argomentazioni e miliardi di pagine scritte che possono raccogliere tutti i possibili argomenti, la domanda essenziale che essi pongono è: sei con noi o contro di noi? Schierati! È la guerra!
Dopo il 1945 il Tribunale di Norimberga condannò i gerarchi e gli aguzzini ma si dimenticò di portare alla sbarra e condannare gli ideologi, i filosofi e altri “pensatori” che del nazional socialismo furono i garanti intellettuali, come Carl Schmitt e il filosofo Martin Heidegger. Né fu condannato il banchiere del Reich, Hjalmar Schacht. In seguito tutti e tre sono stati ufficialmente rivalutati e riproposti nelle università e nei centri studi in molte parti del mondo, cominciando dagli Stati Uniti. In America Schmitt e Heidegger sono diventati progressivamente la base delle teorie e dei programmi dei neoconservatori. All'Università di Chicago Leo Strauss è stato uno dei maestri principali del gruppo di potere di Cheney-Wolfowitz-Ledeen e tutti gli altri neocon che agitano la “guerra infinita” (poi diventata “preventiva”) e lo scontro di civiltà. In Italia è stato il professor Gianfranco Miglio, il vero ideologo e fondatore della Lega Nord, a rivalutare e riproporre le tesi politiche di Schmitt, ignorando bellamente il ruolo centrale da lui giocato nel 1933 nel consolidamento del potere nelle mani di Hitler. Miglio può vantare un intenso scambio epistolare direttamente con Schmitt nel periodo del dopoguerra che lo ha portato a pubblicare per la casa editrice Il Mulino nel 1972 scritti di Schmitt “Le categorie del 'politico' ”, rivalutando la contrapposizione amico-nemico e l'idea schmittiana dello “stato d'eccezione” come concetto generale della dottrina dello stato, argomenti oggettivamente coerenti con una logica autoritaria. Con la fine dei due blocchi e l'avvento della globalizzazione, Miglio poi si vantò di essere andato oltre Schmitt, passando dalla centralità e dall'autoritarismo dello stato ad un federalismo neofeudale, ispirato al libertarismo (neoconservatore) di stampo americano. Paolo Raimondi SCHEDE
Carl Schmitt (1888-1985) è stato il “giurista principe” del nazionalsocialismo. Dopo l'incendio del Reichstag, il parlamento tedesco di Berlino, in realtà fatto dalle reti di Goering, elaborò le giustificazioni teorico-legali per le leggi di emergenza, le Notverordnungen, che diedero pieni poteri dittatoriali a Hitler. Fu un processo velocissimo: 27 febbraio 1933 l 'incendio del Reichstag; 28 febbraio Hitler strumentalizzò l'articolo 48 della Costituzione per sospendere i diritti dei suoi oppositori bollandoli come terroristi; 23 marzo il parlamento terrorizzato legittimò la dittatura di Hitler. Nel 1930-32 Schmitt era stato collaboratore dei governi autoritari di Bruening e di von Papen. Ha scritto molti libri per presentare i tre temi chiave della sua teoria e pratica autoritaria e dittatoriale: 1) fuehrerprinzip, il capo di Stato carismatico è e crea la legge; 2) “stato di eccezione”, o di emergenza, che determina la vita e i rapporti dello stato; 3) un mondo dominato dal conflitto tra “amici e nemici”. Promosse la carriera dell'ideologo dei neocon Leo Strauss tra l'altro fornendogli una raccomandazione per una borsa di studio della Rockefeller Foundation quando si trasferì negli USA. Nel dopo guerra si è cercato di occultare il suo ruolo centrale nel nazionalsocialismo presentandolo come una “vittima accademica” ma di grande valore intellettuale. Gli amici di Cheney e Bush lo usano per giustifare l'idea di “unitary executive”, la nuova formula per i loro progetti autoritari e di violazioni dei diritti civili e della Costituzione americana.
Martin Heidegger (1889-1976), filosofo tedesco noto come il fondatore dell'esistenzialismo. Entusiasta di Hitler e del nazionalsocialismo, all'inizio del 1933 invita Schmitt a prendere insieme a lui la tessera del partito. Diventa rettore dell'Università di Friburgo: le sue lezioni e i suoi discorsi sono apertamente apologetici del fuehrer e della dittatura. È una delle figure centrali nel revival del nihilismo e della pazzia irrazionale di Friedrich Nietzsche. Insegnante e protettore di Leo Strauss. Dopo la guerra gli fu interdetto l'insegnamento nelle università tedesche in quanto ritenuto ancora pericoloso per la formazione dei giovani studenti. A partire dagli anni cinquanta è stato rivalutato come grande pensatore, anche lui solamente un po' confuso da Hitler, che lo indusse a qualche piccolo “errore di gioventù”. Avrà anche una certa influenza tra i promotori politici e intellettuali di quella parte della cosiddetta “nuova sinistra” sessantottina mobilitata per la distruzione dell'idea di stato.
Hjalmar Schacht (1877-1970), il banchiere del nazionalsocialismo, prima e dopo la presa del potere di Hitler. Prima del 1933, come governatore della Reichbank, la banca centrale tedesca, mantiene i contatti con la City di Londra e le banche di Wall Street, tessendo elogi per un futuro ruolo di “stabilità” sociale di Hitler. Organizza il sostegno finanziario, anche a livello internazionale, per Hitler. Poi dal 17 marzo 1933 al 1939 guida la Reichbank. È ministro dell'economia nazionalsocialista dal 1934 al 1937. Nel 1935 è anche plenipotenziario per l'Economia di Guerra. È stato tra i promotori e fondatori della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, la grande loggia delle banche centrali sganciate dai governi e dai parlamenti. “Politica schachtiana” è sinonimo di austerità brutale sui salari e sui bilanci dello stato. I neocon americani, come Irving Kristol, si sono ispirati a lui e alle sue politiche per promuovere la “rivoluzione neoconservatrice” e un liberismo economico senza stato sociale e senza regole
Poteva in un momento come questo non spuntare fuori un nuovo filmato su violenze contro un musulmano? Questo accadimento, sul quale mi auguro gli organi inquirenti faranno il loro compito, è avvenuto domenica 19 febbraio 2006 a Sassuolo, verso le ore 10 di mattina. Le riprese effettuate dal telefonino di un marocchino che ha assistito alla scena, vengono consegnate all’associazione Giovani musulmani d’Italia con sede a Sassuolo, e dopo averlo pubblicato nel sito si decidono di portarlo alla Digos della Questura di Reggio Emilia. Per una settimana la notizia rimane nascosta nei meandri regionali ( La Gazzetta di Modena & C.), per poi finire nei canali mediatici nazionali: Kataweb, Repubblica on-line e i vari tiggì nazionali, tra cui il Tg5 di Rossella.
Qualcuno plaude la scelta coraggiosa dei direttori di trasmettere il filmato, e qualcuno accusa invece la Rai di stato di non aver dato ampio risalto all’accaduto. A parte il fatto che non è corretto parlare di coraggio ma, in questo caso, di propaganda; la cosa certa è che in un periodo come questo, esaltare e fomentare ulteriormente l’odio tra musulmani e occidente è molto pericoloso e va valutato con ponderazione. Stabiliamo come punto di partenza la pubblicazione il 30 settembre 2005 delle dodici vignette da parte di un quotidiano neocon danese (collegato con i personaggi di estrema destra statunitensi), e rilanciate dai media (compiacenti al Sistema) dopo oltre tre mesi, proprio quando - guarda caso - l’Iran viene deferito al Consiglio di Sicurezza per l’idiozia delle armi nucleari, e Hamas stravince le elezioni in Palestina… “Il Movimento Internazionale per i Diritti civili” spiega per filo e per segno come «la recente crociata lanciata dal presidente del Senato Marcello Pera in presunta difesa dei valori occidentali, che solca le acque mosse dalla provocazione del leghista Calderoli, si inquadra in una campagna islamofobica paneuropea che è stata messa a punto da Bernard Lewis, professore della Princeton University. Lewis, nato in Inghilterra è un prodotto dell'Arab Bureau ed è uno dei massimi controllori di Benjamin Nethanyahu, di cui è stato consigliere anche ufficialmente» In Iraq salta in aria il secondo luogo più sacro dei musulmani sciiti, la moschea Dorata di Samarra, per opera di un misterioso “commando in mimetica”. E «non c'è bisogno di essere complottisti per capire che i sospetti possono essere molti, e non solo i sunniti. Come si sa, tempo fa dei militari britannici sono stati arrestati [a Bassora] travestiti in abiti arabi, mentre giravano su un'auto armati»[2][2] lo afferma Ray McGovern, ex analista della CIA! Se non ci credete guardatevi il filmato qui sopra (cliccando sull’immagine) e potrete osservare come questi criminali al soldo degli eserciti, sparano senza ritegno e umanità contro civili in macchina, in furgone, in camion, provocando incidenti stradali e moltissimi morti. Ma per loro è un gioco, un gioco che sicuramente qualcuno gli ha detto e/o permesso di fare: il deleterio gioco del Terrore! Intorno ad un virus che alberga da sempre nell'organismo dei volatili, l'H5N1, si è costruito in pochi mesi un allarme planetario, un'emergenza che l'Europa affronta investendo milioni di euro per fare incetta di farmaci e prenotando vaccini che ancora non esistono e per la quale George Bush negli Stati Uniti spenderà 7 miliardi di dollari e dispiegherà l'esercito. A questo punto è utile cercare di capire il contesto in cui questa ennesima 'emergenza' si è diffusa gettando nel panico intere popolazioni e per far questo è altresì utile fare il punto sugli avvenimenti che hanno preceduto il momento attuale. Conoscere le premesse, aiuta sempre a leggere con occhi diversi il presente in cui si è calati.
Nel 2002, tutti si ricorderanno, scoppia il caso 'antrace': il bacillo del carbonchio, che provoca appunto l'antrace, diventa una minaccia globale in seguito alla caduta delle Torri Gemelle a New York e alla guerra preventiva al terrorismo annunciata dagli Stati Uniti. Si diffonde in pochi mesi il panico in tutto il mondo, i media e i governi affermano che chiunque, in qualunque momento, avrebbe potuto seminare la famosa 'polverina bianca' infetta provocando la morte di milioni di persone. Negli Usa tutti i militari vengono obbligati a ricevere il vaccino antiantrace, farmaco sperimentale dai pesantissimi effetti collaterali e prodotto dalla Bioshield, azienda nella quale esponenti del governo americano hanno partecipazioni; nel resto del mondo si fa incetta di vaccini che nessuno poi ha mai utilizzato, ci si assicurano quantitativi enormi di Cipro, un antibiotico prodotto in esclusiva dalla Bayer, che, grazie a vendite stratosferiche di questo farmaco, risolleva le sue sorti economiche e finanziarie ed evita il tracollo facendo lievitare le proprie quotazioni in borsa (1). Per mesi e mesi in Italia le città vengono sconvolte da allarmi e quarantene ogni qualvolta qualcuno vede fuoriuscire polverina bianca da un pacco, da una busta o da un contenitore.
Dopo qualche mese, e siamo tra il 2002 e il 2003, si scatena l'allarme sul vaiolo, malattia ormai eradicata che, però, governi e media affermano, potrebbe essere disseminata in qualunque momento da terroristi senza scrupoli che vogliono provocare stragi. Il panico si alimenta dei messaggi allarmistici, la gente fa la fila fuori dalle farmacie per chiedere di acquistare il vaccino antivaioloso, prodotto ormai non più in vendita, ma di cui l'allora ministro della sanità Girolamo Sirchia si affretta a fare incetta usufruendo del fatto che nel frattempo le ditte farmaceutiche avevano ripreso la produzione per soddisfare anche le richieste che provenivano da altre parti. Si rimpinguano le scorte, anche se nessuno dice che, se veramente la minaccia fosse rappresentata, come si dice, da un ipotetico virus geneticamente modificato dai terroristi, il vaccino conosciuto non servirebbe a nulla. Quando si chiudono i capitoli di spesa e si verifica che tutti abbiano avuto la loro parte, l'allarme cessa di colpo. I media non parlano più di antrace o vaiolo, i governi dimenticano di essersi preoccupati e passano ad altro, la gente oggi fatica persino a ricordare che cosa sia l'antrace. In quel frangente, si comincia ad affermare che i sintomi influenzali e la polmonite provocati da un nuovo coronavirus, individuato nel sud est asiatico, potrebbero essere uno dei primi segnali di questa pandemia influenzale che gli esperti si attendono. Al quadro clinico si dà il nome di Sars, un acronimo che passa di bocca in bocca e in poche settimane tiene banco persino nelle discussioni tra casalinghe. Gli esperti pongono al mondo e a se stessi questa domanda: sarà la Sars la terribile pandemia che attendiamo? Una volta individuato il presunto responsabile di quella che viene definita una nuova micidiale polmonite, il coronavirus asiatico, le ditte si buttano a capofitto nella ricerca e sperimentazione di un vaccino specifico, grazie ai fondi stanziati in anticipo da enti istituzionali e governi. Vengono passati al setaccio tutti coloro che starnutiscono dopo essere scesi da un volo aereo proveniente dalla Cina o da Hong Kong, gli Stati Uniti annunciano che useranno l'esercito per costringere la popolazione ad osservare le quarantene qualora necessario. Gli esperti, alla vigilia della vaccinazione contro l'influenza stagionale di quell'autunno, raccomandano caldamente di farsi somministrare il vaccino disponibile, perchè, anche se non c'entra nulla con il coronavirus della Sars e non copre da quella, è comunque utile "a prescindere". La gente si accalca nelle farmacie, si crea l'equivoco, la maggior parte della gente pensa che il vaccino contro la normale influenza sia una panacea contro i pericoli che incombono sul genere umano. Poi, ancora una volta, di colpo l'allarme cessa. Dopo un po' nessuno ne parla più, tutti dimenticano la Sars.
