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venerdì, marzo 03, 2006
 

American Gulag

 

Maurizio Blondet

 

03/03/2006

 

 

Michael Chertoff, Segretario della Homeland Security, Donald Rumsfeld e Bush durante una Task Force alla Casa Bianca

 

«Ultime notizie: il dipartimento Sicurezza del Patrio Suolo ha dato ordine di allestire campi di lavoro per civili e campi di concentramento sotto controllo dell'Armata. Ciò in caso di emergenza nazionale, che renda  necessario internare i traditori che simpatizzano col nemico».
No, non è
l'esordio di un romanzo fantapolitico orwelliano.
E' la realtà in corso in USA.
Il dipartimento è quello della
Homeland Security.
Che a gennaio ha affidato la costruzione di un numero imprecisato di campi d'internamento, con un contratto da 385 milioni di dollari, alla Kellogg Brown & Root (KBR), la sussidiaria della Halliburton che specificamente si occupa della sicurezza e arruola mercenari (1).
I campi devono essere pronti per affrontare - secondo un laconico comunicato della ditta appaltatrice – «l'emergenza di un'ondata di immigrati in USA o come ausilio all'applicazione rapida di nuovi programmi» del governo.
Nuovi programmi?

 

 

Qualche giorno dopo, il 6 febbraio, il capo del dipartimento di Sicurezza della Patria (Homeland Security), l'israeliano-americano Michael Chertoff, ha stanziato sul bilancio statale del 2007 altri 400 milioni di dollari alla costruzione di «ulteriori 6.700 posti letto in detenzione».
Lo stanziamento è il quadruplo di quello dell'anno precedente.
Esso serve a dare attuazione a un piano chiamato «Endgame» e autorizzato nel 2003.
«Endgame», si legge in un rapporto di 49 pagine del dipartimento, non è che l'espansione delle «leggi sugli stranieri e la sedizione» (Alien and Sedition Acts) risalenti al 1798: interpretazione estensiva di tali leggi che consentono di concentrare «tutti gli elementi alieni da rimuovere», fra cui «immigranti economici clandestini, elementi alieni che hanno commesso atti criminali, richiedenti asilo di cui la legge esige la detenzione, o potenziali terroristi».
Tali campi cominceranno a funzionare in casi d'emergenza nazionale come «disastri naturali» e dopo il prossimo «grave» attentato terroristico in USA (2).
Nella pratica, si tratta di luoghi dove la democrazia americana si prepara a chiudere in massa detenuti contro cui non è stata elevata accusa formale; cittadini americani di origine musulmana (dopo l'auspicato «grave attentato») ed altri «sovversivi interni».

Che tra costoro siano compresi cittadini americani di pelle bianca, ma oppositori delle politiche del governo, lo ha detto esplicitamente il parlamentare Lindsey Graham: «l'amministrazione non ha solo il diritto, ma il dovere di perseguire quinte colonne; e non ha bisogno di un mandato per farlo».
Quinte colonne sono chiamati i gruppi sovversivi che, clandestinamente, affiancano il nemico all'interno del Paese.
Daniel Ellsberg, già assistente speciale alla Difesa, ha detto che si tratta dei «preparativi per una retata da condurre, dopo il nuovo 11 settembre, contro mediorientali, musulmani, e probabilmente dissidenti politici».
E' qualcosa che l'amministrazione USA sta già facendo su piccola scala: i maschi islamici che immigrano sono soggetti ad una «registrazione speciale» che contempla un periodo di detenzione.
Per applicare su vasta scala le metodiche extralegali già applicate a Guantanamo e a Abu Ghraib, manca solo un particolare: la dichiarazione di legge marziale.

 

 

Essa verrà dichiarata dopo l'immancabile «nuovo 11 settembre», grazie a cui l'Amministrazione assumerà i pieni poteri in nome dell'emergenza nazionale.
Tra l'altro, quel giorno andrà in vigore il «Pentagon's civilian Inmate Labor Program»: un vecchio programma oggi rinfrescato e revisionato per servire «da modello ad accordi tra l'esercito e gli apparati correzionali per l'uso del lavoro dei prigionieri civili nelle installazioni militari»: insomma il lavoro forzato sotto il controllo delle forze armate.
Le quali gestiranno di fatto i lager.
Infatti, sono già approntati gli strumenti legali che annullano i principi di diritto americani (i cosiddetti Posse Comitatus Acts) i quali vietano l'uso dell'esercito all'interno del Paese, contro i cittadini.
Così, i modi d'azione dell'Amministrazione dopo e a causa dell'11 settembre si configurano per quello che sono: un colpo di Stato, completo di legge marziale e lager.

 

 

Sono presenti tutti i caratteri di un potere criminale che la «più grande democrazia dell'Occidente» ha condannato nel Terzo Reich: il potere dell'esecutivo senza controllo in nome della difesa del Suolo Patrio («Homeland» corrisponde precisamente al tedesco Heimat), i campi d'internamento per nemici interni a lavoro forzato, l'uso ammesso della tortura, il controllo della popolazione attraverso la propaganda e il terrore (dei «terroristi islamici») e l'aggressiva pulsione unilaterale all'espansione militare.
E inoltre lo sfondo razzista: chi ha la faccia da arabo è soggetto ad autorizzazioni speciali che non distano molto dalla nota stella gialla obbligatoria, e passibile di detenzione senza capo d'accusa.
Con qualche cosa di peggiore: che questo stato sinistro in via di perfezionamento viene applaudito non solo dagli americani, ma anche da cattolici italiani come necessaria difesa contro l'aggressione islamica.

 

 

Tanti lettori cattolici continuano a rimproverarmi di condonare le uccisioni di «cristiani» nei Paesi islamici.
Un giorno spero di avere il tempo per riferire delle persecuzioni anti-cristiane in corso nella «mistica» India indù e nei paesi buddhisti: per ora, faccio notare che su questi fatti non c'è allarme, perché
non ci sono notizie ingigantite a scopi di propaganda.
Nel napoletano, la camorra e la microcriminalità ammazzano annualmente molti più italiani di quanti ne abbiano mai ucciso i terroristi islamici: ma l'allarme manca su questa emergenza nazionale vergognosa, mentre è acutissimo per un'emergenza in qualche modo immaginaria.
Vorrei che questi lettori esaminassero in sé il cambiamento avvenuto, nelle loro coscienze.
Solo cinque anni fa, ogni obiezione contro l'immigrazione clandestina mussulmana veniva bollata, negli ambienti cattolici, come «egoismo» e «mancanza di solidarietà».
Oggi, nei cuori spaventati delle buone pecorelle, l'immigrazione islamica già si fonde nel vago e indefinito pericolo del «terrorismo islamico».

 

 

L'immigrazione è un problema reale (un problema di integrazione difficile); il terrorismo è tutt'altro problema: sarebbe necessario tenerli distinti, con mente lucida: invece, si fondono nelle coscienze allarmate.
Cinque anni fa era vietato deridere le minoranze etniche e insultare la loro fede: ora è permesso e molti, finalmente, obbediscono all'impulso di odiare i diversi; molti cattolici plaudono alla Fallaci, che dà voce al loro odio, che non si può chiamare se non in un modo: razziale.
Giorno dopo giorno, si accetta la sospensione di garanzie che sono i principii della nostra civiltà, si dubita che gli USA torturino e mantengano carceri segrete (o segretamente li si approva). Credete sia un fenomeno nuovo?
E'precisamente ciò che giorno dopo giorno accettarono i civilissimi cittadini tedeschi, perché la patria era messa in pericolo da nemici interni ed esterni.
Anche Hitler era impegnato in uno scontro di civiltà.
Ora, tutto ciò ritorna.

La stessa complicità delle coscienze col male; anzi peggiore, perché chi si lascia sedurre una seconda volta non ha scuse.
Propaganda e allarme diffuso preparano tutto di nuovo.
Fino a quando?
Lancio un'ipotesi: i campi di concentramento americani cominceranno ad essere riempiti in seguito a un evento spettacolare e traumatico, il cui scopo sarà di prorogare il mandato presidenziale di Bush: non più elezioni, perché la patria è sotto attacco e il Comandante in Capo non si cambia. Allora si comincerà a capire?
Qualcuno forse, troppo tardi.
I più applaudiranno ancora di più.

Maurizio Blondet

 


Note
1) Paul J. Watson, «Gulags for american citizens in final planning stage», PrisonPlanet, 1 marzo 2006.
2) Per gli Usa non si tratta di una novità assoluta. All'inizio della seconda guerra mondiale furono chiusi in campi di concentramento decine di migliaia di cittadini americani di discendenza giapponese. E l'attuale preparazione è lo sviluppo di un piano chiamato Rex-84 (Readiness Exercise 1984): un'esercitazione militare che prevedeva da parte della FEMA (la protezione civile americana) il rapido internamento di 400 mila persone nell'eventualità di «movimenti incontrollati di popolazione» al confine col Messico, ma anche «disordini civili, scioperi e manifestazioni di massa». Ad organizzare tale piano fu il colonnello Oliver North, allora coordinatore dell'anti-terrorismo (1983-86) e poi direttore degli Affari Politico-Militari. In seguito North fu dimesso da Reagan per il suo coinvolgimento nelle operazioni illegali a sostegno dei Contras in Nicaragua. Interrogato dalla Commissione d'inchiesta, North ammise di aver mentito al Congresso, e difese le sue attività non autorizzate con questo argomento: un patriota deve sapere ignorare le leggi, se impediscono un'efficace difesa della patria. Allora apparve chiaro che North era solo la faccia visibile di circoli militari molto politicizzati che nutrivano intenti golpisti. Ora questi circoli hanno il potere legale in USA.

 

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Il regresso fa progressi

 

Maurizio Blondet

 

03/03/2006

 

 

Il medico scozzese James Lind che nel 1746 scopri' la cura per lo scorbuto provocato dalla mancanza di vitamina C

 

 

James Simpson, che esercitava la chirurgia ad Edimburgo in età napoleonica, scrisse che un paziente entrando all'ospedale «era esposto al rischio di morte più del soldato inglese sul campo di Waterloo».
Le infezioni ospedaliere facevano strage.
Nella memoria dei vecchi, nell'Italia che conobbi da bambino, ancora la prospettiva di «finire all'ospedale» faceva paura: era il destino dei miserabili e delle donne perdute senza famiglia, l'ultimo gradino della miseria, il più prossimo alla morte disperata.
Poi, l'Occidente ha risalito quella china.
E' stata una dura fatica.
Il dottor Ignaz Semmelweis (1818-1865) ridusse drammaticamente le morti di febbre puerperale nel suo reparto di Vienna, obbligando tutti gli studenti di medicina in tirocinio a lavarsi le mani.
Erano loro, erano i medici che nel visitare le donne incinte (povere, spesso prostitute: solo loro «finivano all'ospedale») provocavano l'orrenda infezione.
Le donne morivano di setticemia generale.

 

 

Come si sa - Louis Ferdinand Céline lo scrisse nel suo modo inimitabile - per questa scoperta benefica Semmelweiss fu non osteggiato, ma perseguitato: i luminari ignoranti (e dalle mani sporche) si avventarono su di lui come cani idrofobi, lo portarono al delirio.
Positivamente vietarono che ci si lavasse le mani; lasciarono morire le donne a percentuali del 60-70 %.
Solo con Joseph Lister (1827-1912) fu resa obbligatoria la pratica di lavarsi le mani con acido fenico (listerina) prima di un intervento chirurgico.
Antibatterici, sulfamidici, antibiotici hanno fatto sparire il pericolo.
Oggi, «finire all'ospedale» non è una sciagura, ma la procedura standard.
Le semplici norme dell'igiene sono diventate sapere comune.
Milioni di pazienti ogni giorno vengono non solo operati, ma esaminati in ospedale, dove sono le macchine diagnostiche.
E
lo spettro che Semmelweiss sconfisse è tornato.
Non è solo che l'abuso di antibiotici ha fatto nascere generazioni di batteri resistenti, che covano negli ambienti settici ospedalieri.

 

 

Da un mese la British Medical Association ha raccomandato ai medici ospedalieri di lavorare senza cravatta: l'accessorio, «lavato di rado», è «colonizzato da patogeni».
I televisori che gli ospedali britannici forniscono a noleggio ai pazienti vengono restituiti regolarmente contaminati da MRSA, lo stafilococco resistente agli antibiotici (1).
L'Imperial College di Londra ha avuto l'idea di mobilitare i suoi studenti di medicina per una insolita indagine: dovevano osservare e annotare, senza parere, se e con quale frequenza i medici e le infermiere negli ospedali osservavano la routine del lavaggio delle mani.
Hanno scoperto che «la grande maggioranza» non lo faceva.
E non per ignoranza: semplicemente per incuria e attutito senso di responsabilità.
Anche i dottori vivono nella convinzione che, nonostante l'inefficacia crescente degli antibiotici e la crescita delle malattie nosocomiali (prese in ospedale), le infezioni non sono più un problema.
E naturalmente, questa certezza avvolge i visitatori e i parenti, che entrano negli ospedali con borse della spesa e si siedono sui letti: pratiche che, ormai, non sono più innocue.
E' uno dei segni di come la civiltà occidentale stia degradando inavvertitamente, e in qualche modo per mancanza di manutenzione.

La civiltà occidentale è un artefatto complesso e fine, costruito nei secoli con sforzi ed errori, e spesso sangue e morte, da generazioni di nostri antenati coraggiosi e dedicati.
La gente post-moderna, che gode dei frutti della civiltà, ignora completamente quanto fu difficile questo sforzo.
Anzi, quanto «improbabili», rare e irripetibili le scoperte che ci rendono facile la vita.
Il 6 settembre 1522 la «Victoria» - una caravella assai malridotta - entrò nell'estuario del Guadalquivir.
Aveva a bordo 22 uomini: quel che restava dei 260 degli equipaggi delle cinque navi di Magellano, che aveva circumnavigato la terra.
Quei 22 apparivano come spettri: avevano perso i denti dalle gengive gonfie, la pelle enfiata si staccava dalle ossa.
Colpiti da una debolezza mortale, erano coperti di piaghe sanguinanti: vecchie ferite e tagli s'erano riaperti e non rimarginavano.
Avevano lo scorbuto.

 

 

Magellano era morto combattendo contro gli abitanti di un'isola del Pacifico; ma gran parte dei suoi uomini erano stati uccisi dalla privazione di vitamina C, dovuta alla mancanza di frutta e verdura nelle razioni.
Lo scorbuto abitò le navi europee per secoli.
Eppure, Vasco da Gama aveva scritto nel suo diario di bordo, nel 1498, di come mercanti arabi in navigazione avessero offerto, ai suoi uomini colpiti dal male misterioso, degli agrumi; e ne aveva osservato la rapida, miracolosa guarigione.
Non riuscì a collegare la causa con l'effetto.
Nel suo diario, Magellano si stupisce che solo lui e gli ufficiali scampassero al male: senza intuire che la salvezza selettiva era dovuta ad una scorta di confetture, il «diacitron» di cedro, la «carne de membrillo» di cotogne, riservata agli alti gradi.
Lo scorbuto continuò a falciare le ciurme oceaniche per due altri secoli.

 

 

Solo nel 1746 un medico di bordo scozzese, James Lind, sottoponendo a diete diverse una quantità di marinai ammalati - forse il primo test clinico - riferì che quelli cui aveva somministrato arance e limoni «tornavano atti al servizio entro sei giorni».
E tuttavia, anche Lind fu ostacolato, attivamente combattuto.
Soltanto dal 1795 la marina britannica dispose che una razione quotidiana di succo di limone fosse data ai suoi equipaggi.
L'acido ascorbico, la vitamina C, fu isolato e poi sintetizzato nel 1932.
Un'enorme, tragica fatica è stata la civiltà: una fatica di Sisifo.
Osservare e comprendere non è un dono spontaneo: ha richiesto la lenta formazione di un'attitudine e di un metodo.
E inoltre occorse una lotta tenace e incessante contro l'insufficienza della ragione umana, e contro il troppo umano impulso alla cecità militante, all'oscurantismo attivo - e spesso i più attivi erano i «luminari» dell'epoca.

 

 

Parte gravosa di questo impulso è la tendenza dei più a temere ciò che non va temuto, e a sottovalutare invece i rischi presenti ed evidenti: come accade oggi ai medici che non si lavano le mani, e non solo a loro.
L'Occidente ha fatto la civiltà moderna tesaurizzando scoperte e trasmettendole alle generazioni prossime.
Questa trasmissione è l'essenza di ciò che si chiama «tradizione», dal latino «tradere», consegnare: la consegna del sapere passato ai figli, perché non debbano tornare da capo a ripercorre le orme sanguinose dei padri-Sisifo.
Come noto, la tradizione - ogni tradizione - è derisa: da tre secoli in Occidente il «progressismo» consiste nell'abbattere e cancellare tradizioni.
Così i progressisti non trasmettono più il progresso.
Così degrada la civiltà occidentale.

Maurizio Blondet

 


Note
1)
Daniel Sokol, «Physician, wash ty hands», International Herald Tribune, 2 marzo 2006.

 

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Calderoli e la tradizione di Carl Schmitt
Paolo Raimondi - 3/03/2006
Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidarietà
http://www.movisol.org/znews041.htm

 

1 marzo – Il gesto insulso e provocatorio dell'ex ministro Roberto Calderoli che ha mostrato in TV la maglietta con la vignetta contro l'Islam è indubbiamente un atto grave e consapevole di chi desidera prendere attivamente parte nella strategia dello “scontro di civiltà”. Ma dobbiamo chiedere: da dove viene e che cosa rappresenta questo atto? È necessario e politicamente molto urgente capire se esso proviene da quello che si chiama “paradigma culturale”, cioè un insieme di credenze, di spezzoni di ideologie e di tendenze culturali che precisi gruppi di potere hanno elaborato e imposto in settori della società italiana e internazionale. Di fatto i promotori dello scontro di civiltà in Occidente così come in Oriente – una falsa contrapposizione tanto cara a chi nella storia ha sempre sognato la guerra – si rifanno a idee vecchie, che nel secolo passato sono state ad esempio propagandate da ideologi e filosofi del nazionalsocialismo, come Carl Schmitt. Egli non fu solo un accademico del nazismo ma il giurista numero uno di Hitler che elaborò tutte le giustificazioni giuridiche per dare pieni poteri dittatoriali al fuhrer allo scopo di andare in guerra. Il punto centrale, apparentemente banale, ma terribilmente criminale dell'ideologia schmittiana è la divisione del mondo e della società umana in “amici e nemici”. E i nemici debbono essere sconfitti e schiacciati con ogni mezzo, anche con la guerra. In altre parole, oltre le innumerevoli discussioni e argomentazioni e miliardi di pagine scritte che possono raccogliere tutti i possibili argomenti, la domanda essenziale che essi pongono è: sei con noi o contro di noi? Schierati! È la guerra!

 

Dopo il 1945 il Tribunale di Norimberga condannò i gerarchi e gli aguzzini ma si dimenticò di portare alla sbarra e condannare gli ideologi, i filosofi e altri “pensatori” che del nazional socialismo furono i garanti intellettuali, come Carl Schmitt e il filosofo Martin Heidegger. Né fu condannato il banchiere del Reich, Hjalmar Schacht. In seguito tutti e tre sono stati ufficialmente rivalutati e riproposti nelle università e nei centri studi in molte parti del mondo, cominciando dagli Stati Uniti. In America Schmitt e Heidegger sono diventati progressivamente la base delle teorie e dei programmi dei neoconservatori. All'Università di Chicago Leo Strauss è stato uno dei maestri principali del gruppo di potere di Cheney-Wolfowitz-Ledeen e tutti gli altri neocon che agitano la “guerra infinita” (poi diventata “preventiva”) e lo scontro di civiltà. 
Strauss, un protetto di Carl Schmitt, aveva dovuto lasciare la Germania nel 1933 per l'avvento delle leggi razziali e, riparatosi negli USA, non ha mai tradito il maestro, anzi lo ha “onorato” forgiando la nuova leadership della “rivoluzione neoconservatrice”.

 

In Italia è stato il professor Gianfranco Miglio, il vero ideologo e fondatore della Lega Nord, a rivalutare e riproporre le tesi politiche di Schmitt, ignorando bellamente il ruolo centrale da lui giocato nel 1933 nel consolidamento del potere nelle mani di Hitler. Miglio può vantare un intenso scambio epistolare direttamente con Schmitt nel periodo del dopoguerra che lo ha portato a pubblicare per la casa editrice Il Mulino nel 1972 scritti di Schmitt “Le categorie del 'politico' ”, rivalutando la contrapposizione amico-nemico e l'idea schmittiana dello “stato d'eccezione” come concetto generale della dottrina dello stato, argomenti oggettivamente coerenti con una logica autoritaria. Con la fine dei due blocchi e l'avvento della globalizzazione, Miglio poi si vantò di essere andato oltre Schmitt, passando dalla centralità e dall'autoritarismo dello stato ad un federalismo neofeudale, ispirato al libertarismo (neoconservatore) di stampo americano.
Con un tale maestro, primo attore del cambiamento del paradigma culturale, non ci sarà da stupirsi di uno o più Calderoli. E non bisogna stupirsi nemmeno delle dichiarazione del Presidente del Senato Marcello Pera, anche lui sostenitore delle idee di Schmitt e di Leo Strauss e politicamente e ideologicamente alleato dei neoconservatori di Cheney. Ricordiamo quando nel 2004 in occasione della firma del Trattato Europeo a Roma lanciò sulle pagine del quotidiano tedesco Frankfurt Allgemeine Zeitung l'attacco contro l'Europa che ha paura di parlare di guerra. Percepisco, diceva Pera, una “sindrome di Monaco, una mentalità dell'appeasement”, e aggiungeva, “è singolare evitare il termine guerra quando i terroristi e la propaganda promossa dagli ambienti islamici non mancano un'occasione per parlare di «guerra santa». È evidente che una guerra c'è. In Europa c'è una reticenza culturale a parlare di guerra”.

 

Paolo Raimondi
Presidente Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidarietà

 

SCHEDE

 

Carl Schmitt (1888-1985) è stato il “giurista principe” del nazionalsocialismo. Dopo l'incendio del Reichstag, il parlamento tedesco di Berlino, in realtà fatto dalle reti di Goering, elaborò le giustificazioni teorico-legali per le leggi di emergenza, le Notverordnungen, che diedero pieni poteri dittatoriali a Hitler. Fu un processo velocissimo: 27 febbraio 1933 l 'incendio del Reichstag; 28 febbraio Hitler strumentalizzò l'articolo 48 della Costituzione per sospendere i diritti dei suoi oppositori bollandoli come terroristi; 23 marzo il parlamento terrorizzato legittimò la dittatura di Hitler. Nel 1930-32 Schmitt era stato collaboratore dei governi autoritari di Bruening e di von Papen. Ha scritto molti libri per presentare i tre temi chiave della sua teoria e pratica autoritaria e dittatoriale: 1) fuehrerprinzip, il capo di Stato carismatico è e crea la legge; 2) “stato di eccezione”, o di emergenza, che determina la vita e i rapporti dello stato; 3) un mondo dominato dal conflitto tra “amici e nemici”. Promosse la carriera dell'ideologo dei neocon Leo Strauss tra l'altro fornendogli una raccomandazione per una borsa di studio della Rockefeller Foundation quando si trasferì negli USA. Nel dopo guerra si è cercato di occultare il suo ruolo centrale nel nazionalsocialismo presentandolo come una “vittima accademica” ma di grande valore intellettuale. Gli amici di Cheney e Bush lo usano per giustifare l'idea di “unitary executive”, la nuova formula per i loro progetti autoritari e di violazioni dei diritti civili e della Costituzione americana.

 

Martin Heidegger (1889-1976), filosofo tedesco noto come il fondatore dell'esistenzialismo. Entusiasta di Hitler e del nazionalsocialismo, all'inizio del 1933 invita Schmitt a prendere insieme a lui la tessera del partito. Diventa rettore dell'Università di Friburgo: le sue lezioni e i suoi discorsi sono apertamente apologetici del fuehrer e della dittatura. È una delle figure centrali nel revival del nihilismo e della pazzia irrazionale di Friedrich Nietzsche. Insegnante e protettore di Leo Strauss. Dopo la guerra gli fu interdetto l'insegnamento nelle università tedesche in quanto ritenuto ancora pericoloso per la formazione dei giovani studenti. A partire dagli anni cinquanta è stato rivalutato come grande pensatore, anche lui solamente un po' confuso da Hitler, che lo indusse a qualche piccolo “errore di gioventù”. Avrà anche una certa influenza tra i promotori politici e intellettuali di quella parte della cosiddetta “nuova sinistra” sessantottina mobilitata per la distruzione dell'idea di stato.

 

Hjalmar Schacht (1877-1970), il banchiere del nazionalsocialismo, prima e dopo la presa del potere di Hitler. Prima del 1933, come governatore della Reichbank, la banca centrale tedesca, mantiene i contatti con la City di Londra e le banche di Wall Street, tessendo elogi per un futuro ruolo di “stabilità” sociale di Hitler. Organizza il sostegno finanziario, anche a livello internazionale, per Hitler. Poi dal 17 marzo 1933 al 1939 guida la Reichbank. È ministro dell'economia nazionalsocialista dal 1934 al 1937. Nel 1935 è anche plenipotenziario per l'Economia di Guerra. È stato tra i promotori e fondatori della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, la grande loggia delle banche centrali sganciate dai governi e dai parlamenti. “Politica schachtiana” è sinonimo di austerità brutale sui salari e sui bilanci dello stato. I neocon americani, come Irving Kristol, si sono ispirati a lui e alle sue politiche per promuovere la “rivoluzione neoconservatrice” e un liberismo economico senza stato sociale e senza regole

 

 
Scontro di civiltà. Spuntano nuovi video della vergogna!
Marcello Pamio 2/3/2006

 

Poteva in un momento come questo non spuntare fuori un nuovo filmato su violenze contro un musulmano?
No, non poteva, e infatti, la CNN del caso è un semplicissimo videofonino che ha ripreso il pestaggio di un marocchino ubriaco da parte delle forze dell’ordine dei carabinieri.

 

 
Si può comprendere tutto, dallo stress psicofisico di un lavoro molto rischioso, dal pericolo giornaliero che un carabiniere corre, ai personaggi poco raccomandabili che incontrano, ma l’atto violento in sé, non si può giustificare in nessun modo: manganellate, pugni, ginocchiate, come nella migliore tradizione statunitense. Addirittura si vede un militare, di circa 120 chili, saltare di peso sullo stomaco del disgraziato per terra…
Ma non è di questo che voglio parlare, anche se rientra a pieno titolo nella strategia dello “scontro di civiltà”.

 

Questo accadimento, sul quale mi auguro gli organi inquirenti faranno il loro compito, è avvenuto domenica 19 febbraio 2006 a Sassuolo, verso le ore 10 di mattina. Le riprese effettuate dal telefonino di un marocchino che ha assistito alla scena, vengono consegnate all’associazione Giovani musulmani d’Italia con sede a Sassuolo, e dopo averlo pubblicato nel sito si decidono di portarlo alla Digos della Questura di Reggio Emilia. Per una settimana la notizia rimane nascosta nei meandri regionali ( La Gazzetta di Modena & C.), per poi finire nei canali mediatici nazionali: Kataweb, Repubblica on-line e i vari tiggì nazionali, tra cui il Tg5 di Rossella.

 

Qualcuno plaude la scelta coraggiosa dei direttori di trasmettere il filmato, e qualcuno accusa invece la Rai di stato di non aver dato ampio risalto all’accaduto. A parte il fatto che non è corretto parlare di coraggio ma, in questo caso, di propaganda; la cosa certa è che in un periodo come questo, esaltare e fomentare ulteriormente l’odio tra musulmani e occidente è molto pericoloso e va valutato con ponderazione. 
Lo “scontro di civiltà”, ideato dal professor della Princeton University Bernard Lewis e portato avanti da Samuel Huntington della Harvard University, non ha mai raggiunto vette così alte, come in questo momento storico, e basta analizzare attentamente ciò che sta accadendo per rendersene conto.
Senza andare troppo indietro nel tempo, vediamo cos’è accaduto negli ultimi tre mesi.

 

Stabiliamo come punto di partenza la pubblicazione il 30 settembre 2005 delle dodici vignette da parte di un quotidiano neocon danese (collegato con i personaggi di estrema destra statunitensi), e rilanciate dai media (compiacenti al Sistema) dopo oltre tre mesi, proprio quando - guarda caso - l’Iran viene deferito al Consiglio di Sicurezza per l’idiozia delle armi nucleari, e Hamas stravince le elezioni in Palestina
Qui da noi l’ex ministro Calderoli scatena un putiferio, trascinatosi pure in Libia, andando in giro per mamma-Rai con una maglietta in cui erano stampate le vignette su Maometto. Mentre la seconda carica dello stato, Marcello Pera, sottoscrive un manifesto che porta - secondo Bertinotti - «al conflitto tra civiltà».
[1][1]
D’altronde il Presidente del Senato non è estraneo a simili uscite, estremamente strumentali. Ricordiamo le sue sparate sul multiculturalismo che «genera apartheid, risentimenti e terroristi di seconda generazione», per non parlare dell’apertura all’immigrazione in Europa che ci farebbe diventare «meticci» (leggi articolo)

 

“Il Movimento Internazionale per i Diritti civili” spiega per filo e per segno come «la recente crociata lanciata dal presidente del Senato Marcello Pera in presunta difesa dei valori occidentali, che solca le acque mosse dalla provocazione del leghista Calderoli, si inquadra in una campagna islamofobica paneuropea che è stata messa a punto da Bernard Lewis, professore della Princeton University. Lewis, nato in Inghilterra è un prodotto dell'Arab Bureau ed è uno dei massimi controllori di Benjamin Nethanyahu, di cui è stato consigliere anche ufficialmente»
Questo Bernard Lewis è stato spesso ospitato come relatore dalla fondazione presieduta da Pera, assieme anche a Daniel Pipes un esperto di islamofobia nonché dichiarato antiarabo.
Tutto questo bailamme, ha ridestato perfino l’arzilla Fallaci, che afferma di voler preparare pure lei delle vignette islamofobiche…

 

In Iraq salta in aria il secondo luogo più sacro dei musulmani sciiti, la moschea Dorata di Samarra, per opera di un misterioso “commando in mimetica”. E «non c'è bisogno di essere complottisti per capire che i sospetti possono essere molti, e non solo i sunniti. Come si sa, tempo fa dei militari britannici sono stati arrestati [a Bassora] travestiti in abiti arabi, mentre giravano su un'auto armati»[2][2]  lo afferma Ray McGovern, ex analista della CIA!
Naturalmente la colpa è dei sunniti, e questo ha provocato centinaia di morti in scontri e instaurato un regime di terrore – con tanto di coprifuoco – in un paese già devastato dal genocidio anglo-americano.
Non vedete in tutto questo la mano di una entità superiore che sta spingendo allo scontro? Un’unica oscura mano che spingendo un po’ di là e un po’ di qua sta facendo il bello e cattivo tempo?
In tutto questo a fomentare l’odio, la rabbia, la paura ci pensano pure le truppe statunitensi d’invasione in Iraq che passano le loro giornate sparando di giorno dalle camionette, contro tutto quello che si muove. Una vera e propria “battuta di caccia” con tanto di punteggio: “10 punti per le jeep, i camion, 20 per le auto normali, e ben 50 per le utilitarie”.

 


Clicca sull’immagine per vedere il filmato 

 

Se non ci credete guardatevi il filmato qui sopra (cliccando sull’immagine) e potrete osservare come questi criminali al soldo degli eserciti, sparano senza ritegno e umanità contro civili in macchina, in furgone, in camion, provocando incidenti stradali e moltissimi morti. Ma per loro è un gioco, un gioco che sicuramente qualcuno gli ha detto e/o permesso di fare: il deleterio gioco del Terrore!
Questi zuzzurelloni sarebbero un gruppo di contractors americani della AEGIS
[3][3] (i civili delle ditte collegate all’industria bellica e/o petrolifera).
Come ho già detto: stiamo assistendo al più deleterio e pericoloso scontro di civiltà voluto e fomentato dai Poteri forti, e quello che manca è proprio un attentato, in stile 11 settembre, in Europa.
Lo dicono gli esperti americani del Center for Transatlantic Studies della John Hopkins University, riunitisi in Germania il 31 gennaio scorso. Noi, secondo tali esperti, viviamo nella «devastante convinzione che l’Europa sia in qualche modo immune da grandi attacchi terroristici»
[4][4]. Atteggiamento che cambierà, sempre secondo loro, quando ci troveremo di fronte un mega-attentato, che «non è questione di se, ma di quando»[5][5]
In questi giorni il nostro Premier si trova proprio negli Stati Uniti: semplice propaganda pre-elettorale o c’è dell’altro…? 
Stranamente sempre più fenomeni islamofobici ci stanno toccando molto da vicino, e non vorrei che qualcuno - in alto - avesse scelto l’Italia come bersaglio…

 

 
I veri polli siamo noi
Dr. Claudia Benfatti – tratto da Nexus ed. italiana nr. 59

 

Intorno ad un virus che alberga da sempre nell'organismo dei volatili, l'H5N1, si è costruito in pochi mesi un allarme planetario, un'emergenza che l'Europa affronta investendo milioni di euro per fare incetta di farmaci e prenotando vaccini che ancora non esistono e per la quale George Bush negli Stati Uniti spenderà 7 miliardi di dollari e dispiegherà l'esercito. A questo punto è utile cercare di capire il contesto in cui questa ennesima 'emergenza' si è diffusa gettando nel panico intere popolazioni e per far questo è altresì utile fare il punto sugli avvenimenti che hanno preceduto il momento attuale. Conoscere le premesse, aiuta sempre a leggere con occhi diversi il presente in cui si è calati.

 

Nel 2002, tutti si ricorderanno, scoppia il caso 'antrace': il bacillo del carbonchio, che provoca appunto l'antrace, diventa una minaccia globale in seguito alla caduta delle Torri Gemelle a New York e alla guerra preventiva al terrorismo annunciata dagli Stati Uniti. Si diffonde in pochi mesi il panico in tutto il mondo, i media e i governi affermano che chiunque, in qualunque momento, avrebbe potuto seminare la famosa 'polverina bianca' infetta provocando la morte di milioni di persone. Negli Usa tutti i militari vengono obbligati a ricevere il vaccino antiantrace, farmaco sperimentale dai pesantissimi effetti collaterali e prodotto dalla Bioshield, azienda nella quale esponenti del governo americano hanno partecipazioni; nel resto del mondo si fa incetta di vaccini che nessuno poi ha mai utilizzato, ci si assicurano quantitativi enormi di Cipro, un antibiotico prodotto in esclusiva dalla Bayer, che, grazie a vendite stratosferiche di questo farmaco, risolleva le sue sorti economiche e finanziarie ed evita il tracollo facendo lievitare le proprie quotazioni in borsa (1). Per mesi e mesi in Italia le città vengono sconvolte da allarmi e quarantene ogni qualvolta qualcuno vede fuoriuscire polverina bianca da un pacco, da una busta o da un contenitore.