E arriviamo all'estate 2005. Nei primi mesi dell'anno l'accenno alla cosiddetta influenza aviaria fa una prima comparsa sui giornali, ogni tanto qualcuno ne parla, ma siamo ancora tra la fine dell'inverno e la primavera. Poi d'improvviso il martellamento mass-mediatico si fa dirompente, le pagine dei quotidiani si riempiono di fotografie di anatre, polli e pappagalli morti, ricompaiono le mascherine bianche e ricompare l'allarme pandemia. Nel 2005 non è più la Sars il candidato, ma diventa un virus che alberga da secoli nell'organismo dei volatili e che quindi è molto semplice da cercare e trovare esaminando i tessuti delle anatre, dei polli e degli uccelli: l'H5N1, che fa parte di una "famiglia" assai più vasta di virus dei polli, la maggior parte praticamente innocui per la specie umana. Nell'H5N1, individuato in alcuni polli negli allevamenti intensivi del sud est asiatico, si riconosce il nuovo nemico dell'umanità e il monito che si diffonde massicciamente è: "è in arrivo una tremenda pandemia, a causarla potrebbe essere il virus dell'influenza aviaria, e quando arriverà farà sicuramente milioni di morti". Durante l'estate e l'autunno 2005 si genera l'equivoco, voluto o meno: all'aviaria viene dato il nome di influenza, la gente si confonde, i medici non fanno molto per sanare il malinteso, ed esperti e governi finiscono, ancora una volta, per sollecitare tutta la popolazione a vaccinarsi in massa contro la normale influenza stagionale. Poi però proprio la Cochrane Vaccines Field (uno dei maggiori centri di ricerca a livello nazionale proprio sui vaccini), per bocca del portavoce in Italia Tom Jefferson, afferma: "Vaccinarsi contro l'influenza stagionale non serve assolutamente a nulla se si parla di aviaria. Anzi, dirò di più: il diffuso allarmismo è sospetto e assomiglia ad una colossale montatura" (2). E Jefferson, eliminando ogni ulteriore dubbio in proposito, afferma anche che, riguardo la normale influenza umana stagionale, "gli attuali vaccini antinfluenzali sono poco efficaci soprattutto sugli anziani e pressochè inutili sui bambini in tenera età" (3).
Cerchiamo allora di capire quanto c'è di vero in questo ennesimo allarme-pandemia. "Ci sono già state epidemie di influenza aviaria in passato tra i volatili, non è certo la prima volta che questo accade - spiega ancora Jefferson - e sono state tutte contenute con normali misure veterinarie. Questo gran baccano mi puzza di montatura". L'influenza sui polli, dovuta ai diversi virus della famiglia cui si fa riferimento oggi, è stata descritta già alla metà del 1800 e mai nessuno, fino ad oggi, si era mai sognato di addebitare ad essi una pandemia (cioè un'epidemia di dimensioni globali) che avrebbe riguardato gli esseri umani. Si pensi che solo a partire dal 1997 in Italia sono stati registrati sei momenti in cui diversi virus aviari hanno colpito gli allevamenti di varie regioni (4); eppure solo oggi uno di questi si è trasformato nel presunto nemico che tiene in scacco il mondo intero. L'Istituto Superiore di Sanità ha registrato negli anni passati vari focolai di virus aviari che hanno colpito polli, quaglie e tacchini in Veneto e pianura Padana: hanno nomi strani, H5N2, H7N1, H7N3. Tutto è sempre stato risolto con normali misure veterinarie, come si può fare con le malattie tipiche che affliggono, per esempio, cani e gatti. Fino a che c'era da occuparsi di antrace, di Sars, di influenza stagionale, di morbillo, i virus aviari rimanevano in un angolo, emarginati. Invece oggi, d'improvviso, sono balzati agli onori delle cronache e tra loro gli esperti ne hanno individuato uno, uno solo, particolarmente "cattivo": l'H5N1. Identificare un unico nemico significa naturalmente dare la possibilità a chi produce farmaci e vaccini di focalizzare energie, denaro e attenzione in un'unica, proficua direzione. E così è stato. In Italia il ministro Storace ha concordato con le ditte farmaceutiche il diritto di prelazione su 35 milioni di dosi di un vaccino che ancora non esiste (potrebbe venire prodotto solo se comparisse un virus pandemico, che oggi ancora non c'è) , stanziando 5 milioni e mezzo di euro; altri 50 milioni di euro sono stati stanziati per fare scorta di farmaco antivirale, poco efficace, ma estremamente redditizio per la Roche , che produce in esclusiva il Tamiflu, prescelto come unico antivirale da usare contro i virus aviari; presunti esperti di aviaria hanno invitato a metà ottobre l'Unione Europea a finanziare le ditte con 150 milioni di euro per sviluppare 'prototipi' di vaccino; negli States George W. Bush ha chiesto al congresso di sborsare 7 miliardi di dollari per acquistare farmaci, prenotare vaccini e mobilitare l'esercito.
Quindi, tutta l'attenzione è concentrata sull'H5N1, ma nessuno che spieghi che non è quello il virus cui si potrebbe mai attribuire una pandemia: il virus che tutti annunciano come imminente e pericoloso ancora non esiste. Infatti, poichè i virus dell'influenza aviaria esistono da secoli e sono praticamente innocui per l'uomo, per poter ipotizzare una potenziale diffusione epidemica da uomo a uomo di malattia virale, occorrerebbe attendere la comparsa di un nuovo virus, che ancora non esiste e che nessuno sa se mai esisterà e comparirà, nato dalla ricombinazione di un virus aviario, che potrebbe essere l'H5N1 come qualsiasi altro, con un virus dell'influenza stagionale o qualunque altro virus, come spiega chiaramente il dottor Ernesto Burgio, pediatra ed immunologo (5). E' evidente che è iniziata una schizofrenica caccia alle streghe sulla base di ipotesi-fantasma. Lo spiega bene anche Maria Rita Gismondo, direttore del laboratorio di microbiologia dell'ospedale Sacco di Milano (6): "Ci sta facendo paura un fantasma - dice - il virus di cui tutti hanno terrore semplicemente non esiste, così come non esiste il vaccino umano contro l'influenza aviaria. Non conoscendo il virus, poichè non c'è, non sappiamo nemmeno se i farmaci antivirali di cui tutti fanno scorta siano efficaci oppure no". E ancora, Emilio Bajetta, presidente dell'associazione italiana di oncologia medica: "Non c'è alcuna evidenza scientifica e concreta che si possa avverare nel breve periodo quella che viene annunciata come una pandemia" (7). Di fronte alle evidenze, lo stesso ministro Storace, quello che ha fatto scorta di vaccini e farmaci, è costretto ad ammettere: "c'è una psicosi immotivata, non c'è infatti nulla" (8).
Ma allora chi, quanti e dove sono quei morti che ogni tanto vengono citati dai giornali? Sono in tutto 60 persone negli ultimi 3 anni (su circa 6 miliardi di persone nel mondo) che, stando a strettissimo contatto con polli in allevamenti intensivi di 4 paesi del sud est asiatico senza la minima osservanza di principi di igiene, hanno contratto il 'vero' H5N1, cioè il virus aviario, incapace di generare epidemie di sorta, ma che dalla gallina può essere trasmesso all'uomo in condizioni di vita precarie, così come il carbonchio degli animali può passare all'uomo se si usano le pelli infette, così come alcuni virus di cani e gatti possono passare all'uomo se non vengono osservate banali norme igieniche. E sono secoli che, in quelle precarie condizioni igieniche, alcuni virus aviari passano dai volatili all'uomo. Ma quell'H5N1, non ricombinato e quindi non pandemico, non ha alta contagiosità e non può passare da uomo a uomo, condizione indispensabile affinchè si possa parlare di epidemia o pandemia.
Allora, bisognerebbe chiedersi quale sia la ragione per la quale, se la pandemia non esiste e nessuno sa nemmeno se e quando arriverà, il panico si sia già radicato in gran parte della popolazione. "Molte affermazioni allarmistiche - osserva il mensile Altroconsumo - sono emerse da un convegno sull'influenza tenutosi a Malta alla metà di settembre. Il convegno era sponsorizzato dalle aziende produttrici di vaccini antinfluenzali e di farmaci antivirali. Tra queste la Roche " (9). E le previsioni che hanno permesso di annunciare che "prima o poi una pandemia ci sarà" sono basate sulle considerazioni teoriche degli epidemiologi, che sostengono come "ogni 40 anni, più o meno, si dovrebbe verificare un'epidemia influenzale". Nessuno ha però fatto notare che l'epidemiologia è una scienza assai recente (esiste da appena qualche decennio) e che, quindi, ha potuto finora considerare periodi di tempo estremamente brevi, forse troppo per azzardare previsioni e stime sulle basi delle quali smuovere nazioni intere e incutere terrore nella popolazione mondiale. Inoltre, spiega sempre la dottoressa Gismondo, "la nostra popolazione non è più quella di 40 anni fa od 80 anni fa, è meglio nutrita e pulita, così come sono all'avanguardia i nostri mezzi di contenimento". Il direttore generale dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha detto: "Non si sa quando, ma una pandemia si verificherà. Manca solo una condizione alla realizzazione di questo evento: un virus in grado di trasmettersi rapidamente da uomo a uomo". Ebbene, secondo lo stesso principio, si potrebbe validamente affermare: "Non so quando, ma diventerò miliardario. Manca solo una condizione essenziale: che prima o poi scopra l'esistenza di un parente ricco che mi ha inserito nel suo testamento".
Ma non si è solo provocato un enorme allarme, lo si è anche fatto finalizzando gli sforzi. Infatti si è generato un totale equivoco tra la popolazione, che è stata sollecitata oltre misura, in nome della catastrofe imminente, a vaccinarsi contro la semplice influenza stagionale, con l'ovvio risultato che il vaccino antinfluenzale è andato a ruba. Procedere in questo modo potrebbe non essere innocuo. "Se c'è un'annata in cui il vaccino antinfluenzale non andrebbe consigliato è proprio quello in cui si teme la pandemia - spiega Ernesto Burgio - se è vero che uno dei rischi è che l'H5N1 si ricombini con i ceppi influenzali, che sono quelli da cui sono tratte le proteine usate per fabbricare vaccini, è facile capire che vaccinando in massa l'H5N1 potrebbe ricombinarsi proprio con il ceppo vaccinico acquisendone gli antigeni e rischiando di scatenare nel soggetto vaccinato un vero e proprio uragano citochinico. Se c'è una regola universalmente accettata è proprio quella secondo cui, in caso di allarme prepandemico o di pandemia dichiarata, la vaccinazione è una strategia inutile se non pericolosa". Da queste affermazioni possono discendere almeno tre ipotesi: 1) gli esperti hanno raccomandato il vaccino antinfluenzale perché tanto sono certi che la pandemia non ci sarà e quindi sanno di non mettere a rischio la popolazione; ma significherebbe che è tutto una grossa bufala; 2) Gli esperti temono la pandemia, non sanno che vaccinare in massa in questa fase è pericoloso e lo consigliano senza essere consapevoli delle conseguenze; ma allora c’è da chiedersi che razza di esperti siano; 3) gli esperti temono la pandemia, sanno che vaccinare in massa può essere pericoloso ma lo fanno comunque; questa pare una ipotesi troppo inquietante per essere considerata.
Altre riflessioni interessanti sono proposte da Vittorio Demicheli, della Cochrane Vaccines Field (10): “Le decisioni che riguardano la salute della popolazione, vaccinazioni comprese, comportano gravi responsabilità e non possono certo essere basate su ipotesi, opinioni o pressioni interessate. (…) Decidere di vaccinare un terzo della popolazione italiana con il vaccino antinfluenzale attuale è una scelta discutibile. (…) Le industrie poi hanno fatto questa proposta, autodefinita come ‘etica’: in caso di pandemia il vaccino sarà distribuito tra i vari Paesi in modo proporzionale alle quantità consumate ogni anno. In altri termini: chi vuole avere il vaccino deve impegnarsi subito a consumare, ogni anno e per sempre, almeno un terzo della quantità che sarebbe sufficiente per tutta la popolazione. Questa è la proposta cui il nostro Paese ha aderito inserendo, già nella circolare relativa alla campagna vaccinale 2005, l’obiettivo di vaccinare almeno il 33% della popolazione”. Una manovra che si fatica duramente a definire etica. Le ditte attuano una sorta di ricatto, cioè: Hai paura della pandemia e vuoi assicurarti una certa quantità del vaccino che semmai nascerà? Bene, allora impegnati subito, ora e per sempre, a vaccinare contro l’influenza chi più puoi e noi ti venderemo tanto vaccino antipandemico quanto vaccino antinfluenzale tu avrai nel frattempo somministrato, raggiungendo almeno un terzo della popolazione totale.
Eppure le ditte, anche se hanno ormai quasi totale mano libera, non sono ancora del tutto tranquille. Rimane infatti lo spettro delle cause che alcuni potrebbero intentare contro di loro se danneggiati dal vaccino (in Italia l’indennizzo lo paga lo Stato, ma negli Stati Uniti a sborsare sono direttamente le ditte farmaceutiche). Allora, ecco che nasce l’idea: lo scorso 7 ottobre il presidente Bush ha ricevuto alla Casa Bianca una delegazione di imprenditori farmaceutici e ricercatori impegnati nella produzione di vaccini per combattere i virus dei polli. Gli imprenditori gli hanno chiesto di ottenere l’assoluta immunità dalle cause legali che possono nascere per gli effetti collaterali dei vaccini (11). Detto e fatto. Già a novembre nasce il progetto di legge federale (la numero S. 1873) che punta a concedere alle ditte la totale protezione dalle cause legali in caso di danni dovuti a vaccini aviari somministrati agli americani. La legge ha un nome nobile, “Biodifesa, vaccino pandemico e sviluppo di farmaci”, ma in realtà nella sostanza impone agli americani di ricevere vaccinazioni contro una malattia che ancora non esiste (12) e li priva del diritto costituzionalmente garantito di adire in giudizio in caso di danno o morte. L’obiettivo della legge è anche quello di impedire ai cittadini di appellarsi al Freedom of Information Act e altre leggi simili per scoprire se il nuovo vaccino (quando sarà prodotto) sia efficace e sicuro e se qualcuno abbia manifestato reazioni avverse.