 

Dopo qualche mese, e siamo tra il 2002 e il 2003, si scatena l'allarme sul vaiolo, malattia ormai eradicata che, però, governi e media affermano, potrebbe essere disseminata in qualunque momento da terroristi senza scrupoli che vogliono provocare stragi. Il panico si alimenta dei messaggi allarmistici, la gente fa la fila fuori dalle farmacie per chiedere di acquistare il vaccino antivaioloso, prodotto ormai non più in vendita, ma di cui l'allora ministro della sanità Girolamo Sirchia si affretta a fare incetta usufruendo del fatto che nel frattempo le ditte farmaceutiche avevano ripreso la produzione per soddisfare anche le richieste che provenivano da altre parti. Si rimpinguano le scorte, anche se nessuno dice che, se veramente la minaccia fosse rappresentata, come si dice, da un ipotetico virus geneticamente modificato dai terroristi, il vaccino conosciuto non servirebbe a nulla. Quando si chiudono i capitoli di spesa e si verifica che tutti abbiano avuto la loro parte, l'allarme cessa di colpo. I media non parlano più di antrace o vaiolo, i governi dimenticano di essersi preoccupati e passano ad altro, la gente oggi fatica persino a ricordare che cosa sia l'antrace.
Tra il 2003 e il 2004 l 'attenzione si sposta sull'allarme successivo: la Sars. Ogni giorno, mille volte al giorno, sugli schermi televisivi e nelle fotografie sui giornali vengono proposte immagini di persone protette da mascherine, gli esperti consigliano persino di pigiare i pulsanti dell'ascensore solo dopo avere indossato i guanti e si comincia a parlare di una nuova "geniale" ipotesi: la temuta pandemia influenzale, cioè un micidiale virus che nessuno sa quando arriverà nè cosa potrà mai essere, ma che certamente prima o poi farà la sua comparsa e farà milioni di morti. L'ipotesi è geniale perchè in grado di gettare nel panico, nella psicosi, nell'angoscia popolazioni intere senza che ci sia il bisogno di identificare e mostrare ciò che costituirebbe la minaccia. Non c'è nemmeno bisogno di identificare e mostrare un virus trovato e studiato, affermando che di quello si deve avere paura; no, è sufficiente affermare che prima o poi un virus che ancora non esiste arriverà e che sarà micidiale. Più semplice di così...

 

In quel frangente, si comincia ad affermare che i sintomi influenzali e la polmonite provocati da un nuovo coronavirus, individuato nel sud est asiatico, potrebbero essere uno dei primi segnali di questa pandemia influenzale che gli esperti si attendono. Al quadro clinico si dà il nome di Sars, un acronimo che passa di bocca in bocca e in poche settimane tiene banco persino nelle discussioni tra casalinghe. Gli esperti pongono al mondo e a se stessi questa domanda: sarà la Sars la terribile pandemia che attendiamo? Una volta individuato il presunto responsabile di quella che viene definita una nuova micidiale polmonite, il coronavirus asiatico, le ditte si buttano a capofitto nella ricerca e sperimentazione di un vaccino specifico, grazie ai fondi stanziati in anticipo da enti istituzionali e governi. Vengono passati al setaccio tutti coloro che starnutiscono dopo essere scesi da un volo aereo proveniente dalla Cina o da Hong Kong, gli Stati Uniti annunciano che useranno l'esercito per costringere la popolazione ad osservare le quarantene qualora necessario. Gli esperti, alla vigilia della vaccinazione contro l'influenza stagionale di quell'autunno, raccomandano caldamente di farsi somministrare il vaccino disponibile, perchè, anche se non c'entra nulla con il coronavirus della Sars e non copre da quella, è comunque utile "a prescindere". La gente si accalca nelle farmacie, si crea l'equivoco, la maggior parte della gente pensa che il vaccino contro la normale influenza sia una panacea contro i pericoli che incombono sul genere umano. Poi, ancora una volta, di colpo l'allarme cessa. Dopo un po' nessuno ne parla più, tutti dimenticano la Sars.

 

E arriviamo all'estate 2005. Nei primi mesi dell'anno l'accenno alla cosiddetta influenza aviaria fa una prima comparsa sui giornali, ogni tanto qualcuno ne parla, ma siamo ancora tra la fine dell'inverno e la primavera. Poi d'improvviso il martellamento mass-mediatico si fa dirompente, le pagine dei quotidiani si riempiono di fotografie di anatre, polli e pappagalli morti, ricompaiono le mascherine bianche e ricompare l'allarme pandemia. Nel 2005 non è più la Sars il candidato, ma diventa un virus che alberga da secoli nell'organismo dei volatili e che quindi è molto semplice da cercare e trovare esaminando i tessuti delle anatre, dei polli e degli uccelli: l'H5N1, che fa parte di una "famiglia" assai più vasta di virus dei polli, la maggior parte praticamente innocui per la specie umana. Nell'H5N1, individuato in alcuni polli negli allevamenti intensivi del sud est asiatico, si riconosce il nuovo nemico dell'umanità e il monito che si diffonde massicciamente è: "è in arrivo una tremenda pandemia, a causarla potrebbe essere il virus dell'influenza aviaria, e quando arriverà farà sicuramente milioni di morti". Durante l'estate e l'autunno 2005 si genera l'equivoco, voluto o meno: all'aviaria viene dato il nome di influenza, la gente si confonde, i medici non fanno molto per sanare il malinteso, ed esperti e governi finiscono, ancora una volta, per sollecitare tutta la popolazione a vaccinarsi in massa contro la normale influenza stagionale. Poi però proprio la Cochrane Vaccines Field (uno dei maggiori centri di ricerca a livello nazionale proprio sui vaccini), per bocca del portavoce in Italia Tom Jefferson, afferma: "Vaccinarsi contro l'influenza stagionale non serve assolutamente a nulla se si parla di aviaria. Anzi, dirò di più: il diffuso allarmismo è sospetto e assomiglia ad una colossale montatura" (2). E Jefferson, eliminando ogni ulteriore dubbio in proposito, afferma anche che, riguardo la normale influenza umana stagionale, "gli attuali vaccini antinfluenzali sono poco efficaci soprattutto sugli anziani e pressochè inutili sui bambini in tenera età" (3).

 

Cerchiamo allora di capire quanto c'è di vero in questo ennesimo allarme-pandemia. "Ci sono già state epidemie di influenza aviaria in passato tra i volatili, non è certo la prima volta che questo accade - spiega ancora Jefferson - e sono state tutte contenute con normali misure veterinarie. Questo gran baccano mi puzza di montatura". L'influenza sui polli, dovuta ai diversi virus della famiglia cui si fa riferimento oggi, è stata descritta già alla metà del 1800 e mai nessuno, fino ad oggi, si era mai sognato di addebitare ad essi una pandemia (cioè un'epidemia di dimensioni globali) che avrebbe riguardato gli esseri umani. Si pensi che solo a partire dal 1997 in Italia sono stati registrati sei momenti in cui diversi virus aviari hanno colpito gli allevamenti di varie regioni (4); eppure solo oggi uno di questi si è trasformato nel presunto nemico che tiene in scacco il mondo intero. L'Istituto Superiore di Sanità ha registrato negli anni passati vari focolai di virus aviari che hanno colpito polli, quaglie e tacchini in Veneto e pianura Padana: hanno nomi strani, H5N2, H7N1, H7N3. Tutto è sempre stato risolto con normali misure veterinarie, come si può fare con le malattie tipiche che affliggono, per esempio, cani e gatti. Fino a che c'era da occuparsi di antrace, di Sars, di influenza stagionale, di morbillo, i virus aviari rimanevano in un angolo, emarginati. Invece oggi, d'improvviso, sono balzati agli onori delle cronache e tra loro gli esperti ne hanno individuato uno, uno solo, particolarmente "cattivo": l'H5N1. Identificare un unico nemico significa naturalmente dare la possibilità a chi produce farmaci e vaccini di focalizzare energie, denaro e attenzione in un'unica, proficua direzione. E così è stato. In Italia il ministro Storace ha concordato con le ditte farmaceutiche il diritto di prelazione su 35 milioni di dosi di un vaccino che ancora non esiste (potrebbe venire prodotto solo se comparisse un virus pandemico, che oggi ancora non c'è) , stanziando 5 milioni e mezzo di euro; altri 50 milioni di euro sono stati stanziati per fare scorta di farmaco antivirale, poco efficace, ma estremamente redditizio per la Roche , che produce in esclusiva il Tamiflu, prescelto come unico antivirale da usare contro i virus aviari; presunti esperti di aviaria hanno invitato a metà ottobre l'Unione Europea a finanziare le ditte con 150 milioni di euro per sviluppare 'prototipi' di vaccino; negli States George W. Bush ha chiesto al congresso di sborsare 7 miliardi di dollari per acquistare farmaci, prenotare vaccini e mobilitare l'esercito.

 

Quindi, tutta l'attenzione è concentrata sull'H5N1, ma nessuno che spieghi che non è quello il virus cui si potrebbe mai attribuire una pandemia: il virus che tutti annunciano come imminente e pericoloso ancora non esiste. Infatti, poichè i virus dell'influenza aviaria esistono da secoli e sono praticamente innocui per l'uomo, per poter ipotizzare una potenziale diffusione epidemica da uomo a uomo di malattia virale, occorrerebbe attendere la comparsa di un nuovo virus, che ancora non esiste e che nessuno sa se mai esisterà e comparirà, nato dalla ricombinazione di un virus aviario, che potrebbe essere l'H5N1 come qualsiasi altro, con un virus dell'influenza stagionale o qualunque altro virus, come spiega chiaramente il dottor Ernesto Burgio, pediatra ed immunologo (5). E' evidente che è iniziata una schizofrenica caccia alle streghe sulla base di ipotesi-fantasma. Lo spiega bene anche Maria Rita Gismondo, direttore del laboratorio di microbiologia dell'ospedale Sacco di Milano (6): "Ci sta facendo paura un fantasma - dice - il virus di cui tutti hanno terrore semplicemente non esiste, così come non esiste il vaccino umano contro l'influenza aviaria. Non conoscendo il virus, poichè non c'è, non sappiamo nemmeno se i farmaci antivirali di cui tutti fanno scorta siano efficaci oppure no". E ancora, Emilio Bajetta, presidente dell'associazione italiana di oncologia medica: "Non c'è alcuna evidenza scientifica e concreta che si possa avverare nel breve periodo quella che viene annunciata come una pandemia" (7). Di fronte alle evidenze, lo stesso ministro Storace, quello che ha fatto scorta di vaccini e farmaci, è costretto ad ammettere: "c'è una psicosi immotivata, non c'è infatti nulla" (8).

 

Ma allora chi, quanti e dove sono quei morti che ogni tanto vengono citati dai giornali? Sono in tutto 60 persone negli ultimi 3 anni (su circa 6 miliardi di persone nel mondo) che, stando a strettissimo contatto con polli in allevamenti intensivi di 4 paesi del sud est asiatico senza la minima osservanza di principi di igiene, hanno contratto il 'vero' H5N1, cioè il virus aviario, incapace di generare epidemie di sorta, ma che dalla gallina può essere trasmesso all'uomo in condizioni di vita precarie, così come il carbonchio degli animali può passare all'uomo se si usano le pelli infette, così come alcuni virus di cani e gatti possono passare all'uomo se non vengono osservate banali norme igieniche. E sono secoli che, in quelle precarie condizioni igieniche, alcuni virus aviari passano dai volatili all'uomo. Ma quell'H5N1, non ricombinato e quindi non pandemico, non ha alta contagiosità e non può passare da uomo a uomo, condizione indispensabile affinchè si possa parlare di epidemia o pandemia.

 

Allora, bisognerebbe chiedersi quale sia la ragione per la quale, se la pandemia non esiste e nessuno sa nemmeno se e quando arriverà, il panico si sia già radicato in gran parte della popolazione. "Molte affermazioni allarmistiche - osserva il mensile Altroconsumo - sono emerse da un convegno sull'influenza tenutosi a Malta alla metà di settembre. Il convegno era sponsorizzato dalle aziende produttrici di vaccini antinfluenzali e di farmaci antivirali. Tra queste la Roche " (9). E le previsioni che hanno permesso di annunciare che "prima o poi una pandemia ci sarà" sono basate sulle considerazioni teoriche degli epidemiologi, che sostengono come "ogni 40 anni, più o meno, si dovrebbe verificare un'epidemia influenzale". Nessuno ha però fatto notare che l'epidemiologia è una scienza assai recente (esiste da appena qualche decennio) e che, quindi, ha potuto finora considerare periodi di tempo estremamente brevi, forse troppo per azzardare previsioni e stime sulle basi delle quali smuovere nazioni intere e incutere terrore nella popolazione mondiale. Inoltre, spiega sempre la dottoressa Gismondo, "la nostra popolazione non è più quella di 40 anni fa od 80 anni fa, è meglio nutrita e pulita, così come sono all'avanguardia i nostri mezzi di contenimento". Il direttore generale dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha detto: "Non si sa quando, ma una pandemia si verificherà. Manca solo una condizione alla realizzazione di questo evento: un virus in grado di trasmettersi rapidamente da uomo a uomo". Ebbene, secondo lo stesso principio, si potrebbe validamente affermare: "Non so quando, ma diventerò miliardario. Manca solo una condizione essenziale: che prima o poi scopra l'esistenza di un parente ricco che mi ha inserito nel suo testamento".

 

Ma non si è solo provocato un enorme allarme, lo si è anche fatto finalizzando gli sforzi. Infatti si è generato un totale equivoco tra la popolazione, che è stata sollecitata oltre misura, in nome della catastrofe imminente, a vaccinarsi contro la semplice influenza stagionale, con l'ovvio risultato che il vaccino antinfluenzale è andato a ruba. Procedere in questo modo potrebbe non essere innocuo. "Se c'è un'annata in cui il vaccino antinfluenzale non andrebbe consigliato è proprio quello in cui si teme la pandemia - spiega Ernesto Burgio - se è vero che uno dei rischi è che l'H5N1 si ricombini con i ceppi influenzali, che sono quelli da cui sono tratte le proteine usate per fabbricare vaccini, è facile capire che vaccinando in massa l'H5N1 potrebbe ricombinarsi proprio con il ceppo vaccinico acquisendone gli antigeni e rischiando di scatenare nel soggetto vaccinato un vero e proprio uragano citochinico. Se c'è una regola universalmente accettata è proprio quella secondo cui, in caso di allarme prepandemico o di pandemia dichiarata, la vaccinazione è una strategia inutile se non pericolosa". Da queste affermazioni possono discendere almeno tre ipotesi: 1) gli esperti hanno raccomandato il vaccino antinfluenzale perché tanto sono certi che la pandemia non ci sarà e quindi sanno di non mettere a rischio la popolazione; ma significherebbe che è tutto una grossa bufala; 2) Gli esperti temono la pandemia, non sanno che vaccinare in massa in questa fase è pericoloso e lo consigliano senza essere consapevoli delle conseguenze; ma allora c’è da chiedersi che razza di esperti siano; 3) gli esperti temono la pandemia, sanno che vaccinare in massa può essere pericoloso ma lo fanno comunque; questa pare una ipotesi troppo inquietante per essere considerata.

 

Altre riflessioni interessanti sono proposte da Vittorio Demicheli, della Cochrane Vaccines Field (10): “Le decisioni che riguardano la salute della popolazione, vaccinazioni comprese, comportano gravi responsabilità e non possono certo essere basate su ipotesi, opinioni o pressioni interessate. (…) Decidere di vaccinare un terzo della popolazione italiana con il vaccino antinfluenzale attuale è una scelta discutibile. (…) Le industrie poi hanno fatto questa proposta, autodefinita come ‘etica’: in caso di pandemia il vaccino sarà distribuito tra i vari Paesi in modo proporzionale alle quantità consumate ogni anno. In altri termini: chi vuole avere il vaccino deve impegnarsi subito a consumare, ogni anno e per sempre, almeno un terzo della quantità che sarebbe sufficiente per tutta la popolazione. Questa è la proposta cui il nostro Paese ha aderito inserendo, già nella circolare relativa alla campagna vaccinale 2005, l’obiettivo di vaccinare almeno il 33% della popolazione”. Una manovra che si fatica duramente a definire etica. Le ditte attuano una sorta di ricatto, cioè: Hai paura della pandemia e vuoi assicurarti una certa quantità del vaccino che semmai nascerà? Bene, allora impegnati subito, ora e per sempre, a vaccinare contro l’influenza chi più puoi e noi ti venderemo tanto vaccino antipandemico quanto vaccino antinfluenzale tu avrai nel frattempo somministrato, raggiungendo almeno un terzo della popolazione totale.

 

Eppure le ditte, anche se hanno ormai quasi totale mano libera, non sono ancora del tutto tranquille. Rimane infatti lo spettro delle cause che alcuni potrebbero intentare contro di loro se danneggiati dal vaccino (in Italia l’indennizzo lo paga lo Stato, ma negli Stati Uniti a sborsare sono direttamente le ditte farmaceutiche). Allora, ecco che nasce l’idea: lo scorso 7 ottobre il presidente Bush ha ricevuto alla Casa Bianca una delegazione di imprenditori farmaceutici e ricercatori impegnati nella produzione di vaccini per combattere i virus dei polli. Gli imprenditori gli hanno chiesto di ottenere l’assoluta immunità dalle cause legali che possono nascere per gli effetti collaterali dei vaccini (11). Detto e fatto. Già a novembre nasce il progetto di legge federale (la numero S. 1873) che punta a concedere alle ditte la totale protezione dalle cause legali in caso di danni dovuti a vaccini aviari somministrati agli americani. La legge ha un nome nobile, “Biodifesa, vaccino pandemico e sviluppo di farmaci”, ma in realtà nella sostanza impone agli americani di ricevere vaccinazioni contro una malattia che ancora non esiste (12) e li priva del diritto costituzionalmente garantito di adire in giudizio in caso di danno o morte. L’obiettivo della legge è anche quello di impedire ai cittadini di appellarsi al Freedom of Information Act e altre leggi simili per scoprire se il nuovo vaccino (quando sarà prodotto) sia efficace e sicuro e se qualcuno abbia manifestato reazioni avverse.

 

Ebbene, a fronte di tutto questo, i giornali continuano a raccontare soltanto che: a) saranno fatti accertamenti sulla carcassa di un gallo trovato morto in un villaggio dell’entroterra brasiliano. Tanti bambini muoiono di fame e miseria da quelle parti, ma il gallo….b) un pappagallo morto improvvisamente in Gran Bretagna ha gettato nel panico l’intera popolazione del Regno Unito; c) sono negativi i test su un tacchino morto sull’isola greca di Chios e su alcuni piccioni nel nord ovest dell’Ungheria; d) a Baghdad, dove da anni si bombarda anche l’aria e migliaia di persone innocenti sono morte e continuano a morire, si teme per alcuni uccelli morti in alcuni quartieri della capitale.
E quando Legambiente, parlando di virus aviari, attacca le condizioni pazzesche degli allevamenti intensivi di polli che favoriscono il deperimento dell’animale e dell’uomo che poi lo mangerà, la risposta arriva dal Comune di Vicenza, che in novembre ha emesso un’ordinanza con la quale obbliga tutti coloro che allevano polli in maniera rurale e naturale e tenere le bestie chiuse dentro un pollaio a tenuta stagna per evitare la eventuale contaminazione. E come non citare la decisione della Società Italiana di allergologia e immunologia pediatrica di avviare una ‘catena di Sant’Antonio’ con le e-mail per “raggiungere i genitori e convincerli dell’utilità della vaccinazione antinfluenzale sui figli” (13) o la dichiarazione del ministro Storace, secondo cui la vaccinazione antinfluenzale va consigliate “sia perché è una corazza, sia come abitudine psicologica” (14).

 

1) "Virus letali e terrorismo mediatico", Claudia Benatti. Ed. Macroedizioni, 2002
2) L'intervista a Tom Jefferson è contenuta nell'articolo "Aviaria: la pandemia che non c'è", curato da Claudia Benatti, dedicato all'influenza aviaria pubblicato sul numero di novembre della rivista Aam Terranuova (www.aamterranuova.it)
3) Tom Jefferson è co-autore di due studi pubblicati sulla prestigiosa rivista medica The Lancet sull'inefficacia dei vaccini antinfluenzali soprattutto su anziani e bambini, il primo pubblicato il 26 febbraio 2005, Vol. 365, pag. 773-780, il secondo l'1 ottobre 2005, Vol. 366, pag. 1165-1174
4) Epicentro, bollettino dell'Istituto Superiore di Sanità
www.epicentro.iss.it/focus/flu_aviaria/busani.asp

5) "Aviaria: la pandemia che non c'è", novembre 2005, Aam Terranuova
6) Ansa, Milano, 18 ottobre 2005
7) Ansa, Napoli, 20 ottobre 2005
8) Ansa, Roma, 22 ottobre 2005
9) "Influenza aviaria: una epidemia di disinformazione", Altroconsumo, 26 settembre 2005
10) “Vaccinazione e pandemia” di Vittorio Demichel, Cochrane Collaboration Vaccines Field, pubblicato su Epicentro, bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità
www.epicentro.iss.it/discussioni/pandemia/demicheli.asp
11) Ansa, Washington, 7 ottobre 2005
12) Un bell’articolo in proposito è stato pubblicato sul giornale americano NiagaraFallsReporter l’1 novembre 2005 a firma di John Hanchette
www.niagarafallsreporter.com/hanchette179.html
13) Ansa, Roma, 19 ottobre 2005. Ad illustrare l’iniziativa è stato il presidente della Siaip Alberto Ugazio
14) Ansa, Roma, 18 ottobre 2005

 

Chemioterapia, no grazie!
Tratto dalla rivista "Scienza e Conoscenza" -
www.scienzaeconoscenza.it 

 

Quanti oncologi si curerebbero con la chemio?
64 su 79 si dimostrano riluttanti!

 

Qualcuno si è mai chiesto se l'oncologo, in caso di bisogno, acconsentirebbe a farsi trattare con la chemioterapia? Sorpresa!...
Contrariamente alle nostre supposizioni - e anche se i media si guardano bene dal divulgarlo - esiste una grande sfiducia tra gli oncologi riguardo la chemioterapia. Da indagini e questionari si rileva che, ad esempio, tra gli oncologi americani 3 medici su 4 (il 75%) rifiuterebbero qualsiasi chemioterapia, a causa della sua inefficacia e dei suoi effetti devastanti per l'organismo umano.
Ecco alcune delle testimonianze di medici a riguardo:

 

"Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università della California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: [...] quando non sono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano." Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate". [Walter Last, "The Ecologist" vol 28, n. 2, marzo/aprile 1998].

 

"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti". [Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol 337, p. 901].

 

"I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale". [Edward G. Griffin, "World Without Cancer", American Media Publications, 1996].

 

"Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano - mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della chemioterapia". [Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000].

 

"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia [...].Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico." Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi. [Lancet, 10 agosto 1991]

 

Tratto dal libro del dottor Tullio Simoncini(oncologo): Il cancro è un fungo
Fonte:
www.movimentoconsensus.org

 

Il conflitto Islam-Occidente:
Il conflitto Islam-Occidente: in questi giorni una forte accelerazione che ci riguarda tutti (Parte I)
Qualcuno soffia sul fuoco. Alcuni retroscena importanti. Cosa possiamo aspettarci? Cosa possiamo fare?
Una prospettiva spirituale.
di Fausto Carotenuto  -  1 marzo 2006
www.ilternario.it

 

L’esplosione della fiabesca cupola d’oro di Samarra è un passo importante e ben studiato della strategia in corso per allargare il conflitto “di civiltà” tra Occidente ed Islam, e per infuocare ulteriormente il vortice mediorientale.  Si aggiunge ad una serie di eventi che stanno decisamente alzando il livello della tensione. Mentre la guerra in Iraq continua con la quotidiana conta di decine di morti, le ansie, gli odi e le preoccupazioni vengono sollecitati scientificamente, come in un esperimento di laboratorio. La faccia poco rassicurante del Presidente iraniano tuona contro l’esistenza Israele e per reazione i nostri oscuri neocon organizzano fiaccolate che si richiamano ai buoni sentimenti, ma sono popolate anche da strani individui. In Palestina il violento partito religioso Hamas vince delle elezioni dubbie a discapito della laica OLP del defunto Arafat, e la tensione israelo-palestinese sale improvvisamente. Le ombre di nuove violenze si allungano su quella martoriata regione, mentre il livello di ansia delle popolazioni locali ritorna a picchi elevatissimi.

 

Immagini di violenza delle truppe di occupazione, sia nel carcere di Abu Ghraib, che in quello di Guantanamo, oltre a quelle dei soldati inglesi accaniti contro poveri ragazzetti, vengono accuratamente tirate fuori dagli archivi in cui erano depositate da tempo, per ravvivare l’odio islamico e quello di tanti occidentali. Che non ne possono più di Bush, Blair, Berlusconi…e di tutta la bieca “banda del buco” che sembra coinvolta in un “risiko” predatorio e miope. 
Un giornale neocon danese, fratello di analoghe operazioni editoriali in corso da noi, lancia stupide ed offensive vignette come vere e proprie bombe nell’immaginario islamico. E dall’altra parte strani gruppi sono pronti a cogliere al balzo l’opportunità di scatenare le piazze. Una caricatura paonazza di superman padano slaccia coraggioso la camicia e fa vedere una maglietta con una vignetta offensiva del Profeta,  e subito in Libia viene fuori una manifestazione violenta contro il consolato italiano a Bengasi… La faccia un po’ intontita e contemporaneamente truce del solito presidente iraniano Ahmadinejad sostiene minacciosa la libertà di Tehran di dotarsi di tecnologia nucleare… E Bush, Cheney, Condoleeza Rice e Rumsfeld perfezionano i piani militari di attacco alla Persia, e ne parlano tranquillamente, come di una cosa “buona e giusta”…

 

Ma che sta succedendo? Come mai tutti questi personaggi, gruppi ed apparati sono all’opera, in perfetta sintonia tra loro, per far crescere rigogliose le male piante dell’odio, della paura e della violenza? 
Per comprendere quello che sta accadendo bisogna probabilmente fare riferimento al criterio del punto di vista spirituale.  Bisogna cercare di porsi in una posizione più elevata del normale. Altrimenti non si riesce ad avere una prospettiva adeguata che consenta di interpretare i fatti nel loro senso profondo.  Si continua a rimanere emotivamente o intellettualmente impigliati ai fatti stessi ed alle loro connessioni più immediate.
 Sembra strano, ma ogni volta che si vogliono capire i fenomeni della vita, non possiamo non tenere conto del quadro di fondo. Questo vale sia per la comprensione della nostra vita individuale che di quella collettiva.
Riporto quindi in nota e molto brevemente alcuni elementi di fondo della visione spirituale dei fatti politici mondiali, già esposti in precedenti articoli.
[1]  Chi già li conosce non ha bisogno di leggerli, mentre, per chi è curioso di approfondire questa interpretazione “fuori dal coro”, è forse bene dar loro un’occhiata, prima di andare avanti.[2] Altrimenti le varie considerazioni potrebbero sembrare incomprensibili.

 

Secondo questo tipo di interpretazione, un gruppo di poteri oscuri ha deciso, per rallentare la possibilità di “risveglio” spirituale dell’umanità, di lanciare  un Terzo conflitto mondiale prolungato, basato sul tema del confronto di civiltà tra Occidente ed Islam.
La preparazione di questo conflitto è antica di oltre un secolo. 
Si intravedono le tracce preparatorie alla fine dell’800 ed ai primi del novecento, quando sono stati incoraggiati alcuni movimenti all’interno del mondo ebraico e di quello islamico.
Sono state poste le radici di uno scontro futuro, che in parte ha condizionato il secolo scorso in misura crescente,  attraverso le varie crisi mediorientali. Ma che ora è “maturo”, dal punto di vista organizzativo e di lavoro psicologico sulle masse, per portare ad esplosioni di portata ben maggiore, a livello globale, e di lunga durata.

 

Cosa è successo circa un secolo fa?  
Le logge oscure trasversali e al di sopra dei contesti puramente occidentali o islamici, hanno deciso di forzare il progetto di creazione dello Stato di Israele, perché ponesse un elemento potenzialmente conflittuale nel cuore del mondo islamico. Sono state quindi incoraggiate e sostenute le iniziative e la crescita dell’originario movimento sionista. Probabilmente del tutto ignaro della strumentalizzazione. Fino ad arrivare alla vera e propri creazione del tutto artificiosa dello stato di Israele.
Inoltre, il meccanismo di scelta delle famiglie regnanti e dei capi di stato del mondo islamico, successivamente alla dissoluzione dell’impero ottomano e poi agli esiti della seconda guerra mondiale, ha portato al potere una serie di dinastie e di personaggi legati a doppio filo alle fratellanze oscure. Il popolo ebraico – dilaniato dal nazifascismo, promosso dagli stessi poteri – si è trovato incuneato in un progetto di Stato che lo ha fatto capitare al centro di una guerra senza fine.
[3]

 

Gli ideatori del conflitto arabo-israeliano hanno con un solo colpo deviato verso odi, rancori, violenza e guerre, l’elevatissimo stato di coscienza del popolo ebraico. Attenuandone fortemente il contributo positivo al resto degli uomini, quanto mai importante nella nostra delicata epoca di risveglio della coscienza. Hanno trascinato le energie ed i capitali dell’ebraismo mondiale e del petrolio islamico ad esaurirsi e concentrarsi per decenni nel buco nero del conflitto arabo-israeliano. Ne hanno approfittato le bande dei banchieri, dei petrolieri e dei venditori di armi occidentali, ben remunerati per il fatto di farsi portatori dei progetti delle fratellanze oscure che li manovrano.
Contemporaneamente nel fronte islamico le logge trasversali hanno fatto in modo, a partire dallo stesso periodo, che venissero alimentate forme di integralismo e di fondamentalismo, attraverso la creazione di gruppi e sette semisegreti. Con il compito di iniziare un lungo lavoro di infiltrazione e  di estremizzazione del movimento islamico. Un lungo lavoro di deviazione dei giovani, di esaltazione del fanatismo, di spinta al sacrificio in nome di Allah o del Profeta. Ma in realtà in base a principi di obbedienza cieca al loro “maestro”, o imam, o sheick…

 

I casi più eclatanti sono la fondazione e la forte crescita in Egitto e nel resto del mondo islamico dei Fratelli Musulmani, una strana, potentissima organizzazione semisegreta e molto articolata, capace da sempre di influenzare pesantemente dal di dentro sia i governi che le loro opposizioni. In grtan parte dei paesi arabi. E poi l’Hojattieh iraniano, che comincia combattendo ferocemente l’“eresia” Bahai, ma che si sviluppa come forza oscura in collegamento con analoghe forze “nere” occidentali. Fino a prendere il potere nell’Iran attuale. E poi i gruppi integralisti wahabiti, dai quali nascono le retrive monarchie della penisola arabica, e quella saudita in particolare. E poi ancora strane sette indo-pakistane, gruppi segreti siriani, libanesi, sudanesi, somali, algerini, libici, marocchini, indonesiani, filippini, ecc…
Tutti apparentemente scollegati, ma tutti connessi ad una strategia di fondo mirante a radicalizzare le masse ed a preparare la manovalanza ideologizzata e fanatica in vista dello scontro che si sta realizzando ora.
Chi ha finanziato questo sforzo? Il petrolio. Da dove vengono i soldi del petrolio? Dal perverso sistema di sfruttamento delle risorse petrolifere, completamente in mano a logge oscure occidentali, con fortissimi addentellati nel mondo islamico.

 

Dove si trovano ora le tracce di questo apparato, di questa macchina da guerra ideologica, apparentemente cieca, pronta a tutto?
Ovunque. I Fratelli Musulmani, i Wahabiti, l’Hojattieh e gli altri hanno silenziosamente costruito delle enormi reti di propaganda e di supporto. Ed i frutti vengono fuori a comando: Hamas, la nuova vincente formazione politico-militare palestinese, è una creatura dei Fratelli Musulmani.  La maggior parte dei gruppi integralisti all’opera nel mondo fanno parte di organizzazioni collegate ai gruppi sorti oltre un secolo fa. Cresciuti all’ombra oscura di certe Madrase (scuole islamiche) e allevati all’odio dal conflitto con gli israeliani e dalla incontinente e ingombrante presenza coloniale e poi neocoloniale degli occidentali. Le infiltrazioni arrivano ovunque attraverso le comunità islamiche nel mondo, fino alle nostre città… 
Naturalmente le stesse fratellanze che hanno spinto il sionismo e le organizzazioni islamiche, sono all’opera da tempo perché l’iniziativa del megaconflitto venga presa in mano da forze occidentali militarmente e finanziariamente potenti e completamente sotto controllo.  L’attuale amministrazione americana e la gran parte dei governanti occidentali sono il prodotto di un lungo lavoro ai fianchi del sistema politico, che li ha “distillati” accuratamente negli ultimi decenni. Personaggi pronti a tutto: ciechi e biechi esecutori di strategie che nemmeno conoscono in pieno. Sufficientemente avidi, ambiziosi, abbacinati dal potere, da non farsi troppe domande. E da svolgere il loro ruolo di esecutori privi di scrupoli, ma soprattutto – specie in occidente – di “addormentatori” delle coscienze della gente. “Teniamoli addormentati con la televisione, l’informazione sbagliata, il teatrino di una finta democrazia, medicine alienanti, cibi privi di vita… Se, nonostante tutto, tentano di risvegliarsi, diamogli colpi di bombe, di emergenze, di guerre, di pandemie… riempiamoli di paure e di ansie.. togliamogli la fiducia in se stessi. Lasciamoli giocare con i videogiochi, lo sport, la cocaina, i beni di consumo. Continuiamo a incasellarli in religioni lontane dall’uomo, incapaci di dar loro veramente una mano… che li tengano addormentati… Teniamoli schiavi, in un mondo senza spirito.”

 

Cerchiamo ora di reinterpretare brevemente quello che sta accadendo in questi giorni, alla luce dei grandi movimenti di correnti spirituali 
Vari eventi, appositamente accentuati dalle forze dell’ostacolo, vanno nella direzione di sollevare odi reciproci, per abbassare il tasso di vibrazione delle nostre anime, sia in occidente che nel mondo islamico:
Le dichiarazioni di Ahmadinejad sulla necessità di cancellare Israele, colte al balzo dai neocon nostrani; fomentatori di odio a braccetto… 
Le vignette sul Profeta, afferrate al volo dai gruppi oscuri islamici; lo scopo è quello di trascinare nel vortice di odio non solo le popolazioni islamiche, ma anche quelle a maggiore livello di coscienza civile, quelle nord-europee. Così come le bombe di Londra, l’assassinio del regista olandese, la rivolta delle periferie francesi… Per sbilanciare verso il basso l’Europa…
L’ineffabile ministro padano che chiaramente “non sa quello che fa” mostrando la maglietta con un sorrisino scarsamente sveglio. E subito le manifestazioni libiche, in un Paese dove  cose de genere non avvengono mai, se Gheddafi non vuole. Ma uno dei segreti della Libia è la connessione tra alcuni importanti gruppi oscuri italiani ed il regime del colonnello. Messo al potere e poi protetto, armato e sostenuto da questi gruppi ormai da quasi cinquant’anni. Per organizzare questa sceneggiata di odio e di morte saranno bastate un paio di telefonate… 
Con tempi ben precisi, per non far calare la tensione e per coltivare l’odio, compaiono vecchie immagini di soldati inglesi che picchiano selvaggiamente ragazzini iracheni. E poi ancora escono fuori immagini e racconti agghiaccianti delle torture nel carcere di Abu Ghraib, compresa una “presenza” italiana tra gli interrogatori… Questo più che un carcere sembrava il tragico set di un fotografo sadico… Una vera e propria operazione di propaganda di odio… E poi le immagini di Guantanamo, e l’ONU – i cui vertici sono influenzati dagli stessi gruppi oscuri – che dichiara quanto sia riprovevole e fuori da ogni norma di diritto quello che gli americani fanno nella prigione caraibica. Cibo per odiare…

 

E poi Hamas, una costola degli oscuri Fratelli Musulmani, violenta e terrorista, che vince dubbie elezioni… Perché dubbie? Quale scelta reale ha avuto il popolo palestinese tra Hamas e una vecchia classe politica dell’OLP ormai priva di ideali  e da anni  manifestamente ipercorrotta dal denaro arabo ed occidentale? E per di più sotto la tensione dell’occupazione e delle angherie di Sharon. Questo povero, simpatico, intelligente popolo palestinese, ha votato in massa per chi riteneva fosse onesto ed ancora motivato da ideali…  E’ lo stesso schema seguito in Iran dai fondamentalisti islamici per prendere il potere: per decenni sono apparsi alla gente come gli unici che si occupavano dei poveri e che erano onesti. Degli esempi luminosi se paragonati alla supercorrotta classe ricca legata allo Shah. Su queste basi è nata la rivoluzione iraniana di Khomeini “il puro”.  Una volta conquistato il potere, hanno gettato la maschera da agnelli disinteressati e con ferocia si sono aggrappati alle leve di comando. Sacrificando e mettendo da parte i “duri e puri “ della rivoluzione.    Ma in entrambi i casi “qualcuno” ha consentito, favorito, predisposto, la presa di potere di questi estremisti. Perché i loro vertici sono segretamente ben controllati e disposti a tutto… Disposti a lanciarsi in un conflitto, in un vortice di guerra in crescita, tutto ancora da sviluppare… per il quale servono esecutori pronti e fedeli.