Ebbene, a fronte di tutto questo, i giornali continuano a raccontare soltanto che: a) saranno fatti accertamenti sulla carcassa di un gallo trovato morto in un villaggio dell’entroterra brasiliano. Tanti bambini muoiono di fame e miseria da quelle parti, ma il gallo….b) un pappagallo morto improvvisamente in Gran Bretagna ha gettato nel panico l’intera popolazione del Regno Unito; c) sono negativi i test su un tacchino morto sull’isola greca di Chios e su alcuni piccioni nel nord ovest dell’Ungheria; d) a Baghdad, dove da anni si bombarda anche l’aria e migliaia di persone innocenti sono morte e continuano a morire, si teme per alcuni uccelli morti in alcuni quartieri della capitale. 1) "Virus letali e terrorismo mediatico", Claudia Benatti. Ed. Macroedizioni, 2002 Chemioterapia, no grazie! Quanti oncologi si curerebbero con la chemio? Qualcuno si è mai chiesto se l'oncologo, in caso di bisogno, acconsentirebbe a farsi trattare con la chemioterapia? Sorpresa!... "Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università della California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: [...] quando non sono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano." Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate". [Walter Last, "The Ecologist" vol 28, n. 2, marzo/aprile 1998].
"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti". [Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol 337, p. 901].
"I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale". [Edward G. Griffin, "World Without Cancer", American Media Publications, 1996].
"Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano - mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della chemioterapia". [Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000].
"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia [...].Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico." Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi. [Lancet, 10 agosto 1991]
Tratto dal libro del dottor Tullio Simoncini(oncologo): Il cancro è un fungo Il conflitto Islam-Occidente: L’esplosione della fiabesca cupola d’oro di Samarra è un passo importante e ben studiato della strategia in corso per allargare il conflitto “di civiltà” tra Occidente ed Islam, e per infuocare ulteriormente il vortice mediorientale. Si aggiunge ad una serie di eventi che stanno decisamente alzando il livello della tensione. Mentre la guerra in Iraq continua con la quotidiana conta di decine di morti, le ansie, gli odi e le preoccupazioni vengono sollecitati scientificamente, come in un esperimento di laboratorio. La faccia poco rassicurante del Presidente iraniano tuona contro l’esistenza Israele e per reazione i nostri oscuri neocon organizzano fiaccolate che si richiamano ai buoni sentimenti, ma sono popolate anche da strani individui. In Palestina il violento partito religioso Hamas vince delle elezioni dubbie a discapito della laica OLP del defunto Arafat, e la tensione israelo-palestinese sale improvvisamente. Le ombre di nuove violenze si allungano su quella martoriata regione, mentre il livello di ansia delle popolazioni locali ritorna a picchi elevatissimi.
Immagini di violenza delle truppe di occupazione, sia nel carcere di Abu Ghraib, che in quello di Guantanamo, oltre a quelle dei soldati inglesi accaniti contro poveri ragazzetti, vengono accuratamente tirate fuori dagli archivi in cui erano depositate da tempo, per ravvivare l’odio islamico e quello di tanti occidentali. Che non ne possono più di Bush, Blair, Berlusconi…e di tutta la bieca “banda del buco” che sembra coinvolta in un “risiko” predatorio e miope. Ma che sta succedendo? Come mai tutti questi personaggi, gruppi ed apparati sono all’opera, in perfetta sintonia tra loro, per far crescere rigogliose le male piante dell’odio, della paura e della violenza? Secondo questo tipo di interpretazione, un gruppo di poteri oscuri ha deciso, per rallentare la possibilità di “risveglio” spirituale dell’umanità, di lanciare un Terzo conflitto mondiale prolungato, basato sul tema del confronto di civiltà tra Occidente ed Islam. Cosa è successo circa un secolo fa? Gli ideatori del conflitto arabo-israeliano hanno con un solo colpo deviato verso odi, rancori, violenza e guerre, l’elevatissimo stato di coscienza del popolo ebraico. Attenuandone fortemente il contributo positivo al resto degli uomini, quanto mai importante nella nostra delicata epoca di risveglio della coscienza. Hanno trascinato le energie ed i capitali dell’ebraismo mondiale e del petrolio islamico ad esaurirsi e concentrarsi per decenni nel buco nero del conflitto arabo-israeliano. Ne hanno approfittato le bande dei banchieri, dei petrolieri e dei venditori di armi occidentali, ben remunerati per il fatto di farsi portatori dei progetti delle fratellanze oscure che li manovrano. I casi più eclatanti sono la fondazione e la forte crescita in Egitto e nel resto del mondo islamico dei Fratelli Musulmani, una strana, potentissima organizzazione semisegreta e molto articolata, capace da sempre di influenzare pesantemente dal di dentro sia i governi che le loro opposizioni. In grtan parte dei paesi arabi. E poi l’Hojattieh iraniano, che comincia combattendo ferocemente l’“eresia” Bahai, ma che si sviluppa come forza oscura in collegamento con analoghe forze “nere” occidentali. Fino a prendere il potere nell’Iran attuale. E poi i gruppi integralisti wahabiti, dai quali nascono le retrive monarchie della penisola arabica, e quella saudita in particolare. E poi ancora strane sette indo-pakistane, gruppi segreti siriani, libanesi, sudanesi, somali, algerini, libici, marocchini, indonesiani, filippini, ecc… Dove si trovano ora le tracce di questo apparato, di questa macchina da guerra ideologica, apparentemente cieca, pronta a tutto? Cerchiamo ora di reinterpretare brevemente quello che sta accadendo in questi giorni, alla luce dei grandi movimenti di correnti spirituali E poi Hamas, una costola degli oscuri Fratelli Musulmani, violenta e terrorista, che vince dubbie elezioni… Perché dubbie? Quale scelta reale ha avuto il popolo palestinese tra Hamas e una vecchia classe politica dell’OLP ormai priva di ideali e da anni manifestamente ipercorrotta dal denaro arabo ed occidentale? E per di più sotto la tensione dell’occupazione e delle angherie di Sharon. Questo povero, simpatico, intelligente popolo palestinese, ha votato in massa per chi riteneva fosse onesto ed ancora motivato da ideali… E’ lo stesso schema seguito in Iran dai fondamentalisti islamici per prendere il potere: per decenni sono apparsi alla gente come gli unici che si occupavano dei poveri e che erano onesti. Degli esempi luminosi se paragonati alla supercorrotta classe ricca legata allo Shah. Su queste basi è nata la rivoluzione iraniana di Khomeini “il puro”. Una volta conquistato il potere, hanno gettato la maschera da agnelli disinteressati e con ferocia si sono aggrappati alle leve di comando. Sacrificando e mettendo da parte i “duri e puri “ della rivoluzione. Ma in entrambi i casi “qualcuno” ha consentito, favorito, predisposto, la presa di potere di questi estremisti. Perché i loro vertici sono segretamente ben controllati e disposti a tutto… Disposti a lanciarsi in un conflitto, in un vortice di guerra in crescita, tutto ancora da sviluppare… per il quale servono esecutori pronti e fedeli.
E naturalmente la vittoria di Hamas ha riportato indietro le lancette delle speranze del popolo israeliano. La tensione, il senso di insicurezza, la paura, l’odio dell’opinione pubblica israeliani sono certamente in aumento. L’intento è di farne uno strumento duttile e potente sul fronte dell’escalation nel conflitto con l’Islam. Non certo di fargli fare la pace. E ora, ad aumentare il senso di disorientamento, di violenza e di paura nella regione, la spinta per una guerra civile interirachena, e forse interregionale, tra sciiti e sunniti. L’esplosione della cupola sciita di Samarra è solo l’ultimo episodio di una serie di attacchi e di episodi di grande impatto e di grande violenza tendenti a trascinare le masse in uno scontro generalizzato. Particolari attenzioni sono state rivolte agli sciiti iracheni. Perché? Le gerarchie religiose ed i fedeli sciiti iracheni non avevano seguito affatto la spinta integralista della rivoluzione islamica khomeinista iraniana. Non condividevano la costituzione di una teocrazia. E alcune guide spirituali sciite irachene – alcuni Ayatollah “ozmah” - erano di rango religioso perfino superiore a Khomeini. Non ne hanno subito l’influenza. Le posizioni estreme di tipo iraniano sono invece le più funzionali ai disegni delle fratellanze oscure per la gestione del conflitto. E quindi è stato fatto un intenso lavoro per trasformare la natura pacifica degli sciiti iracheni: durante la prima guerra del Golfo, prima sono stati indotti dagli americani a ribellarsi a Saddam Hussein, e poi sono stati lasciati in balia della sua feroce repressione. Quando per le truppe di Bush padre sarebbe stato facilissimo fare pochi chilometri in più e “liberarli”. Poi, agli inizi della nuova crisi e della recente invasione americana, i capi moderati e della tradizione sciita sono stati accuratamente uccisi, uno dopo l’altro, o ridotti al silenzio. A questo si aggiunge che non c’è stata solo una invasione americana, ma anche un’altra - silenziosa e poco nota - dei servizi iraniani, che hanno inviato migliaia e migliaia di hezbollah iraniani ad infiltrarsi ovunque e ad abitare nelle città sante e nelle zone sciite irachene. Una grande operazione, favorita dagli americani, che - accompagnata dalle numerose stragi di sciiti da parte di Al Qaeda - ha letteralmente trasformato il panorama sciita. Ora è una massa di manovra pronta a tutto, pronta allo scontro, pronta a farsi strumentalizzare. L’esplosione di violenza antisunnita dopo l’attentato di Samarra, ha fornito la prova che l’operazione di metamorfosi degli sciiti iracheni è riuscita. C’era un islam sciita moderato e ora non c’è più… Tutti hanno collaborato ad un piano unico: iraniani, al Qaeda, gli americani ed i loro lacchè occidentali… Chi è in grado di coordinare così bene tutte queste forze? Bush e la banda di poveretti che lo circonda? Ma li avete guardati bene? Un clero moderato c’era anche in Iran… ed è sparito completamente dopo la rivoluzione. C’era anche in Afghanistan, ed è sparito con l’arrivo dei Talebani e di Al Qaeda, sostenuti dagli americani.
[1][1] Bertinotti: “Quella di Pera è cultura dell’odio”, tratto da www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=880888
American Gulag
Maurizio Blondet
03/03/2006
Michael Chertoff, Segretario della Homeland Security, Donald Rumsfeld e Bush durante una Task Force alla Casa Bianca
«Ultime notizie: il dipartimento Sicurezza del Patrio Suolo ha dato ordine di allestire campi di lavoro per civili e campi di concentramento sotto controllo dell'Armata. Ciò in caso di emergenza nazionale, che renda necessario internare i traditori che simpatizzano col nemico».
Qualche giorno dopo, il 6 febbraio, il capo del dipartimento di Sicurezza della Patria (Homeland Security), l'israeliano-americano Michael Chertoff, ha stanziato sul bilancio statale del 2007 altri 400 milioni di dollari alla costruzione di «ulteriori 6.700 posti letto in detenzione».
Essa verrà dichiarata dopo l'immancabile «nuovo 11 settembre», grazie a cui l'Amministrazione assumerà i pieni poteri in nome dell'emergenza nazionale.
Sono presenti tutti i caratteri di un potere criminale che la «più grande democrazia dell'Occidente» ha condannato nel Terzo Reich: il potere dell'esecutivo senza controllo in nome della difesa del Suolo Patrio («Homeland» corrisponde precisamente al tedesco Heimat), i campi d'internamento per nemici interni a lavoro forzato, l'uso ammesso della tortura, il controllo della popolazione attraverso la propaganda e il terrore (dei «terroristi islamici») e l'aggressiva pulsione unilaterale all'espansione militare.
Tanti lettori cattolici continuano a rimproverarmi di condonare le uccisioni di «cristiani» nei Paesi islamici.
L'immigrazione è un problema reale (un problema di integrazione difficile); il terrorismo è tutt'altro problema: sarebbe necessario tenerli distinti, con mente lucida: invece, si fondono nelle coscienze allarmate. Note Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
Il regresso fa progressi
Maurizio Blondet
03/03/2006
Il medico scozzese James Lind che nel 1746 scopri' la cura per lo scorbuto provocato dalla mancanza di vitamina C
James Simpson, che esercitava la chirurgia ad Edimburgo in età napoleonica, scrisse che un paziente entrando all'ospedale «era esposto al rischio di morte più del soldato inglese sul campo di Waterloo».
Come si sa - Louis Ferdinand Céline lo scrisse nel suo modo inimitabile - per questa scoperta benefica Semmelweiss fu non osteggiato, ma perseguitato: i luminari ignoranti (e dalle mani sporche) si avventarono su di lui come cani idrofobi, lo portarono al delirio.
Da un mese la British Medical Association ha raccomandato ai medici ospedalieri di lavorare senza cravatta: l'accessorio, «lavato di rado», è «colonizzato da patogeni».