 

E naturalmente la vittoria di Hamas ha riportato indietro le lancette delle speranze del popolo israeliano. La tensione, il senso di insicurezza, la paura, l’odio dell’opinione pubblica israeliani sono certamente in aumento. L’intento è di farne uno strumento duttile e potente sul fronte dell’escalation nel conflitto con l’Islam.  Non certo di fargli fare la pace. 
La questione del nucleare iraniano da una parte è vera, e da una parte viene montata ad arte, soprattutto dall’amministrazione Bush, per rendere possibile una forte crescita del conflitto, mediante una aggressione all’Iran.  Cibo per l’odio nel mondo islamico, e per l’odio di tante coscienze occidentali, che non ce la fanno più a subire le iniziative di questa amministrazione aggressiva, predatoria, apparentemente cieca e sorda, e comunque tragicamente ridicola. Con tutto il codazzo di politici europei pronti ad adeguarsi…

 

E ora, ad aumentare il senso di disorientamento, di violenza e di paura nella regione, la spinta per una guerra civile interirachena, e forse interregionale, tra sciiti e sunniti. L’esplosione della cupola sciita di Samarra è solo l’ultimo episodio di una serie di attacchi e di episodi di grande impatto e di grande violenza tendenti a trascinare le masse in uno scontro generalizzato. Particolari attenzioni sono state rivolte agli sciiti iracheni. Perché?  Le gerarchie religiose ed i fedeli sciiti iracheni non avevano seguito affatto la spinta integralista della rivoluzione islamica khomeinista iraniana. Non condividevano la costituzione di una teocrazia. E alcune guide spirituali sciite irachene – alcuni Ayatollah “ozmah” - erano di rango religioso perfino superiore a Khomeini. Non ne hanno subito l’influenza. Le posizioni estreme di tipo iraniano sono invece le più funzionali ai disegni delle fratellanze oscure per la gestione del conflitto. E quindi è stato fatto un intenso lavoro per trasformare la natura pacifica degli sciiti iracheni: durante la prima guerra del Golfo, prima sono stati indotti dagli americani a ribellarsi a Saddam Hussein, e poi sono stati lasciati in balia della sua feroce repressione. Quando per le truppe di Bush padre sarebbe stato facilissimo fare pochi chilometri in più e “liberarli”.  Poi, agli inizi della nuova crisi e della recente invasione americana, i capi moderati e della tradizione sciita sono stati accuratamente uccisi, uno dopo l’altro, o ridotti al silenzio. A questo si aggiunge che non c’è stata solo una invasione americana, ma anche un’altra - silenziosa e poco nota - dei servizi iraniani, che hanno inviato migliaia e migliaia di hezbollah iraniani ad infiltrarsi ovunque e ad abitare nelle città sante e nelle zone sciite irachene. Una grande operazione, favorita dagli americani, che - accompagnata dalle numerose stragi di sciiti da parte di Al Qaeda - ha letteralmente trasformato il panorama sciita.  Ora è una massa di manovra pronta a tutto, pronta allo scontro, pronta a farsi strumentalizzare. L’esplosione di violenza antisunnita dopo l’attentato di Samarra, ha fornito la prova che l’operazione di metamorfosi degli sciiti iracheni è riuscita. C’era un islam sciita moderato e ora non c’è più… Tutti hanno collaborato ad un piano unico: iraniani, al Qaeda, gli americani ed i loro lacchè occidentali… Chi è in grado di coordinare così bene tutte queste forze? Bush e la banda di poveretti che lo circonda? Ma li avete guardati bene?    Un clero moderato c’era anche in Iran… ed è sparito completamente dopo la rivoluzione. C’era anche in Afghanistan, ed è sparito con l’arrivo dei Talebani e di Al Qaeda, sostenuti dagli americani.  

 

 

 

 



[1][1] Bertinotti: “Quella di Pera è cultura dell’odio”, tratto da www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=880888
[1][2] Ex agente della CIA: l’attentato alla moschea forse è cosa nostra http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=977&parametro=esteri 
[1][3] Il Blog dei militari www.militari.info/dblog/articolo.asp?articolo=167 
[1][4] Movimento e Solidarietà www.movisol.org/./znews023.htm 
[1][5] Idem

 

 

 

 

American Gulag

 

Maurizio Blondet

 

03/03/2006

 

 

Michael Chertoff, Segretario della Homeland Security, Donald Rumsfeld e Bush durante una Task Force alla Casa Bianca

 

«Ultime notizie: il dipartimento Sicurezza del Patrio Suolo ha dato ordine di allestire campi di lavoro per civili e campi di concentramento sotto controllo dell'Armata. Ciò in caso di emergenza nazionale, che renda  necessario internare i traditori che simpatizzano col nemico».
No, non è l'esordio di un romanzo fantapolitico orwelliano.
E' la realtà in corso in USA.
Il dipartimento è quello della Homeland Security.
Che a gennaio ha affidato la costruzione di un numero imprecisato di campi d'internamento, con un contratto da 385 milioni di dollari, alla Kellogg Brown & Root (KBR), la sussidiaria della Halliburton che specificamente si occupa della sicurezza e arruola mercenari (1).
I campi devono essere pronti per affrontare - secondo un laconico comunicato della ditta appaltatrice – «l'emergenza di un'ondata di immigrati in USA o come ausilio all'applicazione rapida di nuovi programmi» del governo.
Nuovi programmi?

 

 

Qualche giorno dopo, il 6 febbraio, il capo del dipartimento di Sicurezza della Patria (Homeland Security), l'israeliano-americano Michael Chertoff, ha stanziato sul bilancio statale del 2007 altri 400 milioni di dollari alla costruzione di «ulteriori 6.700 posti letto in detenzione».
Lo stanziamento è il quadruplo di quello dell'anno precedente.
Esso serve a dare attuazione a un piano chiamato «Endgame» e autorizzato nel 2003.
«Endgame», si legge in un rapporto di 49 pagine del dipartimento, non è che l'espansione delle «leggi sugli stranieri e la sedizione» (Alien and Sedition Acts) risalenti al 1798: interpretazione estensiva di tali leggi che consentono di concentrare «tutti gli elementi alieni da rimuovere», fra cui «immigranti economici clandestini, elementi alieni che hanno commesso atti criminali, richiedenti asilo di cui la legge esige la detenzione, o potenziali terroristi».
Tali campi cominceranno a funzionare in casi d'emergenza nazionale come «disastri naturali» e dopo il prossimo «grave» attentato terroristico in USA (2).
Nella pratica, si tratta di luoghi dove la democrazia americana si prepara a chiudere in massa detenuti contro cui non è stata elevata accusa formale; cittadini americani di origine musulmana (dopo l'auspicato «grave attentato») ed altri «sovversivi interni».

Che tra costoro siano compresi cittadini americani di pelle bianca, ma oppositori delle politiche del governo, lo ha detto esplicitamente il parlamentare Lindsey Graham: «l'amministrazione non ha solo il diritto, ma il dovere di perseguire quinte colonne; e non ha bisogno di un mandato per farlo».
Quinte colonne sono chiamati i gruppi sovversivi che, clandestinamente, affiancano il nemico all'interno del Paese.
Daniel Ellsberg, già assistente speciale alla Difesa, ha detto che si tratta dei «preparativi per una retata da condurre, dopo il nuovo 11 settembre, contro mediorientali, musulmani, e probabilmente dissidenti politici».
E' qualcosa che l'amministrazione USA sta già facendo su piccola scala: i maschi islamici che immigrano sono soggetti ad una «registrazione speciale» che contempla un periodo di detenzione.
Per applicare su vasta scala le metodiche extralegali già applicate a Guantanamo e a Abu Ghraib, manca solo un particolare: la dichiarazione di legge marziale.

 

 

Essa verrà dichiarata dopo l'immancabile «nuovo 11 settembre», grazie a cui l'Amministrazione assumerà i pieni poteri in nome dell'emergenza nazionale.
Tra l'altro, quel giorno andrà in vigore il «Pentagon's civilian Inmate Labor Program»: un vecchio programma oggi rinfrescato e revisionato per servire «da modello ad accordi tra l'esercito e gli apparati correzionali per l'uso del lavoro dei prigionieri civili nelle installazioni militari»: insomma il lavoro forzato sotto il controllo delle forze armate.
Le quali gestiranno di fatto i lager.
Infatti, sono già approntati gli strumenti legali che annullano i principi di diritto americani (i cosiddetti Posse Comitatus Acts) i quali vietano l'uso dell'esercito all'interno del Paese, contro i cittadini.
Così, i modi d'azione dell'Amministrazione dopo e a causa dell'11 settembre si configurano per quello che sono: un colpo di Stato, completo di legge marziale e lager.

 

 

Sono presenti tutti i caratteri di un potere criminale che la «più grande democrazia dell'Occidente» ha condannato nel Terzo Reich: il potere dell'esecutivo senza controllo in nome della difesa del Suolo Patrio («Homeland» corrisponde precisamente al tedesco Heimat), i campi d'internamento per nemici interni a lavoro forzato, l'uso ammesso della tortura, il controllo della popolazione attraverso la propaganda e il terrore (dei «terroristi islamici») e l'aggressiva pulsione unilaterale all'espansione militare.
E inoltre lo sfondo razzista: chi ha la faccia da arabo è soggetto ad autorizzazioni speciali che non distano molto dalla nota stella gialla obbligatoria, e passibile di detenzione senza capo d'accusa.
Con qualche cosa di peggiore: che questo stato sinistro in via di perfezionamento viene applaudito non solo dagli americani, ma anche da cattolici italiani come necessaria difesa contro l'aggressione islamica.

 

 

Tanti lettori cattolici continuano a rimproverarmi di condonare le uccisioni di «cristiani» nei Paesi islamici.
Un giorno spero di avere il tempo per riferire delle persecuzioni anti-cristiane in corso nella «mistica» India indù e nei paesi buddhisti: per ora, faccio notare che su questi fatti non c'è allarme, perché non ci sono notizie ingigantite a scopi di propaganda.
Nel napoletano, la camorra e la microcriminalità ammazzano annualmente molti più italiani di quanti ne abbiano mai ucciso i terroristi islamici: ma l'allarme manca su questa emergenza nazionale vergognosa, mentre è acutissimo per un'emergenza in qualche modo immaginaria.
Vorrei che questi lettori esaminassero in sé il cambiamento avvenuto, nelle loro coscienze.
Solo cinque anni fa, ogni obiezione contro l'immigrazione clandestina mussulmana veniva bollata, negli ambienti cattolici, come «egoismo» e «mancanza di solidarietà».
Oggi, nei cuori spaventati delle buone pecorelle, l'immigrazione islamica già si fonde nel vago e indefinito pericolo del «terrorismo islamico».

 

 

L'immigrazione è un problema reale (un problema di integrazione difficile); il terrorismo è tutt'altro problema: sarebbe necessario tenerli distinti, con mente lucida: invece, si fondono nelle coscienze allarmate.
Cinque anni fa era vietato deridere le minoranze etniche e insultare la loro fede: ora è permesso e molti, finalmente, obbediscono all'impulso di odiare i diversi; molti cattolici plaudono alla Fallaci, che dà voce al loro odio, che non si può chiamare se non in un modo: razziale.
Giorno dopo giorno, si accetta la sospensione di garanzie che sono i principii della nostra civiltà, si dubita che gli USA torturino e mantengano carceri segrete (o segretamente li si approva). Credete sia un fenomeno nuovo?
E'precisamente ciò che giorno dopo giorno accettarono i civilissimi cittadini tedeschi, perché la patria era messa in pericolo da nemici interni ed esterni.
Anche Hitler era impegnato in uno scontro di civiltà.
Ora, tutto ciò ritorna.

La stessa complicità delle coscienze col male; anzi peggiore, perché chi si lascia sedurre una seconda volta non ha scuse.
Propaganda e allarme diffuso preparano tutto di nuovo.
Fino a quando?
Lancio un'ipotesi: i campi di concentramento americani cominceranno ad essere riempiti in seguito a un evento spettacolare e traumatico, il cui scopo sarà di prorogare il mandato presidenziale di Bush: non più elezioni, perché la patria è sotto attacco e il Comandante in Capo non si cambia. Allora si comincerà a capire?
Qualcuno forse, troppo tardi.
I più applaudiranno ancora di più.

Maurizio Blondet

 


Note
1) Paul J. Watson, «Gulags for american citizens in final planning stage», PrisonPlanet, 1 marzo 2006.
2) Per gli Usa non si tratta di una novità assoluta. All'inizio della seconda guerra mondiale furono chiusi in campi di concentramento decine di migliaia di cittadini americani di discendenza giapponese. E l'attuale preparazione è lo sviluppo di un piano chiamato Rex-84 (Readiness Exercise 1984): un'esercitazione militare che prevedeva da parte della FEMA (la protezione civile americana) il rapido internamento di 400 mila persone nell'eventualità di «movimenti incontrollati di popolazione» al confine col Messico, ma anche «disordini civili, scioperi e manifestazioni di massa». Ad organizzare tale piano fu il colonnello Oliver North, allora coordinatore dell'anti-terrorismo (1983-86) e poi direttore degli Affari Politico-Militari. In seguito North fu dimesso da Reagan per il suo coinvolgimento nelle operazioni illegali a sostegno dei Contras in Nicaragua. Interrogato dalla Commissione d'inchiesta, North ammise di aver mentito al Congresso, e difese le sue attività non autorizzate con questo argomento: un patriota deve sapere ignorare le leggi, se impediscono un'efficace difesa della patria. Allora apparve chiaro che North era solo la faccia visibile di circoli militari molto politicizzati che nutrivano intenti golpisti. Ora questi circoli hanno il potere legale in USA.

 

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Il regresso fa progressi

 

Maurizio Blondet

 

03/03/2006

 

 

Il medico scozzese James Lind che nel 1746 scopri' la cura per lo scorbuto provocato dalla mancanza di vitamina C

 

 

James Simpson, che esercitava la chirurgia ad Edimburgo in età napoleonica, scrisse che un paziente entrando all'ospedale «era esposto al rischio di morte più del soldato inglese sul campo di Waterloo».
Le infezioni ospedaliere facevano strage.
Nella memoria dei vecchi, nell'Italia che conobbi da bambino, ancora la prospettiva di «finire all'ospedale» faceva paura: era il destino dei miserabili e delle donne perdute senza famiglia, l'ultimo gradino della miseria, il più prossimo alla morte disperata.
Poi, l'Occidente ha risalito quella china.
E' stata una dura fatica.
Il dottor Ignaz Semmelweis (1818-1865) ridusse drammaticamente le morti di febbre puerperale nel suo reparto di Vienna, obbligando tutti gli studenti di medicina in tirocinio a lavarsi le mani.
Erano loro, erano i medici che nel visitare le donne incinte (povere, spesso prostitute: solo loro «finivano all'ospedale») provocavano l'orrenda infezione.
Le donne morivano di setticemia generale.

 

 

Come si sa - Louis Ferdinand Céline lo scrisse nel suo modo inimitabile - per questa scoperta benefica Semmelweiss fu non osteggiato, ma perseguitato: i luminari ignoranti (e dalle mani sporche) si avventarono su di lui come cani idrofobi, lo portarono al delirio.
Positivamente vietarono che ci si lavasse le mani; lasciarono morire le donne a percentuali del 60-70 %.
Solo con Joseph Lister (1827-1912) fu resa obbligatoria la pratica di lavarsi le mani con acido fenico (listerina) prima di un intervento chirurgico.
Antibatterici, sulfamidici, antibiotici hanno fatto sparire il pericolo.
Oggi, «finire all'ospedale» non è una sciagura, ma la procedura standard.
Le semplici norme dell'igiene sono diventate sapere comune.
Milioni di pazienti ogni giorno vengono non solo operati, ma esaminati in ospedale, dove sono le macchine diagnostiche.
E lo spettro che Semmelweiss sconfisse è tornato.
Non è solo che l'abuso di antibiotici ha fatto nascere generazioni di batteri resistenti, che covano negli ambienti settici ospedalieri.

 

 

Da un mese la British Medical Association ha raccomandato ai medici ospedalieri di lavorare senza cravatta: l'accessorio, «lavato di rado», è «colonizzato da patogeni».
I televisori che gli ospedali britannici forniscono a noleggio ai pazienti vengono restituiti regolarmente contaminati da MRSA, lo stafilococco resistente agli antibiotici (1).
L'Imperial College di Londra ha avuto l'idea di mobilitare i suoi studenti di medicina per una insolita indagine: dovevano osservare e annotare, senza parere, se e con quale frequenza i medici e le infermiere negli ospedali osservavano la routine del lavaggio delle mani.
Hanno scoperto che «la grande maggioranza» non lo faceva.
E non per ignoranza: semplicemente per incuria e attutito senso di responsabilità.
Anche i dottori vivono nella convinzione che, nonostante l'inefficacia crescente degli antibiotici e la crescita delle malattie nosocomiali (prese in ospedale), le infezioni non sono più un problema.
E naturalmente, questa certezza avvolge i visitatori e i parenti, che entrano negli ospedali con borse della spesa e si siedono sui letti: pratiche che, ormai, non sono più innocue.
E' uno dei segni di come la civiltà occidentale stia degradando inavvertitamente, e in qualche modo per mancanza di manutenzione.

La civiltà occidentale è un artefatto complesso e fine, costruito nei secoli con sforzi ed errori, e spesso sangue e morte, da generazioni di nostri antenati coraggiosi e dedicati.
La gente post-moderna, che gode dei frutti della civiltà, ignora completamente quanto fu difficile questo sforzo.
Anzi, quanto «improbabili», rare e irripetibili le scoperte che ci rendono facile la vita.
Il 6 settembre 1522 la «Victoria» - una caravella assai malridotta - entrò nell'estuario del Guadalquivir.
Aveva a bordo 22 uomini: quel che restava dei 260 degli equipaggi delle cinque navi di Magellano, che aveva circumnavigato la terra.
Quei 22 apparivano come spettri: avevano perso i denti dalle gengive gonfie, la pelle enfiata si staccava dalle ossa.
Colpiti da una debolezza mortale, erano coperti di piaghe sanguinanti: vecchie ferite e tagli s'erano riaperti e non rimarginavano.
Avevano lo scorbuto.

 

 

Magellano era morto combattendo contro gli abitanti di un'isola del Pacifico; ma gran parte dei suoi uomini erano stati uccisi dalla privazione di vitamina C, dovuta alla mancanza di frutta e verdura nelle razioni.
Lo scorbuto abitò le navi europee per secoli.
Eppure, Vasco da Gama aveva scritto nel suo diario di bordo, nel 1498, di come mercanti arabi in navigazione avessero offerto, ai suoi uomini colpiti dal male misterioso, degli agrumi; e ne aveva osservato la rapida, miracolosa guarigione.
Non riuscì a collegare la causa con l'effetto.
Nel suo diario, Magellano si stupisce che solo lui e gli ufficiali scampassero al male: senza intuire che la salvezza selettiva era dovuta ad una scorta di confetture, il «diacitron» di cedro, la «carne de membrillo» di cotogne, riservata agli alti gradi.
Lo scorbuto continuò a falciare le ciurme oceaniche per due altri secoli.

 

 

Solo nel 1746 un medico di bordo scozzese, James Lind, sottoponendo a diete diverse una quantità di marinai ammalati - forse il primo test clinico - riferì che quelli cui aveva somministrato arance e limoni «tornavano atti al servizio entro sei giorni».
E tuttavia, anche Lind fu ostacolato, attivamente combattuto.
Soltanto dal 1795 la marina britannica dispose che una razione quotidiana di succo di limone fosse data ai suoi equipaggi.
L'acido ascorbico, la vitamina C, fu isolato e poi sintetizzato nel 1932.
Un'enorme, tragica fatica è stata la civiltà: una fatica di Sisifo.
Osservare e comprendere non è un dono spontaneo: ha richiesto la lenta formazione di un'attitudine e di un metodo.
E inoltre occorse una lotta tenace e incessante contro l'insufficienza della ragione umana, e contro il troppo umano impulso alla cecità militante, all'oscurantismo attivo - e spesso i più attivi erano i «luminari» dell'epoca.

 

 

Parte gravosa di questo impulso è la tendenza dei più a temere ciò che non va temuto, e a sottovalutare invece i rischi presenti ed evidenti: come accade oggi ai medici che non si lavano le mani, e non solo a loro.
L'Occidente ha fatto la civiltà moderna tesaurizzando scoperte e trasmettendole alle generazioni prossime.
Questa trasmissione è l'essenza di ciò che si chiama «tradizione», dal latino «tradere», consegnare: la consegna del sapere passato ai figli, perché non debbano tornare da capo a ripercorre le orme sanguinose dei padri-Sisifo.
Come noto, la tradizione - ogni tradizione - è derisa: da tre secoli in Occidente il «progressismo» consiste nell'abbattere e cancellare tradizioni.
Così i progressisti non trasmettono più il progresso.
Così degrada la civiltà occidentale.

Maurizio Blondet

 


Note
1)
Daniel Sokol, «Physician, wash ty hands», International Herald Tribune, 2 marzo 2006.

 

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Calderoli e la tradizione di Carl Schmitt
Paolo Raimondi - 3/03/2006
Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidarietà
http://www.movisol.org/znews041.htm

 

1 marzo – Il gesto insulso e provocatorio dell'ex ministro Roberto Calderoli che ha mostrato in TV la maglietta con la vignetta contro l'Islam è indubbiamente un atto grave e consapevole di chi desidera prendere attivamente parte nella strategia dello “scontro di civiltà”. Ma dobbiamo chiedere: da dove viene e che cosa rappresenta questo atto? È necessario e politicamente molto urgente capire se esso proviene da quello che si chiama “paradigma culturale”, cioè un insieme di credenze, di spezzoni di ideologie e di tendenze culturali che precisi gruppi di potere hanno elaborato e imposto in settori della società italiana e internazionale. Di fatto i promotori dello scontro di civiltà in Occidente così come in Oriente – una falsa contrapposizione tanto cara a chi nella storia ha sempre sognato la guerra – si rifanno a idee vecchie, che nel secolo passato sono state ad esempio propagandate da ideologi e filosofi del nazionalsocialismo, come Carl Schmitt. Egli non fu solo un accademico del nazismo ma il giurista numero uno di Hitler che elaborò tutte le giustificazioni giuridiche per dare pieni poteri dittatoriali al fuhrer allo scopo di andare in guerra. Il punto centrale, apparentemente banale, ma terribilmente criminale dell'ideologia schmittiana è la divisione del mondo e della società umana in “amici e nemici”. E i nemici debbono essere sconfitti e schiacciati con ogni mezzo, anche con la guerra. In altre parole, oltre le innumerevoli discussioni e argomentazioni e miliardi di pagine scritte che possono raccogliere tutti i possibili argomenti, la domanda essenziale che essi pongono è: sei con noi o contro di noi? Schierati! È la guerra!

 

Dopo il 1945 il Tribunale di Norimberga condannò i gerarchi e gli aguzzini ma si dimenticò di portare alla sbarra e condannare gli ideologi, i filosofi e altri “pensatori” che del nazional socialismo furono i garanti intellettuali, come Carl Schmitt e il filosofo Martin Heidegger. Né fu condannato il banchiere del Reich, Hjalmar Schacht. In seguito tutti e tre sono stati ufficialmente rivalutati e riproposti nelle università e nei centri studi in molte parti del mondo, cominciando dagli Stati Uniti. In America Schmitt e Heidegger sono diventati progressivamente la base delle teorie e dei programmi dei neoconservatori. All'Università di Chicago Leo Strauss è stato uno dei maestri principali del gruppo di potere di Cheney-Wolfowitz-Ledeen e tutti gli altri neocon che agitano la “guerra infinita” (poi diventata “preventiva”) e lo scontro di civiltà. 
Strauss, un protetto di Carl Schmitt, aveva dovuto lasciare la Germania nel 1933 per l'avvento delle leggi razziali e, riparatosi negli USA, non ha mai tradito il maestro, anzi lo ha “onorato” forgiando la nuova leadership della “rivoluzione neoconservatrice”.

 

In Italia è stato il professor Gianfranco Miglio, il vero ideologo e fondatore della Lega Nord, a rivalutare e riproporre le tesi politiche di Schmitt, ignorando bellamente il ruolo centrale da lui giocato nel 1933 nel consolidamento del potere nelle mani di Hitler. Miglio può vantare un intenso scambio epistolare direttamente con Schmitt nel periodo del dopoguerra che lo ha portato a pubblicare per la casa editrice Il Mulino nel 1972 scritti di Schmitt “Le categorie del 'politico' ”, rivalutando la contrapposizione amico-nemico e l'idea schmittiana dello “stato d'eccezione” come concetto generale della dottrina dello stato, argomenti oggettivamente coerenti con una logica autoritaria. Con la fine dei due blocchi e l'avvento della globalizzazione, Miglio poi si vantò di essere andato oltre Schmitt, passando dalla centralità e dall'autoritarismo dello stato ad un federalismo neofeudale, ispirato al libertarismo (neoconservatore) di stampo americano.
Con un tale maestro, primo attore del cambiamento del paradigma culturale, non ci sarà da stupirsi di uno o più Calderoli. E non bisogna stupirsi nemmeno delle dichiarazione del Presidente del Senato Marcello Pera, anche lui sostenitore delle idee di Schmitt e di Leo Strauss e politicamente e ideologicamente alleato dei neoconservatori di Cheney. Ricordiamo quando nel 2004 in occasione della firma del Trattato Europeo a Roma lanciò sulle pagine del quotidiano tedesco Frankfurt Allgemeine Zeitung l'attacco contro l'Europa che ha paura di parlare di guerra. Percepisco, diceva Pera, una “sindrome di Monaco, una mentalità dell'appeasement”, e aggiungeva, “è singolare evitare il termine guerra quando i terroristi e la propaganda promossa dagli ambienti islamici non mancano un'occasione per parlare di «guerra santa». È evidente che una guerra c'è. In Europa c'è una reticenza culturale a parlare di guerra”.

 

Paolo Raimondi
Presidente Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidarietà

 

SCHEDE

 

Carl Schmitt (1888-1985) è stato il “giurista principe” del nazionalsocialismo. Dopo l'incendio del Reichstag, il parlamento tedesco di Berlino, in realtà fatto dalle reti di Goering, elaborò le giustificazioni teorico-legali per le leggi di emergenza, le Notverordnungen, che diedero pieni poteri dittatoriali a Hitler. Fu un processo velocissimo: 27 febbraio 1933 l 'incendio del Reichstag; 28 febbraio Hitler strumentalizzò l'articolo 48 della Costituzione per sospendere i diritti dei suoi oppositori bollandoli come terroristi; 23 marzo il parlamento terrorizzato legittimò la dittatura di Hitler. Nel 1930-32 Schmitt era stato collaboratore dei governi autoritari di Bruening e di von Papen. Ha scritto molti libri per presentare i tre temi chiave della sua teoria e pratica autoritaria e dittatoriale: 1) fuehrerprinzip, il capo di Stato carismatico è e crea la legge; 2) “stato di eccezione”, o di emergenza, che determina la vita e i rapporti dello stato; 3) un mondo dominato dal conflitto tra “amici e nemici”. Promosse la carriera dell'ideologo dei neocon Leo Strauss tra l'altro fornendogli una raccomandazione per una borsa di studio della Rockefeller Foundation quando si trasferì negli USA. Nel dopo guerra si è cercato di occultare il suo ruolo centrale nel nazionalsocialismo presentandolo come una “vittima accademica” ma di grande valore intellettuale. Gli amici di Cheney e Bush lo usano per giustifare l'idea di “unitary executive”, la nuova formula per i loro progetti autoritari e di violazioni dei diritti civili e della Costituzione americana.

 

Martin Heidegger (1889-1976), filosofo tedesco noto come il fondatore dell'esistenzialismo. Entusiasta di Hitler e del nazionalsocialismo, all'inizio del 1933 invita Schmitt a prendere insieme a lui la tessera del partito. Diventa rettore dell'Università di Friburgo: le sue lezioni e i suoi discorsi sono apertamente apologetici del fuehrer e della dittatura. È una delle figure centrali nel revival del nihilismo e della pazzia irrazionale di Friedrich Nietzsche. Insegnante e protettore di Leo Strauss. Dopo la guerra gli fu interdetto l'insegnamento nelle università tedesche in quanto ritenuto ancora pericoloso per la formazione dei giovani studenti. A partire dagli anni cinquanta è stato rivalutato come grande pensatore, anche lui solamente un po' confuso da Hitler, che lo indusse a qualche piccolo “errore di gioventù”. Avrà anche una certa influenza tra i promotori politici e intellettuali di quella parte della cosiddetta “nuova sinistra” sessantottina mobilitata per la distruzione dell'idea di stato.

 

Hjalmar Schacht (1877-1970), il banchiere del nazionalsocialismo, prima e dopo la presa del potere di Hitler. Prima del 1933, come governatore della Reichbank, la banca centrale tedesca, mantiene i contatti con la City di Londra e le banche di Wall Street, tessendo elogi per un futuro ruolo di “stabilità” sociale di Hitler. Organizza il sostegno finanziario, anche a livello internazionale, per Hitler. Poi dal 17 marzo 1933 al 1939 guida la Reichbank. È ministro dell'economia nazionalsocialista dal 1934 al 1937. Nel 1935 è anche plenipotenziario per l'Economia di Guerra. È stato tra i promotori e fondatori della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, la grande loggia delle banche centrali sganciate dai governi e dai parlamenti. “Politica schachtiana” è sinonimo di austerità brutale sui salari e sui bilanci dello stato. I neocon americani, come Irving Kristol, si sono ispirati a lui e alle sue politiche per promuovere la “rivoluzione neoconservatrice” e un liberismo economico senza stato sociale e senza regole

 

 
Scontro di civiltà. Spuntano nuovi video della vergogna!
Marcello Pamio 2/3/2006

 

Poteva in un momento come questo non spuntare fuori un nuovo filmato su violenze contro un musulmano?
No, non poteva, e infatti, la CNN del caso è un semplicissimo videofonino che ha ripreso il pestaggio di un marocchino ubriaco da parte delle forze dell’ordine dei carabinieri.

 

 
Si può comprendere tutto, dallo stress psicofisico di un lavoro molto rischioso, dal pericolo giornaliero che un carabiniere corre, ai personaggi poco raccomandabili che incontrano, ma l’atto violento in sé, non si può giustificare in nessun modo: manganellate, pugni, ginocchiate, come nella migliore tradizione statunitense. Addirittura si vede un militare, di circa 120 chili, saltare di peso sullo stomaco del disgraziato per terra…
Ma non è di questo che voglio parlare, anche se rientra a pieno titolo nella strategia dello “scontro di civiltà”.

 

Questo accadimento, sul quale mi auguro gli organi inquirenti faranno il loro compito, è avvenuto domenica 19 febbraio 2006 a Sassuolo, verso le ore 10 di mattina. Le riprese effettuate dal telefonino di un marocchino che ha assistito alla scena, vengono consegnate all’associazione Giovani musulmani d’Italia con sede a Sassuolo, e dopo averlo pubblicato nel sito si decidono di portarlo alla Digos della Questura di Reggio Emilia. Per una settimana la notizia rimane nascosta nei meandri regionali ( La Gazzetta di Modena & C.), per poi finire nei canali mediatici nazionali: Kataweb, Repubblica on-line e i vari tiggì nazionali, tra cui il Tg5 di Rossella.

 

Qualcuno plaude la scelta coraggiosa dei direttori di trasmettere il filmato, e qualcuno accusa invece la Rai di stato di non aver dato ampio risalto all’accaduto. A parte il fatto che non è corretto parlare di coraggio ma, in questo caso, di propaganda; la cosa certa è che in un periodo come questo, esaltare e fomentare ulteriormente l’odio tra musulmani e occidente è molto pericoloso e va valutato con ponderazione. 
Lo “scontro di civiltà”, ideato dal professor della Princeton University Bernard Lewis e portato avanti da Samuel Huntington della Harvard University, non ha mai raggiunto vette così alte, come in questo momento storico, e basta analizzare attentamente ciò che sta accadendo per rendersene conto.
Senza andare troppo indietro nel tempo, vediamo cos’è accaduto negli ultimi tre mesi.

 

Stabiliamo come punto di partenza la pubblicazione il 30 settembre 2005 delle dodici vignette da parte di un quotidiano neocon danese (collegato con i personaggi di estrema destra statunitensi), e rilanciate dai media (compiacenti al Sistema) dopo oltre tre mesi, proprio quando - guarda caso - l’Iran viene deferito al Consiglio di Sicurezza per l’idiozia delle armi nucleari, e Hamas stravince le elezioni in Palestina
Qui da noi l’ex ministro Calderoli scatena un putiferio, trascinatosi pure in Libia, andando in giro per mamma-Rai con una maglietta in cui erano stampate le vignette su Maometto. Mentre la seconda carica dello stato, Marcello Pera, sottoscrive un manifesto che porta - secondo Bertinotti - «al conflitto tra civiltà».
[1][1]
D’altronde il Presidente del Senato non è estraneo a simili uscite, estremamente strumentali. Ricordiamo le sue sparate sul multiculturalismo che «genera apartheid, risentimenti e terroristi di seconda generazione», per non parlare dell’apertura all’immigrazione in Europa che ci farebbe diventare «meticci» (leggi articolo)

 

“Il Movimento Internazionale per i Diritti civili” spiega per filo e per segno come «la recente crociata lanciata dal presidente del Senato Marcello Pera in presunta difesa dei valori occidentali, che solca le acque mosse dalla provocazione del leghista Calderoli, si inquadra in una campagna islamofobica paneuropea che è stata messa a punto da Bernard Lewis, professore della Princeton University. Lewis, nato in Inghilterra è un prodotto dell'Arab Bureau ed è uno dei massimi controllori di Benjamin Nethanyahu, di cui è stato consigliere anche ufficialmente»
Questo Bernard Lewis è stato spesso ospitato come relatore dalla fondazione presieduta da Pera, assieme anche a Daniel Pipes un esperto di islamofobia nonché dichiarato antiarabo.
Tutto questo bailamme, ha ridestato perfino l’arzilla Fallaci, che afferma di voler preparare pure lei delle vignette islamofobiche…

 

In Iraq salta in aria il secondo luogo più sacro dei musulmani sciiti, la moschea Dorata di Samarra, per opera di un misterioso “commando in mimetica”. E «non c'è bisogno di essere complottisti per capire che i sospetti possono essere molti, e non solo i sunniti. Come si sa, tempo fa dei militari britannici sono stati arrestati [a Bassora] travestiti in abiti arabi, mentre giravano su un'auto armati»[2][2]  lo afferma Ray McGovern, ex analista della CIA!
Naturalmente la colpa è dei sunniti, e questo ha provocato centinaia di morti in scontri e instaurato un regime di terrore – con tanto di coprifuoco – in un paese già devastato dal genocidio anglo-americano.
Non vedete in tutto questo la mano di una entità superiore che sta spingendo allo scontro? Un’unica oscura mano che spingendo un po’ di là e un po’ di qua sta facendo il bello e cattivo tempo?
In tutto questo a fomentare l’odio, la rabbia, la paura ci pensano pure le truppe statunitensi d’invasione in Iraq che passano le loro giornate sparando di giorno dalle camionette, contro tutto quello che si muove. Una vera e propria “battuta di caccia” con tanto di punteggio: “10 punti per le jeep, i camion, 20 per le auto normali, e ben 50 per le utilitarie”.

 


Clicca sull’immagine per vedere il filmato 

 

Se non ci credete guardatevi il filmato qui sopra (cliccando sull’immagine) e potrete osservare come questi criminali al soldo degli eserciti, sparano senza ritegno e umanità contro civili in macchina, in furgone, in camion, provocando incidenti stradali e moltissimi morti. Ma per loro è un gioco, un gioco che sicuramente qualcuno gli ha detto e/o permesso di fare: il deleterio gioco del Terrore!
Questi zuzzurelloni sarebbero un gruppo di contractors americani della AEGIS
[3][3] (i civili delle ditte collegate all’industria bellica e/o petrolifera).
Come ho già detto: stiamo assistendo al più deleterio e pericoloso scontro di civiltà voluto e fomentato dai Poteri forti, e quello che manca è proprio un attentato, in stile 11 settembre, in Europa.
Lo dicono gli esperti americani del Center for Transatlantic Studies della John Hopkins University, riunitisi in Germania il 31 gennaio scorso. Noi, secondo tali esperti, viviamo nella «devastante convinzione che l’Europa sia in qualche modo immune da grandi attacchi terroristici»
[4][4]. Atteggiamento che cambierà, sempre secondo loro, quando ci troveremo di fronte un mega-attentato, che «non è questione di se, ma di quando»[5][5]
In questi giorni il nostro Premier si trova proprio negli Stati Uniti: semplice propaganda pre-elettorale o c’è dell’altro…? 
Stranamente sempre più fenomeni islamofobici ci stanno toccando molto da vicino, e non vorrei che qualcuno - in alto - avesse scelto l’Italia come bersaglio…

 

 
I veri polli siamo noi
Dr. Claudia Benfatti – tratto da Nexus ed. italiana nr. 59

 

Intorno ad un virus che alberga da sempre nell'organismo dei volatili, l'H5N1, si è costruito in pochi mesi un allarme planetario, un'emergenza che l'Europa affronta investendo milioni di euro per fare incetta di farmaci e prenotando vaccini che ancora non esistono e per la quale George Bush negli Stati Uniti spenderà 7 miliardi di dollari e dispiegherà l'esercito. A questo punto è utile cercare di capire il contesto in cui questa ennesima 'emergenza' si è diffusa gettando nel panico intere popolazioni e per far questo è altresì utile fare il punto sugli avvenimenti che hanno preceduto il momento attuale. Conoscere le premesse, aiuta sempre a leggere con occhi diversi il presente in cui si è calati.

 

Nel 2002, tutti si ricorderanno, scoppia il caso 'antrace': il bacillo del carbonchio, che provoca appunto l'antrace, diventa una minaccia globale in seguito alla caduta delle Torri Gemelle a New York e alla guerra preventiva al terrorismo annunciata dagli Stati Uniti. Si diffonde in pochi mesi il panico in tutto il mondo, i media e i governi affermano che chiunque, in qualunque momento, avrebbe potuto seminare la famosa 'polverina bianca' infetta provocando la morte di milioni di persone. Negli Usa tutti i militari vengono obbligati a ricevere il vaccino antiantrace, farmaco sperimentale dai pesantissimi effetti collaterali e prodotto dalla Bioshield, azienda nella quale esponenti del governo americano hanno partecipazioni; nel resto del mondo si fa incetta di vaccini che nessuno poi ha mai utilizzato, ci si assicurano quantitativi enormi di Cipro, un antibiotico prodotto in esclusiva dalla Bayer, che, grazie a vendite stratosferiche di questo farmaco, risolleva le sue sorti economiche e finanziarie ed evita il tracollo facendo lievitare le proprie quotazioni in borsa (1). Per mesi e mesi in Italia le città vengono sconvolte da allarmi e quarantene ogni qualvolta qualcuno vede fuoriuscire polverina bianca da un pacco, da una busta o da un contenitore.

 

Dopo qualche mese, e siamo tra il 2002 e il 2003, si scatena l'allarme sul vaiolo, malattia ormai eradicata che, però, governi e media affermano, potrebbe essere disseminata in qualunque momento da terroristi senza scrupoli che vogliono provocare stragi. Il panico si alimenta dei messaggi allarmistici, la gente fa la fila fuori dalle farmacie per chiedere di acquistare il vaccino antivaioloso, prodotto ormai non più in vendita, ma di cui l'allora ministro della sanità Girolamo Sirchia si affretta a fare incetta usufruendo del fatto che nel frattempo le ditte farmaceutiche avevano ripreso la produzione per soddisfare anche le richieste che provenivano da altre parti. Si rimpinguano le scorte, anche se nessuno dice che, se veramente la minaccia fosse rappresentata, come si dice, da un ipotetico virus geneticamente modificato dai terroristi, il vaccino conosciuto non servirebbe a nulla. Quando si chiudono i capitoli di spesa e si verifica che tutti abbiano avuto la loro parte, l'allarme cessa di colpo. I media non parlano più di antrace o vaiolo, i governi dimenticano di essersi preoccupati e passano ad altro, la gente oggi fatica persino a ricordare che cosa sia l'antrace.
Tra il 2003 e il 2004 l 'attenzione si sposta sull'allarme successivo: la Sars. Ogni giorno, mille volte al giorno, sugli schermi televisivi e nelle fotografie sui giornali vengono proposte immagini di persone protette da mascherine, gli esperti consigliano persino di pigiare i pulsanti dell'ascensore solo dopo avere indossato i guanti e si comincia a parlare di una nuova "geniale" ipotesi: la temuta pandemia influenzale, cioè un micidiale virus che nessuno sa quando arriverà nè cosa potrà mai essere, ma che certamente prima o poi farà la sua comparsa e farà milioni di morti. L'ipotesi è geniale perchè in grado di gettare nel panico, nella psicosi, nell'angoscia popolazioni intere senza che ci sia il bisogno di identificare e mostrare ciò che costituirebbe la minaccia. Non c'è nemmeno bisogno di identificare e mostrare un virus trovato e studiato, affermando che di quello si deve avere paura; no, è sufficiente affermare che prima o poi un virus che ancora non esiste arriverà e che sarà micidiale. Più semplice di così...

 

In quel frangente, si comincia ad affermare che i sintomi influenzali e la polmonite provocati da un nuovo coronavirus, individuato nel sud est asiatico, potrebbero essere uno dei primi segnali di questa pandemia influenzale che gli esperti si attendono. Al quadro clinico si dà il nome di Sars, un acronimo che passa di bocca in bocca e in poche settimane tiene banco persino nelle discussioni tra casalinghe. Gli esperti pongono al mondo e a se stessi questa domanda: sarà la Sars la terribile pandemia che attendiamo? Una volta individuato il presunto responsabile di quella che viene definita una nuova micidiale polmonite, il coronavirus asiatico, le ditte si buttano a capofitto nella ricerca e sperimentazione di un vaccino specifico, grazie ai fondi stanziati in anticipo da enti istituzionali e governi. Vengono passati al setaccio tutti coloro che starnutiscono dopo essere scesi da un volo aereo proveniente dalla Cina o da Hong Kong, gli Stati Uniti annunciano che useranno l'esercito per costringere la popolazione ad osservare le quarantene qualora necessario. Gli esperti, alla vigilia della vaccinazione contro l'influenza stagionale di quell'autunno, raccomandano caldamente di farsi somministrare il vaccino disponibile, perchè, anche se non c'entra nulla con il coronavirus della Sars e non copre da quella, è comunque utile "a prescindere". La gente si accalca nelle farmacie, si crea l'equivoco, la maggior parte della gente pensa che il vaccino contro la normale influenza sia una panacea contro i pericoli che incombono sul genere umano. Poi, ancora una volta, di colpo l'allarme cessa. Dopo un po' nessuno ne parla più, tutti dimenticano la Sars.

 

E arriviamo all'estate 2005. Nei primi mesi dell'anno l'accenno alla cosiddetta influenza aviaria fa una prima comparsa sui giornali, ogni tanto qualcuno ne parla, ma siamo ancora tra la fine dell'inverno e la primavera. Poi d'improvviso il martellamento mass-mediatico si fa dirompente, le pagine dei quotidiani si riempiono di fotografie di anatre, polli e pappagalli morti, ricompaiono le mascherine bianche e ricompare l'allarme pandemia. Nel 2005 non è più la Sars il candidato, ma diventa un virus che alberga da secoli nell'organismo dei volatili e che quindi è molto semplice da cercare e trovare esaminando i tessuti delle anatre, dei polli e degli uccelli: l'H5N1, che fa parte di una "famiglia" assai più vasta di virus dei polli, la maggior parte praticamente innocui per la specie umana. Nell'H5N1, individuato in alcuni polli negli allevamenti intensivi del sud est asiatico, si riconosce il nuovo nemico dell'umanità e il monito che si diffonde massicciamente è: "è in arrivo una tremenda pandemia, a causarla potrebbe essere il virus dell'influenza aviaria, e quando arriverà farà sicuramente milioni di morti". Durante l'estate e l'autunno 2005 si genera l'equivoco, voluto o meno: all'aviaria viene dato il nome di influenza, la gente si confonde, i medici non fanno molto per sanare il malinteso, ed esperti e governi finiscono, ancora una volta, per sollecitare tutta la popolazione a vaccinarsi in massa contro la normale influenza stagionale. Poi però proprio la Cochrane Vaccines Field (uno dei maggiori centri di ricerca a livello nazionale proprio sui vaccini), per bocca del portavoce in Italia Tom Jefferson, afferma: "Vaccinarsi contro l'influenza stagionale non serve assolutamente a nulla se si parla di aviaria. Anzi, dirò di più: il diffuso allarmismo è sospetto e assomiglia ad una colossale montatura" (2). E Jefferson, eliminando ogni ulteriore dubbio in proposito, afferma anche che, riguardo la normale influenza umana stagionale, "gli attuali vaccini antinfluenzali sono poco efficaci soprattutto sugli anziani e pressochè inutili sui bambini in tenera età" (3).

 

Cerchiamo allora di capire quanto c'è di vero in questo ennesimo allarme-pandemia. "Ci sono già state epidemie di influenza aviaria in passato tra i volatili, non è certo la prima volta che questo accade - spiega ancora Jefferson - e sono state tutte contenute con normali misure veterinarie. Questo gran baccano mi puzza di montatura". L'influenza sui polli, dovuta ai diversi virus della famiglia cui si fa riferimento oggi, è stata descritta già alla metà del 1800 e mai nessuno, fino ad oggi, si era mai sognato di addebitare ad essi una pandemia (cioè un'epidemia di dimensioni globali) che avrebbe riguardato gli esseri umani. Si pensi che solo a partire dal 1997 in Italia sono stati registrati sei momenti in cui diversi virus aviari hanno colpito gli allevamenti di varie regioni (4); eppure solo oggi uno di questi si è trasformato nel presunto nemico che tiene in scacco il mondo intero. L'Istituto Superiore di Sanità ha registrato negli anni passati vari focolai di virus aviari che hanno colpito polli, quaglie e tacchini in Veneto e pianura Padana: hanno nomi strani, H5N2, H7N1, H7N3. Tutto è sempre stato risolto con normali misure veterinarie, come si può fare con le malattie tipiche che affliggono, per esempio, cani e gatti. Fino a che c'era da occuparsi di antrace, di Sars, di influenza stagionale, di morbillo, i virus aviari rimanevano in un angolo, emarginati. Invece oggi, d'improvviso, sono balzati agli onori delle cronache e tra loro gli esperti ne hanno individuato uno, uno solo, particolarmente "cattivo": l'H5N1. Identificare un unico nemico significa naturalmente dare la possibilità a chi produce farmaci e vaccini di focalizzare energie, denaro e attenzione in un'unica, proficua direzione. E così è stato. In Italia il ministro Storace ha concordato con le ditte farmaceutiche il diritto di prelazione su 35 milioni di dosi di un vaccino che ancora non esiste (potrebbe venire prodotto solo se comparisse un virus pandemico, che oggi ancora non c'è) , stanziando 5 milioni e mezzo di euro; altri 50 milioni di euro sono stati stanziati per fare scorta di farmaco antivirale, poco efficace, ma estremamente redditizio per la Roche , che produce in esclusiva il Tamiflu, prescelto come unico antivirale da usare contro i virus aviari; presunti esperti di aviaria hanno invitato a metà ottobre l'Unione Europea a finanziare le ditte con 150 milioni di euro per sviluppare 'prototipi' di vaccino; negli States George W. Bush ha chiesto al congresso di sborsare 7 miliardi di dollari per acquistare farmaci, prenotare vaccini e mobilitare l'esercito.

 

Quindi, tutta l'attenzione è concentrata sull'H5N1, ma nessuno che spieghi che non è quello il virus cui si potrebbe mai attribuire una pandemia: il virus che tutti annunciano come imminente e pericoloso ancora non esiste. Infatti, poichè i virus dell'influenza aviaria esistono da secoli e sono praticamente innocui per l'uomo, per poter ipotizzare una potenziale diffusione epidemica da uomo a uomo di malattia virale, occorrerebbe attendere la comparsa di un nuovo virus, che ancora non esiste e che nessuno sa se mai esisterà e comparirà, nato dalla ricombinazione di un virus aviario, che potrebbe essere l'H5N1 come qualsiasi altro, con un virus dell'influenza stagionale o qualunque altro virus, come spiega chiaramente il dottor Ernesto Burgio, pediatra ed immunologo (5). E' evidente che è iniziata una schizofrenica caccia alle streghe sulla base di ipotesi-fantasma. Lo spiega bene anche Maria Rita Gismondo, direttore del laboratorio di microbiologia dell'ospedale Sacco di Milano (6): "Ci sta facendo paura un fantasma - dice - il virus di cui tutti hanno terrore semplicemente non esiste, così come non esiste il vaccino umano contro l'influenza aviaria. Non conoscendo il virus, poichè non c'è, non sappiamo nemmeno se i farmaci antivirali di cui tutti fanno scorta siano efficaci oppure no". E ancora, Emilio Bajetta, presidente dell'associazione italiana di oncologia medica: "Non c'è alcuna evidenza scientifica e concreta che si possa avverare nel breve periodo quella che viene annunciata come una pandemia" (7). Di fronte alle evidenze, lo stesso ministro Storace, quello che ha fatto scorta di vaccini e farmaci, è costretto ad ammettere: "c'è una psicosi immotivata, non c'è infatti nulla" (8).

 

Ma allora chi, quanti e dove sono quei morti che ogni tanto vengono citati dai giornali? Sono in tutto 60 persone negli ultimi 3 anni (su circa 6 miliardi di persone nel mondo) che, stando a strettissimo contatto con polli in allevamenti intensivi di 4 paesi del sud est asiatico senza la minima osservanza di principi di igiene, hanno contratto il 'vero' H5N1, cioè il virus aviario, incapace di generare epidemie di sorta, ma che dalla gallina può essere trasmesso all'uomo in condizioni di vita precarie, così come il carbonchio degli animali può passare all'uomo se si usano le pelli infette, così come alcuni virus di cani e gatti possono passare all'uomo se non vengono osservate banali norme igieniche. E sono secoli che, in quelle precarie condizioni igieniche, alcuni virus aviari passano dai volatili all'uomo. Ma quell'H5N1, non ricombinato e quindi non pandemico, non ha alta contagiosità e non può passare da uomo a uomo, condizione indispensabile affinchè si possa parlare di epidemia o pandemia.

 

Allora, bisognerebbe chiedersi quale sia la ragione per la quale, se la pandemia non esiste e nessuno sa nemmeno se e quando arriverà, il panico si sia già radicato in gran parte della popolazione. "Molte affermazioni allarmistiche - osserva il mensile Altroconsumo - sono emerse da un convegno sull'influenza tenutosi a Malta alla metà di settembre. Il convegno era sponsorizzato dalle aziende produttrici di vaccini antinfluenzali e di farmaci antivirali. Tra queste la Roche " (9). E le previsioni che hanno permesso di annunciare che "prima o poi una pandemia ci sarà" sono basate sulle considerazioni teoriche degli epidemiologi, che sostengono come "ogni 40 anni, più o meno, si dovrebbe verificare un'epidemia influenzale". Nessuno ha però fatto notare che l'epidemiologia è una scienza assai recente (esiste da appena qualche decennio) e che, quindi, ha potuto finora considerare periodi di tempo estremamente brevi, forse troppo per azzardare previsioni e stime sulle basi delle quali smuovere nazioni intere e incutere terrore nella popolazione mondiale. Inoltre, spiega sempre la dottoressa Gismondo, "la nostra popolazione non è più quella di 40 anni fa od 80 anni fa, è meglio nutrita e pulita, così come sono all'avanguardia i nostri mezzi di contenimento". Il direttore generale dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha detto: "Non si sa quando, ma una pandemia si verificherà. Manca solo una condizione alla realizzazione di questo evento: un virus in grado di trasmettersi rapidamente da uomo a uomo". Ebbene, secondo lo stesso principio, si potrebbe validamente affermare: "Non so quando, ma diventerò miliardario. Manca solo una condizione essenziale: che prima o poi scopra l'esistenza di un parente ricco che mi ha inserito nel suo testamento".

 

Ma non si è solo provocato un enorme allarme, lo si è anche fatto finalizzando gli sforzi. Infatti si è generato un totale equivoco tra la popolazione, che è stata sollecitata oltre misura, in nome della catastrofe imminente, a vaccinarsi contro la semplice influenza stagionale, con l'ovvio risultato che il vaccino antinfluenzale è andato a ruba. Procedere in questo modo potrebbe non essere innocuo. "Se c'è un'annata in cui il vaccino antinfluenzale non andrebbe consigliato è proprio quello in cui si teme la pandemia - spiega Ernesto Burgio - se è vero che uno dei rischi è che l'H5N1 si ricombini con i ceppi influenzali, che sono quelli da cui sono tratte le proteine usate per fabbricare vaccini, è facile capire che vaccinando in massa l'H5N1 potrebbe ricombinarsi proprio con il ceppo vaccinico acquisendone gli antigeni e rischiando di scatenare nel soggetto vaccinato un vero e proprio uragano citochinico. Se c'è una regola universalmente accettata è proprio quella secondo cui, in caso di allarme prepandemico o di pandemia dichiarata, la vaccinazione è una strategia inutile se non pericolosa". Da queste affermazioni possono discendere almeno tre ipotesi: 1) gli esperti hanno raccomandato il vaccino antinfluenzale perché tanto sono certi che la pandemia non ci sarà e quindi sanno di non mettere a rischio la popolazione; ma significherebbe che è tutto una grossa bufala; 2) Gli esperti temono la pandemia, non sanno che vaccinare in massa in questa fase è pericoloso e lo consigliano senza essere consapevoli delle conseguenze; ma allora c’è da chiedersi che razza di esperti siano; 3) gli esperti temono la pandemia, sanno che vaccinare in massa può essere pericoloso ma lo fanno comunque; questa pare una ipotesi troppo inquietante per essere considerata.

 

Altre riflessioni interessanti sono proposte da Vittorio Demicheli, della Cochrane Vaccines Field (10): “Le decisioni che riguardano la salute della popolazione, vaccinazioni comprese, comportano gravi responsabilità e non possono certo essere basate su ipotesi, opinioni o pressioni interessate. (…) Decidere di vaccinare un terzo della popolazione italiana con il vaccino antinfluenzale attuale è una scelta discutibile. (…) Le industrie poi hanno fatto questa proposta, autodefinita come ‘etica’: in caso di pandemia il vaccino sarà distribuito tra i vari Paesi in modo proporzionale alle quantità consumate ogni anno. In altri termini: chi vuole avere il vaccino deve impegnarsi subito a consumare, ogni anno e per sempre, almeno un terzo della quantità che sarebbe sufficiente per tutta la popolazione. Questa è la proposta cui il nostro Paese ha aderito inserendo, già nella circolare relativa alla campagna vaccinale 2005, l’obiettivo di vaccinare almeno il 33% della popolazione”. Una manovra che si fatica duramente a definire etica. Le ditte attuano una sorta di ricatto, cioè: Hai paura della pandemia e vuoi assicurarti una certa quantità del vaccino che semmai nascerà? Bene, allora impegnati subito, ora e per sempre, a vaccinare contro l’influenza chi più puoi e noi ti venderemo tanto vaccino antipandemico quanto vaccino antinfluenzale tu avrai nel frattempo somministrato, raggiungendo almeno un terzo della popolazione totale.

 

Eppure le ditte, anche se hanno ormai quasi totale mano libera, non sono ancora del tutto tranquille. Rimane infatti lo spettro delle cause che alcuni potrebbero intentare contro di loro se danneggiati dal vaccino (in Italia l’indennizzo lo paga lo Stato, ma negli Stati Uniti a sborsare sono direttamente le ditte farmaceutiche). Allora, ecco che nasce l’idea: lo scorso 7 ottobre il presidente Bush ha ricevuto alla Casa Bianca una delegazione di imprenditori farmaceutici e ricercatori impegnati nella produzione di vaccini per combattere i virus dei polli. Gli imprenditori gli hanno chiesto di ottenere l’assoluta immunità dalle cause legali che possono nascere per gli effetti collaterali dei vaccini (11). Detto e fatto. Già a novembre nasce il progetto di legge federale (la numero S. 1873) che punta a concedere alle ditte la totale protezione dalle cause legali in caso di danni dovuti a vaccini aviari somministrati agli americani. La legge ha un nome nobile, “Biodifesa, vaccino pandemico e sviluppo di farmaci”, ma in realtà nella sostanza impone agli americani di ricevere vaccinazioni contro una malattia che ancora non esiste (12) e li priva del diritto costituzionalmente garantito di adire in giudizio in caso di danno o morte. L’obiettivo della legge è anche quello di impedire ai cittadini di appellarsi al Freedom of Information Act e altre leggi simili per scoprire se il nuovo vaccino (quando sarà prodotto) sia efficace e sicuro e se qualcuno abbia manifestato reazioni avverse.

 

Ebbene, a fronte di tutto questo, i giornali continuano a raccontare soltanto che: a) saranno fatti accertamenti sulla carcassa di un gallo trovato morto in un villaggio dell’entroterra brasiliano. Tanti bambini muoiono di fame e miseria da quelle parti, ma il gallo….b) un pappagallo morto improvvisamente in Gran Bretagna ha gettato nel panico l’intera popolazione del Regno Unito; c) sono negativi i test su un tacchino morto sull’isola greca di Chios e su alcuni piccioni nel nord ovest dell’Ungheria; d) a Baghdad, dove da anni si bombarda anche l’aria e migliaia di persone innocenti sono morte e continuano a morire, si teme per alcuni uccelli morti in alcuni quartieri della capitale.
E quando Legambiente, parlando di virus aviari, attacca le condizioni pazzesche degli allevamenti intensivi di polli che favoriscono il deperimento dell’animale e dell’uomo che poi lo mangerà, la risposta arriva dal Comune di Vicenza, che in novembre ha emesso un’ordinanza con la quale obbliga tutti coloro che allevano polli in maniera rurale e naturale e tenere le bestie chiuse dentro un pollaio a tenuta stagna per evitare la eventuale contaminazione. E come non citare la decisione della Società Italiana di allergologia e immunologia pediatrica di avviare una ‘catena di Sant’Antonio’ con le e-mail per “raggiungere i genitori e convincerli dell’utilità della vaccinazione antinfluenzale sui figli” (13) o la dichiarazione del ministro Storace, secondo cui la vaccinazione antinfluenzale va consigliate “sia perché è una corazza, sia come abitudine psicologica” (14).

 

1) "Virus letali e terrorismo mediatico", Claudia Benatti. Ed. Macroedizioni, 2002
2) L'intervista a Tom Jefferson è contenuta nell'articolo "Aviaria: la pandemia che non c'è", curato da Claudia Benatti, dedicato all'influenza aviaria pubblicato sul numero di novembre della rivista Aam Terranuova (www.aamterranuova.it)
3) Tom Jefferson è co-autore di due studi pubblicati sulla prestigiosa rivista medica The Lancet sull'inefficacia dei vaccini antinfluenzali soprattutto su anziani e bambini, il primo pubblicato il 26 febbraio 2005, Vol. 365, pag. 773-780, il secondo l'1 ottobre 2005, Vol. 366, pag. 1165-1174
4) Epicentro, bollettino dell'Istituto Superiore di Sanità
www.epicentro.iss.it/focus/flu_aviaria/busani.asp
5) "Aviaria: la pandemia che non c'è", novembre 2005, Aam Terranuova
6) Ansa, Milano, 18 ottobre 2005
7) Ansa, Napoli, 20 ottobre 2005
8) Ansa, Roma, 22 ottobre 2005
9) "Influenza aviaria: una epidemia di disinformazione", Altroconsumo, 26 settembre 2005
10) “Vaccinazione e pandemia” di Vittorio Demichel, Cochrane Collaboration Vaccines Field, pubblicato su Epicentro, bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità
www.epicentro.iss.it/discussioni/pandemia/demicheli.asp
11) Ansa, Washington, 7 ottobre 2005
12) Un bell’articolo in proposito è stato pubblicato sul giornale americano NiagaraFallsReporter l’1 novembre 2005 a firma di John Hanchette
www.niagarafallsreporter.com/hanchette179.html
13) Ansa, Roma, 19 ottobre 2005. Ad illustrare l’iniziativa è stato il presidente della Siaip Alberto Ugazio
14) Ansa, Roma, 18 ottobre 2005

 

Chemioterapia, no grazie!
Tratto dalla rivista "Scienza e Conoscenza" -
www.scienzaeconoscenza.it 

 

Quanti oncologi si curerebbero con la chemio?
64 su 79 si dimostrano riluttanti!

 

Qualcuno si è mai chiesto se l'oncologo, in caso di bisogno, acconsentirebbe a farsi trattare con la chemioterapia? Sorpresa!...
Contrariamente alle nostre supposizioni - e anche se i media si guardano bene dal divulgarlo - esiste una grande sfiducia tra gli oncologi riguardo la chemioterapia. Da indagini e questionari si rileva che, ad esempio, tra gli oncologi americani 3 medici su 4 (il 75%) rifiuterebbero qualsiasi chemioterapia, a causa della sua inefficacia e dei suoi effetti devastanti per l'organismo umano.
Ecco alcune delle testimonianze di medici a riguardo:

 

"Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università della California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: [...] quando non sono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano." Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate". [Walter Last, "The Ecologist" vol 28, n. 2, marzo/aprile 1998].

 

"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti". [Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol 337, p. 901].

 

"I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale". [Edward G. Griffin, "World Without Cancer", American Media Publications, 1996].

 

"Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano - mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della chemioterapia". [Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000].

 

"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia [...].Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico." Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi. [Lancet, 10 agosto 1991]

 

Tratto dal libro del dottor Tullio Simoncini(oncologo): Il cancro è un fungo
Fonte:
www.movimentoconsensus.org

 

Il conflitto Islam-Occidente:
Il conflitto Islam-Occidente: in questi giorni una forte accelerazione che ci riguarda tutti (Parte I)
Qualcuno soffia sul fuoco. Alcuni retroscena importanti. Cosa possiamo aspettarci? Cosa possiamo fare?
Una prospettiva spirituale.
di Fausto Carotenuto  -  1 marzo 2006
www.ilternario.it

 

L’esplosione della fiabesca cupola d’oro di Samarra è un passo importante e ben studiato della strategia in corso per allargare il conflitto “di civiltà” tra Occidente ed Islam, e per infuocare ulteriormente il vortice mediorientale.  Si aggiunge ad una serie di eventi che stanno decisamente alzando il livello della tensione. Mentre la guerra in Iraq continua con la quotidiana conta di decine di morti, le ansie, gli odi e le preoccupazioni vengono sollecitati scientificamente, come in un esperimento di laboratorio. La faccia poco rassicurante del Presidente iraniano tuona contro l’esistenza Israele e per reazione i nostri oscuri neocon organizzano fiaccolate che si richiamano ai buoni sentimenti, ma sono popolate anche da strani individui. In Palestina il violento partito religioso Hamas vince delle elezioni dubbie a discapito della laica OLP del defunto Arafat, e la tensione israelo-palestinese sale improvvisamente. Le ombre di nuove violenze si allungano su quella martoriata regione, mentre il livello di ansia delle popolazioni locali ritorna a picchi elevatissimi.

 

Immagini di violenza delle truppe di occupazione, sia nel carcere di Abu Ghraib, che in quello di Guantanamo, oltre a quelle dei soldati inglesi accaniti contro poveri ragazzetti, vengono accuratamente tirate fuori dagli archivi in cui erano depositate da tempo, per ravvivare l’odio islamico e quello di tanti occidentali. Che non ne possono più di Bush, Blair, Berlusconi…e di tutta la bieca “banda del buco” che sembra coinvolta in un “risiko” predatorio e miope. 
Un giornale neocon danese, fratello di analoghe operazioni editoriali in corso da noi, lancia stupide ed offensive vignette come vere e proprie bombe nell’immaginario islamico. E dall’altra parte strani gruppi sono pronti a cogliere al balzo l’opportunità di scatenare le piazze. Una caricatura paonazza di superman padano slaccia coraggioso la camicia e fa vedere una maglietta con una vignetta offensiva del Profeta,  e subito in Libia viene fuori una manifestazione violenta contro il consolato italiano a Bengasi… La faccia un po’ intontita e contemporaneamente truce del solito presidente iraniano Ahmadinejad sostiene minacciosa la libertà di Tehran di dotarsi di tecnologia nucleare… E Bush, Cheney, Condoleeza Rice e Rumsfeld perfezionano i piani militari di attacco alla Persia, e ne parlano tranquillamente, come di una cosa “buona e giusta”…

 

Ma che sta succedendo? Come mai tutti questi personaggi, gruppi ed apparati sono all’opera, in perfetta sintonia tra loro, per far crescere rigogliose le male piante dell’odio, della paura e della violenza? 
Per comprendere quello che sta accadendo bisogna probabilmente fare riferimento al criterio del punto di vista spirituale.  Bisogna cercare di porsi in una posizione più elevata del normale. Altrimenti non si riesce ad avere una prospettiva adeguata che consenta di interpretare i fatti nel loro senso profondo.  Si continua a rimanere emotivamente o intellettualmente impigliati ai fatti stessi ed alle loro connessioni più immediate.
 Sembra strano, ma ogni volta che si vogliono capire i fenomeni della vita, non possiamo non tenere conto del quadro di fondo. Questo vale sia per la comprensione della nostra vita individuale che di quella collettiva.
Riporto quindi in nota e molto brevemente alcuni elementi di fondo della visione spirituale dei fatti politici mondiali, già esposti in precedenti articoli.
[1]  Chi già li conosce non ha bisogno di leggerli, mentre, per chi è curioso di approfondire questa interpretazione “fuori dal coro”, è forse bene dar loro un’occhiata, prima di andare avanti.[2] Altrimenti le varie considerazioni potrebbero sembrare incomprensibili.

 

Secondo questo tipo di interpretazione, un gruppo di poteri oscuri ha deciso, per rallentare la possibilità di “risveglio” spirituale dell’umanità, di lanciare  un Terzo conflitto mondiale prolungato, basato sul tema del confronto di civiltà tra Occidente ed Islam.
La preparazione di questo conflitto è antica di oltre un secolo. 
Si intravedono le tracce preparatorie alla fine dell’800 ed ai primi del novecento, quando sono stati incoraggiati alcuni movimenti all’interno del mondo ebraico e di quello islamico.
Sono state poste le radici di uno scontro futuro, che in parte ha condizionato il secolo scorso in misura crescente,  attraverso le varie crisi mediorientali. Ma che ora è “maturo”, dal punto di vista organizzativo e di lavoro psicologico sulle masse, per portare ad esplosioni di portata ben maggiore, a livello globale, e di lunga durata.

 

Cosa è successo circa un secolo fa?  
Le logge oscure trasversali e al di sopra dei contesti puramente occidentali o islamici, hanno deciso di forzare il progetto di creazione dello Stato di Israele, perché ponesse un elemento potenzialmente conflittuale nel cuore del mondo islamico. Sono state quindi incoraggiate e sostenute le iniziative e la crescita dell’originario movimento sionista. Probabilmente del tutto ignaro della strumentalizzazione. Fino ad arrivare alla vera e propri creazione del tutto artificiosa dello stato di Israele.
Inoltre, il meccanismo di scelta delle famiglie regnanti e dei capi di stato del mondo islamico, successivamente alla dissoluzione dell’impero ottomano e poi agli esiti della seconda guerra mondiale, ha portato al potere una serie di dinastie e di personaggi legati a doppio filo alle fratellanze oscure. Il popolo ebraico – dilaniato dal nazifascismo, promosso dagli stessi poteri – si è trovato incuneato in un progetto di Stato che lo ha fatto capitare al centro di una guerra senza fine.
[3]

 

Gli ideatori del conflitto arabo-israeliano hanno con un solo colpo deviato verso odi, rancori, violenza e guerre, l’elevatissimo stato di coscienza del popolo ebraico. Attenuandone fortemente il contributo positivo al resto degli uomini, quanto mai importante nella nostra delicata epoca di risveglio della coscienza. Hanno trascinato le energie ed i capitali dell’ebraismo mondiale e del petrolio islamico ad esaurirsi e concentrarsi per decenni nel buco nero del conflitto arabo-israeliano. Ne hanno approfittato le bande dei banchieri, dei petrolieri e dei venditori di armi occidentali, ben remunerati per il fatto di farsi portatori dei progetti delle fratellanze oscure che li manovrano.
Contemporaneamente nel fronte islamico le logge trasversali hanno fatto in modo, a partire dallo stesso periodo, che venissero alimentate forme di integralismo e di fondamentalismo, attraverso la creazione di gruppi e sette semisegreti. Con il compito di iniziare un lungo lavoro di infiltrazione e  di estremizzazione del movimento islamico. Un lungo lavoro di deviazione dei giovani, di esaltazione del fanatismo, di spinta al sacrificio in nome di Allah o del Profeta. Ma in realtà in base a principi di obbedienza cieca al loro “maestro”, o imam, o sheick…

 

I casi più eclatanti sono la fondazione e la forte crescita in Egitto e nel resto del mondo islamico dei Fratelli Musulmani, una strana, potentissima organizzazione semisegreta e molto articolata, capace da sempre di influenzare pesantemente dal di dentro sia i governi che le loro opposizioni. In grtan parte dei paesi arabi. E poi l’Hojattieh iraniano, che comincia combattendo ferocemente l’“eresia” Bahai, ma che si sviluppa come forza oscura in collegamento con analoghe forze “nere” occidentali. Fino a prendere il potere nell’Iran attuale. E poi i gruppi integralisti wahabiti, dai quali nascono le retrive monarchie della penisola arabica, e quella saudita in particolare. E poi ancora strane sette indo-pakistane, gruppi segreti siriani, libanesi, sudanesi, somali, algerini, libici, marocchini, indonesiani, filippini, ecc…
Tutti apparentemente scollegati, ma tutti connessi ad una strategia di fondo mirante a radicalizzare le masse ed a preparare la manovalanza ideologizzata e fanatica in vista dello scontro che si sta realizzando ora.
Chi ha finanziato questo sforzo? Il petrolio. Da dove vengono i soldi del petrolio? Dal perverso sistema di sfruttamento delle risorse petrolifere, completamente in mano a logge oscure occidentali, con fortissimi addentellati nel mondo islamico.

 

Dove si trovano ora le tracce di questo apparato, di questa macchina da guerra ideologica, apparentemente cieca, pronta a tutto?
Ovunque. I Fratelli Musulmani, i Wahabiti, l’Hojattieh e gli altri hanno silenziosamente costruito delle enormi reti di propaganda e di supporto. Ed i frutti vengono fuori a comando: Hamas, la nuova vincente formazione politico-militare palestinese, è una creatura dei Fratelli Musulmani.  La maggior parte dei gruppi integralisti all’opera nel mondo fanno parte di organizzazioni collegate ai gruppi sorti oltre un secolo fa. Cresciuti all’ombra oscura di certe Madrase (scuole islamiche) e allevati all’odio dal conflitto con gli israeliani e dalla incontinente e ingombrante presenza coloniale e poi neocoloniale degli occidentali. Le infiltrazioni arrivano ovunque attraverso le comunità islamiche nel mondo, fino alle nostre città… 
Naturalmente le stesse fratellanze che hanno spinto il sionismo e le organizzazioni islamiche, sono all’opera da tempo perché l’iniziativa del megaconflitto venga presa in mano da forze occidentali militarmente e finanziariamente potenti e completamente sotto controllo.  L’attuale amministrazione americana e la gran parte dei governanti occidentali sono il prodotto di un lungo lavoro ai fianchi del sistema politico, che li ha “distillati” accuratamente negli ultimi decenni. Personaggi pronti a tutto: ciechi e biechi esecutori di strategie che nemmeno conoscono in pieno. Sufficientemente avidi, ambiziosi, abbacinati dal potere, da non farsi troppe domande. E da svolgere il loro ruolo di esecutori privi di scrupoli, ma soprattutto – specie in occidente – di “addormentatori” delle coscienze della gente. “Teniamoli addormentati con la televisione, l’informazione sbagliata, il teatrino di una finta democrazia, medicine alienanti, cibi privi di vita… Se, nonostante tutto, tentano di risvegliarsi, diamogli colpi di bombe, di emergenze, di guerre, di pandemie… riempiamoli di paure e di ansie.. togliamogli la fiducia in se stessi. Lasciamoli giocare con i videogiochi, lo sport, la cocaina, i beni di consumo. Continuiamo a incasellarli in religioni lontane dall’uomo, incapaci di dar loro veramente una mano… che li tengano addormentati… Teniamoli schiavi, in un mondo senza spirito.”