Magellano era morto combattendo contro gli abitanti di un'isola del Pacifico; ma gran parte dei suoi uomini erano stati uccisi dalla privazione di vitamina C, dovuta alla mancanza di frutta e verdura nelle razioni.
Solo nel 1746 un medico di bordo scozzese, James Lind, sottoponendo a diete diverse una quantità di marinai ammalati - forse il primo test clinico - riferì che quelli cui aveva somministrato arance e limoni «tornavano atti al servizio entro sei giorni».
Parte gravosa di questo impulso è la tendenza dei più a temere ciò che non va temuto, e a sottovalutare invece i rischi presenti ed evidenti: come accade oggi ai medici che non si lavano le mani, e non solo a loro. Note Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
Calderoli e la tradizione di Carl Schmitt 1 marzo – Il gesto insulso e provocatorio dell'ex ministro Roberto Calderoli che ha mostrato in TV la maglietta con la vignetta contro l'Islam è indubbiamente un atto grave e consapevole di chi desidera prendere attivamente parte nella strategia dello “scontro di civiltà”. Ma dobbiamo chiedere: da dove viene e che cosa rappresenta questo atto? È necessario e politicamente molto urgente capire se esso proviene da quello che si chiama “paradigma culturale”, cioè un insieme di credenze, di spezzoni di ideologie e di tendenze culturali che precisi gruppi di potere hanno elaborato e imposto in settori della società italiana e internazionale. Di fatto i promotori dello scontro di civiltà in Occidente così come in Oriente – una falsa contrapposizione tanto cara a chi nella storia ha sempre sognato la guerra – si rifanno a idee vecchie, che nel secolo passato sono state ad esempio propagandate da ideologi e filosofi del nazionalsocialismo, come Carl Schmitt. Egli non fu solo un accademico del nazismo ma il giurista numero uno di Hitler che elaborò tutte le giustificazioni giuridiche per dare pieni poteri dittatoriali al fuhrer allo scopo di andare in guerra. Il punto centrale, apparentemente banale, ma terribilmente criminale dell'ideologia schmittiana è la divisione del mondo e della società umana in “amici e nemici”. E i nemici debbono essere sconfitti e schiacciati con ogni mezzo, anche con la guerra. In altre parole, oltre le innumerevoli discussioni e argomentazioni e miliardi di pagine scritte che possono raccogliere tutti i possibili argomenti, la domanda essenziale che essi pongono è: sei con noi o contro di noi? Schierati! È la guerra!
Dopo il 1945 il Tribunale di Norimberga condannò i gerarchi e gli aguzzini ma si dimenticò di portare alla sbarra e condannare gli ideologi, i filosofi e altri “pensatori” che del nazional socialismo furono i garanti intellettuali, come Carl Schmitt e il filosofo Martin Heidegger. Né fu condannato il banchiere del Reich, Hjalmar Schacht. In seguito tutti e tre sono stati ufficialmente rivalutati e riproposti nelle università e nei centri studi in molte parti del mondo, cominciando dagli Stati Uniti. In America Schmitt e Heidegger sono diventati progressivamente la base delle teorie e dei programmi dei neoconservatori. All'Università di Chicago Leo Strauss è stato uno dei maestri principali del gruppo di potere di Cheney-Wolfowitz-Ledeen e tutti gli altri neocon che agitano la “guerra infinita” (poi diventata “preventiva”) e lo scontro di civiltà. In Italia è stato il professor Gianfranco Miglio, il vero ideologo e fondatore della Lega Nord, a rivalutare e riproporre le tesi politiche di Schmitt, ignorando bellamente il ruolo centrale da lui giocato nel 1933 nel consolidamento del potere nelle mani di Hitler. Miglio può vantare un intenso scambio epistolare direttamente con Schmitt nel periodo del dopoguerra che lo ha portato a pubblicare per la casa editrice Il Mulino nel 1972 scritti di Schmitt “Le categorie del 'politico' ”, rivalutando la contrapposizione amico-nemico e l'idea schmittiana dello “stato d'eccezione” come concetto generale della dottrina dello stato, argomenti oggettivamente coerenti con una logica autoritaria. Con la fine dei due blocchi e l'avvento della globalizzazione, Miglio poi si vantò di essere andato oltre Schmitt, passando dalla centralità e dall'autoritarismo dello stato ad un federalismo neofeudale, ispirato al libertarismo (neoconservatore) di stampo americano. Paolo Raimondi SCHEDE
Carl Schmitt (1888-1985) è stato il “giurista principe” del nazionalsocialismo. Dopo l'incendio del Reichstag, il parlamento tedesco di Berlino, in realtà fatto dalle reti di Goering, elaborò le giustificazioni teorico-legali per le leggi di emergenza, le Notverordnungen, che diedero pieni poteri dittatoriali a Hitler. Fu un processo velocissimo: 27 febbraio 1933 l 'incendio del Reichstag; 28 febbraio Hitler strumentalizzò l'articolo 48 della Costituzione per sospendere i diritti dei suoi oppositori bollandoli come terroristi; 23 marzo il parlamento terrorizzato legittimò la dittatura di Hitler. Nel 1930-32 Schmitt era stato collaboratore dei governi autoritari di Bruening e di von Papen. Ha scritto molti libri per presentare i tre temi chiave della sua teoria e pratica autoritaria e dittatoriale: 1) fuehrerprinzip, il capo di Stato carismatico è e crea la legge; 2) “stato di eccezione”, o di emergenza, che determina la vita e i rapporti dello stato; 3) un mondo dominato dal conflitto tra “amici e nemici”. Promosse la carriera dell'ideologo dei neocon Leo Strauss tra l'altro fornendogli una raccomandazione per una borsa di studio della Rockefeller Foundation quando si trasferì negli USA. Nel dopo guerra si è cercato di occultare il suo ruolo centrale nel nazionalsocialismo presentandolo come una “vittima accademica” ma di grande valore intellettuale. Gli amici di Cheney e Bush lo usano per giustifare l'idea di “unitary executive”, la nuova formula per i loro progetti autoritari e di violazioni dei diritti civili e della Costituzione americana.
Martin Heidegger (1889-1976), filosofo tedesco noto come il fondatore dell'esistenzialismo. Entusiasta di Hitler e del nazionalsocialismo, all'inizio del 1933 invita Schmitt a prendere insieme a lui la tessera del partito. Diventa rettore dell'Università di Friburgo: le sue lezioni e i suoi discorsi sono apertamente apologetici del fuehrer e della dittatura. È una delle figure centrali nel revival del nihilismo e della pazzia irrazionale di Friedrich Nietzsche. Insegnante e protettore di Leo Strauss. Dopo la guerra gli fu interdetto l'insegnamento nelle università tedesche in quanto ritenuto ancora pericoloso per la formazione dei giovani studenti. A partire dagli anni cinquanta è stato rivalutato come grande pensatore, anche lui solamente un po' confuso da Hitler, che lo indusse a qualche piccolo “errore di gioventù”. Avrà anche una certa influenza tra i promotori politici e intellettuali di quella parte della cosiddetta “nuova sinistra” sessantottina mobilitata per la distruzione dell'idea di stato.
Hjalmar Schacht (1877-1970), il banchiere del nazionalsocialismo, prima e dopo la presa del potere di Hitler. Prima del 1933, come governatore della Reichbank, la banca centrale tedesca, mantiene i contatti con la City di Londra e le banche di Wall Street, tessendo elogi per un futuro ruolo di “stabilità” sociale di Hitler. Organizza il sostegno finanziario, anche a livello internazionale, per Hitler. Poi dal 17 marzo 1933 al 1939 guida la Reichbank. È ministro dell'economia nazionalsocialista dal 1934 al 1937. Nel 1935 è anche plenipotenziario per l'Economia di Guerra. È stato tra i promotori e fondatori della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, la grande loggia delle banche centrali sganciate dai governi e dai parlamenti. “Politica schachtiana” è sinonimo di austerità brutale sui salari e sui bilanci dello stato. I neocon americani, come Irving Kristol, si sono ispirati a lui e alle sue politiche per promuovere la “rivoluzione neoconservatrice” e un liberismo economico senza stato sociale e senza regole
Poteva in un momento come questo non spuntare fuori un nuovo filmato su violenze contro un musulmano? Questo accadimento, sul quale mi auguro gli organi inquirenti faranno il loro compito, è avvenuto domenica 19 febbraio 2006 a Sassuolo, verso le ore 10 di mattina. Le riprese effettuate dal telefonino di un marocchino che ha assistito alla scena, vengono consegnate all’associazione Giovani musulmani d’Italia con sede a Sassuolo, e dopo averlo pubblicato nel sito si decidono di portarlo alla Digos della Questura di Reggio Emilia. Per una settimana la notizia rimane nascosta nei meandri regionali ( La Gazzetta di Modena & C.), per poi finire nei canali mediatici nazionali: Kataweb, Repubblica on-line e i vari tiggì nazionali, tra cui il Tg5 di Rossella.
Qualcuno plaude la scelta coraggiosa dei direttori di trasmettere il filmato, e qualcuno accusa invece la Rai di stato di non aver dato ampio risalto all’accaduto. A parte il fatto che non è corretto parlare di coraggio ma, in questo caso, di propaganda; la cosa certa è che in un periodo come questo, esaltare e fomentare ulteriormente l’odio tra musulmani e occidente è molto pericoloso e va valutato con ponderazione. Stabiliamo come punto di partenza la pubblicazione il 30 settembre 2005 delle dodici vignette da parte di un quotidiano neocon danese (collegato con i personaggi di estrema destra statunitensi), e rilanciate dai media (compiacenti al Sistema) dopo oltre tre mesi, proprio quando - guarda caso - l’Iran viene deferito al Consiglio di Sicurezza per l’idiozia delle armi nucleari, e Hamas stravince le elezioni in Palestina… “Il Movimento Internazionale per i Diritti civili” spiega per filo e per segno come «la recente crociata lanciata dal presidente del Senato Marcello Pera in presunta difesa dei valori occidentali, che solca le acque mosse dalla provocazione del leghista Calderoli, si inquadra in una campagna islamofobica paneuropea che è stata messa a punto da Bernard Lewis, professore della Princeton University. Lewis, nato in Inghilterra è un prodotto dell'Arab Bureau ed è uno dei massimi controllori di Benjamin Nethanyahu, di cui è stato consigliere anche ufficialmente» In Iraq salta in aria il secondo luogo più sacro dei musulmani sciiti, la moschea Dorata di Samarra, per opera di un misterioso “commando in mimetica”. E «non c'è bisogno di essere complottisti per capire che i sospetti possono essere molti, e non solo i sunniti. Come si sa, tempo fa dei militari britannici sono stati arrestati [a Bassora] travestiti in abiti arabi, mentre giravano su un'auto armati»[2][2] lo afferma Ray McGovern, ex analista della CIA! Se non ci credete guardatevi il filmato qui sopra (cliccando sull’immagine) e potrete osservare come questi criminali al soldo degli eserciti, sparano senza ritegno e umanità contro civili in macchina, in furgone, in camion, provocando incidenti stradali e moltissimi morti. Ma per loro è un gioco, un gioco che sicuramente qualcuno gli ha detto e/o permesso di fare: il deleterio gioco del Terrore! Intorno ad un virus che alberga da sempre nell'organismo dei volatili, l'H5N1, si è costruito in pochi mesi un allarme planetario, un'emergenza che l'Europa affronta investendo milioni di euro per fare incetta di farmaci e prenotando vaccini che ancora non esistono e per la quale George Bush negli Stati Uniti spenderà 7 miliardi di dollari e dispiegherà l'esercito. A questo punto è utile cercare di capire il contesto in cui questa ennesima 'emergenza' si è diffusa gettando nel panico intere popolazioni e per far questo è altresì utile fare il punto sugli avvenimenti che hanno preceduto il momento attuale. Conoscere le premesse, aiuta sempre a leggere con occhi diversi il presente in cui si è calati.
Nel 2002, tutti si ricorderanno, scoppia il caso 'antrace': il bacillo del carbonchio, che provoca appunto l'antrace, diventa una minaccia globale in seguito alla caduta delle Torri Gemelle a New York e alla guerra preventiva al terrorismo annunciata dagli Stati Uniti. Si diffonde in pochi mesi il panico in tutto il mondo, i media e i governi affermano che chiunque, in qualunque momento, avrebbe potuto seminare la famosa 'polverina bianca' infetta provocando la morte di milioni di persone. Negli Usa tutti i militari vengono obbligati a ricevere il vaccino antiantrace, farmaco sperimentale dai pesantissimi effetti collaterali e prodotto dalla Bioshield, azienda nella quale esponenti del governo americano hanno partecipazioni; nel resto del mondo si fa incetta di vaccini che nessuno poi ha mai utilizzato, ci si assicurano quantitativi enormi di Cipro, un antibiotico prodotto in esclusiva dalla Bayer, che, grazie a vendite stratosferiche di questo farmaco, risolleva le sue sorti economiche e finanziarie ed evita il tracollo facendo lievitare le proprie quotazioni in borsa (1). Per mesi e mesi in Italia le città vengono sconvolte da allarmi e quarantene ogni qualvolta qualcuno vede fuoriuscire polverina bianca da un pacco, da una busta o da un contenitore.