 

Cerchiamo ora di reinterpretare brevemente quello che sta accadendo in questi giorni, alla luce dei grandi movimenti di correnti spirituali 
Vari eventi, appositamente accentuati dalle forze dell’ostacolo, vanno nella direzione di sollevare odi reciproci, per abbassare il tasso di vibrazione delle nostre anime, sia in occidente che nel mondo islamico:
Le dichiarazioni di Ahmadinejad sulla necessità di cancellare Israele, colte al balzo dai neocon nostrani; fomentatori di odio a braccetto… 
Le vignette sul Profeta, afferrate al volo dai gruppi oscuri islamici; lo scopo è quello di trascinare nel vortice di odio non solo le popolazioni islamiche, ma anche quelle a maggiore livello di coscienza civile, quelle nord-europee. Così come le bombe di Londra, l’assassinio del regista olandese, la rivolta delle periferie francesi… Per sbilanciare verso il basso l’Europa…
L’ineffabile ministro padano che chiaramente “non sa quello che fa” mostrando la maglietta con un sorrisino scarsamente sveglio. E subito le manifestazioni libiche, in un Paese dove  cose de genere non avvengono mai, se Gheddafi non vuole. Ma uno dei segreti della Libia è la connessione tra alcuni importanti gruppi oscuri italiani ed il regime del colonnello. Messo al potere e poi protetto, armato e sostenuto da questi gruppi ormai da quasi cinquant’anni. Per organizzare questa sceneggiata di odio e di morte saranno bastate un paio di telefonate… 
Con tempi ben precisi, per non far calare la tensione e per coltivare l’odio, compaiono vecchie immagini di soldati inglesi che picchiano selvaggiamente ragazzini iracheni. E poi ancora escono fuori immagini e racconti agghiaccianti delle torture nel carcere di Abu Ghraib, compresa una “presenza” italiana tra gli interrogatori… Questo più che un carcere sembrava il tragico set di un fotografo sadico… Una vera e propria operazione di propaganda di odio… E poi le immagini di Guantanamo, e l’ONU – i cui vertici sono influenzati dagli stessi gruppi oscuri – che dichiara quanto sia riprovevole e fuori da ogni norma di diritto quello che gli americani fanno nella prigione caraibica. Cibo per odiare…

 

E poi Hamas, una costola degli oscuri Fratelli Musulmani, violenta e terrorista, che vince dubbie elezioni… Perché dubbie? Quale scelta reale ha avuto il popolo palestinese tra Hamas e una vecchia classe politica dell’OLP ormai priva di ideali  e da anni  manifestamente ipercorrotta dal denaro arabo ed occidentale? E per di più sotto la tensione dell’occupazione e delle angherie di Sharon. Questo povero, simpatico, intelligente popolo palestinese, ha votato in massa per chi riteneva fosse onesto ed ancora motivato da ideali…  E’ lo stesso schema seguito in Iran dai fondamentalisti islamici per prendere il potere: per decenni sono apparsi alla gente come gli unici che si occupavano dei poveri e che erano onesti. Degli esempi luminosi se paragonati alla supercorrotta classe ricca legata allo Shah. Su queste basi è nata la rivoluzione iraniana di Khomeini “il puro”.  Una volta conquistato il potere, hanno gettato la maschera da agnelli disinteressati e con ferocia si sono aggrappati alle leve di comando. Sacrificando e mettendo da parte i “duri e puri “ della rivoluzione.    Ma in entrambi i casi “qualcuno” ha consentito, favorito, predisposto, la presa di potere di questi estremisti. Perché i loro vertici sono segretamente ben controllati e disposti a tutto… Disposti a lanciarsi in un conflitto, in un vortice di guerra in crescita, tutto ancora da sviluppare… per il quale servono esecutori pronti e fedeli.

 

E naturalmente la vittoria di Hamas ha riportato indietro le lancette delle speranze del popolo israeliano. La tensione, il senso di insicurezza, la paura, l’odio dell’opinione pubblica israeliani sono certamente in aumento. L’intento è di farne uno strumento duttile e potente sul fronte dell’escalation nel conflitto con l’Islam.  Non certo di fargli fare la pace. 
La questione del nucleare iraniano da una parte è vera, e da una parte viene montata ad arte, soprattutto dall’amministrazione Bush, per rendere possibile una forte crescita del conflitto, mediante una aggressione all’Iran.  Cibo per l’odio nel mondo islamico, e per l’odio di tante coscienze occidentali, che non ce la fanno più a subire le iniziative di questa amministrazione aggressiva, predatoria, apparentemente cieca e sorda, e comunque tragicamente ridicola. Con tutto il codazzo di politici europei pronti ad adeguarsi…

 

E ora, ad aumentare il senso di disorientamento, di violenza e di paura nella regione, la spinta per una guerra civile interirachena, e forse interregionale, tra sciiti e sunniti. L’esplosione della cupola sciita di Samarra è solo l’ultimo episodio di una serie di attacchi e di episodi di grande impatto e di grande violenza tendenti a trascinare le masse in uno scontro generalizzato. Particolari attenzioni sono state rivolte agli sciiti iracheni. Perché?  Le gerarchie religiose ed i fedeli sciiti iracheni non avevano seguito affatto la spinta integralista della rivoluzione islamica khomeinista iraniana. Non condividevano la costituzione di una teocrazia. E alcune guide spirituali sciite irachene – alcuni Ayatollah “ozmah” - erano di rango religioso perfino superiore a Khomeini. Non ne hanno subito l’influenza. Le posizioni estreme di tipo iraniano sono invece le più funzionali ai disegni delle fratellanze oscure per la gestione del conflitto. E quindi è stato fatto un intenso lavoro per trasformare la natura pacifica degli sciiti iracheni: durante la prima guerra del Golfo, prima sono stati indotti dagli americani a ribellarsi a Saddam Hussein, e poi sono stati lasciati in balia della sua feroce repressione. Quando per le truppe di Bush padre sarebbe stato facilissimo fare pochi chilometri in più e “liberarli”.  Poi, agli inizi della nuova crisi e della recente invasione americana, i capi moderati e della tradizione sciita sono stati accuratamente uccisi, uno dopo l’altro, o ridotti al silenzio. A questo si aggiunge che non c’è stata solo una invasione americana, ma anche un’altra - silenziosa e poco nota - dei servizi iraniani, che hanno inviato migliaia e migliaia di hezbollah iraniani ad infiltrarsi ovunque e ad abitare nelle città sante e nelle zone sciite irachene. Una grande operazione, favorita dagli americani, che - accompagnata dalle numerose stragi di sciiti da parte di Al Qaeda - ha letteralmente trasformato il panorama sciita.  Ora è una massa di manovra pronta a tutto, pronta allo scontro, pronta a farsi strumentalizzare. L’esplosione di violenza antisunnita dopo l’attentato di Samarra, ha fornito la prova che l’operazione di metamorfosi degli sciiti iracheni è riuscita. C’era un islam sciita moderato e ora non c’è più… Tutti hanno collaborato ad un piano unico: iraniani, al Qaeda, gli americani ed i loro lacchè occidentali… Chi è in grado di coordinare così bene tutte queste forze? Bush e la banda di poveretti che lo circonda? Ma li avete guardati bene?    Un clero moderato c’era anche in Iran… ed è sparito completamente dopo la rivoluzione. C’era anche in Afghanistan, ed è sparito con l’arrivo dei Talebani e di Al Qaeda, sostenuti dagli americani.  

 

 

 

 



[1][1] Bertinotti: “Quella di Pera è cultura dell’odio”, tratto da www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=880888
[1][2] Ex agente della CIA: l’attentato alla moschea forse è cosa nostra http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=977&parametro=esteri 
[1][3] Il Blog dei militari www.militari.info/dblog/articolo.asp?articolo=167 
[1][4] Movimento e Solidarietà www.movisol.org/./znews023.htm 
[1][5] Idem

 

 

 

American Gulag

 

Maurizio Blondet

 

03/03/2006

 

 

Michael Chertoff, Segretario della Homeland Security, Donald Rumsfeld e Bush durante una Task Force alla Casa Bianca

 

«Ultime notizie: il dipartimento Sicurezza del Patrio Suolo ha dato ordine di allestire campi di lavoro per civili e campi di concentramento sotto controllo dell'Armata. Ciò in caso di emergenza nazionale, che renda  necessario internare i traditori che simpatizzano col nemico».
No, non è l'esordio di un romanzo fantapolitico orwelliano.
E' la realtà in corso in USA.
Il dipartimento è quello della Homeland Security.
Che a gennaio ha affidato la costruzione di un numero imprecisato di campi d'internamento, con un contratto da 385 milioni di dollari, alla Kellogg Brown & Root (KBR), la sussidiaria della Halliburton che specificamente si occupa della sicurezza e arruola mercenari (1).
I campi devono essere pronti per affrontare - secondo un laconico comunicato della ditta appaltatrice – «l'emergenza di un'ondata di immigrati in USA o come ausilio all'applicazione rapida di nuovi programmi» del governo.
Nuovi programmi?

 

 

Qualche giorno dopo, il 6 febbraio, il capo del dipartimento di Sicurezza della Patria (Homeland Security), l'israeliano-americano Michael Chertoff, ha stanziato sul bilancio statale del 2007 altri 400 milioni di dollari alla costruzione di «ulteriori 6.700 posti letto in detenzione».
Lo stanziamento è il quadruplo di quello dell'anno precedente.
Esso serve a dare attuazione a un piano chiamato «Endgame» e autorizzato nel 2003.
«Endgame», si legge in un rapporto di 49 pagine del dipartimento, non è che l'espansione delle «leggi sugli stranieri e la sedizione» (Alien and Sedition Acts) risalenti al 1798: interpretazione estensiva di tali leggi che consentono di concentrare «tutti gli elementi alieni da rimuovere», fra cui «immigranti economici clandestini, elementi alieni che hanno commesso atti criminali, richiedenti asilo di cui la legge esige la detenzione, o potenziali terroristi».
Tali campi cominceranno a funzionare in casi d'emergenza nazionale come «disastri naturali» e dopo il prossimo «grave» attentato terroristico in USA (2).
Nella pratica, si tratta di luoghi dove la democrazia americana si prepara a chiudere in massa detenuti contro cui non è stata elevata accusa formale; cittadini americani di origine musulmana (dopo l'auspicato «grave attentato») ed altri «sovversivi interni».

Che tra costoro siano compresi cittadini americani di pelle bianca, ma oppositori delle politiche del governo, lo ha detto esplicitamente il parlamentare Lindsey Graham: «l'amministrazione non ha solo il diritto, ma il dovere di perseguire quinte colonne; e non ha bisogno di un mandato per farlo».
Quinte colonne sono chiamati i gruppi sovversivi che, clandestinamente, affiancano il nemico all'interno del Paese.
Daniel Ellsberg, già assistente speciale alla Difesa, ha detto che si tratta dei «preparativi per una retata da condurre, dopo il nuovo 11 settembre, contro mediorientali, musulmani, e probabilmente dissidenti politici».
E' qualcosa che l'amministrazione USA sta già facendo su piccola scala: i maschi islamici che immigrano sono soggetti ad una «registrazione speciale» che contempla un periodo di detenzione.
Per applicare su vasta scala le metodiche extralegali già applicate a Guantanamo e a Abu Ghraib, manca solo un particolare: la dichiarazione di legge marziale.

 

 

Essa verrà dichiarata dopo l'immancabile «nuovo 11 settembre», grazie a cui l'Amministrazione assumerà i pieni poteri in nome dell'emergenza nazionale.
Tra l'altro, quel giorno andrà in vigore il «Pentagon's civilian Inmate Labor Program»: un vecchio programma oggi rinfrescato e revisionato per servire «da modello ad accordi tra l'esercito e gli apparati correzionali per l'uso del lavoro dei prigionieri civili nelle installazioni militari»: insomma il lavoro forzato sotto il controllo delle forze armate.
Le quali gestiranno di fatto i lager.
Infatti, sono già approntati gli strumenti legali che annullano i principi di diritto americani (i cosiddetti Posse Comitatus Acts) i quali vietano l'uso dell'esercito all'interno del Paese, contro i cittadini.
Così, i modi d'azione dell'Amministrazione dopo e a causa dell'11 settembre si configurano per quello che sono: un colpo di Stato, completo di legge marziale e lager.

 

 

Sono presenti tutti i caratteri di un potere criminale che la «più grande democrazia dell'Occidente» ha condannato nel Terzo Reich: il potere dell'esecutivo senza controllo in nome della difesa del Suolo Patrio («Homeland» corrisponde precisamente al tedesco Heimat), i campi d'internamento per nemici interni a lavoro forzato, l'uso ammesso della tortura, il controllo della popolazione attraverso la propaganda e il terrore (dei «terroristi islamici») e l'aggressiva pulsione unilaterale all'espansione militare.
E inoltre lo sfondo razzista: chi ha la faccia da arabo è soggetto ad autorizzazioni speciali che non distano molto dalla nota stella gialla obbligatoria, e passibile di detenzione senza capo d'accusa.
Con qualche cosa di peggiore: che questo stato sinistro in via di perfezionamento viene applaudito non solo dagli americani, ma anche da cattolici italiani come necessaria difesa contro l'aggressione islamica.

 

 

Tanti lettori cattolici continuano a rimproverarmi di condonare le uccisioni di «cristiani» nei Paesi islamici.
Un giorno spero di avere il tempo per riferire delle persecuzioni anti-cristiane in corso nella «mistica» India indù e nei paesi buddhisti: per ora, faccio notare che su questi fatti non c'è allarme, perché non ci sono notizie ingigantite a scopi di propaganda.
Nel napoletano, la camorra e la microcriminalità ammazzano annualmente molti più italiani di quanti ne abbiano mai ucciso i terroristi islamici: ma l'allarme manca su questa emergenza nazionale vergognosa, mentre è acutissimo per un'emergenza in qualche modo immaginaria.
Vorrei che questi lettori esaminassero in sé il cambiamento avvenuto, nelle loro coscienze.
Solo cinque anni fa, ogni obiezione contro l'immigrazione clandestina mussulmana veniva bollata, negli ambienti cattolici, come «egoismo» e «mancanza di solidarietà».
Oggi, nei cuori spaventati delle buone pecorelle, l'immigrazione islamica già si fonde nel vago e indefinito pericolo del «terrorismo islamico».

 

 

L'immigrazione è un problema reale (un problema di integrazione difficile); il terrorismo è tutt'altro problema: sarebbe necessario tenerli distinti, con mente lucida: invece, si fondono nelle coscienze allarmate.
Cinque anni fa era vietato deridere le minoranze etniche e insultare la loro fede: ora è permesso e molti, finalmente, obbediscono all'impulso di odiare i diversi; molti cattolici plaudono alla Fallaci, che dà voce al loro odio, che non si può chiamare se non in un modo: razziale.
Giorno dopo giorno, si accetta la sospensione di garanzie che sono i principii della nostra civiltà, si dubita che gli USA torturino e mantengano carceri segrete (o segretamente li si approva). Credete sia un fenomeno nuovo?
E'precisamente ciò che giorno dopo giorno accettarono i civilissimi cittadini tedeschi, perché la patria era messa in pericolo da nemici interni ed esterni.
Anche Hitler era impegnato in uno scontro di civiltà.
Ora, tutto ciò ritorna.

La stessa complicità delle coscienze col male; anzi peggiore, perché chi si lascia sedurre una seconda volta non ha scuse.
Propaganda e allarme diffuso preparano tutto di nuovo.
Fino a quando?
Lancio un'ipotesi: i campi di concentramento americani cominceranno ad essere riempiti in seguito a un evento spettacolare e traumatico, il cui scopo sarà di prorogare il mandato presidenziale di Bush: non più elezioni, perché la patria è sotto attacco e il Comandante in Capo non si cambia. Allora si comincerà a capire?
Qualcuno forse, troppo tardi.
I più applaudiranno ancora di più.

Maurizio Blondet

 


Note
1) Paul J. Watson, «Gulags for american citizens in final planning stage», PrisonPlanet, 1 marzo 2006.
2) Per gli Usa non si tratta di una novità assoluta. All'inizio della seconda guerra mondiale furono chiusi in campi di concentramento decine di migliaia di cittadini americani di discendenza giapponese. E l'attuale preparazione è lo sviluppo di un piano chiamato Rex-84 (Readiness Exercise 1984): un'esercitazione militare che prevedeva da parte della FEMA (la protezione civile americana) il rapido internamento di 400 mila persone nell'eventualità di «movimenti incontrollati di popolazione» al confine col Messico, ma anche «disordini civili, scioperi e manifestazioni di massa». Ad organizzare tale piano fu il colonnello Oliver North, allora coordinatore dell'anti-terrorismo (1983-86) e poi direttore degli Affari Politico-Militari. In seguito North fu dimesso da Reagan per il suo coinvolgimento nelle operazioni illegali a sostegno dei Contras in Nicaragua. Interrogato dalla Commissione d'inchiesta, North ammise di aver mentito al Congresso, e difese le sue attività non autorizzate con questo argomento: un patriota deve sapere ignorare le leggi, se impediscono un'efficace difesa della patria. Allora apparve chiaro che North era solo la faccia visibile di circoli militari molto politicizzati che nutrivano intenti golpisti. Ora questi circoli hanno il potere legale in USA.

 

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Il regresso fa progressi

 

Maurizio Blondet

 

03/03/2006

 

 

Il medico scozzese James Lind che nel 1746 scopri' la cura per lo scorbuto provocato dalla mancanza di vitamina C

 

 

James Simpson, che esercitava la chirurgia ad Edimburgo in età napoleonica, scrisse che un paziente entrando all'ospedale «era esposto al rischio di morte più del soldato inglese sul campo di Waterloo».
Le infezioni ospedaliere facevano strage.
Nella memoria dei vecchi, nell'Italia che conobbi da bambino, ancora la prospettiva di «finire all'ospedale» faceva paura: era il destino dei miserabili e delle donne perdute senza famiglia, l'ultimo gradino della miseria, il più prossimo alla morte disperata.
Poi, l'Occidente ha risalito quella china.
E' stata una dura fatica.
Il dottor Ignaz Semmelweis (1818-1865) ridusse drammaticamente le morti di febbre puerperale nel suo reparto di Vienna, obbligando tutti gli studenti di medicina in tirocinio a lavarsi le mani.
Erano loro, erano i medici che nel visitare le donne incinte (povere, spesso prostitute: solo loro «finivano all'ospedale») provocavano l'orrenda infezione.
Le donne morivano di setticemia generale.

 

 

Come si sa - Louis Ferdinand Céline lo scrisse nel suo modo inimitabile - per questa scoperta benefica Semmelweiss fu non osteggiato, ma perseguitato: i luminari ignoranti (e dalle mani sporche) si avventarono su di lui come cani idrofobi, lo portarono al delirio.
Positivamente vietarono che ci si lavasse le mani; lasciarono morire le donne a percentuali del 60-70 %.
Solo con Joseph Lister (1827-1912) fu resa obbligatoria la pratica di lavarsi le mani con acido fenico (listerina) prima di un intervento chirurgico.
Antibatterici, sulfamidici, antibiotici hanno fatto sparire il pericolo.
Oggi, «finire all'ospedale» non è una sciagura, ma la procedura standard.
Le semplici norme dell'igiene sono diventate sapere comune.
Milioni di pazienti ogni giorno vengono non solo operati, ma esaminati in ospedale, dove sono le macchine diagnostiche.
E lo spettro che Semmelweiss sconfisse è tornato.
Non è solo che l'abuso di antibiotici ha fatto nascere generazioni di batteri resistenti, che covano negli ambienti settici ospedalieri.

 

 

Da un mese la British Medical Association ha raccomandato ai medici ospedalieri di lavorare senza cravatta: l'accessorio, «lavato di rado», è «colonizzato da patogeni».
I televisori che gli ospedali britannici forniscono a noleggio ai pazienti vengono restituiti regolarmente contaminati da MRSA, lo stafilococco resistente agli antibiotici (1).
L'Imperial College di Londra ha avuto l'idea di mobilitare i suoi studenti di medicina per una insolita indagine: dovevano osservare e annotare, senza parere, se e con quale frequenza i medici e le infermiere negli ospedali osservavano la routine del lavaggio delle mani.
Hanno scoperto che «la grande maggioranza» non lo faceva.
E non per ignoranza: semplicemente per incuria e attutito senso di responsabilità.
Anche i dottori vivono nella convinzione che, nonostante l'inefficacia crescente degli antibiotici e la crescita delle malattie nosocomiali (prese in ospedale), le infezioni non sono più un problema.
E naturalmente, questa certezza avvolge i visitatori e i parenti, che entrano negli ospedali con borse della spesa e si siedono sui letti: pratiche che, ormai, non sono più innocue.
E' uno dei segni di come la civiltà occidentale stia degradando inavvertitamente, e in qualche modo per mancanza di manutenzione.

La civiltà occidentale è un artefatto complesso e fine, costruito nei secoli con sforzi ed errori, e spesso sangue e morte, da generazioni di nostri antenati coraggiosi e dedicati.
La gente post-moderna, che gode dei frutti della civiltà, ignora completamente quanto fu difficile questo sforzo.
Anzi, quanto «improbabili», rare e irripetibili le scoperte che ci rendono facile la vita.
Il 6 settembre 1522 la «Victoria» - una caravella assai malridotta - entrò nell'estuario del Guadalquivir.
Aveva a bordo 22 uomini: quel che restava dei 260 degli equipaggi delle cinque navi di Magellano, che aveva circumnavigato la terra.
Quei 22 apparivano come spettri: avevano perso i denti dalle gengive gonfie, la pelle enfiata si staccava dalle ossa.
Colpiti da una debolezza mortale, erano coperti di piaghe sanguinanti: vecchie ferite e tagli s'erano riaperti e non rimarginavano.
Avevano lo scorbuto.

 

 

Magellano era morto combattendo contro gli abitanti di un'isola del Pacifico; ma gran parte dei suoi uomini erano stati uccisi dalla privazione di vitamina C, dovuta alla mancanza di frutta e verdura nelle razioni.
Lo scorbuto abitò le navi europee per secoli.
Eppure, Vasco da Gama aveva scritto nel suo diario di bordo, nel 1498, di come mercanti arabi in navigazione avessero offerto, ai suoi uomini colpiti dal male misterioso, degli agrumi; e ne aveva osservato la rapida, miracolosa guarigione.
Non riuscì a collegare la causa con l'effetto.
Nel suo diario, Magellano si stupisce che solo lui e gli ufficiali scampassero al male: senza intuire che la salvezza selettiva era dovuta ad una scorta di confetture, il «diacitron» di cedro, la «carne de membrillo» di cotogne, riservata agli alti gradi.
Lo scorbuto continuò a falciare le ciurme oceaniche per due altri secoli.

 

 

Solo nel 1746 un medico di bordo scozzese, James Lind, sottoponendo a diete diverse una quantità di marinai ammalati - forse il primo test clinico - riferì che quelli cui aveva somministrato arance e limoni «tornavano atti al servizio entro sei giorni».
E tuttavia, anche Lind fu ostacolato, attivamente combattuto.
Soltanto dal 1795 la marina britannica dispose che una razione quotidiana di succo di limone fosse data ai suoi equipaggi.
L'acido ascorbico, la vitamina C, fu isolato e poi sintetizzato nel 1932.
Un'enorme, tragica fatica è stata la civiltà: una fatica di Sisifo.
Osservare e comprendere non è un dono spontaneo: ha richiesto la lenta formazione di un'attitudine e di un metodo.
E inoltre occorse una lotta tenace e incessante contro l'insufficienza della ragione umana, e contro il troppo umano impulso alla cecità militante, all'oscurantismo attivo - e spesso i più attivi erano i «luminari» dell'epoca.

 

 

Parte gravosa di questo impulso è la tendenza dei più a temere ciò che non va temuto, e a sottovalutare invece i rischi presenti ed evidenti: come accade oggi ai medici che non si lavano le mani, e non solo a loro.
L'Occidente ha fatto la civiltà moderna tesaurizzando scoperte e trasmettendole alle generazioni prossime.
Questa trasmissione è l'essenza di ciò che si chiama «tradizione», dal latino «tradere», consegnare: la consegna del sapere passato ai figli, perché non debbano tornare da capo a ripercorre le orme sanguinose dei padri-Sisifo.
Come noto, la tradizione - ogni tradizione - è derisa: da tre secoli in Occidente il «progressismo» consiste nell'abbattere e cancellare tradizioni.
Così i progressisti non trasmettono più il progresso.
Così degrada la civiltà occidentale.

Maurizio Blondet

 


Note
1)
Daniel Sokol, «Physician, wash ty hands», International Herald Tribune, 2 marzo 2006.

 

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Calderoli e la tradizione di Carl Schmitt
Paolo Raimondi - 3/03/2006
Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidarietà
http://www.movisol.org/znews041.htm

 

1 marzo – Il gesto insulso e provocatorio dell'ex ministro Roberto Calderoli che ha mostrato in TV la maglietta con la vignetta contro l'Islam è indubbiamente un atto grave e consapevole di chi desidera prendere attivamente parte nella strategia dello “scontro di civiltà”. Ma dobbiamo chiedere: da dove viene e che cosa rappresenta questo atto? È necessario e politicamente molto urgente capire se esso proviene da quello che si chiama “paradigma culturale”, cioè un insieme di credenze, di spezzoni di ideologie e di tendenze culturali che precisi gruppi di potere hanno elaborato e imposto in settori della società italiana e internazionale. Di fatto i promotori dello scontro di civiltà in Occidente così come in Oriente – una falsa contrapposizione tanto cara a chi nella storia ha sempre sognato la guerra – si rifanno a idee vecchie, che nel secolo passato sono state ad esempio propagandate da ideologi e filosofi del nazionalsocialismo, come Carl Schmitt. Egli non fu solo un accademico del nazismo ma il giurista numero uno di Hitler che elaborò tutte le giustificazioni giuridiche per dare pieni poteri dittatoriali al fuhrer allo scopo di andare in guerra. Il punto centrale, apparentemente banale, ma terribilmente criminale dell'ideologia schmittiana è la divisione del mondo e della società umana in “amici e nemici”. E i nemici debbono essere sconfitti e schiacciati con ogni mezzo, anche con la guerra. In altre parole, oltre le innumerevoli discussioni e argomentazioni e miliardi di pagine scritte che possono raccogliere tutti i possibili argomenti, la domanda essenziale che essi pongono è: sei con noi o contro di noi? Schierati! È la guerra!

 

Dopo il 1945 il Tribunale di Norimberga condannò i gerarchi e gli aguzzini ma si dimenticò di portare alla sbarra e condannare gli ideologi, i filosofi e altri “pensatori” che del nazional socialismo furono i garanti intellettuali, come Carl Schmitt e il filosofo Martin Heidegger. Né fu condannato il banchiere del Reich, Hjalmar Schacht. In seguito tutti e tre sono stati ufficialmente rivalutati e riproposti nelle università e nei centri studi in molte parti del mondo, cominciando dagli Stati Uniti. In America Schmitt e Heidegger sono diventati progressivamente la base delle teorie e dei programmi dei neoconservatori. All'Università di Chicago Leo Strauss è stato uno dei maestri principali del gruppo di potere di Cheney-Wolfowitz-Ledeen e tutti gli altri neocon che agitano la “guerra infinita” (poi diventata “preventiva”) e lo scontro di civiltà. 
Strauss, un protetto di Carl Schmitt, aveva dovuto lasciare la Germania nel 1933 per l'avvento delle leggi razziali e, riparatosi negli USA, non ha mai tradito il maestro, anzi lo ha “onorato” forgiando la nuova leadership della “rivoluzione neoconservatrice”.

 

In Italia è stato il professor Gianfranco Miglio, il vero ideologo e fondatore della Lega Nord, a rivalutare e riproporre le tesi politiche di Schmitt, ignorando bellamente il ruolo centrale da lui giocato nel 1933 nel consolidamento del potere nelle mani di Hitler. Miglio può vantare un intenso scambio epistolare direttamente con Schmitt nel periodo del dopoguerra che lo ha portato a pubblicare per la casa editrice Il Mulino nel 1972 scritti di Schmitt “Le categorie del 'politico' ”, rivalutando la contrapposizione amico-nemico e l'idea schmittiana dello “stato d'eccezione” come concetto generale della dottrina dello stato, argomenti oggettivamente coerenti con una logica autoritaria. Con la fine dei due blocchi e l'avvento della globalizzazione, Miglio poi si vantò di essere andato oltre Schmitt, passando dalla centralità e dall'autoritarismo dello stato ad un federalismo neofeudale, ispirato al libertarismo (neoconservatore) di stampo americano.
Con un tale maestro, primo attore del cambiamento del paradigma culturale, non ci sarà da stupirsi di uno o più Calderoli. E non bisogna stupirsi nemmeno delle dichiarazione del Presidente del Senato Marcello Pera, anche lui sostenitore delle idee di Schmitt e di Leo Strauss e politicamente e ideologicamente alleato dei neoconservatori di Cheney. Ricordiamo quando nel 2004 in occasione della firma del Trattato Europeo a Roma lanciò sulle pagine del quotidiano tedesco Frankfurt Allgemeine Zeitung l'attacco contro l'Europa che ha paura di parlare di guerra. Percepisco, diceva Pera, una “sindrome di Monaco, una mentalità dell'appeasement”, e aggiungeva, “è singolare evitare il termine guerra quando i terroristi e la propaganda promossa dagli ambienti islamici non mancano un'occasione per parlare di «guerra santa». È evidente che una guerra c'è. In Europa c'è una reticenza culturale a parlare di guerra”.

 

Paolo Raimondi
Presidente Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidarietà

 

SCHEDE

 

Carl Schmitt (1888-1985) è stato il “giurista principe” del nazionalsocialismo. Dopo l'incendio del Reichstag, il parlamento tedesco di Berlino, in realtà fatto dalle reti di Goering, elaborò le giustificazioni teorico-legali per le leggi di emergenza, le Notverordnungen, che diedero pieni poteri dittatoriali a Hitler. Fu un processo velocissimo: 27 febbraio 1933 l 'incendio del Reichstag; 28 febbraio Hitler strumentalizzò l'articolo 48 della Costituzione per sospendere i diritti dei suoi oppositori bollandoli come terroristi; 23 marzo il parlamento terrorizzato legittimò la dittatura di Hitler. Nel 1930-32 Schmitt era stato collaboratore dei governi autoritari di Bruening e di von Papen. Ha scritto molti libri per presentare i tre temi chiave della sua teoria e pratica autoritaria e dittatoriale: 1) fuehrerprinzip, il capo di Stato carismatico è e crea la legge; 2) “stato di eccezione”, o di emergenza, che determina la vita e i rapporti dello stato; 3) un mondo dominato dal conflitto tra “amici e nemici”. Promosse la carriera dell'ideologo dei neocon Leo Strauss tra l'altro fornendogli una raccomandazione per una borsa di studio della Rockefeller Foundation quando si trasferì negli USA. Nel dopo guerra si è cercato di occultare il suo ruolo centrale nel nazionalsocialismo presentandolo come una “vittima accademica” ma di grande valore intellettuale. Gli amici di Cheney e Bush lo usano per giustifare l'idea di “unitary executive”, la nuova formula per i loro progetti autoritari e di violazioni dei diritti civili e della Costituzione americana.

 

Martin Heidegger (1889-1976), filosofo tedesco noto come il fondatore dell'esistenzialismo. Entusiasta di Hitler e del nazionalsocialismo, all'inizio del 1933 invita Schmitt a prendere insieme a lui la tessera del partito. Diventa rettore dell'Università di Friburgo: le sue lezioni e i suoi discorsi sono apertamente apologetici del fuehrer e della dittatura. È una delle figure centrali nel revival del nihilismo e della pazzia irrazionale di Friedrich Nietzsche. Insegnante e protettore di Leo Strauss. Dopo la guerra gli fu interdetto l'insegnamento nelle università tedesche in quanto ritenuto ancora pericoloso per la formazione dei giovani studenti. A partire dagli anni cinquanta è stato rivalutato come grande pensatore, anche lui solamente un po' confuso da Hitler, che lo indusse a qualche piccolo “errore di gioventù”. Avrà anche una certa influenza tra i promotori politici e intellettuali di quella parte della cosiddetta “nuova sinistra” sessantottina mobilitata per la distruzione dell'idea di stato.

 

Hjalmar Schacht (1877-1970), il banchiere del nazionalsocialismo, prima e dopo la presa del potere di Hitler. Prima del 1933, come governatore della Reichbank, la banca centrale tedesca, mantiene i contatti con la City di Londra e le banche di Wall Street, tessendo elogi per un futuro ruolo di “stabilità” sociale di Hitler. Organizza il sostegno finanziario, anche a livello internazionale, per Hitler. Poi dal 17 marzo 1933 al 1939 guida la Reichbank. È ministro dell'economia nazionalsocialista dal 1934 al 1937. Nel 1935 è anche plenipotenziario per l'Economia di Guerra. È stato tra i promotori e fondatori della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, la grande loggia delle banche centrali sganciate dai governi e dai parlamenti. “Politica schachtiana” è sinonimo di austerità brutale sui salari e sui bilanci dello stato. I neocon americani, come Irving Kristol, si sono ispirati a lui e alle sue politiche per promuovere la “rivoluzione neoconservatrice” e un liberismo economico senza stato sociale e senza regole

 

 
Scontro di civiltà. Spuntano nuovi video della vergogna!
Marcello Pamio 2/3/2006

 

Poteva in un momento come questo non spuntare fuori un nuovo filmato su violenze contro un musulmano?
No, non poteva, e infatti, la CNN del caso è un semplicissimo videofonino che ha ripreso il pestaggio di un marocchino ubriaco da parte delle forze dell’ordine dei carabinieri.

 

 
Si può comprendere tutto, dallo stress psicofisico di un lavoro molto rischioso, dal pericolo giornaliero che un carabiniere corre, ai personaggi poco raccomandabili che incontrano, ma l’atto violento in sé, non si può giustificare in nessun modo: manganellate, pugni, ginocchiate, come nella migliore tradizione statunitense. Addirittura si vede un militare, di circa 120 chili, saltare di peso sullo stomaco del disgraziato per terra…
Ma non è di questo che voglio parlare, anche se rientra a pieno titolo nella strategia dello “scontro di civiltà”.

 

Questo accadimento, sul quale mi auguro gli organi inquirenti faranno il loro compito, è avvenuto domenica 19 febbraio 2006 a Sassuolo, verso le ore 10 di mattina. Le riprese effettuate dal telefonino di un marocchino che ha assistito alla scena, vengono consegnate all’associazione Giovani musulmani d’Italia con sede a Sassuolo, e dopo averlo pubblicato nel sito si decidono di portarlo alla Digos della Questura di Reggio Emilia. Per una settimana la notizia rimane nascosta nei meandri regionali ( La Gazzetta di Modena & C.), per poi finire nei canali mediatici nazionali: Kataweb, Repubblica on-line e i vari tiggì nazionali, tra cui il Tg5 di Rossella.

 

Qualcuno plaude la scelta coraggiosa dei direttori di trasmettere il filmato, e qualcuno accusa invece la Rai di stato di non aver dato ampio risalto all’accaduto. A parte il fatto che non è corretto parlare di coraggio ma, in questo caso, di propaganda; la cosa certa è che in un periodo come questo, esaltare e fomentare ulteriormente l’odio tra musulmani e occidente è molto pericoloso e va valutato con ponderazione. 
Lo “scontro di civiltà”, ideato dal professor della Princeton University Bernard Lewis e portato avanti da Samuel Huntington della Harvard University, non ha mai raggiunto vette così alte, come in questo momento storico, e basta analizzare attentamente ciò che sta accadendo per rendersene conto.
Senza andare troppo indietro nel tempo, vediamo cos’è accaduto negli ultimi tre mesi.

 

Stabiliamo come punto di partenza la pubblicazione il 30 settembre 2005 delle dodici vignette da parte di un quotidiano neocon danese (collegato con i personaggi di estrema destra statunitensi), e rilanciate dai media (compiacenti al Sistema) dopo oltre tre mesi, proprio quando - guarda caso - l’Iran viene deferito al Consiglio di Sicurezza per l’idiozia delle armi nucleari, e Hamas stravince le elezioni in Palestina
Qui da noi l’ex ministro Calderoli scatena un putiferio, trascinatosi pure in Libia, andando in giro per mamma-Rai con una maglietta in cui erano stampate le vignette su Maometto. Mentre la seconda carica dello stato, Marcello Pera, sottoscrive un manifesto che porta - secondo Bertinotti - «al conflitto tra civiltà».
[1][1]
D’altronde il Presidente del Senato non è estraneo a simili uscite, estremamente strumentali. Ricordiamo le sue sparate sul multiculturalismo che «genera apartheid, risentimenti e terroristi di seconda generazione», per non parlare dell’apertura all’immigrazione in Europa che ci farebbe diventare «meticci» (leggi articolo)

 

“Il Movimento Internazionale per i Diritti civili” spiega per filo e per segno come «la recente crociata lanciata dal presidente del Senato Marcello Pera in presunta difesa dei valori occidentali, che solca le acque mosse dalla provocazione del leghista Calderoli, si inquadra in una campagna islamofobica paneuropea che è stata messa a punto da Bernard Lewis, professore della Princeton University. Lewis, nato in Inghilterra è un prodotto dell'Arab Bureau ed è uno dei massimi controllori di Benjamin Nethanyahu, di cui è stato consigliere anche ufficialmente»
Questo Bernard Lewis è stato spesso ospitato come relatore dalla fondazione presieduta da Pera, assieme anche a Daniel Pipes un esperto di islamofobia nonché dichiarato antiarabo.
Tutto questo bailamme, ha ridestato perfino l’arzilla Fallaci, che afferma di voler preparare pure lei delle vignette islamofobiche…

 

In Iraq salta in aria il secondo luogo più sacro dei musulmani sciiti, la moschea Dorata di Samarra, per opera di un misterioso “commando in mimetica”. E «non c'è bisogno di essere complottisti per capire che i sospetti possono essere molti, e non solo i sunniti. Come si sa, tempo fa dei militari britannici sono stati arrestati [a Bassora] travestiti in abiti arabi, mentre giravano su un'auto armati»[2][2]  lo afferma Ray McGovern, ex analista della CIA!
Naturalmente la colpa è dei sunniti, e questo ha provocato centinaia di morti in scontri e instaurato un regime di terrore – con tanto di coprifuoco – in un paese già devastato dal genocidio anglo-americano.
Non vedete in tutto questo la mano di una entità superiore che sta spingendo allo scontro? Un’unica oscura mano che spingendo un po’ di là e un po’ di qua sta facendo il bello e cattivo tempo?
In tutto questo a fomentare l’odio, la rabbia, la paura ci pensano pure le truppe statunitensi d’invasione in Iraq che passano le loro giornate sparando di giorno dalle camionette, contro tutto quello che si muove. Una vera e propria “battuta di caccia” con tanto di punteggio: “10 punti per le jeep, i camion, 20 per le auto normali, e ben 50 per le utilitarie”.

 


Clicca sull’immagine per vedere il filmato 

 

Se non ci credete guardatevi il filmato qui sopra (cliccando sull’immagine) e potrete osservare come questi criminali al soldo degli eserciti, sparano senza ritegno e umanità contro civili in macchina, in furgone, in camion, provocando incidenti stradali e moltissimi morti. Ma per loro è un gioco, un gioco che sicuramente qualcuno gli ha detto e/o permesso di fare: il deleterio gioco del Terrore!
Questi zuzzurelloni sarebbero un gruppo di contractors americani della AEGIS
[3][3] (i civili delle ditte collegate all’industria bellica e/o petrolifera).
Come ho già detto: stiamo assistendo al più deleterio e pericoloso scontro di civiltà voluto e fomentato dai Poteri forti, e quello che manca è proprio un attentato, in stile 11 settembre, in Europa.
Lo dicono gli esperti americani del Center for Transatlantic Studies della John Hopkins University, riunitisi in Germania il 31 gennaio scorso. Noi, secondo tali esperti, viviamo nella «devastante convinzione che l’Europa sia in qualche modo immune da grandi attacchi terroristici»
[4][4]. Atteggiamento che cambierà, sempre secondo loro, quando ci troveremo di fronte un mega-attentato, che «non è questione di se, ma di quando»[5][5]
In questi giorni il nostro Premier si trova proprio negli Stati Uniti: semplice propaganda pre-elettorale o c’è dell’altro…? 
Stranamente sempre più fenomeni islamofobici ci stanno toccando molto da vicino, e non vorrei che qualcuno - in alto - avesse scelto l’Italia come bersaglio…

 

 
I veri polli siamo noi
Dr. Claudia Benfatti – tratto da Nexus ed. italiana nr. 59

 

Intorno ad un virus che alberga da sempre nell'organismo dei volatili, l'H5N1, si è costruito in pochi mesi un allarme planetario, un'emergenza che l'Europa affronta investendo milioni di euro per fare incetta di farmaci e prenotando vaccini che ancora non esistono e per la quale George Bush negli Stati Uniti spenderà 7 miliardi di dollari e dispiegherà l'esercito. A questo punto è utile cercare di capire il contesto in cui questa ennesima 'emergenza' si è diffusa gettando nel panico intere popolazioni e per far questo è altresì utile fare il punto sugli avvenimenti che hanno preceduto il momento attuale. Conoscere le premesse, aiuta sempre a leggere con occhi diversi il presente in cui si è calati.

 

Nel 2002, tutti si ricorderanno, scoppia il caso 'antrace': il bacillo del carbonchio, che provoca appunto l'antrace, diventa una minaccia globale in seguito alla caduta delle Torri Gemelle a New York e alla guerra preventiva al terrorismo annunciata dagli Stati Uniti. Si diffonde in pochi mesi il panico in tutto il mondo, i media e i governi affermano che chiunque, in qualunque momento, avrebbe potuto seminare la famosa 'polverina bianca' infetta provocando la morte di milioni di persone. Negli Usa tutti i militari vengono obbligati a ricevere il vaccino antiantrace, farmaco sperimentale dai pesantissimi effetti collaterali e prodotto dalla Bioshield, azienda nella quale esponenti del governo americano hanno partecipazioni; nel resto del mondo si fa incetta di vaccini che nessuno poi ha mai utilizzato, ci si assicurano quantitativi enormi di Cipro, un antibiotico prodotto in esclusiva dalla Bayer, che, grazie a vendite stratosferiche di questo farmaco, risolleva le sue sorti economiche e finanziarie ed evita il tracollo facendo lievitare le proprie quotazioni in borsa (1). Per mesi e mesi in Italia le città vengono sconvolte da allarmi e quarantene ogni qualvolta qualcuno vede fuoriuscire polverina bianca da un pacco, da una busta o da un contenitore.

 

Dopo qualche mese, e siamo tra il 2002 e il 2003, si scatena l'allarme sul vaiolo, malattia ormai eradicata che, però, governi e media affermano, potrebbe essere disseminata in qualunque momento da terroristi senza scrupoli che vogliono provocare stragi. Il panico si alimenta dei messaggi allarmistici, la gente fa la fila fuori dalle farmacie per chiedere di acquistare il vaccino antivaioloso, prodotto ormai non più in vendita, ma di cui l'allora ministro della sanità Girolamo Sirchia si affretta a fare incetta usufruendo del fatto che nel frattempo le ditte farmaceutiche avevano ripreso la produzione per soddisfare anche le richieste che provenivano da altre parti. Si rimpinguano le scorte, anche se nessuno dice che, se veramente la minaccia fosse rappresentata, come si dice, da un ipotetico virus geneticamente modificato dai terroristi, il vaccino conosciuto non servirebbe a nulla. Quando si chiudono i capitoli di spesa e si verifica che tutti abbiano avuto la loro parte, l'allarme cessa di colpo. I media non parlano più di antrace o vaiolo, i governi dimenticano di essersi preoccupati e passano ad altro, la gente oggi fatica persino a ricordare che cosa sia l'antrace.
Tra il 2003 e il 2004 l 'attenzione si sposta sull'allarme successivo: la Sars. Ogni giorno, mille volte al giorno, sugli schermi televisivi e nelle fotografie sui giornali vengono proposte immagini di persone protette da mascherine, gli esperti consigliano persino di pigiare i pulsanti dell'ascensore solo dopo avere indossato i guanti e si comincia a parlare di una nuova "geniale" ipotesi: la temuta pandemia influenzale, cioè un micidiale virus che nessuno sa quando arriverà nè cosa potrà mai essere, ma che certamente prima o poi farà la sua comparsa e farà milioni di morti. L'ipotesi è geniale perchè in grado di gettare nel panico, nella psicosi, nell'angoscia popolazioni intere senza che ci sia il bisogno di identificare e mostrare ciò che costituirebbe la minaccia. Non c'è nemmeno bisogno di identificare e mostrare un virus trovato e studiato, affermando che di quello si deve avere paura; no, è sufficiente affermare che prima o poi un virus che ancora non esiste arriverà e che sarà micidiale. Più semplice di così...

 

In quel frangente, si comincia ad affermare che i sintomi influenzali e la polmonite provocati da un nuovo coronavirus, individuato nel sud est asiatico, potrebbero essere uno dei primi segnali di questa pandemia influenzale che gli esperti si attendono. Al quadro clinico si dà il nome di Sars, un acronimo che passa di bocca in bocca e in poche settimane tiene banco persino nelle discussioni tra casalinghe. Gli esperti pongono al mondo e a se stessi questa domanda: sarà la Sars la terribile pandemia che attendiamo? Una volta individuato il presunto responsabile di quella che viene definita una nuova micidiale polmonite, il coronavirus asiatico, le ditte si buttano a capofitto nella ricerca e sperimentazione di un vaccino specifico, grazie ai fondi stanziati in anticipo da enti istituzionali e governi. Vengono passati al setaccio tutti coloro che starnutiscono dopo essere scesi da un volo aereo proveniente dalla Cina o da Hong Kong, gli Stati Uniti annunciano che useranno l'esercito per costringere la popolazione ad osservare le quarantene qualora necessario. Gli esperti, alla vigilia della vaccinazione contro l'influenza stagionale di quell'autunno, raccomandano caldamente di farsi somministrare il vaccino disponibile, perchè, anche se non c'entra nulla con il coronavirus della Sars e non copre da quella, è comunque utile "a prescindere". La gente si accalca nelle farmacie, si crea l'equivoco, la maggior parte della gente pensa che il vaccino contro la normale influenza sia una panacea contro i pericoli che incombono sul genere umano. Poi, ancora una volta, di colpo l'allarme cessa. Dopo un po' nessuno ne parla più, tutti dimenticano la Sars.

 

E arriviamo all'estate 2005. Nei primi mesi dell'anno l'accenno alla cosiddetta influenza aviaria fa una prima comparsa sui giornali, ogni tanto qualcuno ne parla, ma siamo ancora tra la fine dell'inverno e la primavera. Poi d'improvviso il martellamento mass-mediatico si fa dirompente, le pagine dei quotidiani si riempiono di fotografie di anatre, polli e pappagalli morti, ricompaiono le mascherine bianche e ricompare l'allarme pandemia. Nel 2005 non è più la Sars il candidato, ma diventa un virus che alberga da secoli nell'organismo dei volatili e che quindi è molto semplice da cercare e trovare esaminando i tessuti delle anatre, dei polli e degli uccelli: l'H5N1, che fa parte di una "famiglia" assai più vasta di virus dei polli, la maggior parte praticamente innocui per la specie umana. Nell'H5N1, individuato in alcuni polli negli allevamenti intensivi del sud est asiatico, si riconosce il nuovo nemico dell'umanità e il monito che si diffonde massicciamente è: "è in arrivo una tremenda pandemia, a causarla potrebbe essere il virus dell'influenza aviaria, e quando arriverà farà sicuramente milioni di morti". Durante l'estate e l'autunno 2005 si genera l'equivoco, voluto o meno: all'aviaria viene dato il nome di influenza, la gente si confonde, i medici non fanno molto per sanare il malinteso, ed esperti e governi finiscono, ancora una volta, per sollecitare tutta la popolazione a vaccinarsi in massa contro la normale influenza stagionale. Poi però proprio la Cochrane Vaccines Field (uno dei maggiori centri di ricerca a livello nazionale proprio sui vaccini), per bocca del portavoce in Italia Tom Jefferson, afferma: "Vaccinarsi contro l'influenza stagionale non serve assolutamente a nulla se si parla di aviaria. Anzi, dirò di più: il diffuso allarmismo è sospetto e assomiglia ad una colossale montatura" (2). E Jefferson, eliminando ogni ulteriore dubbio in proposito, afferma anche che, riguardo la normale influenza umana stagionale, "gli attuali vaccini antinfluenzali sono poco efficaci soprattutto sugli anziani e pressochè inutili sui bambini in tenera età" (3).

 

Cerchiamo allora di capire quanto c'è di vero in questo ennesimo allarme-pandemia. "Ci sono già state epidemie di influenza aviaria in passato tra i volatili, non è certo la prima volta che questo accade - spiega ancora Jefferson - e sono state tutte contenute con normali misure veterinarie. Questo gran baccano mi puzza di montatura". L'influenza sui polli, dovuta ai diversi virus della famiglia cui si fa riferimento oggi, è stata descritta già alla metà del 1800 e mai nessuno, fino ad oggi, si era mai sognato di addebitare ad essi una pandemia (cioè un'epidemia di dimensioni globali) che avrebbe riguardato gli esseri umani. Si pensi che solo a partire dal 1997 in Italia sono stati registrati sei momenti in cui diversi virus aviari hanno colpito gli allevamenti di varie regioni (4); eppure solo oggi uno di questi si è trasformato nel presunto nemico che tiene in scacco il mondo intero. L'Istituto Superiore di Sanità ha registrato negli anni passati vari focolai di virus aviari che hanno colpito polli, quaglie e tacchini in Veneto e pianura Padana: hanno nomi strani, H5N2, H7N1, H7N3. Tutto è sempre stato risolto con normali misure veterinarie, come si può fare con le malattie tipiche che affliggono, per esempio, cani e gatti. Fino a che c'era da occuparsi di antrace, di Sars, di influenza stagionale, di morbillo, i virus aviari rimanevano in un angolo, emarginati. Invece oggi, d'improvviso, sono balzati agli onori delle cronache e tra loro gli esperti ne hanno individuato uno, uno solo, particolarmente "cattivo": l'H5N1. Identificare un unico nemico significa naturalmente dare la possibilità a chi produce farmaci e vaccini di focalizzare energie, denaro e attenzione in un'unica, proficua direzione. E così è stato. In Italia il ministro Storace ha concordato con le ditte farmaceutiche il diritto di prelazione su 35 milioni di dosi di un vaccino che ancora non esiste (potrebbe venire prodotto solo se comparisse un virus pandemico, che oggi ancora non c'è) , stanziando 5 milioni e mezzo di euro; altri 50 milioni di euro sono stati stanziati per fare scorta di farmaco antivirale, poco efficace, ma estremamente redditizio per la Roche , che produce in esclusiva il Tamiflu, prescelto come unico antivirale da usare contro i virus aviari; presunti esperti di aviaria hanno invitato a metà ottobre l'Unione Europea a finanziare le ditte con 150 milioni di euro per sviluppare 'prototipi' di vaccino; negli States George W. Bush ha chiesto al congresso di sborsare 7 miliardi di dollari per acquistare farmaci, prenotare vaccini e mobilitare l'esercito.

 

Quindi, tutta l'attenzione è concentrata sull'H5N1, ma nessuno che spieghi che non è quello il virus cui si potrebbe mai attribuire una pandemia: il virus che tutti annunciano come imminente e pericoloso ancora non esiste. Infatti, poichè i virus dell'influenza aviaria esistono da secoli e sono praticamente innocui per l'uomo, per poter ipotizzare una potenziale diffusione epidemica da uomo a uomo di malattia virale, occorrerebbe attendere la comparsa di un nuovo virus, che ancora non esiste e che nessuno sa se mai esisterà e comparirà, nato dalla ricombinazione di un virus aviario, che potrebbe essere l'H5N1 come qualsiasi altro, con un virus dell'influenza stagionale o qualunque altro virus, come spiega chiaramente il dottor Ernesto Burgio, pediatra ed immunologo (5). E' evidente che è iniziata una schizofrenica caccia alle streghe sulla base di ipotesi-fantasma. Lo spiega bene anche Maria Rita Gismondo, direttore del laboratorio di microbiologia dell'ospedale Sacco di Milano (6): "Ci sta facendo paura un fantasma - dice - il virus di cui tutti hanno terrore semplicemente non esiste, così come non esiste il vaccino umano contro l'influenza aviaria. Non conoscendo il virus, poichè non c'è, non sappiamo nemmeno se i farmaci antivirali di cui tutti fanno scorta siano efficaci oppure no". E ancora, Emilio Bajetta, presidente dell'associazione italiana di oncologia medica: "Non c'è alcuna evidenza scientifica e concreta che si possa avverare nel breve periodo quella che viene annunciata come una pandemia" (7). Di fronte alle evidenze, lo stesso ministro Storace, quello che ha fatto scorta di vaccini e farmaci, è costretto ad ammettere: "c'è una psicosi immotivata, non c'è infatti nulla" (8).

 

Ma allora chi, quanti e dove sono quei morti che ogni tanto vengono citati dai giornali? Sono in tutto 60 persone negli ultimi 3 anni (su circa 6 miliardi di persone nel mondo) che, stando a strettissimo contatto con polli in allevamenti intensivi di 4 paesi del sud est asiatico senza la minima osservanza di principi di igiene, hanno contratto il 'vero' H5N1, cioè il virus aviario, incapace di generare epidemie di sorta, ma che dalla gallina può essere trasmesso all'uomo in condizioni di vita precarie, così come il carbonchio degli animali può passare all'uomo se si usano le pelli infette, così come alcuni virus di cani e gatti possono passare all'uomo se non vengono osservate banali norme igieniche. E sono secoli che, in quelle precarie condizioni igieniche, alcuni virus aviari passano dai volatili all'uomo. Ma quell'H5N1, non ricombinato e quindi non pandemico, non ha alta contagiosità e non può passare da uomo a uomo, condizione indispensabile affinchè si possa parlare di epidemia o pandemia.

 

Allora, bisognerebbe chiedersi quale sia la ragione per la quale, se la pandemia non esiste e nessuno sa nemmeno se e quando arriverà, il panico si sia già radicato in gran parte della popolazione. "Molte affermazioni allarmistiche - osserva il mensile Altroconsumo - sono emerse da un convegno sull'influenza tenutosi a Malta alla metà di settembre. Il convegno era sponsorizzato dalle aziende produttrici di vaccini antinfluenzali e di farmaci antivirali. Tra queste la Roche " (9). E le previsioni che hanno permesso di annunciare che "prima o poi una pandemia ci sarà" sono basate sulle considerazioni teoriche degli epidemiologi, che sostengono come "ogni 40 anni, più o meno, si dovrebbe verificare un'epidemia influenzale". Nessuno ha però fatto notare che l'epidemiologia è una scienza assai recente (esiste da appena qualche decennio) e che, quindi, ha potuto finora considerare periodi di tempo estremamente brevi, forse troppo per azzardare previsioni e stime sulle basi delle quali smuovere nazioni intere e incutere terrore nella popolazione mondiale. Inoltre, spiega sempre la dottoressa Gismondo, "la nostra popolazione non è più quella di 40 anni fa od 80 anni fa, è meglio nutrita e pulita, così come sono all'avanguardia i nostri mezzi di contenimento". Il direttore generale dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha detto: "Non si sa quando, ma una pandemia si verificherà. Manca solo una condizione alla realizzazione di questo evento: un virus in grado di trasmettersi rapidamente da uomo a uomo". Ebbene, secondo lo stesso principio, si potrebbe validamente affermare: "Non so quando, ma diventerò miliardario. Manca solo una condizione essenziale: che prima o poi scopra l'esistenza di un parente ricco che mi ha inserito nel suo testamento".

 

Ma non si è solo provocato un enorme allarme, lo si è anche fatto finalizzando gli sforzi. Infatti si è generato un totale equivoco tra la popolazione, che è stata sollecitata oltre misura, in nome della catastrofe imminente, a vaccinarsi contro la semplice influenza stagionale, con l'ovvio risultato che il vaccino antinfluenzale è andato a ruba. Procedere in questo modo potrebbe non essere innocuo. "Se c'è un'annata in cui il vaccino antinfluenzale non andrebbe consigliato è proprio quello in cui si teme la pandemia - spiega Ernesto Burgio - se è vero che uno dei rischi è che l'H5N1 si ricombini con i ceppi influenzali, che sono quelli da cui sono tratte le proteine usate per fabbricare vaccini, è facile capire che vaccinando in massa l'H5N1 potrebbe ricombinarsi proprio con il ceppo vaccinico acquisendone gli antigeni e rischiando di scatenare nel soggetto vaccinato un vero e proprio uragano citochinico. Se c'è una regola universalmente accettata è proprio quella secondo cui, in caso di allarme prepandemico o di pandemia dichiarata, la vaccinazione è una strategia inutile se non pericolosa". Da queste affermazioni possono discendere almeno tre ipotesi: 1) gli esperti hanno raccomandato il vaccino antinfluenzale perché tanto sono certi che la pandemia non ci sarà e quindi sanno di non mettere a rischio la popolazione; ma significherebbe che è tutto una grossa bufala; 2) Gli esperti temono la pandemia, non sanno che vaccinare in massa in questa fase è pericoloso e lo consigliano senza essere consapevoli delle conseguenze; ma allora c’è da chiedersi che razza di esperti siano; 3) gli esperti temono la pandemia, sanno che vaccinare in massa può essere pericoloso ma lo fanno comunque; questa pare una ipotesi troppo inquietante per essere considerata.

 

Altre riflessioni interessanti sono proposte da Vittorio Demicheli, della Cochrane Vaccines Field (10): “Le decisioni che riguardano la salute della popolazione, vaccinazioni comprese, comportano gravi responsabilità e non possono certo essere basate su ipotesi, opinioni o pressioni interessate. (…) Decidere di vaccinare un terzo della popolazione italiana con il vaccino antinfluenzale attuale è una scelta discutibile. (…) Le industrie poi hanno fatto questa proposta, autodefinita come ‘etica’: in caso di pandemia il vaccino sarà distribuito tra i vari Paesi in modo proporzionale alle quantità consumate ogni anno. In altri termini: chi vuole avere il vaccino deve impegnarsi subito a consumare, ogni anno e per sempre, almeno un terzo della quantità che sarebbe sufficiente per tutta la popolazione. Questa è la proposta cui il nostro Paese ha aderito inserendo, già nella circolare relativa alla campagna vaccinale 2005, l’obiettivo di vaccinare almeno il 33% della popolazione”. Una manovra che si fatica duramente a definire etica. Le ditte attuano una sorta di ricatto, cioè: Hai paura della pandemia e vuoi assicurarti una certa quantità del vaccino che semmai nascerà? Bene, allora impegnati subito, ora e per sempre, a vaccinare contro l’influenza chi più puoi e noi ti venderemo tanto vaccino antipandemico quanto vaccino antinfluenzale tu avrai nel frattempo somministrato, raggiungendo almeno un terzo della popolazione totale.

 

Eppure le ditte, anche se hanno ormai quasi totale mano libera, non sono ancora del tutto tranquille. Rimane infatti lo spettro delle cause che alcuni potrebbero intentare contro di loro se danneggiati dal vaccino (in Italia l’indennizzo lo paga lo Stato, ma negli Stati Uniti a sborsare sono direttamente le ditte farmaceutiche). Allora, ecco che nasce l’idea: lo scorso 7 ottobre il presidente Bush ha ricevuto alla Casa Bianca una delegazione di imprenditori farmaceutici e ricercatori impegnati nella produzione di vaccini per combattere i virus dei polli. Gli imprenditori gli hanno chiesto di ottenere l’assoluta immunità dalle cause legali che possono nascere per gli effetti collaterali dei vaccini (11). Detto e fatto. Già a novembre nasce il progetto di legge federale (la numero S. 1873) che punta a concedere alle ditte la totale protezione dalle cause legali in caso di danni dovuti a vaccini aviari somministrati agli americani. La legge ha un nome nobile, “Biodifesa, vaccino pandemico e sviluppo di farmaci”, ma in realtà nella sostanza impone agli americani di ricevere vaccinazioni contro una malattia che ancora non esiste (12) e li priva del diritto costituzionalmente garantito di adire in giudizio in caso di danno o morte. L’obiettivo della legge è anche quello di impedire ai cittadini di appellarsi al Freedom of Information Act e altre leggi simili per scoprire se il nuovo vaccino (quando sarà prodotto) sia efficace e sicuro e se qualcuno abbia manifestato reazioni avverse.

 

Ebbene, a fronte di tutto questo, i giornali continuano a raccontare soltanto che: a) saranno fatti accertamenti sulla carcassa di un gallo trovato morto in un villaggio dell’entroterra brasiliano. Tanti bambini muoiono di fame e miseria da quelle parti, ma il gallo….b) un pappagallo morto improvvisamente in Gran Bretagna ha gettato nel panico l’intera popolazione del Regno Unito; c) sono negativi i test su un tacchino morto sull’isola greca di Chios e su alcuni piccioni nel nord ovest dell’Ungheria; d) a Baghdad, dove da anni si bombarda anche l’aria e migliaia di persone innocenti sono morte e continuano a morire, si teme per alcuni uccelli morti in alcuni quartieri della capitale.
E quando Legambiente, parlando di virus aviari, attacca le condizioni pazzesche degli allevamenti intensivi di polli che favoriscono il deperimento dell’animale e dell’uomo che poi lo mangerà, la risposta arriva dal Comune di Vicenza, che in novembre ha emesso un’ordinanza con la quale obbliga tutti coloro che allevano polli in maniera rurale e naturale e tenere le bestie chiuse dentro un pollaio a tenuta stagna per evitare la eventuale contaminazione. E come non citare la decisione della Società Italiana di allergologia e immunologia pediatrica di avviare una ‘catena di Sant’Antonio’ con le e-mail per “raggiungere i genitori e convincerli dell’utilità della vaccinazione antinfluenzale sui figli” (13) o la dichiarazione del ministro Storace, secondo cui la vaccinazione antinfluenzale va consigliate “sia perché è una corazza, sia come abitudine psicologica” (14).

 

1) "Virus letali e terrorismo mediatico", Claudia Benatti. Ed. Macroedizioni, 2002
2) L'intervista a Tom Jefferson è contenuta nell'articolo "Aviaria: la pandemia che non c'è", curato da Claudia Benatti, dedicato all'influenza aviaria pubblicato sul numero di novembre della rivista Aam Terranuova (www.aamterranuova.it)
3) Tom Jefferson è co-autore di due studi pubblicati sulla prestigiosa rivista medica The Lancet sull'inefficacia dei vaccini antinfluenzali soprattutto su anziani e bambini, il primo pubblicato il 26 febbraio 2005, Vol. 365, pag. 773-780, il secondo l'1 ottobre 2005, Vol. 366, pag. 1165-1174
4) Epicentro, bollettino dell'Istituto Superiore di Sanità
www.epicentro.iss.it/focus/flu_aviaria/busani.asp
5) "Aviaria: la pandemia che non c'è", novembre 2005, Aam Terranuova
6) Ansa, Milano, 18 ottobre 2005
7) Ansa, Napoli, 20 ottobre 2005
8) Ansa, Roma, 22 ottobre 2005
9) "Influenza aviaria: una epidemia di disinformazione", Altroconsumo, 26 settembre 2005
10) “Vaccinazione e pandemia” di Vittorio Demichel, Cochrane Collaboration Vaccines Field, pubblicato su Epicentro, bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità
www.epicentro.iss.it/discussioni/pandemia/demicheli.asp
11) Ansa, Washington, 7 ottobre 2005
12) Un bell’articolo in proposito è stato pubblicato sul giornale americano NiagaraFallsReporter l’1 novembre 2005 a firma di John Hanchette
www.niagarafallsreporter.com/hanchette179.html
13) Ansa, Roma, 19 ottobre 2005. Ad illustrare l’iniziativa è stato il presidente della Siaip Alberto Ugazio
14) Ansa, Roma, 18 ottobre 2005

 

Chemioterapia, no grazie!
Tratto dalla rivista "Scienza e Conoscenza" -
www.scienzaeconoscenza.it 

 

Quanti oncologi si curerebbero con la chemio?
64 su 79 si dimostrano riluttanti!

 

Qualcuno si è mai chiesto se l'oncologo, in caso di bisogno, acconsentirebbe a farsi trattare con la chemioterapia? Sorpresa!...
Contrariamente alle nostre supposizioni - e anche se i media si guardano bene dal divulgarlo - esiste una grande sfiducia tra gli oncologi riguardo la chemioterapia. Da indagini e questionari si rileva che, ad esempio, tra gli oncologi americani 3 medici su 4 (il 75%) rifiuterebbero qualsiasi chemioterapia, a causa della sua inefficacia e dei suoi effetti devastanti per l'organismo umano.
Ecco alcune delle testimonianze di medici a riguardo:

 

"Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università della California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: [...] quando non sono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano." Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate". [Walter Last, "The Ecologist" vol 28, n. 2, marzo/aprile 1998].

 

"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti". [Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol 337, p. 901].

 

"I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale". [Edward G. Griffin, "World Without Cancer", American Media Publications, 1996].

 

"Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano - mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della chemioterapia". [Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000].

 

"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia [...].Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico." Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi. [Lancet, 10 agosto 1991]

 

Tratto dal libro del dottor Tullio Simoncini(oncologo): Il cancro è un fungo
Fonte:
www.movimentoconsensus.org

 

Il conflitto Islam-Occidente:
Il conflitto Islam-Occidente: in questi giorni una forte accelerazione che ci riguarda tutti (Parte I)
Qualcuno soffia sul fuoco. Alcuni retroscena importanti. Cosa possiamo aspettarci? Cosa possiamo fare?
Una prospettiva spirituale.
di Fausto Carotenuto  -  1 marzo 2006
www.ilternario.it

 

L’esplosione della fiabesca cupola d’oro di Samarra è un passo importante e ben studiato della strategia in corso per allargare il conflitto “di civiltà” tra Occidente ed Islam, e per infuocare ulteriormente il vortice mediorientale.  Si aggiunge ad una serie di eventi che stanno decisamente alzando il livello della tensione. Mentre la guerra in Iraq continua con la quotidiana conta di decine di morti, le ansie, gli odi e le preoccupazioni vengono sollecitati scientificamente, come in un esperimento di laboratorio. La faccia poco rassicurante del Presidente iraniano tuona contro l’esistenza Israele e per reazione i nostri oscuri neocon organizzano fiaccolate che si richiamano ai buoni sentimenti, ma sono popolate anche da strani individui. In Palestina il violento partito religioso Hamas vince delle elezioni dubbie a discapito della laica OLP del defunto Arafat, e la tensione israelo-palestinese sale improvvisamente. Le ombre di nuove violenze si allungano su quella martoriata regione, mentre il livello di ansia delle popolazioni locali ritorna a picchi elevatissimi.

 

Immagini di violenza delle truppe di occupazione, sia nel carcere di Abu Ghraib, che in quello di Guantanamo, oltre a quelle dei soldati inglesi accaniti contro poveri ragazzetti, vengono accuratamente tirate fuori dagli archivi in cui erano depositate da tempo, per ravvivare l’odio islamico e quello di tanti occidentali. Che non ne possono più di Bush, Blair, Berlusconi…e di tutta la bieca “banda del buco” che sembra coinvolta in un “risiko” predatorio e miope. 
Un giornale neocon danese, fratello di analoghe operazioni editoriali in corso da noi, lancia stupide ed offensive vignette come vere e proprie bombe nell’immaginario islamico. E dall’altra parte strani gruppi sono pronti a cogliere al balzo l’opportunità di scatenare le piazze. Una caricatura paonazza di superman padano slaccia coraggioso la camicia e fa vedere una maglietta con una vignetta offensiva del Profeta,  e subito in Libia viene fuori una manifestazione violenta contro il consolato italiano a Bengasi… La faccia un po’ intontita e contemporaneamente truce del solito presidente iraniano Ahmadinejad sostiene minacciosa la libertà di Tehran di dotarsi di tecnologia nucleare… E Bush, Cheney, Condoleeza Rice e Rumsfeld perfezionano i piani militari di attacco alla Persia, e ne parlano tranquillamente, come di una cosa “buona e giusta”…

 

Ma che sta succedendo? Come mai tutti questi personaggi, gruppi ed apparati sono all’opera, in perfetta sintonia tra loro, per far crescere rigogliose le male piante dell’odio, della paura e della violenza? 
Per comprendere quello che sta accadendo bisogna probabilmente fare riferimento al criterio del punto di vista spirituale.  Bisogna cercare di porsi in una posizione più elevata del normale. Altrimenti non si riesce ad avere una prospettiva adeguata che consenta di interpretare i fatti nel loro senso profondo.  Si continua a rimanere emotivamente o intellettualmente impigliati ai fatti stessi ed alle loro connessioni più immediate.
 Sembra strano, ma ogni volta che si vogliono capire i fenomeni della vita, non possiamo non tenere conto del quadro di fondo. Questo vale sia per la comprensione della nostra vita individuale che di quella collettiva.
Riporto quindi in nota e molto brevemente alcuni elementi di fondo della visione spirituale dei fatti politici mondiali, già esposti in precedenti articoli.
[1]  Chi già li conosce non ha bisogno di leggerli, mentre, per chi è curioso di approfondire questa interpretazione “fuori dal coro”, è forse bene dar loro un’occhiata, prima di andare avanti.[2] Altrimenti le varie considerazioni potrebbero sembrare incomprensibili.

 

Secondo questo tipo di interpretazione, un gruppo di poteri oscuri ha deciso, per rallentare la possibilità di “risveglio” spirituale dell’umanità, di lanciare  un Terzo conflitto mondiale prolungato, basato sul tema del confronto di civiltà tra Occidente ed Islam.
La preparazione di questo conflitto è antica di oltre un secolo. 
Si intravedono le tracce preparatorie alla fine dell’800 ed ai primi del novecento, quando sono stati incoraggiati alcuni movimenti all’interno del mondo ebraico e di quello islamico.
Sono state poste le radici di uno scontro futuro, che in parte ha condizionato il secolo scorso in misura crescente,  attraverso le varie crisi mediorientali. Ma che ora è “maturo”, dal punto di vista organizzativo e di lavoro psicologico sulle masse, per portare ad esplosioni di portata ben maggiore, a livello globale, e di lunga durata.