Dopo qualche mese, e siamo tra il 2002 e il 2003, si scatena l'allarme sul vaiolo, malattia ormai eradicata che, però, governi e media affermano, potrebbe essere disseminata in qualunque momento da terroristi senza scrupoli che vogliono provocare stragi. Il panico si alimenta dei messaggi allarmistici, la gente fa la fila fuori dalle farmacie per chiedere di acquistare il vaccino antivaioloso, prodotto ormai non più in vendita, ma di cui l'allora ministro della sanità Girolamo Sirchia si affretta a fare incetta usufruendo del fatto che nel frattempo le ditte farmaceutiche avevano ripreso la produzione per soddisfare anche le richieste che provenivano da altre parti. Si rimpinguano le scorte, anche se nessuno dice che, se veramente la minaccia fosse rappresentata, come si dice, da un ipotetico virus geneticamente modificato dai terroristi, il vaccino conosciuto non servirebbe a nulla. Quando si chiudono i capitoli di spesa e si verifica che tutti abbiano avuto la loro parte, l'allarme cessa di colpo. I media non parlano più di antrace o vaiolo, i governi dimenticano di essersi preoccupati e passano ad altro, la gente oggi fatica persino a ricordare che cosa sia l'antrace. In quel frangente, si comincia ad affermare che i sintomi influenzali e la polmonite provocati da un nuovo coronavirus, individuato nel sud est asiatico, potrebbero essere uno dei primi segnali di questa pandemia influenzale che gli esperti si attendono. Al quadro clinico si dà il nome di Sars, un acronimo che passa di bocca in bocca e in poche settimane tiene banco persino nelle discussioni tra casalinghe. Gli esperti pongono al mondo e a se stessi questa domanda: sarà la Sars la terribile pandemia che attendiamo? Una volta individuato il presunto responsabile di quella che viene definita una nuova micidiale polmonite, il coronavirus asiatico, le ditte si buttano a capofitto nella ricerca e sperimentazione di un vaccino specifico, grazie ai fondi stanziati in anticipo da enti istituzionali e governi. Vengono passati al setaccio tutti coloro che starnutiscono dopo essere scesi da un volo aereo proveniente dalla Cina o da Hong Kong, gli Stati Uniti annunciano che useranno l'esercito per costringere la popolazione ad osservare le quarantene qualora necessario. Gli esperti, alla vigilia della vaccinazione contro l'influenza stagionale di quell'autunno, raccomandano caldamente di farsi somministrare il vaccino disponibile, perchè, anche se non c'entra nulla con il coronavirus della Sars e non copre da quella, è comunque utile "a prescindere". La gente si accalca nelle farmacie, si crea l'equivoco, la maggior parte della gente pensa che il vaccino contro la normale influenza sia una panacea contro i pericoli che incombono sul genere umano. Poi, ancora una volta, di colpo l'allarme cessa. Dopo un po' nessuno ne parla più, tutti dimenticano la Sars.
E arriviamo all'estate 2005. Nei primi mesi dell'anno l'accenno alla cosiddetta influenza aviaria fa una prima comparsa sui giornali, ogni tanto qualcuno ne parla, ma siamo ancora tra la fine dell'inverno e la primavera. Poi d'improvviso il martellamento mass-mediatico si fa dirompente, le pagine dei quotidiani si riempiono di fotografie di anatre, polli e pappagalli morti, ricompaiono le mascherine bianche e ricompare l'allarme pandemia. Nel 2005 non è più la Sars il candidato, ma diventa un virus che alberga da secoli nell'organismo dei volatili e che quindi è molto semplice da cercare e trovare esaminando i tessuti delle anatre, dei polli e degli uccelli: l'H5N1, che fa parte di una "famiglia" assai più vasta di virus dei polli, la maggior parte praticamente innocui per la specie umana. Nell'H5N1, individuato in alcuni polli negli allevamenti intensivi del sud est asiatico, si riconosce il nuovo nemico dell'umanità e il monito che si diffonde massicciamente è: "è in arrivo una tremenda pandemia, a causarla potrebbe essere il virus dell'influenza aviaria, e quando arriverà farà sicuramente milioni di morti". Durante l'estate e l'autunno 2005 si genera l'equivoco, voluto o meno: all'aviaria viene dato il nome di influenza, la gente si confonde, i medici non fanno molto per sanare il malinteso, ed esperti e governi finiscono, ancora una volta, per sollecitare tutta la popolazione a vaccinarsi in massa contro la normale influenza stagionale. Poi però proprio la Cochrane Vaccines Field (uno dei maggiori centri di ricerca a livello nazionale proprio sui vaccini), per bocca del portavoce in Italia Tom Jefferson, afferma: "Vaccinarsi contro l'influenza stagionale non serve assolutamente a nulla se si parla di aviaria. Anzi, dirò di più: il diffuso allarmismo è sospetto e assomiglia ad una colossale montatura" (2). E Jefferson, eliminando ogni ulteriore dubbio in proposito, afferma anche che, riguardo la normale influenza umana stagionale, "gli attuali vaccini antinfluenzali sono poco efficaci soprattutto sugli anziani e pressochè inutili sui bambini in tenera età" (3).
Cerchiamo allora di capire quanto c'è di vero in questo ennesimo allarme-pandemia. "Ci sono già state epidemie di influenza aviaria in passato tra i volatili, non è certo la prima volta che questo accade - spiega ancora Jefferson - e sono state tutte contenute con normali misure veterinarie. Questo gran baccano mi puzza di montatura". L'influenza sui polli, dovuta ai diversi virus della famiglia cui si fa riferimento oggi, è stata descritta già alla metà del 1800 e mai nessuno, fino ad oggi, si era mai sognato di addebitare ad essi una pandemia (cioè un'epidemia di dimensioni globali) che avrebbe riguardato gli esseri umani. Si pensi che solo a partire dal 1997 in Italia sono stati registrati sei momenti in cui diversi virus aviari hanno colpito gli allevamenti di varie regioni (4); eppure solo oggi uno di questi si è trasformato nel presunto nemico che tiene in scacco il mondo intero. L'Istituto Superiore di Sanità ha registrato negli anni passati vari focolai di virus aviari che hanno colpito polli, quaglie e tacchini in Veneto e pianura Padana: hanno nomi strani, H5N2, H7N1, H7N3. Tutto è sempre stato risolto con normali misure veterinarie, come si può fare con le malattie tipiche che affliggono, per esempio, cani e gatti. Fino a che c'era da occuparsi di antrace, di Sars, di influenza stagionale, di morbillo, i virus aviari rimanevano in un angolo, emarginati. Invece oggi, d'improvviso, sono balzati agli onori delle cronache e tra loro gli esperti ne hanno individuato uno, uno solo, particolarmente "cattivo": l'H5N1. Identificare un unico nemico significa naturalmente dare la possibilità a chi produce farmaci e vaccini di focalizzare energie, denaro e attenzione in un'unica, proficua direzione. E così è stato. In Italia il ministro Storace ha concordato con le ditte farmaceutiche il diritto di prelazione su 35 milioni di dosi di un vaccino che ancora non esiste (potrebbe venire prodotto solo se comparisse un virus pandemico, che oggi ancora non c'è) , stanziando 5 milioni e mezzo di euro; altri 50 milioni di euro sono stati stanziati per fare scorta di farmaco antivirale, poco efficace, ma estremamente redditizio per la Roche , che produce in esclusiva il Tamiflu, prescelto come unico antivirale da usare contro i virus aviari; presunti esperti di aviaria hanno invitato a metà ottobre l'Unione Europea a finanziare le ditte con 150 milioni di euro per sviluppare 'prototipi' di vaccino; negli States George W. Bush ha chiesto al congresso di sborsare 7 miliardi di dollari per acquistare farmaci, prenotare vaccini e mobilitare l'esercito.
Quindi, tutta l'attenzione è concentrata sull'H5N1, ma nessuno che spieghi che non è quello il virus cui si potrebbe mai attribuire una pandemia: il virus che tutti annunciano come imminente e pericoloso ancora non esiste. Infatti, poichè i virus dell'influenza aviaria esistono da secoli e sono praticamente innocui per l'uomo, per poter ipotizzare una potenziale diffusione epidemica da uomo a uomo di malattia virale, occorrerebbe attendere la comparsa di un nuovo virus, che ancora non esiste e che nessuno sa se mai esisterà e comparirà, nato dalla ricombinazione di un virus aviario, che potrebbe essere l'H5N1 come qualsiasi altro, con un virus dell'influenza stagionale o qualunque altro virus, come spiega chiaramente il dottor Ernesto Burgio, pediatra ed immunologo (5). E' evidente che è iniziata una schizofrenica caccia alle streghe sulla base di ipotesi-fantasma. Lo spiega bene anche Maria Rita Gismondo, direttore del laboratorio di microbiologia dell'ospedale Sacco di Milano (6): "Ci sta facendo paura un fantasma - dice - il virus di cui tutti hanno terrore semplicemente non esiste, così come non esiste il vaccino umano contro l'influenza aviaria. Non conoscendo il virus, poichè non c'è, non sappiamo nemmeno se i farmaci antivirali di cui tutti fanno scorta siano efficaci oppure no". E ancora, Emilio Bajetta, presidente dell'associazione italiana di oncologia medica: "Non c'è alcuna evidenza scientifica e concreta che si possa avverare nel breve periodo quella che viene annunciata come una pandemia" (7). Di fronte alle evidenze, lo stesso ministro Storace, quello che ha fatto scorta di vaccini e farmaci, è costretto ad ammettere: "c'è una psicosi immotivata, non c'è infatti nulla" (8).
Ma allora chi, quanti e dove sono quei morti che ogni tanto vengono citati dai giornali? Sono in tutto 60 persone negli ultimi 3 anni (su circa 6 miliardi di persone nel mondo) che, stando a strettissimo contatto con polli in allevamenti intensivi di 4 paesi del sud est asiatico senza la minima osservanza di principi di igiene, hanno contratto il 'vero' H5N1, cioè il virus aviario, incapace di generare epidemie di sorta, ma che dalla gallina può essere trasmesso all'uomo in condizioni di vita precarie, così come il carbonchio degli animali può passare all'uomo se si usano le pelli infette, così come alcuni virus di cani e gatti possono passare all'uomo se non vengono osservate banali norme igieniche. E sono secoli che, in quelle precarie condizioni igieniche, alcuni virus aviari passano dai volatili all'uomo. Ma quell'H5N1, non ricombinato e quindi non pandemico, non ha alta contagiosità e non può passare da uomo a uomo, condizione indispensabile affinchè si possa parlare di epidemia o pandemia.
Allora, bisognerebbe chiedersi quale sia la ragione per la quale, se la pandemia non esiste e nessuno sa nemmeno se e quando arriverà, il panico si sia già radicato in gran parte della popolazione. "Molte affermazioni allarmistiche - osserva il mensile Altroconsumo - sono emerse da un convegno sull'influenza tenutosi a Malta alla metà di settembre. Il convegno era sponsorizzato dalle aziende produttrici di vaccini antinfluenzali e di farmaci antivirali. Tra queste la Roche " (9). E le previsioni che hanno permesso di annunciare che "prima o poi una pandemia ci sarà" sono basate sulle considerazioni teoriche degli epidemiologi, che sostengono come "ogni 40 anni, più o meno, si dovrebbe verificare un'epidemia influenzale". Nessuno ha però fatto notare che l'epidemiologia è una scienza assai recente (esiste da appena qualche decennio) e che, quindi, ha potuto finora considerare periodi di tempo estremamente brevi, forse troppo per azzardare previsioni e stime sulle basi delle quali smuovere nazioni intere e incutere terrore nella popolazione mondiale. Inoltre, spiega sempre la dottoressa Gismondo, "la nostra popolazione non è più quella di 40 anni fa od 80 anni fa, è meglio nutrita e pulita, così come sono all'avanguardia i nostri mezzi di contenimento". Il direttore generale dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha detto: "Non si sa quando, ma una pandemia si verificherà. Manca solo una condizione alla realizzazione di questo evento: un virus in grado di trasmettersi rapidamente da uomo a uomo". Ebbene, secondo lo stesso principio, si potrebbe validamente affermare: "Non so quando, ma diventerò miliardario. Manca solo una condizione essenziale: che prima o poi scopra l'esistenza di un parente ricco che mi ha inserito nel suo testamento".
Ma non si è solo provocato un enorme allarme, lo si è anche fatto finalizzando gli sforzi. Infatti si è generato un totale equivoco tra la popolazione, che è stata sollecitata oltre misura, in nome della catastrofe imminente, a vaccinarsi contro la semplice influenza stagionale, con l'ovvio risultato che il vaccino antinfluenzale è andato a ruba. Procedere in questo modo potrebbe non essere innocuo. "Se c'è un'annata in cui il vaccino antinfluenzale non andrebbe consigliato è proprio quello in cui si teme la pandemia - spiega Ernesto Burgio - se è vero che uno dei rischi è che l'H5N1 si ricombini con i ceppi influenzali, che sono quelli da cui sono tratte le proteine usate per fabbricare vaccini, è facile capire che vaccinando in massa l'H5N1 potrebbe ricombinarsi proprio con il ceppo vaccinico acquisendone gli antigeni e rischiando di scatenare nel soggetto vaccinato un vero e proprio uragano citochinico. Se c'è una regola universalmente accettata è proprio quella secondo cui, in caso di allarme prepandemico o di pandemia dichiarata, la vaccinazione è una strategia inutile se non pericolosa". Da queste affermazioni possono discendere almeno tre ipotesi: 1) gli esperti hanno raccomandato il vaccino antinfluenzale perché tanto sono certi che la pandemia non ci sarà e quindi sanno di non mettere a rischio la popolazione; ma significherebbe che è tutto una grossa bufala; 2) Gli esperti temono la pandemia, non sanno che vaccinare in massa in questa fase è pericoloso e lo consigliano senza essere consapevoli delle conseguenze; ma allora c’è da chiedersi che razza di esperti siano; 3) gli esperti temono la pandemia, sanno che vaccinare in massa può essere pericoloso ma lo fanno comunque; questa pare una ipotesi troppo inquietante per essere considerata.