 

Cosa è successo circa un secolo fa?  
Le logge oscure trasversali e al di sopra dei contesti puramente occidentali o islamici, hanno deciso di forzare il progetto di creazione dello Stato di Israele, perché ponesse un elemento potenzialmente conflittuale nel cuore del mondo islamico. Sono state quindi incoraggiate e sostenute le iniziative e la crescita dell’originario movimento sionista. Probabilmente del tutto ignaro della strumentalizzazione. Fino ad arrivare alla vera e propri creazione del tutto artificiosa dello stato di Israele.
Inoltre, il meccanismo di scelta delle famiglie regnanti e dei capi di stato del mondo islamico, successivamente alla dissoluzione dell’impero ottomano e poi agli esiti della seconda guerra mondiale, ha portato al potere una serie di dinastie e di personaggi legati a doppio filo alle fratellanze oscure. Il popolo ebraico – dilaniato dal nazifascismo, promosso dagli stessi poteri – si è trovato incuneato in un progetto di Stato che lo ha fatto capitare al centro di una guerra senza fine.
[3]

 

Gli ideatori del conflitto arabo-israeliano hanno con un solo colpo deviato verso odi, rancori, violenza e guerre, l’elevatissimo stato di coscienza del popolo ebraico. Attenuandone fortemente il contributo positivo al resto degli uomini, quanto mai importante nella nostra delicata epoca di risveglio della coscienza. Hanno trascinato le energie ed i capitali dell’ebraismo mondiale e del petrolio islamico ad esaurirsi e concentrarsi per decenni nel buco nero del conflitto arabo-israeliano. Ne hanno approfittato le bande dei banchieri, dei petrolieri e dei venditori di armi occidentali, ben remunerati per il fatto di farsi portatori dei progetti delle fratellanze oscure che li manovrano.
Contemporaneamente nel fronte islamico le logge trasversali hanno fatto in modo, a partire dallo stesso periodo, che venissero alimentate forme di integralismo e di fondamentalismo, attraverso la creazione di gruppi e sette semisegreti. Con il compito di iniziare un lungo lavoro di infiltrazione e  di estremizzazione del movimento islamico. Un lungo lavoro di deviazione dei giovani, di esaltazione del fanatismo, di spinta al sacrificio in nome di Allah o del Profeta. Ma in realtà in base a principi di obbedienza cieca al loro “maestro”, o imam, o sheick…

 

I casi più eclatanti sono la fondazione e la forte crescita in Egitto e nel resto del mondo islamico dei Fratelli Musulmani, una strana, potentissima organizzazione semisegreta e molto articolata, capace da sempre di influenzare pesantemente dal di dentro sia i governi che le loro opposizioni. In grtan parte dei paesi arabi. E poi l’Hojattieh iraniano, che comincia combattendo ferocemente l’“eresia” Bahai, ma che si sviluppa come forza oscura in collegamento con analoghe forze “nere” occidentali. Fino a prendere il potere nell’Iran attuale. E poi i gruppi integralisti wahabiti, dai quali nascono le retrive monarchie della penisola arabica, e quella saudita in particolare. E poi ancora strane sette indo-pakistane, gruppi segreti siriani, libanesi, sudanesi, somali, algerini, libici, marocchini, indonesiani, filippini, ecc…
Tutti apparentemente scollegati, ma tutti connessi ad una strategia di fondo mirante a radicalizzare le masse ed a preparare la manovalanza ideologizzata e fanatica in vista dello scontro che si sta realizzando ora.
Chi ha finanziato questo sforzo? Il petrolio. Da dove vengono i soldi del petrolio? Dal perverso sistema di sfruttamento delle risorse petrolifere, completamente in mano a logge oscure occidentali, con fortissimi addentellati nel mondo islamico.

 

Dove si trovano ora le tracce di questo apparato, di questa macchina da guerra ideologica, apparentemente cieca, pronta a tutto?
Ovunque. I Fratelli Musulmani, i Wahabiti, l’Hojattieh e gli altri hanno silenziosamente costruito delle enormi reti di propaganda e di supporto. Ed i frutti vengono fuori a comando: Hamas, la nuova vincente formazione politico-militare palestinese, è una creatura dei Fratelli Musulmani.  La maggior parte dei gruppi integralisti all’opera nel mondo fanno parte di organizzazioni collegate ai gruppi sorti oltre un secolo fa. Cresciuti all’ombra oscura di certe Madrase (scuole islamiche) e allevati all’odio dal conflitto con gli israeliani e dalla incontinente e ingombrante presenza coloniale e poi neocoloniale degli occidentali. Le infiltrazioni arrivano ovunque attraverso le comunità islamiche nel mondo, fino alle nostre città… 
Naturalmente le stesse fratellanze che hanno spinto il sionismo e le organizzazioni islamiche, sono all’opera da tempo perché l’iniziativa del megaconflitto venga presa in mano da forze occidentali militarmente e finanziariamente potenti e completamente sotto controllo.  L’attuale amministrazione americana e la gran parte dei governanti occidentali sono il prodotto di un lungo lavoro ai fianchi del sistema politico, che li ha “distillati” accuratamente negli ultimi decenni. Personaggi pronti a tutto: ciechi e biechi esecutori di strategie che nemmeno conoscono in pieno. Sufficientemente avidi, ambiziosi, abbacinati dal potere, da non farsi troppe domande. E da svolgere il loro ruolo di esecutori privi di scrupoli, ma soprattutto – specie in occidente – di “addormentatori” delle coscienze della gente. “Teniamoli addormentati con la televisione, l’informazione sbagliata, il teatrino di una finta democrazia, medicine alienanti, cibi privi di vita… Se, nonostante tutto, tentano di risvegliarsi, diamogli colpi di bombe, di emergenze, di guerre, di pandemie… riempiamoli di paure e di ansie.. togliamogli la fiducia in se stessi. Lasciamoli giocare con i videogiochi, lo sport, la cocaina, i beni di consumo. Continuiamo a incasellarli in religioni lontane dall’uomo, incapaci di dar loro veramente una mano… che li tengano addormentati… Teniamoli schiavi, in un mondo senza spirito.”

 

Cerchiamo ora di reinterpretare brevemente quello che sta accadendo in questi giorni, alla luce dei grandi movimenti di correnti spirituali 
Vari eventi, appositamente accentuati dalle forze dell’ostacolo, vanno nella direzione di sollevare odi reciproci, per abbassare il tasso di vibrazione delle nostre anime, sia in occidente che nel mondo islamico:
Le dichiarazioni di Ahmadinejad sulla necessità di cancellare Israele, colte al balzo dai neocon nostrani; fomentatori di odio a braccetto… 
Le vignette sul Profeta, afferrate al volo dai gruppi oscuri islamici; lo scopo è quello di trascinare nel vortice di odio non solo le popolazioni islamiche, ma anche quelle a maggiore livello di coscienza civile, quelle nord-europee. Così come le bombe di Londra, l’assassinio del regista olandese, la rivolta delle periferie francesi… Per sbilanciare verso il basso l’Europa…
L’ineffabile ministro padano che chiaramente “non sa quello che fa” mostrando la maglietta con un sorrisino scarsamente sveglio. E subito le manifestazioni libiche, in un Paese dove  cose de genere non avvengono mai, se Gheddafi non vuole. Ma uno dei segreti della Libia è la connessione tra alcuni importanti gruppi oscuri italiani ed il regime del colonnello. Messo al potere e poi protetto, armato e sostenuto da questi gruppi ormai da quasi cinquant’anni. Per organizzare questa sceneggiata di odio e di morte saranno bastate un paio di telefonate… 
Con tempi ben precisi, per non far calare la tensione e per coltivare l’odio, compaiono vecchie immagini di soldati inglesi che picchiano selvaggiamente ragazzini iracheni. E poi ancora escono fuori immagini e racconti agghiaccianti delle torture nel carcere di Abu Ghraib, compresa una “presenza” italiana tra gli interrogatori… Questo più che un carcere sembrava il tragico set di un fotografo sadico… Una vera e propria operazione di propaganda di odio… E poi le immagini di Guantanamo, e l’ONU – i cui vertici sono influenzati dagli stessi gruppi oscuri – che dichiara quanto sia riprovevole e fuori da ogni norma di diritto quello che gli americani fanno nella prigione caraibica. Cibo per odiare…

 

E poi Hamas, una costola degli oscuri Fratelli Musulmani, violenta e terrorista, che vince dubbie elezioni… Perché dubbie? Quale scelta reale ha avuto il popolo palestinese tra Hamas e una vecchia classe politica dell’OLP ormai priva di ideali  e da anni  manifestamente ipercorrotta dal denaro arabo ed occidentale? E per di più sotto la tensione dell’occupazione e delle angherie di Sharon. Questo povero, simpatico, intelligente popolo palestinese, ha votato in massa per chi riteneva fosse onesto ed ancora motivato da ideali…  E’ lo stesso schema seguito in Iran dai fondamentalisti islamici per prendere il potere: per decenni sono apparsi alla gente come gli unici che si occupavano dei poveri e che erano onesti. Degli esempi luminosi se paragonati alla supercorrotta classe ricca legata allo Shah. Su queste basi è nata la rivoluzione iraniana di Khomeini “il puro”.  Una volta conquistato il potere, hanno gettato la maschera da agnelli disinteressati e con ferocia si sono aggrappati alle leve di comando. Sacrificando e mettendo da parte i “duri e puri “ della rivoluzione.    Ma in entrambi i casi “qualcuno” ha consentito, favorito, predisposto, la presa di potere di questi estremisti. Perché i loro vertici sono segretamente ben controllati e disposti a tutto… Disposti a lanciarsi in un conflitto, in un vortice di guerra in crescita, tutto ancora da sviluppare… per il quale servono esecutori pronti e fedeli.

 

E naturalmente la vittoria di Hamas ha riportato indietro le lancette delle speranze del popolo israeliano. La tensione, il senso di insicurezza, la paura, l’odio dell’opinione pubblica israeliani sono certamente in aumento. L’intento è di farne uno strumento duttile e potente sul fronte dell’escalation nel conflitto con l’Islam.  Non certo di fargli fare la pace. 
La questione del nucleare iraniano da una parte è vera, e da una parte viene montata ad arte, soprattutto dall’amministrazione Bush, per rendere possibile una forte crescita del conflitto, mediante una aggressione all’Iran.  Cibo per l’odio nel mondo islamico, e per l’odio di tante coscienze occidentali, che non ce la fanno più a subire le iniziative di questa amministrazione aggressiva, predatoria, apparentemente cieca e sorda, e comunque tragicamente ridicola. Con tutto il codazzo di politici europei pronti ad adeguarsi…

 

E ora, ad aumentare il senso di disorientamento, di violenza e di paura nella regione, la spinta per una guerra civile interirachena, e forse interregionale, tra sciiti e sunniti. L’esplosione della cupola sciita di Samarra è solo l’ultimo episodio di una serie di attacchi e di episodi di grande impatto e di grande violenza tendenti a trascinare le masse in uno scontro generalizzato. Particolari attenzioni sono state rivolte agli sciiti iracheni. Perché?  Le gerarchie religiose ed i fedeli sciiti iracheni non avevano seguito affatto la spinta integralista della rivoluzione islamica khomeinista iraniana. Non condividevano la costituzione di una teocrazia. E alcune guide spirituali sciite irachene – alcuni Ayatollah “ozmah” - erano di rango religioso perfino superiore a Khomeini. Non ne hanno subito l’influenza. Le posizioni estreme di tipo iraniano sono invece le più funzionali ai disegni delle fratellanze oscure per la gestione del conflitto. E quindi è stato fatto un intenso lavoro per trasformare la natura pacifica degli sciiti iracheni: durante la prima guerra del Golfo, prima sono stati indotti dagli americani a ribellarsi a Saddam Hussein, e poi sono stati lasciati in balia della sua feroce repressione. Quando per le truppe di Bush padre sarebbe stato facilissimo fare pochi chilometri in più e “liberarli”.  Poi, agli inizi della nuova crisi e della recente invasione americana, i capi moderati e della tradizione sciita sono stati accuratamente uccisi, uno dopo l’altro, o ridotti al silenzio. A questo si aggiunge che non c’è stata solo una invasione americana, ma anche un’altra - silenziosa e poco nota - dei servizi iraniani, che hanno inviato migliaia e migliaia di hezbollah iraniani ad infiltrarsi ovunque e ad abitare nelle città sante e nelle zone sciite irachene. Una grande operazione, favorita dagli americani, che - accompagnata dalle numerose stragi di sciiti da parte di Al Qaeda - ha letteralmente trasformato il panorama sciita.  Ora è una massa di manovra pronta a tutto, pronta allo scontro, pronta a farsi strumentalizzare. L’esplosione di violenza antisunnita dopo l’attentato di Samarra, ha fornito la prova che l’operazione di metamorfosi degli sciiti iracheni è riuscita. C’era un islam sciita moderato e ora non c’è più… Tutti hanno collaborato ad un piano unico: iraniani, al Qaeda, gli americani ed i loro lacchè occidentali… Chi è in grado di coordinare così bene tutte queste forze? Bush e la banda di poveretti che lo circonda? Ma li avete guardati bene?    Un clero moderato c’era anche in Iran… ed è sparito completamente dopo la rivoluzione. C’era anche in Afghanistan, ed è sparito con l’arrivo dei Talebani e di Al Qaeda, sostenuti dagli americani.  

 

 

 

 



[1][1] Bertinotti: “Quella di Pera è cultura dell’odio”, tratto da www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=880888
[1][2] Ex agente della CIA: l’attentato alla moschea forse è cosa nostra http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=977&parametro=esteri 
[1][3] Il Blog dei militari www.militari.info/dblog/articolo.asp?articolo=167 
[1][4] Movimento e Solidarietà www.movisol.org/./znews023.htm 
[1][5] Idem

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da visionariodellaterzarete | venerdì, marzo 03, 2006 | commenti
 

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Il regresso fa progressi

 

Maurizio Blondet

 

03/03/2006

 

 

Il medico scozzese James Lind che nel 1746 scopri' la cura per lo scorbuto provocato dalla mancanza di vitamina C

 

 

James Simpson, che esercitava la chirurgia ad Edimburgo in età napoleonica, scrisse che un paziente entrando all'ospedale «era esposto al rischio di morte più del soldato inglese sul campo di Waterloo».
Le infezioni ospedaliere facevano strage.
Nella memoria dei vecchi, nell'Italia che conobbi da bambino, ancora la prospettiva di «finire all'ospedale» faceva paura: era il destino dei miserabili e delle donne perdute senza famiglia, l'ultimo gradino della miseria, il più prossimo alla morte disperata.
Poi, l'Occidente ha risalito quella china.
E' stata una dura fatica.
Il dottor Ignaz Semmelweis (1818-1865) ridusse drammaticamente le morti di febbre puerperale nel suo reparto di Vienna, obbligando tutti gli studenti di medicina in tirocinio a lavarsi le mani.
Erano loro, erano i medici che nel visitare le donne incinte (povere, spesso prostitute: solo loro «finivano all'ospedale») provocavano l'orrenda infezione.
Le donne morivano di setticemia generale.

 

 

Come si sa - Louis Ferdinand Céline lo scrisse nel suo modo inimitabile - per questa scoperta benefica Semmelweiss fu non osteggiato, ma perseguitato: i luminari ignoranti (e dalle mani sporche) si avventarono su di lui come cani idrofobi, lo portarono al delirio.
Positivamente vietarono che ci si lavasse le mani; lasciarono morire le donne a percentuali del 60-70 %.
Solo con Joseph Lister (1827-1912) fu resa obbligatoria la pratica di lavarsi le mani con acido fenico (listerina) prima di un intervento chirurgico.
Antibatterici, sulfamidici, antibiotici hanno fatto sparire il pericolo.
Oggi, «finire all'ospedale» non è una sciagura, ma la procedura standard.
Le semplici norme dell'igiene sono diventate sapere comune.
Milioni di pazienti ogni giorno vengono non solo operati, ma esaminati in ospedale, dove sono le macchine diagnostiche.
E
lo spettro che Semmelweiss sconfisse è tornato.
Non è solo che l'abuso di antibiotici ha fatto nascere generazioni di batteri resistenti, che covano negli ambienti settici ospedalieri.

 

 

Da un mese la British Medical Association ha raccomandato ai medici ospedalieri di lavorare senza cravatta: l'accessorio, «lavato di rado», è «colonizzato da patogeni».
I televisori che gli ospedali britannici forniscono a noleggio ai pazienti vengono restituiti regolarmente contaminati da MRSA, lo stafilococco resistente agli antibiotici (1).
L'Imperial College di Londra ha avuto l'idea di mobilitare i suoi studenti di medicina per una insolita indagine: dovevano osservare e annotare, senza parere, se e con quale frequenza i medici e le infermiere negli ospedali osservavano la routine del lavaggio delle mani.
Hanno scoperto che «la grande maggioranza» non lo faceva.
E non per ignoranza: semplicemente per incuria e attutito senso di responsabilità.
Anche i dottori vivono nella convinzione che, nonostante l'inefficacia crescente degli antibiotici e la crescita delle malattie nosocomiali (prese in ospedale), le infezioni non sono più un problema.
E naturalmente, questa certezza avvolge i visitatori e i parenti, che entrano negli ospedali con borse della spesa e si siedono sui letti: pratiche che, ormai, non sono più innocue.
E' uno dei segni di come la civiltà occidentale stia degradando inavvertitamente, e in qualche modo per mancanza di manutenzione.

La civiltà occidentale è un artefatto complesso e fine, costruito nei secoli con sforzi ed errori, e spesso sangue e morte, da generazioni di nostri antenati coraggiosi e dedicati.
La gente post-moderna, che gode dei frutti della civiltà, ignora completamente quanto fu difficile questo sforzo.
Anzi, quanto «improbabili», rare e irripetibili le scoperte che ci rendono facile la vita.
Il 6 settembre 1522 la «Victoria» - una caravella assai malridotta - entrò nell'estuario del Guadalquivir.
Aveva a bordo 22 uomini: quel che restava dei 260 degli equipaggi delle cinque navi di Magellano, che aveva circumnavigato la terra.
Quei 22 apparivano come spettri: avevano perso i denti dalle gengive gonfie, la pelle enfiata si staccava dalle ossa.
Colpiti da una debolezza mortale, erano coperti di piaghe sanguinanti: vecchie ferite e tagli s'erano riaperti e non rimarginavano.
Avevano lo scorbuto.

 

 

Magellano era morto combattendo contro gli abitanti di un'isola del Pacifico; ma gran parte dei suoi uomini erano stati uccisi dalla privazione di vitamina C, dovuta alla mancanza di frutta e verdura nelle razioni.
Lo scorbuto abitò le navi europee per secoli.
Eppure, Vasco da Gama aveva scritto nel suo diario di bordo, nel 1498, di come mercanti arabi in navigazione avessero offerto, ai suoi uomini colpiti dal male misterioso, degli agrumi; e ne aveva osservato la rapida, miracolosa guarigione.
Non riuscì a collegare la causa con l'effetto.
Nel suo diario, Magellano si stupisce che solo lui e gli ufficiali scampassero al male: senza intuire che la salvezza selettiva era dovuta ad una scorta di confetture, il «diacitron» di cedro, la «carne de membrillo» di cotogne, riservata agli alti gradi.
Lo scorbuto continuò a falciare le ciurme oceaniche per due altri secoli.

 

 

Solo nel 1746 un medico di bordo scozzese, James Lind, sottoponendo a diete diverse una quantità di marinai ammalati - forse il primo test clinico - riferì che quelli cui aveva somministrato arance e limoni «tornavano atti al servizio entro sei giorni».
E tuttavia, anche Lind fu ostacolato, attivamente combattuto.
Soltanto dal 1795 la marina britannica dispose che una razione quotidiana di succo di limone fosse data ai suoi equipaggi.
L'acido ascorbico, la vitamina C, fu isolato e poi sintetizzato nel 1932.
Un'enorme, tragica fatica è stata la civiltà: una fatica di Sisifo.
Osservare e comprendere non è un dono spontaneo: ha richiesto la lenta formazione di un'attitudine e di un metodo.
E inoltre occorse una lotta tenace e incessante contro l'insufficienza della ragione umana, e contro il troppo umano impulso alla cecità militante, all'oscurantismo attivo - e spesso i più attivi erano i «luminari» dell'epoca.

 

 

Parte gravosa di questo impulso è la tendenza dei più a temere ciò che non va temuto, e a sottovalutare invece i rischi presenti ed evidenti: come accade oggi ai medici che non si lavano le mani, e non solo a loro.
L'Occidente ha fatto la civiltà moderna tesaurizzando scoperte e trasmettendole alle generazioni prossime.
Questa trasmissione è l'essenza di ciò che si chiama «tradizione», dal latino «tradere», consegnare: la consegna del sapere passato ai figli, perché non debbano tornare da capo a ripercorre le orme sanguinose dei padri-Sisifo.
Come noto, la tradizione - ogni tradizione - è derisa: da tre secoli in Occidente il «progressismo» consiste nell'abbattere e cancellare tradizioni.
Così i progressisti non trasmettono più il progresso.
Così degrada la civiltà occidentale.

Maurizio Blondet

 


Note
1)
Daniel Sokol, «Physician, wash ty hands», International Herald Tribune, 2 marzo 2006.

 

postato da visionariodellaterzarete | venerdì, marzo 03, 2006 | commenti
 

dal sito  http://www.effedieffe.com/giornale_archiviozeta.php?parametro=economia

American Gulag

 

Maurizio Blondet

 

03/03/2006

 

 

Michael Chertoff, Segretario della Homeland Security, Donald Rumsfeld e Bush durante una Task Force alla Casa Bianca

 

«Ultime notizie: il dipartimento Sicurezza del Patrio Suolo ha dato ordine di allestire campi di lavoro per civili e campi di concentramento sotto controllo dell'Armata. Ciò in caso di emergenza nazionale, che renda  necessario internare i traditori che simpatizzano col nemico».
No, non è
l'esordio di un romanzo fantapolitico orwelliano.
E' la realtà in corso in USA.
Il dipartimento è quello della
Homeland Security.
Che a gennaio ha affidato la costruzione di un numero imprecisato di campi d'internamento, con un contratto da 385 milioni di dollari, alla Kellogg Brown & Root (KBR), la sussidiaria della Halliburton che specificamente si occupa della sicurezza e arruola mercenari (1).
I campi devono essere pronti per affrontare - secondo un laconico comunicato della ditta appaltatrice – «l'emergenza di un'ondata di immigrati in USA o come ausilio all'applicazione rapida di nuovi programmi» del governo.
Nuovi programmi?

 

 

Qualche giorno dopo, il 6 febbraio, il capo del dipartimento di Sicurezza della Patria (Homeland Security), l'israeliano-americano Michael Chertoff, ha stanziato sul bilancio statale del 2007 altri 400 milioni di dollari alla costruzione di «ulteriori 6.700 posti letto in detenzione».
Lo stanziamento è il quadruplo di quello dell'anno precedente.
Esso serve a dare attuazione a un piano chiamato «Endgame» e autorizzato nel 2003.
«Endgame», si legge in un rapporto di 49 pagine del dipartimento, non è che l'espansione delle «leggi sugli stranieri e la sedizione» (Alien and Sedition Acts) risalenti al 1798: interpretazione estensiva di tali leggi che consentono di concentrare «tutti gli elementi alieni da rimuovere», fra cui «immigranti economici clandestini, elementi alieni che hanno commesso atti criminali, richiedenti asilo di cui la legge esige la detenzione, o potenziali terroristi».
Tali campi cominceranno a funzionare in casi d'emergenza nazionale come «disastri naturali» e dopo il prossimo «grave» attentato terroristico in USA (2).
Nella pratica, si tratta di luoghi dove la democrazia americana si prepara a chiudere in massa detenuti contro cui non è stata elevata accusa formale; cittadini americani di origine musulmana (dopo l'auspicato «grave attentato») ed altri «sovversivi interni».

Che tra costoro siano compresi cittadini americani di pelle bianca, ma oppositori delle politiche del governo, lo ha detto esplicitamente il parlamentare Lindsey Graham: «l'amministrazione non ha solo il diritto, ma il dovere di perseguire quinte colonne; e non ha bisogno di un mandato per farlo».
Quinte colonne sono chiamati i gruppi sovversivi che, clandestinamente, affiancano il nemico all'interno del Paese.
Daniel Ellsberg, già assistente speciale alla Difesa, ha detto che si tratta dei «preparativi per una retata da condurre, dopo il nuovo 11 settembre, contro mediorientali, musulmani, e probabilmente dissidenti politici».
E' qualcosa che l'amministrazione USA sta già facendo su piccola scala: i maschi islamici che immigrano sono soggetti ad una «registrazione speciale» che contempla un periodo di detenzione.
Per applicare su vasta scala le metodiche extralegali già applicate a Guantanamo e a Abu Ghraib, manca solo un particolare: la dichiarazione di legge marziale.

 

 

Essa verrà dichiarata dopo l'immancabile «nuovo 11 settembre», grazie a cui l'Amministrazione assumerà i pieni poteri in nome dell'emergenza nazionale.
Tra l'altro, quel giorno andrà in vigore il «Pentagon's civilian Inmate Labor Program»: un vecchio programma oggi rinfrescato e revisionato per servire «da modello ad accordi tra l'esercito e gli apparati correzionali per l'uso del lavoro dei prigionieri civili nelle installazioni militari»: insomma il lavoro forzato sotto il controllo delle forze armate.
Le quali gestiranno di fatto i lager.
Infatti, sono già approntati gli strumenti legali che annullano i principi di diritto americani (i cosiddetti Posse Comitatus Acts) i quali vietano l'uso dell'esercito all'interno del Paese, contro i cittadini.
Così, i modi d'azione dell'Amministrazione dopo e a causa dell'11 settembre si configurano per quello che sono: un colpo di Stato, completo di legge marziale e lager.

 

 

Sono presenti tutti i caratteri di un potere criminale che la «più grande democrazia dell'Occidente» ha condannato nel Terzo Reich: il potere dell'esecutivo senza controllo in nome della difesa del Suolo Patrio («Homeland» corrisponde precisamente al tedesco Heimat), i campi d'internamento per nemici interni a lavoro forzato, l'uso ammesso della tortura, il controllo della popolazione attraverso la propaganda e il terrore (dei «terroristi islamici») e l'aggressiva pulsione unilaterale all'espansione militare.
E inoltre lo sfondo razzista: chi ha la faccia da arabo è soggetto ad autorizzazioni speciali che non distano molto dalla nota stella gialla obbligatoria, e passibile di detenzione senza capo d'accusa.
Con qualche cosa di peggiore: che questo stato sinistro in via di perfezionamento viene applaudito non solo dagli americani, ma anche da cattolici italiani come necessaria difesa contro l'aggressione islamica.

 

 

Tanti lettori cattolici continuano a rimproverarmi di condonare le uccisioni di «cristiani» nei Paesi islamici.
Un giorno spero di avere il tempo per riferire delle persecuzioni anti-cristiane in corso nella «mistica» India indù e nei paesi buddhisti: per ora, faccio notare che su questi fatti non c'è allarme, perché
non ci sono notizie ingigantite a scopi di propaganda.
Nel napoletano, la camorra e la microcriminalità ammazzano annualmente molti più italiani di quanti ne abbiano mai ucciso i terroristi islamici: ma l'allarme manca su questa emergenza nazionale vergognosa, mentre è acutissimo per un'emergenza in qualche modo immaginaria.
Vorrei che questi lettori esaminassero in sé il cambiamento avvenuto, nelle loro coscienze.
Solo cinque anni fa, ogni obiezione contro l'immigrazione clandestina mussulmana veniva bollata, negli ambienti cattolici, come «egoismo» e «mancanza di solidarietà».
Oggi, nei cuori spaventati delle buone pecorelle, l'immigrazione islamica già si fonde nel vago e indefinito pericolo del «terrorismo islamico».

 

 

L'immigrazione è un problema reale (un problema di integrazione difficile); il terrorismo è tutt'altro problema: sarebbe necessario tenerli distinti, con mente lucida: invece, si fondono nelle coscienze allarmate.
Cinque anni fa era vietato deridere le minoranze etniche e insultare la loro fede: ora è permesso e molti, finalmente, obbediscono all'impulso di odiare i diversi; molti cattolici plaudono alla Fallaci, che dà voce al loro odio, che non si può chiamare se non in un modo: razziale.
Giorno dopo giorno, si accetta la sospensione di garanzie che sono i principii della nostra civiltà, si dubita che gli USA torturino e mantengano carceri segrete (o segretamente li si approva). Credete sia un fenomeno nuovo?
E'precisamente ciò che giorno dopo giorno accettarono i civilissimi cittadini tedeschi, perché la patria era messa in pericolo da nemici interni ed esterni.
Anche Hitler era impegnato in uno scontro di civiltà.
Ora, tutto ciò ritorna.

La stessa complicità delle coscienze col male; anzi peggiore, perché chi si lascia sedurre una seconda volta non ha scuse.
Propaganda e allarme diffuso preparano tutto di nuovo.
Fino a quando?
Lancio un'ipotesi: i campi di concentramento americani cominceranno ad essere riempiti in seguito a un evento spettacolare e traumatico, il cui scopo sarà di prorogare il mandato presidenziale di Bush: non più elezioni, perché la patria è sotto attacco e il Comandante in Capo non si cambia. Allora si comincerà a capire?
Qualcuno forse, troppo tardi.
I più applaudiranno ancora di più.

Maurizio Blondet

 


Note
1) Paul J. Watson, «Gulags for american citizens in final planning stage», PrisonPlanet, 1 marzo 2006.
2) Per gli Usa non si tratta di una novità assoluta. All'inizio della seconda guerra mondiale furono chiusi in campi di concentramento decine di migliaia di cittadini americani di discendenza giapponese. E l'attuale preparazione è lo sviluppo di un piano chiamato Rex-84 (Readiness Exercise 1984): un'esercitazione militare che prevedeva da parte della FEMA (la protezione civile americana) il rapido internamento di 400 mila persone nell'eventualità di «movimenti incontrollati di popolazione» al confine col Messico, ma anche «disordini civili, scioperi e manifestazioni di massa». Ad organizzare tale piano fu il colonnello Oliver North, allora coordinatore dell'anti-terrorismo (1983-86) e poi direttore degli Affari Politico-Militari. In seguito North fu dimesso da Reagan per il suo coinvolgimento nelle operazioni illegali a sostegno dei Contras in Nicaragua. Interrogato dalla Commissione d'inchiesta, North ammise di aver mentito al Congresso, e difese le sue attività non autorizzate con questo argomento: un patriota deve sapere ignorare le leggi, se impediscono un'efficace difesa della patria. Allora apparve chiaro che North era solo la faccia visibile di circoli militari molto politicizzati che nutrivano intenti golpisti. Ora questi circoli hanno il potere legale in USA.

 

 

postato da visionariodellaterzarete | venerdì, marzo 03, 2006 | commenti


mercoledì, ottobre 06, 2004
 

vediamo questo mese  di ottobre se mi elimina il problema

 

 

postato da visionariodellaterzarete | mercoledì, ottobre 06, 2004 | commenti


mercoledì, settembre 15, 2004
 
 3-Iron

3-iron (aka Empty House)

Traslitt: Bin jip
Trad. lett.: Casa vuota

Regia Kim Ki-duk
Sceneggiatura Kim Ki-duk
Fotografia Jang seung-beck
Montaggio Kim Ki-duk
Musica Slvian
Costumi Koo Jea-heon
Interpreti Lee Seung-yeon, Jae Hee, Kwon Hyuk-ho, Joo Jin-mo
Produttore Kim Ki-duk
Co-produttori Kang Young-gu, Suh Young-joo
Produttore esecutivo Michio Suzuki, Choi Yong-bae
Produzione Kim Ki-duk Film, Cineclick Asia
Distribuzione, distribuzione internazionale Cineclick Asia

Corea del Sud, 2004, 35mm, colore, 90'

Tae-suk viaggia sulla sua moto alla ricerca delle case vuote in cui stare per un po’. Porta dopo porta, incolla volantini sulle serrature di tutte le case. Successivamente si intrufola nelle case in cui il volantino non è stato tolto, a dimostrazione del fatto che gli inquilini che la abitano sono assenti. Tae-suk vi rimane fino a quando i proprietari non rientrano, ma non ruba mai nulla dalle case che abita temporaneamente. Vi rimane solo a fare la guardia per qualche giorno, aggiusta oggetti che non funzionano più e lava persino la biancheria sporca. Infine, prima di andarsene, rimette tutto a posto come prima. La cosa si ripete varie volte, fino a quando un giorno non entra in una casa lussuosa in cui incontra la donna del suo destino – una donna sposata di nome Sun-hwa, che soffre imprigionata in un matrimonio con un uomo che non ama più e che la maltratta...
















postato da visionariodellaterzarete | mercoledì, settembre 15, 2004 | commenti
 
Kim Ki-duk

Kim Ki-duk

Nato nella provincia del Kyonsang del nord nel 1960, ha studiato belle arti a Parigi fra il 1990 e il 1992. Nel 1993 ha vinto con A Painter and A Criminal Condemned to Death il premio per la migliore sceneggiatura dell'Educational Institute of Screenwriting. Dopo altri due premi assegnati a sue sceneggiature, ha debuttato nella regia nel 1996 con il film A Crocodile, cui sono seguiti Wild Animals, Birdcage Inn, The Isle (presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2000) e lo sperimentale Real Fiction, girato tutto nell'arco di 200 minuti. Address unknown è stato selezionato dal fondo di Promozione per lo sviluppo del Pusan Film Festival, che nel 2001 ha presentato Bad Guy. Successivamente realizza The Coast Guard, film di apertura al Settimo Pusan Film Festival e Spring, Summer, Fall, Winter... and Spring, presentato in concorso a Locarno e distribuito con successo anche nelle sale italiane. Nel 2004 vince due prestigiosi premi alla regia con Samaritan Girl e 3-iron presentati, rispettivamente, a Berlino e Venezia.

Premi e riconoscimenti

Filmografia
1996
Crocodile (Ageo)
1997
Wild Animals (Yasaeng dongmul bohoguyeog)
1998
Birdcage Inn (Paran daemun)
1999
The Isle (Seom)
2000
Real Fiction (Shilje sanghwang)
2001
Address Unknown (Soochwieen Boolmtung)
2001
Bad Guy (Napoon namja)
2002
The Coast Guard (Hae-an-seon)
2003
Primavera, Estate, Autunno, Inverno... e ancora Primavera (Bom, Yeo-reum, Ga-eul, Gyeo-ul, geu-ri-go Bom)
2004
Samaritan Girl (Samaria)
2004
3-iron (aka Empty House) (Bin jip)

Materiali
Kim Ki-duk: un ritratto di Kim So-hee
Da dove viene la nostra crudelta? - Intervista a Kim Ki-duk
Incontri - Kim Ki-duk a Venezia 2001















postato da visionariodellaterzarete | mercoledì, settembre 15, 2004 | commenti
 

da    http://www.cinemacoreano.it/schedario/isle_rec.htm

 

 

 

The Isle di Kim Ki-Duk
di Gianluca de Serio

Ci voleva un coreano per dare una vera scossa emotiva al panorama cinematografico del Lido. Già l'anno scorso il cinema coreano aveva fatto parlare di sé con Goijtmal, un film trasgressivo, esagerato, provocatorio. Ma se là i rapporti perversi tra i due protagonisti a volte risultavano gratuiti, fine a se stessi, e alquanto ripetitivi, qui, ne L'isola, le immagini forti e irritanti dei pesci tagliuzzati - e poi rigettati in mare - e degli ami conficcati in gola e addirittura nella vagina sembrano agire su di un piano diverso, dove il simbolo è motivato e coerente. Un film nuovo, se non nello stile, almeno nell'universo e nell'immaginario che il giovane regista Kim Ki-Duk (che è anche autore delle scenografie) riesce a ricreare. Certo, il simbolismo estremo a volte risulta cadere nel banale, ma non per questo il film perde di originalità. Un mondo unico e totalizzante, quello che viene mostrato, in cui la sopravvivenza, i bisogni umani e, soprattutto, l'amore tra un uomo e una donna, si riducono ad uno stadio embrionale e primitivo. Una metafora amara della solitudine dell'uomo contemporaneo al quale sembrano non bastare i mezzi di comunicazione per esprimere quel desiderio di amore che risulta, in ultimo, essere forse un disperato tentativo di rifugio. E lo spettatore, una volta afferrata la facile metafora, è sbattuto con un'inconsueta - per noi occidentali - violenza emotiva e visiva dalla risata al voltastomaco, dalla tensione alla contemplazione. Se la narrazione a un certo punto si fa un po' confusa, la forza delle immagini è più eloquente che mai, giocata tutta sul confine labile tra la morte - il fondo dell'acqua - e un vivere che è più un sopravvivere, un galleggiare - la superficie. E quelle inquadrature poste proprio là, con una trovata efficace, a metà dei due mondi, sembrano metterci in guardia e in attesa di un possibile galleggiamento o di un più probabile sprofondamento. Si esce soddisfatti, con un pieno di immagini, ma anche infastiditi, secondo sicuramente le intenzioni del regista. Ma del resto quante schifezze ci passano sotto gli occhi nelle nostre maratone televisive? E poi, soprattutto, una cultura così ricca e giovane come quella coreana, ma anche subdolamente censurata da un'apparente stato democratico, ha bisogno di alzare la voce e di turbare chi sta dall'altra parte e, viste le reazioni del pubblico in sala (boati, risate, svenimenti), si può dire che ci sia riuscita benissimo.


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giovedì, settembre 09, 2004
 
mea culpa   mea  culpa
postato da visionariodellaterzarete | giovedì, settembre 09, 2004 | commenti
 
questo  blog  mi sa  tanto che  è  deceduto  per la mia  coglionaggine
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questo  blog  mi sa  tanto che  è  deceduto  per la mia  coglionaggine
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mercoledì, settembre 08, 2004
 

Beatles, Rock'n'Roll & Mind Control
Wes Penre, 1999
 

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I am one of those who grew up with The Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan, Neil Young, Black Sabbath, Alice Cooper, Led Zeppelin etc. I thought it was GREAT music and I was totally into it.

I am a musician and a composer myself, influenced from the artists and groups above. At that time, in my teens and twenties, I was not very well educated on the situation on this planet, even though I thought something must be very wrong. Often I thought the rock musicians had the answers...

I know many of you might feel the same and therefore you may get upset about what I'm now going to tell you. But believe me, I've gone through all that myself, and after all - I was a rock musician too. The story, though, that I will tell you makes a whole lot of sense (unfortunately) and the glamour of rock music fades quite a bit.

The following is an excerpt from Dr. John Coleman's excellent book "The Committee of 300", which is very informative on the subject of the Illuminati and is highly recommended. Very much of what he "predicted" in the early 80's happened exactly the way he said it would. The book in itself is from the early 90's.

 

The Beatles and the Aquarian Conspiracy



An outstanding example of social conditioning to accept change, even when it is recognized as unwelcome change by the large population group in the sights of Stanford Research Institute, was the "advent" of the BEATLES. The Beatles were brought to the United States as part of a social experiment which would subject large population groups to brainwashing of which they were not even aware.

When Tavistock brought the Beatles to the United States nobody could have imagined the cultural disaster that was to follow in their wake. The Beatles were an integral part of "THE AQUARIAN CONSPIRACY," a living organism which sprang From "THE CHANGING IMAGES OF MAN," URH (489)-2150-Policy Research Report No. 4/4/74. Policy Report pre-pared by SRI Center for the study of Social Policy, Director, Professor Willis Harmon.

The phenomenon of the Beatles was not a spontaneous rebellion by youth against the old social system. Instead it was a carefully crafted plot to introduce by a conspiratorial body which could not be identified, a highly destructive and divisive element into a large population group targeted for change against its will. New words and new phrases--prepared by Tavistock(1)-- were introduced to America along with the Beatles. Words such as "rock" in relation to music sounds, "teenager," "cool," "discovered" and "pop music" were a lexicon of disguised code words signifying the acceptance of drugs and arrived with and accompanied the Beatles wherever they went, to be "discovered" by "teenagers." Incidentally, the word "teenagers" was never used until just before the Beatles arrived on the scene, courtesy of the Tavistock Institute for Human Relations.

As in the case of gang wars, nothing could or would have been accomplished without the cooperation of the media, especially the electronic media and, in particular, the scurrilous Ed Sullivan who had been coached by the conspirators as to the role he was to play. Nobody would have paid much attention to the motley crew from Liverpool and the 12-atonal system of "music" that was to follow had it not been for an overabundance of press exposure. The 12-atonal system consisted of heavy, repetitive sounds, taken from the music of the cult of Dionysus and the Baal priesthood by Adorno and given a "modern" flavor by this special friend of the Queen of England and hence the Committee of 300.

Tavistock and its Stanford Research Center created trigger words which then came into general usage around "rock music" and its fans. Trigger words created a distinct new break-away largely young population group which was persuaded by social engineering and conditioning to believe that the Beatles really were their favorite group. All trigger words devised in the context of "rock music" were designed for mass control of the new targeted group, the youth of America.

The Beatles did a perfect job, or perhaps it would be more correct to say that Tavistock and Stanford did a perfect job, the Beatles merely reacting like trained robots "with a little help from their friends"--code words for using drugs and making it "cool." The Beatles became a highly visible "new type"-- more Tavistock jargon--and as such it was not long before the group made new styles (fads in clothing, hairstyles and language usage) which upset the older generation, as was intended. This was part of the "fragmentation-maladaptation" process worked out by Willis Harmon and his team of social scientists and genetic engineering tinkerers and put into action.

The role of the print and electronic media in our society is crucial to the success of brainwashing large population groups. Gang wars ended in Los Angeles in 1966 as the media withdrew its coverage. The same thing will happen with the current wave of gang wars in Los Angeles. Street gangs will wither on the vine once media saturation coverage is toned down and then completely withdrawn. As in 1966, the issue would become "burned out." Street gangs will have served their purpose of creating turbulence and insecurity. Exactly the same pattern will be followed in the case of "rock" music. Deprived of media attention, it will eventually take its place in history.

Following the Beatles, who incidentally were put together by the Tavistock Institute, came other "Made in England" rock groups, who, like the Beatles, had Theo Adorno write their cult lyrics and compose all the "music." I hate to use these beautiful words in the context of "Beatlemania"; it reminds me of how wrongly the word "lover" is used when referring to the filthy interaction between two homosexuals writhing in pigswill. To call "rock" music, is an insult, likewise the language used in "rock lyrics."

Tavistock and Stanford Research then embarked on the second phase of the work commissioned by the Committee of 300. This new phase turned up the heat for social change in America. As quickly as the Beatles had appeared on the American scene, so too did the "beat generation," trigger words designed to separate and fragment society. The media now focused its attention on the "beat generation." Other Tavistock-coined words came seemingly out of nowhere: "beatniks," "hippies," "flower children" became part of the vocabulary of America. It became popular to "drop out" and wear dirty jeans, go about with long unwashed hair. The "beat generation" cut itself off from main-stream America. They became just as infamous as the cleaner Beatles before them.

The newly-created group and its "lifestyle" swept millions of young Americans into the cult. American youth underwent a radical revolution without ever being aware of it, while the older generation stood by helplessly, unable to identify the source of the crisis, and thus reacting in a maladaptive manner against its manifestation, which were drugs of all types, marijuana, and later Lysergic acid, "LSD," so conveniently provided for them by the Swiss pharmaceutical company, SANDOZ, following the discovery by one of its chemists, Albert Hoffman, how to make synthetic ergotamine, a powerful mind-altering drug. The Committee of 300 financed the project through one of their banks, S. C. Warburg, and the drug was carried to America by the philosopher, Aldous Huxley.

The new "wonder drug" was promptly distributed in "sample" size packages, handed out free of charge on college campuses across the United States and at "rock" concerts, which became the leading vehicle for proliferating the use of drugs. The question that cries out for an answer is, what was the Drug Enforcement Agency (DEA) doing at the time? There is compelling circumstantial evidence that would appear to indicate that the DEA knew what was going on but was ordered not to take any action.

With very substantial numbers of new British "rock" bands arriving in the U.S., rock concerts began to become a fixture on the social calendar of American youth. In tandem with these "concerts," the use of drugs among the youth rose in proportion. The devilish bedlam of discordant heavy beat sounds numbed the minds of listeners so that they were easily persuaded to try the new drug on the basis that "everybody is doing it." Peer pressure is a very strong weapon. The "new culture" received maximum coverage from the jackal media, which cost the conspirators not one single thin dime.

Great anger was felt by a number of civic leaders and churchmen over the new cult but their energies were misdirected against the RESULT of what was going on and not against the CAUSE. Critics of the rock cult made the same mistakes that had been made in the prohibition era, they criticized law enforcement agencies, teachers, parents anybody but the conspirators.





Alan Ginsberg




Because of the anger and resentment I feel toward the great drug plague, I make no apology for using language which is not customary for me to use. One of the worst drug slobs ever to walk the streets of America was Alan Ginsberg. This Ginsberg pushed the use of LSD through advertising which cost him nothing, although under normal circumstances it would have cost millions of dollars in TV advertising revenues. This free advertising for drugs, and LSD in particular, reached a new high in the late 1960's, thanks to the ever-willing cooperation of the media. The effect of Ginsberg's mass advertising campaign was devastating; the American public was subjected to one cultural future shock after another in rapid succession.

We became over-exposed and over stimulated and, again, may I remind you that this is Tavistock jargon, lifted from the Tavistock training manual, overwhelmed by its new development and, when we reached that point, our minds began to lapse into apathy; it was just too much to cope with, that is to say, "long range penetration had taken hold of us." Ginsberg claimed to be a poet but no greater rubbish was ever written by anyone who ever aspired to becoming a poet. Ginsberg's designated task had little to do with poetry; his main function was to push the new subculture and force acceptance of it upon the large targeted population group.

To assist him in his task, Ginsberg cooped the services of Norman Mailer, a writer of sorts who had spent some time in a mental institution. Mailer was a favorite of the leftwing Hollywood crowd and so had no problem with getting maximum television time for Ginsberg. Naturally Mailer had to have a pretext-- not even he could blatantly come out with the true nature of Ginsberg's television appearances. So a charade was adopted: Mailer would talk "seriously" on camera with Ginsberg about poetry and literature.

This method of getting wide television coverage at no cost to themselves was followed by every rock group and concert promoter who followed the example set by Ginsberg. The electronic media moguls had big hearts when it came to giving free time to these dirty verminous creatures and their even dirtier products and filthy ideas. Their promotion of horrible garbage spoke volumes and, without abundant help from the print and electronic media, the drug trade could not have spread as rapidly as it did in the late 1960's-early 197O's, and probably would have been confined to a few small local areas.

Ginsberg was able to give several nationally televised performances extolling the virtues of LSD and marijuana, under the guise of "new ideas" and "new cultures" developing in the art and music world. Not to be outdone by the electronic media, Ginsberg's admirers wrote glowing articles about "this colorful man" in the art and social columns of all of America's largest newspapers and magazines. There had never been such an across-the-media-board free advertising campaign in the history of newspaper, radio and television and it cost the promoters of the Aquarian conspiracy, NATO and the Club of Rome not one red cent. It was all absolutely free advertising for LSD, only thinly disguised as "art" and "culture."

One of Ginsberg's closest friends, Kenny Love, published a Five-page report in the New York Times. This is in accordance with the methodology used by Tavistock and Stanford Research: If something is to be promoted which the public has not yet been fully brainwashed to accept, then have someone write an article, covering all sides of the subject matter. The other method is to have live television talk shows in which a panel of experts promotes the product and or idea under the pretext of "discussing", it. There are point and counter-point, both pro and con participants airing their support or opposition. When it is all over, the subject to be promoted has been dinned into the public mind. While this was new in the early 1970's, today it is standard practice on which talk shows thrive.

Love's Five-page pro LSD pro Ginsberg article was duly printed by the New York Times. Had Ginsberg tried to buy the same amount of space in an advertisement, it would have cost him at least $50,000. But Ginsberg didn't have to worry; thanks to his Friend Kenny Love, Ginsberg got the massive advertising all for free. With newspapers like the New York Times and the Washington Post under the control of the Committee of 300, this kind of free advertising is given to any subject matter, and more especially to those promoting decadent life styles--drugs-hedonism-- anything that will confuse the American people. After the trial run with Ginsberg and LSD, it became standard Club of Rome practice to call upon major newspapers in America to give free advertising on demand to people and ideas they were promoting.

Worse yet--or better yet, depending upon the viewpoint-- United Press (UP) picked up Kenny Love's free advertising for Ginsberg and LSD and telexed it to HUNDREDS of newspapers- and magazines around the country under the guise of a "news" story. Even such highly respectable establishment magazines as "Harpers Bazaar" and "TIME" made Mr. Ginsberg respectable. If a nation-wide campaign of this magnitude were presented to Ginsberg and the promoters of LSD by an advertising agency, the price tag would have run into at least $1 million in terms of 1970 dollars. Today the price tag would be nothing less than $15-$16 million dollars. It is no wonder that I refer to the news media as "jackals."

I suggest that we try to find any media outlet to do an expose on the Federal Reserve Board, which is what I did. I took my article, which was a good expose of the greatest swindle on earth, to every major newspaper, radio and television station, magazine house and several talk-show hosts. A few made promises that sounded good--they would definitely air the article and have me discuss it--give them about a week and they would get back to me. Not one of them ever did, nor did my article ever appear in the pages of their newspapers and journals. It was as if a blanket of silence had been thrown over me and the subject I was endeavoring to promote, and indeed that was precisely what had happened.

Without massive media hype, and without almost around the clock coverage, the hippie-beatnik rock, drug cult would never have gotten off the ground; it would have remained a localized oddity. The Beatles, with their twanging guitars, silly expressions, drug language and weird clothes, would not have amounted to a hill of beans. Instead, because the Beatles were given saturation coverage by the media, the United States has suffered one cultural shock after another.

The men buried in the think tanks and research institutions, whose names and faces are still not known to but a few people, made sure that the press played its part. Conversely, the media's important role in not exposing the power behind the future cultural shocks made certain that the source of the crisis was never identified. Thus was our society driven mad through psychological shocks and stress. "Driven mad" is taken from Tavistock's training manual. From its modest beginnings in 1921, Tavistock was ready in 1966 to launch a major irreversible cultural revolution in America, which has not yet ended. The Aquarian Conspiracy is part of it.

Thus softened up, our nation was now deemed ripe for the introduction of drugs which was to rival the prohibition era in scope and the huge amounts of money to be made. This too was an integral part of the Aquarian Conspiracy. The proliferation of drug usage was one of the subjects under study at the Science Policy Research Unit (SPRU) at Tavistock's Sussex University facility. It was known as the "future shocks" center, a title given to so-called future oriented psychology designed to manipulate whole population groups to induce "future shocks." It was the first of several such institutions set up by Tavistock.

"Future shocks" is described as a series of events which come so fast that the human brain cannot absorb the information. As I said earlier, science has shown that there are clearly marked limits to the amount of changes and the nature of them that the mind can deal with. After continuous shocks, the large targeted population group discovers that it does not want to make choices any more. Apathy takes over, often preceded by mindless violence such as is characteristic of the Los Angeles street gangs, serial killers, rapists and child kidnapers.

Such a group becomes easy to control and will docilely follow orders without rebelling, which is the object of the exercise. "Future shocks," says SPRU, "is defined as physical and psychological distress arising from the excess load on the decision-making mechanism of the human mind." That is Tavistock jargon lifted straight from Tavistock manuals--which they don't know I have.

Just as an overloaded electrical circuit will activate a trip switch, so do humans "trip out," which is a syndrome that medical science is only now beginning to understand, although John Rawlings Reese conducted experiments in this field as far back as the 1920's. As can be appreciated, such a targeted group is ready to "trip out" and take to drugs as a means of escape from the pressures of so many choices having to be made. This is how Drug usage was spread so rapidly through America's "beat generation." What started with the Beatles and sample packages of LSD has grown into a flood-tide of drug usage which is swamping America.

The drug trade is controlled by the Committee of 300 from the Top down. The drug trade started with the British East India Company and was closely followed by the Dutch East India Company. Both were controlled by a "Council of 300." The list of names of members and stockholders of the BEIC read like something out of Debretts Peerage. BEIC established the "China Inland Mission," whose job it was to get The Chinese peasants, or coolies, as they were called, addicted to opium. This created the market for opium which the BEIC then filled.

In much the same way the Committee of 300 used "The "Beatles" to popularize "social drugs" with the youth of America and The Hollywood "in-crowd." Ed Sullivan was sent to England To become acquainted with The first Tavistock Institute "rock group" to hit the shores of the United States. Sullivan then returned to the United States to draft the strategy for the electronic media on how to package and sell the group. Without the full cooperation of the electronic media and Ed Sullivan, in particular, "The Beatles" and their "music" would have died on the vine. Instead, our national life and the character of the United States was forever changed.

Now that we know, it is all too clear how successful the "Beatles" campaign to proliferate the use of drugs became. The fact that "The Beatles" had their music and lyrics written for them by Theo Adorno was concealed from public view. The prime function to "The Beatles" was to be discovered by teenagers, who where then subjected to a non-stop barrage of "Beatle music," until they became convinced that they liked the sound and adopted it, along with all that accompanied it. The Liverpool group performed up to expectations, and with "a little help from their friends," i.e., illegal substances we call drugs created a whole new class to young Americans in the precise mold ordained by the Tavistock Institute.

(1) An Institute in UK where they research in mind control, run by highly trained psychiatrists who answer to the Illuminati. From here Ayatollah Khomeini, Radovan Karadzic and Milosevic among others were all trained for their mission.



So far Dr. John Coleman.

It's not mentioned here, but the Rolling Stones were created from the same source and with the same purpose. Beatles were supposed to be the "good guys" while the Rolling Stones were the "bad guys". Also, Rolling Stones were experts in creating repeating "riffs", meaning a musical phrase that's looping over and over again (like in "Satisfaction", "Jumping Jack Flash" etc.). These repeating riffs trigger the mind and make one receptive to whatever sub-message you want to transfer into the minds of the listener. In the case of the Rolling Stones we have satanic messages in their lyrics, and they have repeated that over and over through the years (a more recent example is the"Bridge To Babylon" album).

Another interesting thing is that The Beatles were knighted by Queen Elisabeth in the 60's for their "good work". Ringo told the press he'd been so nervous he had to smoke pot in the bathroom before he met the Queen. Recently Paul McCartney was knighted again. The question is: is it the same Paul McCartney?


 
















































































































postato da visionariodellaterzarete | mercoledì, settembre 08, 2004 | commenti
 

One of the Greatest Deceptions of all Time: Disney

 

INTRODUCTION

For years, I have heard many Americans say that something is terribly wrong in this country & that things are “going to pot”, and yet Americans can’t put their finger on what exactly is wrong. When I first began to receive reports from victims of Illuminati mind-control about Disney’s involvement in their mind-control, I kept an open ear, but I wanted some tangible proof. After investigating for myself, there is now no doubt in my mind that Disney (the man, the movies & the entertainment parks) has been a major contributor to the demise of America, while maintaining a very well constructed front of wholesomeness. In this chapter, you will learn why Disney is one of the best deceptions of the Illuminati. This author has read a good portion of what is available to the public concerning Disney. This exposé is undoubtedly the deepest on Disney that has ever been done. Perhaps part of my motivation is that I’ve tired of Christians talking and acting like Disney stands for sainthood. Christians, who should have known better, are some of the ones who have swallowed “hook, line and sinker” the enormous deception that entails Disney. They feed their children a steady diet of occultism and witchcraft because they have been programmed to think of Disney as wholesomeness and everything that is good about America. Many writers over the years have tried to expose Disney, most have been stopped before they could get their books published. The few authors who have managed have faced vicious attacks on their character & integrity, and have faced enormous struggles against public relations campaigns paid for by the Disneys. The Disney’s power, and the power behind them, has frightened most people away from challenging them. But someone needs to speak on behalf of the victims. Whether anyone listens or not, the victims will know that somebody cared enough to stand up & write the truth. Disney has not only left mind-control victims in its wake, but they have harassed land-owners, stolen employee idea’s and left all kinds of hurting victims in their path. Disney has risen to become the unquestionable largest media-entertainment conglomerate in the world, & was ranked company no. 48 in the top 500 companies by Forbes 500.

 

Observations about HOW THE ILLUMINATI LIKE TO HIDE BEHIND PERFECT FRONTS.

There are numerous Illuminati homes, restaurants, wineries and other institutions that are today carrying out the same type of strict standards upon their employees that Walt Disney Studios maintained. While Hollywood was immersed in moral filth from the start, Walt Disney Studios had strict standards. In the 1930’s, Disney had a dress code that required men in ties, and women in sober-colored skirts. If a man looked lecherously at a woman at Walt Disney Studios he risked being instantly fired. Walt was a shining example of the strictest legalism. Even during the ’50's, if an employee were caught saying anything considered a cussword such as “hell” they were instantly fired no matter who they were. Walt would not allow his male employees to have any facial hair, even though he himself sported a mustache. He never allowed employees to have alcohol at the studios, (which might not be a noteworthy standard except that Walt himself drank heavy amounts of alcohol in his private office at work for decades). Initially, Walt was very reluctant to have his young artists, who were being trained by Don Graham, draw live nude models, but reluctantly gave approval. Again the motive was not to serve God, but to make sure the Disney reputation remained untarnished. With the power of the establishment media behind Disney, Walt had nothing to worry about, news about the nude drawing classes and their detailed drawings never reached the light of day. Behind such strict fronts of legalistic morals, cleanliness & soberness, you will often find lots of guilt and high level satanic ritual. For instance, Hitler (who was by the way also a failed artist & who liked mechanical things more than people) obsessively washed his hands many times a day (out of guilt), and so did Walt Disney. Walt obsessively washed his hands several times an hour, every hour. Walt liked animals & his trains more than people. This author has seen some alters who were forced to take another human’s life, and when they relived the memory, the alters then tried to physically wash the blood guilt off of their hands. Another example is that over the years this author has discovered that many of the exclusive restaurants that are meticulous in every detail are tied in with the mind-control and criminal activities of the elite. Dirty money is keeping the places looking sparkling clean.

Walt Disney worked very hard at maintaining a great image for himself and his company. An example of this, is how he exploded in rage and wrote an angry memo when a Disney character was placed in a beer ad. (Memo mentioned in Thomas, Bob. Walt Disney An American Original. Hyperion, 1994, p. 7.) He had a personal image builder, Joe Reddy, who worked full time to build Walt’s image. Joe Reddy was a cigar-smoking irishman who loved the catholic college Notre Dame’s football team. He also was a publicity agent for Shirley Temple. But the Disney deception entails far more than Joe Reddy’s decades of image making, and Walt’s own abilities to create good images of himself. Just as with Billy Graham (see Vol. 2 about Billy Graham), the entire Illuminati threw their weight behind promoting Walt Disney. Ronald Reagan and Walt Disney were good friends and both cut from the same die in many ways. Both men were high ranking Freemasons, both came from socialist backgrounds (Ronald’s mother was Eleanor Roosevelt’s best friend, & Walt’s Dad was a socialist leader), both were paid FBI informants, and both were involved heavily in the abuse of mind-controlled slaves. Walt always generously supported Reagan’s political campaigns, and in turn Reagan did political favors for Walt as Gov. of California. For instance, Disney’s Mineral King mountain resort needed an access route through the Sequoia Nat. Park at a time when there was lots of congressional pressure to preserve the last stands of redwoods. Gov. Reagan got his friend Disney his road through the park.

Reagan served as the emcee for the opening day of Disneyland on July 17, 1990. He returned with Illuminati TV host Art Linkletter for the 35th anniversary. Ronald Reagan & Art Linkletter both pumped Disney publicly. Another slave abuser that spent time with Disney was Bob Hope, who would spend time on the golf course with Walt. On the opening day’s telecast, cameras showed Sammy Davis, Jr. (a member of the Church of Satan) and Frank Sinatra (a mind-control slave handler) driving the pint-sized Disney ears at the Autopia ride. When Disney celebrated its fifty yr-anniversary with a two hour special on May 20, 1991, the program included people like occultist Bill Campbell and was named “Best of Disney, 50 Years of Magic.” For the silver anniversary of Disney World in Oct. ’96, the Clinton’s were invited to help open 15 months of celebrations. The theme of the anniversary celebrations was “Remember the Magic”. A Boy’s & Girl’s Club sang ‘When you wish upon a star’ (a popular programming song). Hillary Rodham Clinton (herself an Illuminati Grand Dame and a mind-control programmer) shared with the audience that she and Bill “first brought daughter Chelsea to the Magic Kingdom when she was four.” Roy E. Disney, nephew of Walt, told the public that Disney World “is the story of men and women who took hold of a dream and never let go.” There is a double meaning to that. Many victims of trauma-based mind-control have taken hold of the illusions that were programmed into their mind secretly at Disney, and never let go. Among the visitors to Disneyland have been all the American Presidents from Eisenhower to Clinton, over a dozen kings & queens, as well as Emperor Akihito of Japan, Anwar Sadat, and Robert Kennedy (who rode the Matterhorn with astronaut John Glenn.) Both Denmark’s & Belgium’s kings who are in the Illuminati visited, as well as the dictators of Indonesia, the Shah of Iran and Ceausescu of Romania. (As a side-note Roy E. Disney was forewarned by Arab leader that the Shah was to be deposed.) Organizations that have been actively working for a New World Order for many years gave big awards to Walt in his early years such as the B’nai B’rith (Man of the Year Award to Walt) and the Chamber of Commerce. In 1936, Walt was given the Chamber of Commerce’s annual ,,Outstanding Young Man” award. The establishment’s Yale & Harvard Universities gave him honorary degrees. Walt Disney biographer Leonard Mosley, who researched Walt Disney for years (as well as writing books on the duPonts, the Dulles brothers, and Hirohito) wrote in his book on Walt Disney, “The studio publicity machines in the film colony had, as usual, gone out of their way to try to persuade me, as a writer for a powerfully influential British newspaper, that this was a city of lawless gods and goddesses, full of clean-living, sanitized stars.

“It was even more of a deodorized world at the Walt Disney Studio where the publicity men insisted their boss was faultless--never drank too much, never used a swearword, never lost his temper, never quarreled with his wife or family, never let down a friend. And woe betide anyone who tried to suggest otherwise. Members of the resident foreign and local press risked their jobs if they dared to write stories inferring that Walt Disney could be domineering, implacable, and unforgiving (as was the case, for instance, before, during, and after the 1941 studio strike). The Disney flacks were capable of exerting heavy pressure on editors and proprietors or, through the advertising pages, against anyone who inferred Walt Disney was not the epitome of well-scrubbed and benevolent perfection." (Mosley, Leonard. Disney’s World. New York: Stein & Day, p. 10.) Disney is perhaps the epitome of Illuminati abilities to create images. They have created great images for things Disney, incl. Walt Disney, Disney movies, and Disney’s Amusement parks. In some cases these things have been overrated, in other instances the sinister side to them has been carefully hidden. In order to make movies that contain the typical smut of Hollywood, sex and violence, Disney did a slight of hand and created subsidiaries which Disney runs, which has allowed them to keep their good image. They also never showed the public the hard core porn that was made for years in secrecy for the elite. Behind Disney’s good front lies hard porn, snuff films, white slavery, Illuminati mind-control, and the seduction of several generations into witchcraft. Disney’s involvement in these kind of things will be explained in this chapter. Nobody has sold America witchcraft as well as the Disney brothers. Movie after movie has cleverly brought the occult into the warp & woof of American thought, all under the disguise of entertainment. For instance, it was Disney that brought us cannibalism and told us that it was a “triumph of the human spirit” (a direct quote from Disney’s Touchtone Producer Robert Watts concerning Disney’s movie “Alive” featuring survivors of an airplane crash who turned to cannibalism). Under the disguise of entertainment & showing us how “triumphant” the human spirit was, they subtly promoted cannibalism. Mickey Mouse plays a leading role in “The Sorcerer’s Apprentice.” And yet when this author has suggested that Disney movies aren’t wholesome, many Christian parents come unglued and have gotten angry with this author. The deceptive image that Disney movies are wholesome is a triumph in Illuminati deception. Parents would be surprised what is slipped into cartoons. In Disney’s “The Little Mermaid” the castles are male sexual organs. In one cartoon Mighty Mouse is shown without comment clearly snorting cocaine. Walt Disney Studios Chairman Joe Roth is in charge of Walt Disney as well as subsidiaries Touchtone, Miramax, and Hollywood Pictures, which were all created to camouflage the Disney production of adult films. Disney operates in a clandestine manner regarding the promotion, distribution and rating of the films produced by their subsidiaries.

 

DISNEY MAKES MALE PHALLUSES INTO CASTLES.

Roth oversaw Disney’s subsidiary Hollywood Pictures’ Evita film. Evita has as its main start “Material Girl” Madonna. Madonna is in reality a mind-controlled slave who has appeared in numerous underground porn/& ritual porn movies. (This author has an underground catalog from a porn business, that has recently changed its location of business. The catalog offered a film of Madonna performing an actual blood sacrifice.) She also was the main actress in Disney’s Dick Tracy film which is reported to be used for mind-control. During an Arsenio Hall show, Madonna, who as a guest acted dissociative, was picked up by the cameras during the show kissing her Baphomet ring. Disney controls the products that are associated with the movies of their subsidiaries. In Evita’s case they are marketing hats and other items, as just one more of Disney’s countless artificially generated consumerism campaigns. In Ruth Stein’s interview of Madonna, Madonna appeared bored with plugging Disney’s consumer products. When asked about the tango dresses and hats inspired by Evita that popped up in stores after the film, Madonna said, “Believe me, I have nothing to do with it. Disney is pushing the whole thing.” (San Francisco Chronicle, 12/29/96, Datebook section). In one interview Madonna states she wants her daughter to grow up knowing Catholicism, but she doesn’t believe that it would be good for her daughter if Madonna narried the father of her child from Lourdes, Carlos Leon. In another interview, Madonna says, “Actually, I’m a very good role model, because I say, ‘Look, these are my standards’...” She then goes on to plug homosexuality, same sex marriage, and single families in the interview. Walt Disney stated that it plans to release an album by DANZIG, a heavy metal band whose songs contain “dark themes”. The Disney press release announces on its by-line “Mickey Mouse is going heavy metal.” Disney’s album ,,BLACK ACID DEVIL” was due to hit the music stores Oct. 30, 1996 during Halloween time. According to Disney this music has no satanic references, but does have “dark, Gothic and sexual” overtones. Glenn Danzig denies that he is a satanist.

 

CONTENTS IN THE DISNEY DECEPTION SECTION OF CHAPTER 5.

a.  an introduction

b.  an overview

c.  Who was Walt Disney?

d.  Who was Roy O. Disney?

e.  Who is Roy E. Disney?

f.   What do we know about the in general?

g.  A history of Disney

h.  Disney and its mob connections

i.   Disney and its government connections

j.   Disney and mind-control

k.  Detailed Script of how one Disney movie is used for programming.

1. Partial List of Sources

 

 

B. AN OVERVIEW

Disneyland and Disneyworld are world famous and the pride of America. They are also extremely important programming centers for the Illuminati to create total mind-controlled slaves. Disneyland is also involved with providing a place for rituals, porn and other satanic activities. In terms of deception, Disney movies and Disney Amusement Parks rate as one of the best deceptions. According to deprogrammed ex-Illuminati slaves, the Illuminati in the 1960’s needed to shift their programming away from the military bases, because too much publicity (heat) was shined on the military bases. Their goal was to have someplace that people from all over the world could come to without raising any suspicions, and a place which would be the perfect cover for many of their criminal activities.

According to a witness, the Illuminati Programmers got a big laugh out of using Disneyland as a major Illuminati base for criminal activity. Under the disguise of entertaining the world, they carried out money laundering, child slavery laundering, and mind-control. They nick-named Disneyland “the little syndicate of mind-control.” When a child of 3 or 4 was kidnapped, they could torture the child and then put him on a ride such as a ferris wheel or carousel that a. created dissociation from the pain, while also b. going along with some fairy tale programming script. An abducted child while waiting to be picked up from one Illuminati non-parent caretaker by another, could be kept happy and distracted while waiting for the pickup. For years, Disneyland was an Illuminati center for many of their world-wide activities. Now Disney has created other sites around the world such as EuroDisneyland 20 miles east of Paris and Tokyo Disneyland. Tokyo Disneyland in 1991 had 16 million people attend. With such hugh crowds, it doesn’t take much imagination how the Illuminati have been able to do sneaky criminal activities right in front of people, and the public never sees it, in the middle of all the activity. EuroDisney has been a money losing affair, but the Saudis who benefit from its mind-control, gave Disney the money to keep it financially in business. Walt Disney Records is the largest children’s record label in the world. Disney through their movies, books, toys, records, etc. has made a tremendous impact on the children of the world. Their movie Return from Witches Mountain was one of the most powerful witchcraft promotions ever made. Ducktails, which has deliberate Monarch mind-control triggers written into the script, is also broadcast in Poland and the former USSR.

From the time of the Roman Empire (at least, if not before) the oligarchical leadership, who have been in control of both the Mystery Religions and European aristocracy, have known about BREAD & CIRCUS. Bread and Circus refers to the concept that IF the masses of people are given entertainment and food staples, THEN they are easy to control. Walt Disney movies have played a key role in providing entertainment for the masses to insure Illuminati control. Walt Disney’s friend the Masonic prophet H.G. Wells in his book A Modem Utopia that there would be lots of shows in the New World Order. The World Future Society in a book review in their publication Future Survey Annual, 1993, (ed. Michael Marien, Bethesda, MD:     World Future Soc., p. 91) describes Disney: “Control of commodities [such as entertainment] and access to commodities translates into control over people. ‘The postmodern US is a massive rush of disconnected commodities, each seeking a moment of our attention.” The world of commodities is our soma, and entertainment is the current form of public discourse. Walt Disney World, spread over 27,400 acres of central Florida swamp and scrub forest, ‘is the most ideologically important piece of land in the U.S.’ What goes on here is the quintessence of the American way. It is visited by over 30 million people a year--not only the major middle-class pilgrimage center in the US, but by far the most important entertainment center in the world. It is clearly Oz, utopia as a marketing device.”

Two Disney brothers Walt (Walter Elias) and Roy O. Disney have been at the center of the creation of amusement parks and popular Disney films. In more recent times, two other men, Eisner and Katzenberg have been notable at Disney. Eisner & Katzenberg, as well as others will be discussed later. One of Disney’s directors, Victor Salva, was convicted of molesting a boy and filming one of the sexual molestations. Recently Disney Director Salva produced the Disney movie “Powder”. (Victor Salva’s sexual molestation conviction was covered by newspaper articles such as Robert W. Welkos of the LA Times, in newspapers such as The Oregonian, Weds. Oct. 25, 1995, A sect.) The impact of the Disney brothers is monumental. Mickey Mouse teeshirts can be seen being worn by natives all over the world. Disney World and Disneyland are the quest for a large segment of humanity, who often esteem these amusement parks as the highlight of their life. What is highly esteemed among men, is an abomination to God according to the Word of God. The Bible arbitrarily makes this claim, but sadly, research by this author over the years proves that a close examination of Disney & mankind’s esteem for “Disney” things does vindicate the Biblical expectation. In other words, as readers of this article will find out, behind the appearance of wholesomeness of the Disney brothers and their creations lays abominations-- some of the most grotesque aspects of generational occultism the world has ever seen. Disney’s Magic Kingdom has become an American Institution that impacts people all over the world from the cradle to the grave.

 

C. WHO WAS WALT DISNEY?

In the large book The Art of Walt Disney from Mickey Mouse to the Magic Kingdom by Christopher Finch (N.Y.: Harry

N. Abrams, 1975) on page 11 an interesting and revealing statement is made: "By definition, public figures are known to everyone; yet, even after talking with some of Disney's closest associates, it is impossible to escape the conclusion that nobody really knew him. Always there was some aspect of his personality that was just out of reach."

Those who got to know Walt too closely make complaints such as he was “self-satisfied, intractable, and arrogant.” He could bring his artists to tears or anger in a matter of seconds. Finch is not the only author who has tried to warn his readers that the public’s image of Walt Disney was just that--only a false image. Mosley also writes in his biography of Walt Disney, “Since Disney is regarded by millions of people, particularly in the United States, as perhaps this century’s most brilliantly successful creator of screen animation, I think I should make one thing clear right away. I share the general admiration of a man whose cinematic achievements were always so happily inspired and inspiriting. But--and this is where I differ from uncritical idolaters--I have to know all the facts, no matter how unpalatable, as well as the romantic m