Altre riflessioni interessanti sono proposte da Vittorio Demicheli, della Cochrane Vaccines Field (10): “Le decisioni che riguardano la salute della popolazione, vaccinazioni comprese, comportano gravi responsabilità e non possono certo essere basate su ipotesi, opinioni o pressioni interessate. (…) Decidere di vaccinare un terzo della popolazione italiana con il vaccino antinfluenzale attuale è una scelta discutibile. (…) Le industrie poi hanno fatto questa proposta, autodefinita come ‘etica’: in caso di pandemia il vaccino sarà distribuito tra i vari Paesi in modo proporzionale alle quantità consumate ogni anno. In altri termini: chi vuole avere il vaccino deve impegnarsi subito a consumare, ogni anno e per sempre, almeno un terzo della quantità che sarebbe sufficiente per tutta la popolazione. Questa è la proposta cui il nostro Paese ha aderito inserendo, già nella circolare relativa alla campagna vaccinale 2005, l’obiettivo di vaccinare almeno il 33% della popolazione”. Una manovra che si fatica duramente a definire etica. Le ditte attuano una sorta di ricatto, cioè: Hai paura della pandemia e vuoi assicurarti una certa quantità del vaccino che semmai nascerà? Bene, allora impegnati subito, ora e per sempre, a vaccinare contro l’influenza chi più puoi e noi ti venderemo tanto vaccino antipandemico quanto vaccino antinfluenzale tu avrai nel frattempo somministrato, raggiungendo almeno un terzo della popolazione totale.
Eppure le ditte, anche se hanno ormai quasi totale mano libera, non sono ancora del tutto tranquille. Rimane infatti lo spettro delle cause che alcuni potrebbero intentare contro di loro se danneggiati dal vaccino (in Italia l’indennizzo lo paga lo Stato, ma negli Stati Uniti a sborsare sono direttamente le ditte farmaceutiche). Allora, ecco che nasce l’idea: lo scorso 7 ottobre il presidente Bush ha ricevuto alla Casa Bianca una delegazione di imprenditori farmaceutici e ricercatori impegnati nella produzione di vaccini per combattere i virus dei polli. Gli imprenditori gli hanno chiesto di ottenere l’assoluta immunità dalle cause legali che possono nascere per gli effetti collaterali dei vaccini (11). Detto e fatto. Già a novembre nasce il progetto di legge federale (la numero S. 1873) che punta a concedere alle ditte la totale protezione dalle cause legali in caso di danni dovuti a vaccini aviari somministrati agli americani. La legge ha un nome nobile, “Biodifesa, vaccino pandemico e sviluppo di farmaci”, ma in realtà nella sostanza impone agli americani di ricevere vaccinazioni contro una malattia che ancora non esiste (12) e li priva del diritto costituzionalmente garantito di adire in giudizio in caso di danno o morte. L’obiettivo della legge è anche quello di impedire ai cittadini di appellarsi al Freedom of Information Act e altre leggi simili per scoprire se il nuovo vaccino (quando sarà prodotto) sia efficace e sicuro e se qualcuno abbia manifestato reazioni avverse.
Ebbene, a fronte di tutto questo, i giornali continuano a raccontare soltanto che: a) saranno fatti accertamenti sulla carcassa di un gallo trovato morto in un villaggio dell’entroterra brasiliano. Tanti bambini muoiono di fame e miseria da quelle parti, ma il gallo….b) un pappagallo morto improvvisamente in Gran Bretagna ha gettato nel panico l’intera popolazione del Regno Unito; c) sono negativi i test su un tacchino morto sull’isola greca di Chios e su alcuni piccioni nel nord ovest dell’Ungheria; d) a Baghdad, dove da anni si bombarda anche l’aria e migliaia di persone innocenti sono morte e continuano a morire, si teme per alcuni uccelli morti in alcuni quartieri della capitale. 1) "Virus letali e terrorismo mediatico", Claudia Benatti. Ed. Macroedizioni, 2002 Chemioterapia, no grazie! Quanti oncologi si curerebbero con la chemio? Qualcuno si è mai chiesto se l'oncologo, in caso di bisogno, acconsentirebbe a farsi trattare con la chemioterapia? Sorpresa!... "Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università della California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: [...] quando non sono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano." Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate". [Walter Last, "The Ecologist" vol 28, n. 2, marzo/aprile 1998].
"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti". [Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol 337, p. 901].
"I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale". [Edward G. Griffin, "World Without Cancer", American Media Publications, 1996].
"Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano - mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della chemioterapia". [Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000].
"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia [...].Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico." Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi. [Lancet, 10 agosto 1991]
Tratto dal libro del dottor Tullio Simoncini(oncologo): Il cancro è un fungo Il conflitto Islam-Occidente: L’esplosione della fiabesca cupola d’oro di Samarra è un passo importante e ben studiato della strategia in corso per allargare il conflitto “di civiltà” tra Occidente ed Islam, e per infuocare ulteriormente il vortice mediorientale. Si aggiunge ad una serie di eventi che stanno decisamente alzando il livello della tensione. Mentre la guerra in Iraq continua con la quotidiana conta di decine di morti, le ansie, gli odi e le preoccupazioni vengono sollecitati scientificamente, come in un esperimento di laboratorio. La faccia poco rassicurante del Presidente iraniano tuona contro l’esistenza Israele e per reazione i nostri oscuri neocon organizzano fiaccolate che si richiamano ai buoni sentimenti, ma sono popolate anche da strani individui. In Palestina il violento partito religioso Hamas vince delle elezioni dubbie a discapito della laica OLP del defunto Arafat, e la tensione israelo-palestinese sale improvvisamente. Le ombre di nuove violenze si allungano su quella martoriata regione, mentre il livello di ansia delle popolazioni locali ritorna a picchi elevatissimi.
Immagini di violenza delle truppe di occupazione, sia nel carcere di Abu Ghraib, che in quello di Guantanamo, oltre a quelle dei soldati inglesi accaniti contro poveri ragazzetti, vengono accuratamente tirate fuori dagli archivi in cui erano depositate da tempo, per ravvivare l’odio islamico e quello di tanti occidentali. Che non ne possono più di Bush, Blair, Berlusconi…e di tutta la bieca “banda del buco” che sembra coinvolta in un “risiko” predatorio e miope. Ma che sta succedendo? Come mai tutti questi personaggi, gruppi ed apparati sono all’opera, in perfetta sintonia tra loro, per far crescere rigogliose le male piante dell’odio, della paura e della violenza? Secondo questo tipo di interpretazione, un gruppo di poteri oscuri ha deciso, per rallentare la possibilità di “risveglio” spirituale dell’umanità, di lanciare un Terzo conflitto mondiale prolungato, basato sul tema del confronto di civiltà tra Occidente ed Islam. Cosa è successo circa un secolo fa? Gli ideatori del conflitto arabo-israeliano hanno con un solo colpo deviato verso odi, rancori, violenza e guerre, l’elevatissimo stato di coscienza del popolo ebraico. Attenuandone fortemente il contributo positivo al resto degli uomini, quanto mai importante nella nostra delicata epoca di risveglio della coscienza. Hanno trascinato le energie ed i capitali dell’ebraismo mondiale e del petrolio islamico ad esaurirsi e concentrarsi per decenni nel buco nero del conflitto arabo-israeliano. Ne hanno approfittato le bande dei banchieri, dei petrolieri e dei venditori di armi occidentali, ben remunerati per il fatto di farsi portatori dei progetti delle fratellanze oscure che li manovrano. I casi più eclatanti sono la fondazione e la forte crescita in Egitto e nel resto del mondo islamico dei Fratelli Musulmani, una strana, potentissima organizzazione semisegreta e molto articolata, capace da sempre di influenzare pesantemente dal di dentro sia i governi che le loro opposizioni. In grtan parte dei paesi arabi. E poi l’Hojattieh iraniano, che comincia combattendo ferocemente l’“eresia” Bahai, ma che si sviluppa come forza oscura in collegamento con analoghe forze “nere” occidentali. Fino a prendere il potere nell’Iran attuale. E poi i gruppi integralisti wahabiti, dai quali nascono le retrive monarchie della penisola arabica, e quella saudita in particolare. E poi ancora strane sette indo-pakistane, gruppi segreti siriani, libanesi, sudanesi, somali, algerini, libici, marocchini, indonesiani, filippini, ecc… Dove si trovano ora le tracce di questo apparato, di questa macchina da guerra ideologica, apparentemente cieca, pronta a tutto? Cerchiamo ora di reinterpretare brevemente quello che sta accadendo in questi giorni, alla luce dei grandi movimenti di correnti spirituali E poi Hamas, una costola degli oscuri Fratelli Musulmani, violenta e terrorista, che vince dubbie elezioni… Perché dubbie? Quale scelta reale ha avuto il popolo palestinese tra Hamas e una vecchia classe politica dell’OLP ormai priva di ideali e da anni manifestamente ipercorrotta dal denaro arabo ed occidentale? E per di più sotto la tensione dell’occupazione e delle angherie di Sharon. Questo povero, simpatico, intelligente popolo palestinese, ha votato in massa per chi riteneva fosse onesto ed ancora motivato da ideali… E’ lo stesso schema seguito in Iran dai fondamentalisti islamici per prendere il potere: per decenni sono apparsi alla gente come gli unici che si occupavano dei poveri e che erano onesti. Degli esempi luminosi se paragonati alla supercorrotta classe ricca legata allo Shah. Su queste basi è nata la rivoluzione iraniana di Khomeini “il puro”. Una volta conquistato il potere, hanno gettato la maschera da agnelli disinteressati e con ferocia si sono aggrappati alle leve di comando. Sacrificando e mettendo da parte i “duri e puri “ della rivoluzione. Ma in entrambi i casi “qualcuno” ha consentito, favorito, predisposto, la presa di potere di questi estremisti. Perché i loro vertici sono segretamente ben controllati e disposti a tutto… Disposti a lanciarsi in un conflitto, in un vortice di guerra in crescita, tutto ancora da sviluppare… per il quale servono esecutori pronti e fedeli.
E naturalmente la vittoria di Hamas ha riportato indietro le lancette delle speranze del popolo israeliano. La tensione, il senso di insicurezza, la paura, l’odio dell’opinione pubblica israeliani sono certamente in aumento. L’intento è di farne uno strumento duttile e potente sul fronte dell’escalation nel conflitto con l’Islam. Non certo di fargli fare la pace. E ora, ad aumentare il senso di disorientamento, di violenza e di paura nella regione, la spinta per una guerra civile interirachena, e forse interregionale, tra sciiti e sunniti. L’esplosione della cupola sciita di Samarra è solo l’ultimo episodio di una serie di attacchi e di episodi di grande impatto e di grande violenza tendenti a trascinare le masse in uno scontro generalizzato. Particolari attenzioni sono state rivolte agli sciiti iracheni. Perché? Le gerarchie religiose ed i fedeli sciiti iracheni non avevano seguito affatto la spinta integralista della rivoluzione islamica khomeinista iraniana. Non condividevano la costituzione di una teocrazia. E alcune guide spirituali sciite irachene – alcuni Ayatollah “ozmah” - erano di rango religioso perfino superiore a Khomeini. Non ne hanno subito l’influenza. Le posizioni estreme di tipo iraniano sono invece le più funzionali ai disegni delle fratellanze oscure per la gestione del conflitto. E quindi è stato fatto un intenso lavoro per trasformare la natura pacifica degli sciiti iracheni: durante la prima guerra del Golfo, prima sono stati indotti dagli americani a ribellarsi a Saddam Hussein, e poi sono stati lasciati in balia della sua feroce repressione. Quando per le truppe di Bush padre sarebbe stato facilissimo fare pochi chilometri in più e “liberarli”. Poi, agli inizi della nuova crisi e della recente invasione americana, i capi moderati e della tradizione sciita sono stati accuratamente uccisi, uno dopo l’altro, o ridotti al silenzio. A questo si aggiunge che non c’è stata solo una invasione americana, ma anche un’altra - silenziosa e poco nota - dei servizi iraniani, che hanno inviato migliaia e migliaia di hezbollah iraniani ad infiltrarsi ovunque e ad abitare nelle città sante e nelle zone sciite irachene. Una grande operazione, favorita dagli americani, che - accompagnata dalle numerose stragi di sciiti da parte di Al Qaeda - ha letteralmente trasformato il panorama sciita. Ora è una massa di manovra pronta a tutto, pronta allo scontro, pronta a farsi strumentalizzare. L’esplosione di violenza antisunnita dopo l’attentato di Samarra, ha fornito la prova che l’operazione di metamorfosi degli sciiti iracheni è riuscita. C’era un islam sciita moderato e ora non c’è più… Tutti hanno collaborato ad un piano unico: iraniani, al Qaeda, gli americani ed i loro lacchè occidentali… Chi è in grado di coordinare così bene tutte queste forze? Bush e la banda di poveretti che lo circonda? Ma li avete guardati bene? Un clero moderato c’era anche in Iran… ed è sparito completamente dopo la rivoluzione. C’era anche in Afghanistan, ed è sparito con l’arrivo dei Talebani e di Al Qaeda, sostenuti dagli americani.
[1][1] Bertinotti: “Quella di Pera è cultura dell’odio”, tratto da www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=880888
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venerdì, marzo 03, 2006 | commenti
http://www.effedieffe.com/giornale_archiviozeta.php?parametro=economia Il regresso fa progressi
Maurizio Blondet
03/03/2006
Il medico scozzese James Lind che nel 1746 scopri' la cura per lo scorbuto provocato dalla mancanza di vitamina C
James Simpson, che esercitava la chirurgia ad Edimburgo in età napoleonica, scrisse che un paziente entrando all'ospedale «era esposto al rischio di morte più del soldato inglese sul campo di Waterloo».
Come si sa - Louis Ferdinand Céline lo scrisse nel suo modo inimitabile - per questa scoperta benefica Semmelweiss fu non osteggiato, ma perseguitato: i luminari ignoranti (e dalle mani sporche) si avventarono su di lui come cani idrofobi, lo portarono al delirio.
Da un mese la British Medical Association ha raccomandato ai medici ospedalieri di lavorare senza cravatta: l'accessorio, «lavato di rado», è «colonizzato da patogeni».
Magellano era morto combattendo contro gli abitanti di un'isola del Pacifico; ma gran parte dei suoi uomini erano stati uccisi dalla privazione di vitamina C, dovuta alla mancanza di frutta e verdura nelle razioni.
Solo nel 1746 un medico di bordo scozzese, James Lind, sottoponendo a diete diverse una quantità di marinai ammalati - forse il primo test clinico - riferì che quelli cui aveva somministrato arance e limoni «tornavano atti al servizio entro sei giorni».
Parte gravosa di questo impulso è la tendenza dei più a temere ciò che non va temuto, e a sottovalutare invece i rischi presenti ed evidenti: come accade oggi ai medici che non si lavano le mani, e non solo a loro. Note postato da visionariodellaterzarete |
venerdì, marzo 03, 2006 | commenti
dal sito http://www.effedieffe.com/giornale_archiviozeta.php?parametro=economia American Gulag
Maurizio Blondet
03/03/2006
Michael Chertoff, Segretario della Homeland Security, Donald Rumsfeld e Bush durante una Task Force alla Casa Bianca
«Ultime notizie: il dipartimento Sicurezza del Patrio Suolo ha dato ordine di allestire campi di lavoro per civili e campi di concentramento sotto controllo dell'Armata. Ciò in caso di emergenza nazionale, che renda necessario internare i traditori che simpatizzano col nemico».
Qualche giorno dopo, il 6 febbraio, il capo del dipartimento di Sicurezza della Patria (Homeland Security), l'israeliano-americano Michael Chertoff, ha stanziato sul bilancio statale del 2007 altri 400 milioni di dollari alla costruzione di «ulteriori 6.700 posti letto in detenzione».
Essa verrà dichiarata dopo l'immancabile «nuovo 11 settembre», grazie a cui l'Amministrazione assumerà i pieni poteri in nome dell'emergenza nazionale.
Sono presenti tutti i caratteri di un potere criminale che la «più grande democrazia dell'Occidente» ha condannato nel Terzo Reich: il potere dell'esecutivo senza controllo in nome della difesa del Suolo Patrio («Homeland» corrisponde precisamente al tedesco Heimat), i campi d'internamento per nemici interni a lavoro forzato, l'uso ammesso della tortura, il controllo della popolazione attraverso la propaganda e il terrore (dei «terroristi islamici») e l'aggressiva pulsione unilaterale all'espansione militare.
Tanti lettori cattolici continuano a rimproverarmi di condonare le uccisioni di «cristiani» nei Paesi islamici.
L'immigrazione è un problema reale (un problema di integrazione difficile); il terrorismo è tutt'altro problema: sarebbe necessario tenerli distinti, con mente lucida: invece, si fondono nelle coscienze allarmate. Note
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venerdì, marzo 03, 2006 | commenti
mercoledì, ottobre 06, 2004 vediamo questo mese di ottobre se mi elimina il problema
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mercoledì, ottobre 06, 2004 | commenti
mercoledì, settembre 15, 2004 3-Iron
Regia Kim Ki-duk Corea del Sud, 2004, 35mm, colore, 90' Tae-suk viaggia sulla sua moto alla ricerca delle case vuote in cui stare per un po’. Porta dopo porta, incolla volantini sulle serrature di tutte le case. Successivamente si intrufola nelle case in cui il volantino non è stato tolto, a dimostrazione del fatto che gli inquilini che la abitano sono assenti. Tae-suk vi rimane fino a quando i proprietari non rientrano, ma non ruba mai nulla dalle case che abita temporaneamente. Vi rimane solo a fare la guardia per qualche giorno, aggiusta oggetti che non funzionano più e lava persino la biancheria sporca. Infine, prima di andarsene, rimette tutto a posto come prima. La cosa si ripete varie volte, fino a quando un giorno non entra in una casa lussuosa in cui incontra la donna del suo destino – una donna sposata di nome Sun-hwa, che soffre imprigionata in un matrimonio con un uomo che non ama più e che la maltratta... postato da visionariodellaterzarete |
mercoledì, settembre 15, 2004 | commenti
Kim Ki-duk
Nato nella provincia del Kyonsang del nord nel 1960, ha studiato belle arti a Parigi fra il 1990 e il 1992. Nel 1993 ha vinto con A Painter and A Criminal Condemned to Death il premio per la migliore sceneggiatura dell'Educational Institute of Screenwriting. Dopo altri due premi assegnati a sue sceneggiature, ha debuttato nella regia nel 1996 con il film A Crocodile, cui sono seguiti Wild Animals, Birdcage Inn, The Isle (presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2000) e lo sperimentale Real Fiction, girato tutto nell'arco di 200 minuti. Address unknown è stato selezionato dal fondo di Promozione per lo sviluppo del Pusan Film Festival, che nel 2001 ha presentato Bad Guy. Successivamente realizza The Coast Guard, film di apertura al Settimo Pusan Film Festival e Spring, Summer, Fall, Winter... and Spring, presentato in concorso a Locarno e distribuito con successo anche nelle sale italiane. Nel 2004 vince due prestigiosi premi alla regia con Samaritan Girl e 3-iron presentati, rispettivamente, a Berlino e Venezia. Filmografia Materiali postato da visionariodellaterzarete |
mercoledì, settembre 15, 2004 | commenti
da http://www.cinemacoreano.it/schedario/isle_rec.htm
The Isle di Kim Ki-Duk Ci voleva un coreano per dare una vera scossa emotiva al panorama cinematografico del Lido. Già l'anno scorso il cinema coreano aveva fatto parlare di sé con Goijtmal, un film trasgressivo, esagerato, provocatorio. Ma se là i rapporti perversi tra i due protagonisti a volte risultavano gratuiti, fine a se stessi, e alquanto ripetitivi, qui, ne L'isola, le immagini forti e irritanti dei pesci tagliuzzati - e poi rigettati in mare - e degli ami conficcati in gola e addirittura nella vagina sembrano agire su di un piano diverso, dove il simbolo è motivato e coerente. Un film nuovo, se non nello stile, almeno nell'universo e nell'immaginario che il giovane regista Kim Ki-Duk (che è anche autore delle scenografie) riesce a ricreare. Certo, il simbolismo estremo a volte risulta cadere nel banale, ma non per questo il film perde di originalità. Un mondo unico e totalizzante, quello che viene mostrato, in cui la sopravvivenza, i bisogni umani e, soprattutto, l'amore tra un uomo e una donna, si riducono ad uno stadio embrionale e primitivo. Una metafora amara della solitudine dell'uomo contemporaneo al quale sembrano non bastare i mezzi di comunicazione per esprimere quel desiderio di amore che risulta, in ultimo, essere forse un disperato tentativo di rifugio. E lo spettatore, una volta afferrata la facile metafora, è sbattuto con un'inconsueta - per noi occidentali - violenza emotiva e visiva dalla risata al voltastomaco, dalla tensione alla contemplazione. Se la narrazione a un certo punto si fa un po' confusa, la forza delle immagini è più eloquente che mai, giocata tutta sul confine labile tra la morte - il fondo dell'acqua - e un vivere che è più un sopravvivere, un galleggiare - la superficie. E quelle inquadrature poste proprio là, con una trovata efficace, a metà dei due mondi, sembrano metterci in guardia e in attesa di un possibile galleggiamento o di un più probabile sprofondamento. Si esce soddisfatti, con un pieno di immagini, ma anche infastiditi, secondo sicuramente le intenzioni del regista. Ma del resto quante schifezze ci passano sotto gli occhi nelle nostre maratone televisive? E poi, soprattutto, una cultura così ricca e giovane come quella coreana, ma anche subdolamente censurata da un'apparente stato democratico, ha bisogno di alzare la voce e di turbare chi sta dall'altra parte e, viste le reazioni del pubblico in sala (boati, risate, svenimenti), si può dire che ci sia riuscita benissimo. postato da visionariodellaterzarete |
mercoledì, settembre 15, 2004 | commenti
giovedì, settembre 09, 2004 mea culpa mea culpa
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giovedì, settembre 09, 2004 | commenti
questo blog mi sa tanto che è deceduto per la mia coglionaggine
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giovedì, settembre 09, 2004 | commenti
questo blog mi sa tanto che è deceduto per la mia coglionaggine
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giovedì, settembre 09, 2004 | commenti
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giovedì, settembre 09, 2004 | commenti
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giovedì, settembre 09, 2004 | commenti
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giovedì, settembre 09, 2004 | commenti
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 postato da visionariodellaterzarete |
giovedì, settembre 09, 2004 | commenti
mercoledì, settembre 08, 2004 Beatles, Rock'n'Roll & Mind Control ![]() Home
I am one of those who grew up with The Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan, Neil Young, Black Sabbath, Alice Cooper, Led Zeppelin etc. I thought it was GREAT music and I was totally into it.
The Beatles and the Aquarian Conspiracy
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mercoledì, settembre 08, 2004 | commenti
One of the Greatest Deceptions of all Time: Disney INTRODUCTION For years, I have heard many Americans say that something is terribly wrong in this country & that things are “going to pot”, and yet Americans can’t put their finger on what exactly is wrong. When I first began to receive reports from victims of Illuminati mind-control about Disney’s involvement in their mind-control, I kept an open ear, but I wanted some tangible proof. After investigating for myself, there is now no doubt in my mind that Disney (the man, the movies & the entertainment parks) has been a major contributor to the demise of America, while maintaining a very well constructed front of wholesomeness. In this chapter, you will learn why Disney is one of the best deceptions of the Illuminati. This author has read a good portion of what is available to the public concerning Disney. This exposé is undoubtedly the deepest on Disney that has ever been done. Perhaps part of my motivation is that I’ve tired of Christians talking and acting like Disney stands for sainthood. Christians, who should have known better, are some of the ones who have swallowed “hook, line and sinker” the enormous deception that entails Disney. They feed their children a steady diet of occultism and witchcraft because they have been programmed to think of Disney as wholesomeness and everything that is good about America. Many writers over the years have tried to expose Disney, most have been stopped before they could get their books published. The few authors who have managed have faced vicious attacks on their character & integrity, and have faced enormous struggles against public relations campaigns paid for by the Disneys. The Disney’s power, and the power behind them, has frightened most people away from challenging them. But someone needs to speak on behalf of the victims. Whether anyone listens or not, the victims will know that somebody cared enough to stand up & write the truth. Disney has not only left mind-control victims in its wake, but they have harassed land-owners, stolen employee idea’s and left all kinds of hurting victims in their path. Disney has risen to become the unquestionable largest media-entertainment conglomerate in the world, & was ranked company no. 48 in the top 500 companies by Forbes 500. Observations about HOW THE ILLUMINATI LIKE TO HIDE BEHIND PERFECT FRONTS. There are numerous Illuminati homes, restaurants, wineries and other institutions that are today carrying out the same type of strict standards upon their employees that Walt Disney Studios maintained. While Hollywood was immersed in moral filth from the start, Walt Disney Studios had strict standards. In the 1930’s, Disney had a dress code that required men in ties, and women in sober-colored skirts. If a man looked lecherously at a woman at Walt Disney Studios he risked being instantly fired. Walt was a shining example of the strictest legalism. Even during the ’50's, if an employee were caught saying anything considered a cussword such as “hell” they were instantly fired no matter who they were. Walt would not allow his male employees to have any facial hair, even though he himself sported a mustache. He never allowed employees to have alcohol at the studios, (which might not be a noteworthy standard except that Walt himself drank heavy amounts of alcohol in his private office at work for decades). Initially, Walt was very reluctant to have his young artists, who were being trained by Don Graham, draw live nude models, but reluctantly gave approval. Again the motive was not to serve God, but to make sure the Disney reputation remained untarnished. With the power of the establishment media behind Disney, Walt had nothing to worry about, news about the nude drawing classes and their detailed drawings never reached the light of day. Behind such strict fronts of legalistic morals, cleanliness & soberness, you will often find lots of guilt and high level satanic ritual. For instance, Hitler (who was by the way also a failed artist & who liked mechanical things more than people) obsessively washed his hands many times a day (out of guilt), and so did Walt Disney. Walt obsessively washed his hands several times an hour, every hour. Walt liked animals & his trains more than people. This author has seen some alters who were forced to take another human’s life, and when they relived the memory, the alters then tried to physically wash the blood guilt off of their hands. Another example is that over the years this author has discovered that many of the exclusive restaurants that are meticulous in every detail are tied in with the mind-control and criminal activities of the elite. Dirty money is keeping the places looking sparkling clean. Walt Disney worked very hard at maintaining a great image for himself and his company. An example of this, is how he exploded in rage and wrote an angry memo when a Disney character was placed in a beer ad. (Memo mentioned in Thomas, Bob. Walt Disney An American Original. Hyperion, 1994, p. 7.) He had a personal image builder, Joe Reddy, who worked full time to build Walt’s image. Joe Reddy was a cigar-smoking irishman who loved the catholic college Notre Dame’s football team. He also was a publicity agent for Shirley Temple. But the Disney deception entails far more than Joe Reddy’s decades of image making, and Walt’s own abilities to create good images of himself. Just as with Billy Graham (see Vol. 2 about Billy Graham), the entire Illuminati threw their weight behind promoting Walt Disney. Ronald Reagan and Walt Disney were good friends and both cut from the same die in many ways. Both men were high ranking Freemasons, both came from socialist backgrounds (Ronald’s mother was Eleanor Roosevelt’s best friend, & Walt’s Dad was a socialist leader), both were paid FBI informants, and both were involved heavily in the abuse of mind-controlled slaves. Walt always generously supported Reagan’s political campaigns, and in turn Reagan did political favors for Walt as Gov. of California. For instance, Disney’s Mineral King mountain resort needed an access route through the Sequoia Nat. Park at a time when there was lots of congressional pressure to preserve the last stands of redwoods. Gov. Reagan got his friend Disney his road through the park. Reagan served as the emcee for the opening day of Disneyland on July 17, 1990. He returned with Illuminati TV host Art Linkletter for the 35th anniversary. Ronald Reagan & Art Linkletter both pumped Disney publicly. Another slave abuser that spent time with Disney was Bob Hope, who would spend time on the golf course with Walt. On the opening day’s telecast, cameras showed Sammy Davis, Jr. (a member of the Church of Satan) and Frank Sinatra (a mind-control slave handler) driving the pint-sized Disney ears at the Autopia ride. When Disney celebrated its fifty yr-anniversary with a two hour special on May 20, 1991, the program included people like occultist Bill Campbell and was named “Best of Disney, 50 Years of Magic.” For the silver anniversary of Disney World in Oct. ’96, the Clinton’s were invited to help open 15 months of celebrations. The theme of the anniversary celebrations was “Remember the Magic”. A Boy’s & Girl’s Club sang ‘When you wish upon a star’ (a popular programming song). Hillary Rodham Clinton (herself an Illuminati Grand Dame and a mind-control programmer) shared with the audience that she and Bill “first brought daughter Chelsea to the Magic Kingdom when she was four.” Roy E. Disney, nephew of Walt, told the public that Disney World “is the story of men and women who took hold of a dream and never let go.” There is a double meaning to that. Many victims of trauma-based mind-control have taken hold of the illusions that were programmed into their mind secretly at Disney, and never let go. Among the visitors to Disneyland have been all the American Presidents from Eisenhower to Clinton, over a dozen kings & queens, as well as Emperor Akihito of Japan, Anwar Sadat, and Robert Kennedy (who rode the Matterhorn with astronaut John Glenn.) Both Denmark’s & Belgium’s kings who are in the Illuminati visited, as well as the dictators of Indonesia, the Shah of Iran and Ceausescu of Romania. (As a side-note Roy E. Disney was forewarned by Arab leader that the Shah was to be deposed.) Organizations that have been actively working for a New World Order for many years gave big awards to Walt in his early years such as the B’nai B’rith (Man of the Year Award to Walt) and the Chamber of Commerce. In 1936, Walt was given the Chamber of Commerce’s annual ,,Outstanding Young Man” award. The establishment’s Yale & Harvard Universities gave him honorary degrees. Walt Disney biographer Leonard Mosley, who researched Walt Disney for years (as well as writing books on the duPonts, the Dulles brothers, and Hirohito) wrote in his book on Walt Disney, “The studio publicity machines in the film colony had, as usual, gone out of their way to try to persuade me, as a writer for a powerfully influential British newspaper, that this was a city of lawless gods and goddesses, full of clean-living, sanitized stars. “It was even more of a deodorized world at the Walt Disney Studio where the publicity men insisted their boss was faultless--never drank too much, never used a swearword, never lost his temper, never quarreled with his wife or family, never let down a friend. And woe betide anyone who tried to suggest otherwise. Members of the resident foreign and local press risked their jobs if they dared to write stories inferring that Walt Disney could be domineering, implacable, and unforgiving (as was the case, for instance, before, during, and after the 1941 studio strike). The Disney flacks were capable of exerting heavy pressure on editors and proprietors or, through the advertising pages, against anyone who inferred Walt Disney was not the epitome of well-scrubbed and benevolent perfection." (Mosley, Leonard. Disney’s World. New York: Stein & Day, p. 10.) Disney is perhaps the epitome of Illuminati abilities to create images. They have created great images for things Disney, incl. Walt Disney, Disney movies, and Disney’s Amusement parks. In some cases these things have been overrated, in other instances the sinister side to them has been carefully hidden. In order to make movies that contain the typical smut of Hollywood, sex and violence, Disney did a slight of hand and created subsidiaries which Disney runs, which has allowed them to keep their good image. They also never showed the public the hard core porn that was made for years in secrecy for the elite. Behind Disney’s good front lies hard porn, snuff films, white slavery, Illuminati mind-control, and the seduction of several generations into witchcraft. Disney’s involvement in these kind of things will be explained in this chapter. Nobody has sold America witchcraft as well as the Disney brothers. Movie after movie has cleverly brought the occult into the warp & woof of American thought, all under the disguise of entertainment. For instance, it was Disney that brought us cannibalism and told us that it was a “triumph of the human spirit” (a direct quote from Disney’s Touchtone Producer Robert Watts concerning Disney’s movie “Alive” featuring survivors of an airplane crash who turned to cannibalism). Under the disguise of entertainment & showing us how “triumphant” the human spirit was, they subtly promoted cannibalism. Mickey Mouse plays a leading role in “The Sorcerer’s Apprentice.” And yet when this author has suggested that Disney movies aren’t wholesome, many Christian parents come unglued and have gotten angry with this author. The deceptive image that Disney movies are wholesome is a triumph in Illuminati deception. Parents would be surprised what is slipped into cartoons. In Disney’s “The Little Mermaid” the castles are male sexual organs. In one cartoon Mighty Mouse is shown without comment clearly snorting cocaine. Walt Disney Studios Chairman Joe Roth is in charge of Walt Disney as well as subsidiaries Touchtone, Miramax, and Hollywood Pictures, which were all created to camouflage the Disney production of adult films. Disney operates in a clandestine manner regarding the promotion, distribution and rating of the films produced by their subsidiaries.
DISNEY MAKES MALE PHALLUSES INTO CASTLES. Roth oversaw Disney’s subsidiary Hollywood Pictures’ Evita film. Evita has as its main start “Material Girl” Madonna. Madonna is in reality a mind-controlled slave who has appeared in numerous underground porn/& ritual porn movies. (This author has an underground catalog from a porn business, that has recently changed its location of business. The catalog offered a film of Madonna performing an actual blood sacrifice.) She also was the main actress in Disney’s Dick Tracy film which is reported to be used for mind-control. During an Arsenio Hall show, Madonna, who as a guest acted dissociative, was picked up by the cameras during the show kissing her Baphomet ring. Disney controls the products that are associated with the movies of their subsidiaries. In Evita’s case they are marketing hats and other items, as just one more of Disney’s countless artificially generated consumerism campaigns. In Ruth Stein’s interview of Madonna, Madonna appeared bored with plugging Disney’s consumer products. When asked about the tango dresses and hats inspired by Evita that popped up in stores after the film, Madonna said, “Believe me, I have nothing to do with it. Disney is pushing the whole thing.” (San Francisco Chronicle, 12/29/96, Datebook section). In one interview Madonna states she wants her daughter to grow up knowing Catholicism, but she doesn’t believe that it would be good for her daughter if Madonna narried the father of her child from Lourdes, Carlos Leon. In another interview, Madonna says, “Actually, I’m a very good role model, because I say, ‘Look, these are my standards’...” She then goes on to plug homosexuality, same sex marriage, and single families in the interview. Walt Disney stated that it plans to release an album by DANZIG, a heavy metal band whose songs contain “dark themes”. The Disney press release announces on its by-line “Mickey Mouse is going heavy metal.” Disney’s album ,,BLACK ACID DEVIL” was due to hit the music stores Oct. 30, 1996 during Halloween time. According to Disney this music has no satanic references, but does have “dark, Gothic and sexual” overtones. Glenn Danzig denies that he is a satanist. CONTENTS IN THE DISNEY DECEPTION SECTION OF CHAPTER 5. a. an introduction b. an overview c. Who was Walt Disney? d. Who was Roy O. Disney? e. Who is Roy E. Disney? f. What do we know about the in general? g. A history of Disney h. Disney and its mob connections i. Disney and its government connections j. Disney and mind-control k. Detailed Script of how one Disney movie is used for programming. 1. Partial List of Sources B. AN OVERVIEW Disneyland and Disneyworld are world famous and the pride of America. They are also extremely important programming centers for the Illuminati to create total mind-controlled slaves. Disneyland is also involved with providing a place for rituals, porn and other satanic activities. In terms of deception, Disney movies and Disney Amusement Parks rate as one of the best deceptions. According to deprogrammed ex-Illuminati slaves, the Illuminati in the 1960’s needed to shift their programming away from the military bases, because too much publicity (heat) was shined on the military bases. Their goal was to have someplace that people from all over the world could come to without raising any suspicions, and a place which would be the perfect cover for many of their criminal activities. According to a witness, the Illuminati Programmers got a big laugh out of using Disneyland as a major Illuminati base for criminal activity. Under the disguise of entertaining the world, they carried out money laundering, child slavery laundering, and mind-control. They nick-named Disneyland “the little syndicate of mind-control.” When a child of 3 or 4 was kidnapped, they could torture the child and then put him on a ride such as a ferris wheel or carousel that a. created dissociation from the pain, while also b. going along with some fairy tale programming script. An abducted child while waiting to be picked up from one Illuminati non-parent caretaker by another, could be kept happy and distracted while waiting for the pickup. For years, Disneyland was an Illuminati center for many of their world-wide activities. Now Disney has created other sites around the world such as EuroDisneyland 20 miles east of Paris and Tokyo Disneyland. Tokyo Disneyland in 1991 had 16 million people attend. With such hugh crowds, it doesn’t take much imagination how the Illuminati have been able to do sneaky criminal activities right in front of people, and the public never sees it, in the middle of all the activity. EuroDisney has been a money losing affair, but the Saudis who benefit from its mind-control, gave Disney the money to keep it financially in business. Walt Disney Records is the largest children’s record label in the world. Disney through their movies, books, toys, records, etc. has made a tremendous impact on the children of the world. Their movie Return from Witches Mountain was one of the most powerful witchcraft promotions ever made. Ducktails, which has deliberate Monarch mind-control triggers written into the script, is also broadcast in Poland and the former USSR. From the time of the Roman Empire (at least, if not before) the oligarchical leadership, who have been in control of both the Mystery Religions and European aristocracy, have known about BREAD & CIRCUS. Bread and Circus refers to the concept that IF the masses of people are given entertainment and food staples, THEN they are easy to control. Walt Disney movies have played a key role in providing entertainment for the masses to insure Illuminati control. Walt Disney’s friend the Masonic prophet H.G. Wells in his book A Modem Utopia that there would be lots of shows in the New World Order. The World Future Society in a book review in their publication Future Survey Annual, 1993, (ed. Michael Marien, Bethesda, MD: World Future Soc., p. 91) describes Disney: “Control of commodities [such as entertainment] and access to commodities translates into control over people. ‘The postmodern US is a massive rush of disconnected commodities, each seeking a moment of our attention.” The world of commodities is our soma, and entertainment is the current form of public discourse. Walt Disney World, spread over 27,400 acres of central Florida swamp and scrub forest, ‘is the most ideologically important piece of land in the U.S.’ What goes on here is the quintessence of the American way. It is visited by over 30 million people a year--not only the major middle-class pilgrimage center in the US, but by far the most important entertainment center in the world. It is clearly Oz, utopia as a marketing device.” Two Disney brothers Walt (Walter Elias) and Roy O. Disney have been at the center of the creation of amusement parks and popular Disney films. In more recent times, two other men, Eisner and Katzenberg have been notable at Disney. Eisner & Katzenberg, as well as others will be discussed later. One of Disney’s directors, Victor Salva, was convicted of molesting a boy and filming one of the sexual molestations. Recently Disney Director Salva produced the Disney movie “Powder”. (Victor Salva’s sexual molestation conviction was covered by newspaper articles such as Robert W. Welkos of the LA Times, in newspapers such as The Oregonian, Weds. Oct. 25, 1995, A sect.) The impact of the Disney brothers is monumental. Mickey Mouse teeshirts can be seen being worn by natives all over the world. Disney World and Disneyland are the quest for a large segment of humanity, who often esteem these amusement parks as the highlight of their life. What is highly esteemed among men, is an abomination to God according to the Word of God. The Bible arbitrarily makes this claim, but sadly, research by this author over the years proves that a close examination of Disney & mankind’s esteem for “Disney” things does vindicate the Biblical expectation. In other words, as readers of this article will find out, behind the appearance of wholesomeness of the Disney brothers and their creations lays abominations-- some of the most grotesque aspects of generational occultism the world has ever seen. Disney’s Magic Kingdom has become an American Institution that impacts people all over the world from the cradle to the grave. C. WHO WAS WALT DISNEY? In the large book The Art of Walt Disney from Mickey Mouse to the Magic Kingdom by Christopher Finch (N.Y.: Harry N. Abrams, 1975) on page 11 an interesting and revealing statement is made: "By definition, public figures are known to everyone; yet, even after talking with some of Disney's closest associates, it is impossible to escape the conclusion that nobody really knew him. Always there was some aspect of his personality that was just out of reach." Those who got to know Walt too closely make complaints such as he was “self-satisfied, intractable, and arrogant.” He could bring his artists to tears or anger in a matter of seconds. Finch is not the only author who has tried to warn his readers that the public’s image of Walt Disney was just that--only a false image. Mosley also writes in his biography of Walt Disney, “Since Disney is regarded by millions of people, particularly in the United States, as perhaps this century’s most brilliantly successful creator of screen animation, I think I should make one thing clear right away. I share the general admiration of a man whose cinematic achievements were always so happily inspired and inspiriting. But--and this is where I differ from uncritical idolaters--I have to know all the facts, no matter how unpalatable, as well as the romantic m |